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Tuor: i sauditi scateneranno una nuova guerra?


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I sauditi scateneranno una nuova guerra?
Il principe ereditario saudita rischia però di provocare una guerra civile in Arabia Saudita e non in Libano

di Alfonso Tuor - 14 novembre 2017

I sauditi stanno scatenando una nuova guerra in Medio Oriente? Questo timore diventa di giorno più credibile osservando le mosse del nuovo padrone di un Regno che sente minacciata la propria ricchezza dal crollo del prezzo del petrolio e la propria sicurezza dai successi del nemico di sempre, ossia l’odiato Iran sciita.

Il Paese è entrato in una vera e propria fibrillazione dopo la designazione a principe ereditario del giovane Mohammed Ben Salman, che per brevità chiameremo d’ora in poi MBS. L’attivismo del principe è tanto impressionante quanto fallimentare, a tal punto da non escludere la possibilità di un colpo di stato o di una guerra civile. Questi timori sono cresciuti negli ultimi giorni dopo quello che si potrebbe definire un colpo di stato attuato con l’arresto di duecento dignitari del Paese, tra cui il cugino, che era a capo della Guardia nazionale, e del ricchissimo principe Al Waleed, noto in Occidente per essere un azionista di riferimento di molti gruppi occidentali e soprattutto conosciuto per i suoi stretti rapporti con il partito democratico americano e lo stesso presidente Obama. A questi arresti si è aggiunto il ridimensionamento del ruolo degli esponenti wahabiti, che hanno dato al Regno saudita la legittimità della religione. Insomma, MBS sta rimettendo in discussione i complicati equilibri di una famiglia reale che si reggeva su compromessi che si basavano anche su oboli miliardari per tacitare i principi scontenti.

Contemporaneamente il principe ereditario Mohammed Ben Salman sembra intento a provocare una guerra civile in un Libano già martoriato. Infatti lo scorso 4 novembre il premier libanese Saad al-Hariri ha annunciato da Riad le proprie dimissioni in un discorso televisivo, in cui ha accusato gli sciiti di Hezbollah di volerlo assassinare e di voler prendere il controllo totale del Libano. Il presidente libanese, il cristiano Michael Aoun, le ha immediatamente respinte dicendo che devono essere presentate di persona anche perché molti sono convinti che il sunnita Hariri sia prigioniero dei sauditi che hanno l’obiettivo di provocare una nuova guerra civile in Libano. Questi timori non sono stati dissipati da un’intervista televisiva concessa da Hariri domenica scorsa. Il premier libanese è infatti apparso teso e fragile e addirittura piangente, confermando i sospetti del presidente libanese. La pessima gestione di questo affare fa presagire un altro clamoroso fallimento di questo velleitario trentenne. Infatti è improbabile che Israele, l’unico Paese in grado di fronteggiare le milizie sciite di Hezbollah, si lanci in una nuova guerra libanese per di più preparata in modo così maldestro da non assicurare un sostegno da parte dell’opinione pubblica occidentale. D’altro canto, l’Arabia Saudita non può fare molto da sola, se non armare il milione di siriani che si sono rifugiati in Libano. Ma si tratterebbe di un’opzione destinata a certa sconfitta.

Ma questi sono solo gli ultimi episodi del fallimentare attivismo del principe ereditario saudita. Infatti MBS, appena assurto a padrone del Regno, ha lanciato una guerra in Yemen contro gli houthi, accusati di essere sostenuti dall’Iran. Questa guerra, trascurata dagli organi di stampa occidentali, sta provocando migliaia e migliaia di vittime sia del conflitto vero e proprio sia di epidemie e di carestie, ma non sta procedendo secondo i piani sauditi. Anzi, l’esercito di Riad e quello degli Emirati Arabi stanno subendo pesanti perdite e non stanno riuscendo a penetrare nello Yemen del Nord ancora completamente controllato dagli houthi. Ma affronto degli affronti, gli yemeniti sono riusciti a lanciare un missile che è caduto nei pressi di Riad e che non è stato intercettato dai sofisticati sistemi di difesa americani acquistati dall’Arabia Saudita. Dunque, lo Yemen in una specie di Vietnam per l’Arabia Saudita. Non è andata meglio con le sanzioni contro il Qatar. L’Emirato non si è piegato e anzi appare protetto non solo da truppe della Turchia, ma oggi addirittura da reparti dell’esercito iraniano. A questi fallimenti si aggiungono la vittoria dei russi e di Assad in Siria, confermata dal recente comunicato congiunto di russi e americani, i quali riconoscono la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale del regime di Damasco. E il consolidamento del governo iracheno che è sempre più filo iraniano. Anche il piano di ristrutturazione dell’economia saudita per affrancarla dalla dipendenza dal prezzo del petrolio e che prevede, tra l’altro il collocamento in borsa di una quota del 10% del colosso petrolifero Aramco, è in difficoltà.

Dunque sconfitte su sconfitte per un principe che mira a consolidare il proprio potere in attesa di ascendere al trono del padre. Questa serie di fallimenti deve preoccupare. Il principe è infatti intenzionato a superare queste difficoltà scatenando una nuova guerra e lo farà se non verrà prima rovesciato da un colpo di stato o da una guerra civile che farebbe crollare l’ultimo grande bastione americano nella regione. E di questo devono avere timore anche i mercati finanziari, poiché una prospettiva del genere sarebbe destinata a segnare la fine dei loro rialzi.


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Tibidabo
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Non credo proprio, tutto è possibile ma me ne stupirei.
Stanno succedendo cose molto complesse in medio oriente e per esempio se seguite i siti arabi in inglese vedete che si sta cominciando a dire che il principe saudita ha tutto l'appoggio di Trump, il che implica disegni che vanno molto oltre quell'area geografica.
Un diplomatico ha affermato: “Jared Kushner è un buco nero” proprio per sottolineare la difficoltà nel comprendere la partita che si sta giocando.

Partire per una guerra sarebbe da sconsiderati soprattutto dato che nessuno sa con precisione cosa avrebbe intenzione di fare la Russia nel caso di un conflitto.

Non ci si capisce più un piffero - e lo dimostrano i commenti degli analisti come questo di Tuor che mi pare vada un po' a tentoni - quindi, direi, è il momento in cui sta per succedere qualcosa di importante.


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adestil
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Registrato: 12 mesi fa
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d'altronde i sauditi su ordine USA pensavano facendo crollare il prezzo del petrolio che alla fine sarebbe stata la russia ad implodere(insieme alla sanzioni imposte dall'altra )invece a quanto pare sono i sauditi ad aver perso ed il crollo del prezzo del petrolio ha portato il crollo delle finanze sauditi da cui nasce questa schizofrenia saudita..

Ma d'altronde come speravano di poter pur ricchi di poter competere con una potenza mondiale come la Russia che non vende solo petrolio ma soprattutto metano senza contare le immense risorse minerarie di cui ha bisogno mezzo mondo che si trovano tra l'altro a confine con ucraina e stati baltici da cui l'interesse USA per quelle zone..
d'altronde la russia è il primo produttore al mondo di Palladio(7volte gli USA)
ed il secondo produttore al mondo di Platino(8 volte gli USA) metalli che oltre ad essere indispensabili per l'industria di alto livello lo sono anche come materiali riserva 5-6 stati producono il 100% della produzione mondiale
per cui sono metalli indispensabili e rarissimi(da qui si spiegano anche le guerre e continui colpi di stato in Zimbawe,4° produttore al mondo ,prima degli USA che è 5° il resto degli stati ne produce poco e niente..)
http://www.metallirari.com/i-paesi-che-producono-piu-platino-e-paladio-nel-mondo-20/


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