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TI: sindacalista UNIA dice no ai bilaterali UE


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http://www.liberatv.ch/articolo/29676/sinistra-e-unione-europea-anche-enrico-borelli-si-schiera-ecco-perche-dico-basta-ai

Sinistra e Unione Europea, anche Enrico Borelli si schiera: "Ecco perche' dico basta ai Bilaterali"
Con un articolo apparso stamane sul Corriere del Ticino, il segretario di UNIA Ticino si smarca: Ho il diritto di dirmi contrario a questa libera circolazione senza subire ridicoli accostamenti alla destra nazionalista, a Christoph Blocher o all'UDC"

19 maggio 2015

BELLINZONA - "Ecco perche' dico basta ai Bilaterali". Titolo eloquente che aggiunge un nuovo tassello al dibattito interno alla sinistra e ai sindacati ticinesi sui rapporti tra Svizzera e Unione Europea. A firmare l'articolo, pubblicato stamane dal Corriere del Ticino, un pezzo da novanta: il segretario di UNIA (*) Enrico Borelli.

Borelli, che e' pure tra i fondatori di Forum Alternativo (una sorta di corrente di sinistra all'interno del PS), comincia il suo articolo con una lode della Libera Circolazione. Almeno per quello che e' il principio. Sulla carta, in teoria. Un accordo, scrive, che mira a realizzare "un mondo senza frontiere e dunque una societa' fondata sull'uguaglianza e autenticamente libera". Ma la realta' e' un'altra: "La libera circolazione in vigore in Europa non e' purtroppo quella delle persone descritta in entrata, ma quella della forza lavoro sfruttata da un padronato senza scrupoli. E' una realta' che tocchiamo con mano anche in Svizzera, dove l'applicazione dell'accordo ha sin qui prodotto un costante imbarbarimento delle condizioni di lavoro e d'impiego: termini quali 'dumping', 'sostituzione di manodopera', 'messa in concorrenza' o 'caporalato', quasi sconosciuti fino a una dozzina di anni fa, sono entrati a far parte del linguaggio comune".

Borelli critica duramente le misure d'accompagnamento rivelatesi "totalmente inadatte a contrastare le distorsioni del mercato del lavoro" e punta il dito contro la classe politica e padronale a cui "manca la volonta' di correre ai ripari. Di fronte a questa indisponibilita' e al disastro che ogni giorno come sindacalista mi tocca osservare nelle realta' lavorative, non potro' che oppormi a qualsiasi nuovo accordo con l'Unione europea in materia di libera circolazione".

Nell'articolo di Borelli non manca l'autocritica: "Sono convinto che il movimento sindacale svizzero abbia sbagliato ad accontentarsi delle misure adottate dal Parlamento, sia nel 1999 sia e soprattutto nel 2004, quando vennero solo lievemente rafforzate alla vigilia della votazione sull'estensione dell'accordo ai Paesi dell'Est Europa: in quell'occasione si sarebbe dovuto esigere molto di piu' in cambio di una rinuncia al referendum".
"Sono queste - conclude Borelli - le situazioni che occupano e preoccupano un sindacalista, che ritengo abbia il diritto di dirsi contrario a questa libera circolazione senza subire ridicoli accostamenti alla destra nazionalista, a Christoph Blocher o all'UDC, le cui posizioni antieuropeiste peraltro sono piu' di facciata che di sostanza."

--
(*) il maggior sindacato svizzero

-- NB --
Vecchio adagio ticinese: dopu vint fett al sa nincorg che l'e' pulenta.

-- NB 2 --
Il PS nazionale, ma anche il Consigliere di stato PS Bertoli, nonche' i due Consiglieri federali PS (ma non sono i soli) continuano imperterriti a sbrodolare elogi all'UE ed a incoraggiare i cittadini ad aprirsi ulteriormente ad essa. Il PS addirittura contempla nel suo programma l'adesione all'UE, questa UE! E' una specie di incoraggiamento al suicidio nazionale.

Siccome la popolazione scema del tutto non e', comincia a togliere consensi al PS, specialmente in Ticino. Ecco spiegata la nuova tattica del PS ticinese del piede in due scarpe.

Chi per primo a livello politico in Ticino ha gridato "Achtung alla libera circolazione" e' stato il movimento della Lega, grazie al fiuto straordinario del suo fondatore anarcoide e presidente a vita (ormai e' morto) Nano Bignasca. Se ne accorse con decenni d'anticipo sui fini cervelli sindacali e governativi. Forse e' stato questo il suo piu' grande sberleffo ai partiti storici ed ai sottili benpensanti in genere. Nano, non hai idea di quanti ti siano grati per averci tenuto fuori da questo obbrobrio che e' l'UE! Fa 'l brao in ciel, ne'!


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