Ucraina: il drappo ...
 
Notifiche
Cancella tutti

Ucraina: il drappo russo sul petro-yuan


Exo
 Exo
Eminent Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 31
Topic starter  

https://semprecaromifuquestermoblog.blogspot.com/2022/03/ucrainail-drappo-russo-sul-petro-yuan.html  

Continua il mio lavoro non retribuito di lettore di tarocchi internazionali.

Allora  carissimi lettori forse oggi è stato svelato l'arcano di codesta ''terza guerra mondiale''.

Vengo al dunque, i sauditi hanno annunciato urbi et orbi che venderanno il loro petrolio in yuan.

https://www.zerohedge.com/markets/petrodollar-cracks-saudi-arabia-considers-accepting-yuan-chinese-oil-sales" }">Petrodollar cracks

Questa cosa mi ha illuninato.

Perchè Vladimir Putin ha rotto gli indugi proprio ora con l'Ucraina?

La risposta che mi ero dato era: l'euro sta per affondare.

E' parzialmente vero.

Qui sta per saltare pure il dollaro.

Lo ammetto, non me lo aspettavo.

Non se lo aspettava nessuno.

Il punto che io faccio notare è questo;

COSTORO SI SONO MESSI D'ACCORDO.

 

Cina Russia e Sauditi si sono messi d'accordo e stanno servendo sul tavolo il vero ''nuovo ordine mondiale'' e non è ''il great reset di Klaus Schwab''.

E' un nuovo ordine asiatico.

Non eurasiatico.

Asiatico e basta.

E' evidente per chi non sia cieco che qui non è la Russia ad essere ''isolata'' è l'occidente ad essere isolato.

Vedete questa guerra spaventa e ok sono d'accordo con voi non è una cosa simpatica.

Ma dire che Putin è un toro furente e pazzo che incorna chi lo istiga non mi trova d'accordo.

Concepita come una trappola dagli occidentali questa guerra all'Ucraina sembra essere sì un drappo rosso per il toro Nato.

Anzi il drappo russo.

Ma in generale un drappo rosso per tutta quanta l'opinione pubblica occidentale.

Non mi interessa difendere il punto di vista dei russi, rossi nel Donbass ecc...

E' comunque un drappo rosso, o forse un drappo russo.

Questa cosa è un diversivo che sta spostando l'attenzione dal reale terremoto geopolitico causato dalla mossa della casa del Saud.

Forse per capire meglio la situazione bisogna ricordare cosa è successo a Saddam Hussein e a Gheddafi quando hanno proposto di vendere il petrolio in una valuta diversa dal dollaro:

Sono stati in breve tempo liquidati.

Vedete chi ha il petrolio ha il coltello dalla parte del manico, e questo in parte lo si è compreso con il boomerang delle ''sanzioni'' alla Russia.

Persino la Germania ecologista si è resa conto che non puo' fare a meno del petrolio russo.

Il gretinismo è collassato in poco tempo.

Ma non si eè appieno compreso il potere che ha chi possiede il vecchio petrolio.

Il petrolio sta all'ordine valutario attuale come l'oro stava al precedente.

Il petrolio E' la moneta, o meglio ciò che da valore alla moneta attuale.

Quando George Bush aveva stilato una lista di ''nazioni canaglia'' queste nazioni erano, tolta la Corea del Nord, semplicemente quelle che io definirei ''nazioni petrolifere ribelli non allineate''.

Iran, Russia, Venezuela, Iraq, Libia hanno una cosa in comune: hanno il petrolio ma intendono venderlo alle loro condizioni, e nella valuta che intendono loro.

Di per sè il dollaro non è realmente la valuta mondiale, è il petrodollaro la reale valuta mondiale (era).

Io avevo contestato tempo fa che fossimo in un regime monetario di fiat currency, facendo notare una cosa, se con i dollari non compri petrolio, che te ne fai?

De facto l'alleanza fra la casa del Saud e gli Stati Uniti è sempre stata il garante di questa valuta.

Io l'ho chiamato ''DOLLAR-OIL STANDARD'' facendo notare che appena uscito dal gold standard il dollaro di Nixon per non esplodere ha dovuto appoggiarsi alla Cina e alla casa del Saud.

Si è creato quello che io ho chiamato DOLLAR-OIL-STANDARD

Lo Shock petrolifero apparentemente causato da un altra guerra ''drappo rosso'' sventagliato all'opinione pubblica ovvero la guerra dello Yom Kippur del 1971 era in realtà la risposta mondiale all'uscita del dollaro dal gold standard del 1971.

I produttori arabi OPEC colsero la palla al balzo per triplicare i prezzi o pretendere di essere pagati in oro.

Era il dollaro a vacillare non il petrolio a salire.

E ciò che stiamo vivendo adesso è la ripetizione di allora, un apparente shock petrolifero, una reale crisi valutaria in atto.

In America c'era un'inflazione a due cifre dovuta agli scellerati costi del Vietnam che avevano inflazionato il dollaro e avevano costretto Nixon a chiudere la convertibiiltà aurea.

Gli arabi non accettavano piu' di essere pagati in una moneta che era stata inflazionata e stava per esplodere.

Per comprendere la gravità della situazione basti pensare che per salvare il dollaro dalla stagflazione il banchiere centrale Paul Volcker impose tassi del 20%.

Una situazione non molto lontana da quella della Russia di Putin che in teoria dovrebbe andare in default.

Ma se non andò in default l'America di Reagan e Volcker è perchè compresero che i tassi al 20% erano una misura emergenziale a cui doveva fare seguito altre mosse di contenimento dell'inflazione.

Fu quella la prima pietra di inizio della ''dollaro-sino-globalizzazione''.

Nixon cominciò a sondare il terreno della nuova Cina convertitasi al capitalismo.

Non era una semplice mossa antisovietica.

Era una mossa di sopravvivenza.

La classe media americana aveva troppi soldi, era difesa da sindacati, gli europei al traino.

Questo significava una cosa semplice: inflazione.

La mossa per disinnescare l'esplosione e il default del dollaro era quella di trasferire la produzione prima in Giappone, poi in Cina per indebolire e sostituire la classe media americana con una cinese a piu' basso costo.

La globalizzazione è sempre stata letta come colonialismo economico americano senza vedere che questa globalizzazione era costruita intorno alla Cina.

Il gioco era proprio questo, prendo una nazione gigante, trasferisco ivi tutta la produzione, trasferendo la produzioni li licenzio i lavoratori americani e c'è un travaso di dollari dalla classe media americana che si è estinta a una cinese.

Il travaso di dollari in Cina è anche un travaso di inflazione che quindi viene ''delocalizzata''.

Il concetto di delocalizzazione andrebbe rivisto, non è una semplice prurigine di alcuni ricchi per guadagnare di piu' sfruttando manodopera a basso costo cinese e non solo.

Questa manodopera si sarebbe arricchita e difatti adesso non si puo' piu' parlare di manodopera a basso costo cinese, a parità di mansione guadagnano di piu' degli omologhi occidentali.

La delocalizzazione è innanzitutto delocalizzazione dell'inflazione.

Un modo per permettere agli Stati Uniti di contenere il loro picco inflattivo e successivamente permettersi il lusso di stampare moneta e creare bolle speculative senza grosse conseguenze inflattive.

Piu' la FED stampa piu' le riserve di dollari della People Bank of China diventano enormi.

Con queste riserve la People Bank of China investe nel debito americano e il cerchio sembra chiudersi, non precisamente.

Tutti i processi economici sono commerci triangolari.

Per produrre serve petrolio.

Se gli storici del futuro parleranno di globalizzazione ignoreranno le scemenze dei McDonalds a Mosca e a Pechino per sottolineare che il circuito è questo:

Gli Stati Uniti  stampano dollari, con quei dollari comprano merci cinesi, la Cina ha riserve enormi di dollari, con quei dollari compra petrolio saudita.

Questo sincizio Usa-Cina ha un terzo incomodo che è piu' potente di entrambi.

L'Arabia Saudita.

Ha le riserve di petrolio piu' grosse del mondo.

Finchè le vende in dollari il gioco regge.

La moneta l'ho già spiegato altrove  ha una funzione di riserva di valore, ma la sua natura intrinseca è quella della ''convertibilità''.

Di per sè il dollaro è un vaso vuoto, qualsiasi moneta è un vaso vuoto, il senso di quella moneta è la convertibilità, ovvero con cosa la puoi scambiare.

Il dollaro fino ad ora è stato un vaso riempito di petrolio della casa del Saud e del lavoro cinese, se la casa del Saud decide di fare a meno di questo vaso e decide di usare il vaso yuan per riempirlo, quale destino per il dollaro?

Ora è successo qualcosa che non ha precedenti.

Una nazione petrolifera ''ribelle'' una ''rogue nation'' con l'atomica in questo caso, apparentemente decide di tagliare i ponti con tutto l'occidente e lancia la sua guerra.

Apparentemente è lei a tagliarsi fuori.

Questa cosa che Putin è pazzo puo' anche essere vera.

Se fosse solo sarebbe pazzo, si.

Che te ne fai di sta cacchio di Ucraina?

Il punto è che qui stanno tutti ''impazzendo tutti di concerto'' e la logica del poker-manicomio è che se uno impazzisce da solo è pazzo, se impazziscono di concerto sei tu il pazzo-pollo che stanno facendo fuori.

Se l'Arabia Saudita decide follemente di vendere il petrolio in yuan, che te ne fai dei dollari?

Vedete gli anglosassoni hanno un difetto.

Sono cresciuti su isola e ragionano da isolani.

Una battuta di alcuni corrispondenti da Londra è che gli inglesi dicono, anche in forma autoironica ''bufera sulla manica, il continente isolato''.

Questo angloisolocentrismo va bene finché è consapevole.

Quando c'è bufera sulla manica è evidente agli umoristi inglesi ''CHE NON E' IL CONTINENTE AD ESSERE ISOLATO''.

Le sanzioni sembrano una cosa analoga, ma non so fino a che punto consapevole, una bufera che secondo chi le commina ''ISOLEREBBERO IL CONTINENTE''.

Ma signori questo drappo russo sull'Ucraina nasconde bene dall'attenzione pubblica la mossa saudita di vendere il petrolio in yuan.

Sembra che i tre si siano vagamente messi d'accordo.

Ora anche l'alleato petrolifero americano numero 1, è diventato di soppiatto una ''nazione petrolifera canaglia''.

E questa tempesta forse è provvidenziale per cercare di proteggerlo dalle ritorsioni che sono toccate a Saddam e a Gheddafi.

Innanzitutto piu' si sventola il drappo russo atomico e piu' tutti si spaventano.

Il toro anglosassone carica il drappo russo con sanzioni e intanto cinesi e sauditi avviano la trattativa per creare il petro-yuan.

Vi sembra piu' chiaro adesso?


lurker hanno apprezzato
Citazione
Esquivèl
Estimable Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 195
 

Anche se devo dare una lettura più approfondita, ma sembra che questo faccia il paio con ciò che scriveva Andrea Cecchi il 24 febbraio.

https://andreacecchi.substack.com/p/lascia-o-raddoppia?s=r


RispondiCitazione
PietroGE
Famed Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 4108
 

Al momento è da considerarsi solo un 'avvertimento' saudita  nei confronti degli USA e in particolare di Biden il quale pensa di aggregare l'Iran in funzione antirussa permettendogli di vendere petrolio in grandi quantità. Secondo me si tratta di un bluff perché la moneta saudita è legata al dollaro e un crollo del valore del dollaro significherebbe anche un crollo della loro moneta. Lo yuan potrebbe in futuro diventare una moneta di riserva (oggi lo è solo per un qualche percento) solo se la Cina togliesse le restrizioni sulla contrattazione nello yuan e sul trasferimento di capitali. Non credo che gli convenga, almeno non ora. La interdipendenza finanziaria tra USA e Cina fino ad ora ha giovato più alla Cina che agli USA. Solo Trump se ne è accorto e è corso ai ripari con i dazi. C'è poi il problema di garanzie militari americane nei confronti del regno saudita. I sauditi non riescono neanche a vincere una guerra con i poveri yemeniti, figuriamoci se reggerebbero un conflitto con l'Iran per la supremazia islamica in MO. Piuttosto, gli iraniani sono sul chi vive perché potrebbero benissimo sostituire la Russia nell'export di petrolio, anche se sarebbe un colpo duro alla Russia. Anche gli americani però non stanno bene perché la lobby ebraica è assolutamente contraria al ritorno sul mercato petrolifero dell'Iran. La cosa è più complicata di quello che sembra a prima vista. 


RispondiCitazione
R66
 R66
Estimable Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 154
 

Ciò non potrebbe essere il piano di una regia superiore per cambiare zona e strumenti di lavoro?
Fino ad oggi hanno giocato ad ovest, da ora in avanti andranno a giocare ad est.
D'altra parte il mondo unico vedrebbe più performante il modello cinese che quello americano/europeo.
Che ne pensi?


RispondiCitazione
Condividi: