Una dura realtà...
 
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Una dura realtà...


GioCo
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"Noi" abbiamo già perso.

Ma se stai leggendo questa seconda riga e sei riuscito a superare il primo impatto, la domanda che dovresti farti alla seconda riga è: "noi" chi? Poi, "cosa" avremmo perso?

Le significazioni che diamo al mondo seguono dei principi che corrispondono a correnti di energia. Come fossimo dentro dei fiumi che hanno tutti le loro direzioni fisse: se segui la corrente arriverai dove il fiume ti porta, come i binari del treno. Significati fissi, apparentemente certi e sicuri.

Ma questo non ci assicura proprio un bel nulla, ad esempio non ci assicura che ci comporteremo come i salmoni nella stagione della riproduzione. L'ordine con cui poi si affronta la corrente dipende molto dai contesti e da chi siamo. La corrente interessa certamente tutto il fiume, ma non allo stesso modo a diverse altezze e profondità e non allo stesso modo in ogni punto, ad esempio in certi punti laterali vicino alle cascatelle ci saranno mulinelli di acqua che tenderanno a creare zone più stabili rispetto il resto della corrente.

Poi dipende anche dalla stagione e dalla specie, perché ad esempio la trota tende a rimanere nei fossi come il gambero d'acqua dolce, ma se cercano cibo o un luogo più sicuro si sposteranno, dal momento che si tratta di predatori ma anche di prede e cercheranno luoghi ideali ai loro scopi che non saranno sempre gli stessi, ma seguiranno la loro crescita evolutiva e le loro necessità contingenti. Eppure, tutto ciò è imprescindibile.

Ognuno di noi non decide la propria età, quando nascere o in quale fiume (di eventi) dovrà affrontare la Vita. Semplicemente come il pesce dovrà affrontare quanto gli capita come gli riesce meglio e con le qualità residue che gli verranno fornite dal corpo che andrà ad abitare. Poi, certamente alcuni avranno altre qualità, ad esempio cresceranno di più in dimensioni, risulteranno un poco più svelti o forti, qualità realtive entro la specie che potranno favorire o meno la difficile impresa della sopravvivenza quotidiana. Ma questo, rispetto al quadro generale è un dettaglio abbastanza marginale e irrisorio anche se per noi oggi dato che ci parla della competizione, appare tutto. Nel senso che strutturalmente gli eventi saranno comunque così ordinati per tutti e la competizione sarà un aspetto, certamente presente, ma del tutto trascurabile.

Ciò che conta per la Vita è ben altro.

In particolare per la Vita contano le energie che arricchiscono il flusso. Ne parleremo, credo più avanti, ma non in questo POST, perché il suo scopo è un altro e questo era solo un accenno per far capire che esiste un quadro più ampio in cui rimettere le mie osservazioni.

Osservazioni che prive di una introduzione come questa, portano a pensare siano del tutto scorrelate rispetto ai fatti, in quanto conducono a conclusioni "forti", cioè inaccettabili.

Ma il metodo che applico, pedissequamente, è impietoso e nella misura in cui rimane predittivo ancora più duro da mandare giù. Per iniziare ad accettarne solo i contorni, prendendo in considerazione i suoi dettami, ci ho messo 10 anni. 

DIECI ANNI!!!

Per ciò capisco benissimo chi messo davanti alle evidenze evidenti a cui ci porta il metodo; la reazione che mi aspetto è quindi quella del netto rifiuto. Di solito se espresso in via contenuta inzia con un "...non credo che...". Il punto è che non racconto mai niente che riguarda una mia fede, credenza o anche solo una congettura, una teoria. Semplicemente applico un metodo e vedo cosa ne viene fuori, meccanicamente. Dopodiché non mi interessa considerare se si tratta o meno di verità, mi basta che sia il più possibile coerente. Anzi, proprio i punti di incoerenza sono per me fertili e mi spingono a guardare con più attenzione per trarre conclusioni (altre) che riescano a "riallineare" i significati, modellandoli e riadattandoli in modo che "spieghino" l'incongruenza che si cela spesso nei dettagli ma che poi va rimessa in un quadro generale UNICO, il più allargato possibile.

Allora torniamo all'inizio e proviamo a rispondere alle domande che ci siamo posti: tanto per cominciare "noi" chi?

Prima sorpresa: tutti. Le élite, quanti protestano, quanti se ne fregano. TUTTI!

Il metodo applicato, lo ripeterò allo sfinimento, è ferreo. Non ammette deroghe, anche se non spiega, non da risultati flessibili. Il corso del fiume può pure essere deviato e si posso anche mettere delle dighe, ma non posso eliminare il concetto di fume o il fatto che scorra verso il mare. Lo so che c'è una forza interiore (dentro ognuno di noi) che non accetta, non si arrende, lotta strenuamente sempre e solo per essere "contro", contro le leggi universali, contro l'evidenza evidente, contro Dio se necessario, cioè contro qualunque "obbligo" calato sulle nostre spalle o supposto/creduto tale. Perché questo è ciò che accade se non si gestiscono le emozioni, ci fanno apparire la struttura come un obbligo, una condizione inaccettabile e imprescindibile, un po' come la volontà "ingiusta" di Dio, oppure (meglio) come se considerassi la struttura del treno "un inaccettabile condizionamento" ad andare dove i binari mi portano. Infatti ci piace fantasticare di treni che prendendo il volo abbandonando i binari che metaforicamente sono obblighi. Non è un caso, è la risposta della stessa struttura emotiva che se non gestita precipita, deraglia, porta sempre verso il disastro perché si orienta verso la sua propria negazione. Senza scampo.

Quindi in un certo senso "noi" (tutti) non avremmo scelta, saremo in un certo senso cosmicamente sfigati finché non accettiamo di gestire queste benedette (o maledette a seconda) emozioni. Lo facciamo? Ma manco per il ca..o! Vi assicuro, è una lotta contro i mulini a vento cercare di accettarlo. Fino a pochi anni fa tutto questo mi faceva impazzire. Poi ho realizzato semplicemente che non ne valeva la pena... di inca%%armi intendo. Se le cose stanno così e posso vederle, perché mi dovrei arrabbiare o giudicarle "sbagliate"? Se stanno così allora la conseguenza più logica è considerare che da neofita, non so guidare il corpo e sedendomi con pazienza davanti alla plancia comandi, sarò chiamato a provare e riprovare a guidare questo Super Jumbo Spaziale.

Il Corpo... E come lo guido? Considerando le correnti, le forze in @GioCo, come l'aria per l'aereo. Questo mi consentirà di andare dove voglio? No, ma renderà meno facile che vada a sbattere come un coglione il muso ad ogni "situazione critica", perché saprò riconoscere la condizione e avrò qualche strumento in più per evitare il peggio, ad esempio per ridurre il danno se proprio proprio mi coglie di sorpresa l'evento.

Ma ciò mi porta sempre a considerare quello che credevo di essere, il luogo in cui credevo di essere, la via che credevo di percorrere, costingendomi ad accettare che non era esattamente quello che credevo. Insomma, un po' mi crolla addosso il Mondo e da lì la lettura del quadro comandi del mio aereo, le emozioni e quello che mi segnalano, mi diventa inaccettabile: non è possibile sia quella l'altezza, la velocità, la direzione, etc.

Ma i comandi sono impietosi e non rispettano quello in cui credo. Leggono una realtà e mi dicono quello che leggono. Leggono la verità? Chi lo sa! Forse, ma se non ne tengo conto, se faccio finta che non esistono o che dicano tutt'altro, non va meglio e non va affatto bene. Ci dice infatti di più sulla nostra incompetenza e ignoranza questo comportamento che sulla bontà della nostra strumentazione!

Eppure... Eppure, pur di non mettere in discussione il credo che condiziona i significati monopolizzandone la cristallizzazione, siamo disposti a scassare tutta la strumentazione, ad esempio con terapie farmacologiche o con comportamenti che sedano, rilassano, deviano, costruiscono realtà immaginarie e parallele più "rassicuranti" (i vari "paradisi") e se non lo facciamo ci pare pure peggio e per ciò "ci sentiamo costretti" a seguire il dettato di questi comportamenti.

Sentiamo tutto ciò come un "bisogno" che realizza pedissequamente la negazione dello stesso (come la droga e il piacere che ne deriva che verrà sempre più negato dalla droga stessa) ma peggio che peggio la prima cosa che negeremo sarà proprio il processo di negazione. Perché ignoriamo la struttura emotiva e i suoi fondamentali e di conseguenza dipendiamo dalle sue estremizzazioni.

Non la governiamo e di conseguenza ne veniamo governati. Senza scampo.

Ora vi faccio notare un aspetto (inaccettabile) del presente che ci serve a corroborare quanto detto. Lo so, non è sufficiente e non servirà a convincere un beneamato nessuno, ma non importa, il demone (socratico) comanda ed "io" esegue.

Quanti protestano osservano come gli allineati sottostanno ai ricatti come se non ci fossero e accettano acriticamente un siero genico che non garantisce nulla e si è già svelato apertamente inefficace, eppure in via del tutto incoerente si sottopongono alla terza, quarta e via così dose. Dal nostro punto di vista "contrario" è un comportamento privo di senso e ci chiediamo come sia possibile mantenere coerenza con quanto ci dice l'evidenza evidente, senza però renderci conto che facciamo anche di peggio e sempre per le stesse ragioni.

L'emozione comanda sempre. L'incoerenza ci suggerisce che a comandare è l'emozione. Ma questo rimane inaccettabile, per ciò neghiamo noi il nostro (lato incoerente) esattamente come gli allineati il loro.

Quante settimane va avanti la protesta di piazza? Cosa ha ottenuto? Ha funzionato di più o allo stesso modo del farmaco miracoloso?

UGUALE.

Allora perché insistiamo? Voglio dire, se non funziona, perché aumentiamo le dosi al posto di cercare vie alternative? Leggo di proposte degli organizzatori di scendere in piazza tutti i giorni... Percheeee... Boh, immagino per esasperare gli animi di chi non è d'accordo e che continua a non essere d'accordo, oltrettutto cristallizzando le sue proprie posizioni proprio perché la protesta di piazza lo esaspera. Non cattura le simpatie, esaspera una parte della popolazione contro l'altra e aumenta le probabilità di scontro. Ma viene proposto di aumentare la dose, fra poco immagino anche di fare campeggio stabile 24su24 nelle piazze perché era già nelle corde dei portuali e non vedo perché non debba esserlo per gli altri: si esporta il metodo Puzzer che anche lì, non mi pare abbia dato risultati se non ridicoli.

Quindi come con il siero magico. UGUALE.

Ma noi che siamo in disaccordo con le linee di Governo, siamo quelli che hanno realizzato, quelli più coscienti e illuminati... Bho! Direi che se questo è il livello di coscienza, fanno bene gli altri a starsene alla larga, perché a spanne, così, mi pare una "coscienza risvegliata" un po' ottusa.

O no?

Allora, @GioCo, cosa dovremmo fare secondo te? Ecco, di solito a questo punto si arriva proprio a questo genere di domande, che di nuovo, non ci dicono molto nella sostanza circa quello che c'è da fare o non fare, ma di più sulla confusione che domina e sul dettato della struttura emotiva che si riduce all'ingovernabilità della nostra attenzione/signifcazione.

Cioè ci raccontano di come non siamo noi a pilotare l'aereo, ma è la corrende d'aria all'esterno che (come nel pallone aerostatico) ci porta dove va la corrente: non stiamo pilotando una minchia di niente, ci limitiamo a "rimanere a galla". Cosa significa questo? Significa che se la corrente ci porta al disastro, ad esempio dentro un bel vulcano o in pieno deserto dove ci perderemo, è lì che andremo. Poi possiamo anche essere le persone più buone e pacifiche del Mondo, ma ti voglio vedere cosa diamine farai mentre il tuo ingovernabile pallone aerostatico ti porterà direttamente senza che tu possa farci niente nella bocca di Moloch.

Da mesi insisto su cosa dovremmo fare: acquisire profili bassi, non tanto da rinunciare alla difesa ma abbastanza da non fare casino e da non richiamare l'attenzione, fare rete sociale per difendere il numero perché se scende chi rimane non avrà difese e mantenerlo al fine di aumentare la difesa di ogni singolo abbastanza da scoraggiare la rappresaglia sistemica e per realizzare una "società nella società" parallela che deve poter convivere con "l'altra" senza troppo clamore, come la mafia, come i gruppi etnici di immigrati, come tante altre realtà che già sono strutturate, organizzate per loro conto e coesistenti con le altre.

Da mesi vedo bene che si sta facendo di tutto per evitare queste soluzioni (e si punta al casino) che sono banalmente le più logiche, rispetto la lettura "inaccettabile" della nostra condizione attuale: cioè quella che abbiamo perso!!! Ma non mi preoccupo, so esattamente perché ci si comporta così, è la struttura emotiva stessa che comanda e il metodo applicato che mi suggerisce come leggere gli eventi.

Ciò che ne risulta è implacabile. Non si sfugge.

Ora, andiamo un poco avanti. "Noi" a fianco di "fottuti" riguarda tutti e fin qui ci siamo, passiamo al "cosa" avremmo perduto. "Noi" abbiamo perso la prima battaglia per gli equilibri generali e questo ci porta tutti verso il CAOS. TUTTI e senza scampo. Quella battaglia avrebbe reso possibili i nuovi equilibri del greet reset o quelli per cui protestiamo. Non necessariamente entrambi o uno dei due. Avrebbe reso possibili equilibri e basta.

Senza, non c'è trippa per gatti. NESSUN gatto. C'è solo il CAOS e questa non è una brutta notizia, è mezza brutta notizia per tutti. Nel senso che dovremo tutti accontentarci di quello che verrà e che qualsiasi cosa verrà sarà destinata per forza a scontentare tutti.

Come nel far west, tanto chi dominava quanto chi era dominato doveva accettare di vivere nel CAOS con tutto ciò che ne discende.

Qual'è questa prima battaglia che non è mai stata combattuta e avremmo invece dovuto riconoscere primaria, affrontare, combattere e vincere? Quella sull'identità digitale, di cui se ne fottono tutti. TUTTI. Come fosse normale, come fosse una conseguenza naturale, come fosse il niente.

Eppure è solo il motivo per cui se scoppierà (e temo proprio il rischio sia quello essendosi imposta una realtà mutilpolare con un solo attore che gestisce i giochi del Mondo digitale) una guerra globale termonucleare, sarà PER QUESTO.

Perché in @GioCo ci sono INTERESSI COLOSSALI sufficienti a scatenare quella guerra, con buona pace di Putin e Xi che ripetono di voler "solo" gestire gli affari in casa propria: a questo punto della storia è esattamente questo il problema.

Bene, e davanti a tutto ciò che stiamo facendo noi disallineati? Protestiamo (senza avere ancora capito una minchia) per un pass che poi non è un pass e che sarebbe green senza essere nemmeno green, cioè il NULLA COSMICO che infatti ognuno gestisce insieme ai ca%%i propri come gli gira nel pieno CAOS amministrativo. Oppure protestiamo per un siero che non è neppure un farmaco figuriamoci il resto, ma l'assicurazione per l'hacking + backdoor genetico (già venduto) dei nostri corpi, al fine di alimentare affari sporchi di farabutti totalmente privi di scrupoli e maladrini globalizzati digitali di ogni risma da qui al futuro prossimo venturo. Tradott: il nuovo altro CAOS "stabile".

Che non ci evita il pericolo della guerra gobale perché i farabutti (oltre ad essere ingordi insaziabili che non sanno darsi limiti) sono intimamente legati al circuito militare più corrotto, brutale e fanatico di sempre. Il braccio di Moloch.

Devo aggiungere altro?


alpho, Hospiton e sarah hanno apprezzato
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sarah
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Su questo sito ( un tantino spinoso da frequentare e che non fa mistero del suo orientamento politico ) c'è questo articolo che aggiunge spunti di riflessione. Ho letto molti interventi di questo autore ma da quelle parti non è stato apprezzato.

https://www.controinformazione.info/lo-stormo/

 


Hospiton hanno apprezzato
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GioCo
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@sarah, dire certe cose pare inutile. Della parte della grotta di Platone, tutti scordano il ritorno e il fatto che nel raccontare che c'è un Mondo fuori dalla realtà riconosciuta e confortevole e nel tentare di liberare dalle catene i nostri fratelli per farglielo conoscere, è già buono se non si viene presi a sassate.

E' il motivo per cui abbiamo quel passaggio nei vangeli in cui Cristo porta uno degli apostoli (non ricordo quale) in un luogo appartato e quando ritorna gli altri gli chiedono cosa gli abbia detto ma l'apostolo risponde che non può dirlo dal momento che se lo svelasse verrebbe lapidato.

Quando parli di struttura emotiva tocchi processi che corrispondono a "sistemi di allarme", strutture concepite per essere mutuamente (=meccanicamente) difensive. Per quello Gesù diceva che si deve comportare come un ladro in casa tua.

Molti massoni della vecchia scuola conoscono bene questi processi auto-difensivi e sono restii a parlare perché sanno perfettamente che chi non ha fatto su di sé un lavoro apposito per riconoscerne il funzionamento e ridurne gli effetti deleteri, non può che rimanerne vittima incosciente. Quindi con questa gente è di solito sempre meglio evitare di tirare fuori questi argomenti. Si da quindi in pasto roba fritta rifritta, tendene allo zero. Cioé in sostanza giocattoli per tenere buoni i bambini o quasi.

In esoterismo (serio) e persino nel pensiero sciamanico si parla esplicitamente di ignoranza, dove la conoscenza non è evidentemente dottrinale, ma sapienziale, iniziatica, tipica dei saperi non verbalizzati. Per esempio, nei pitagorici erano saperi trasmessi tramite la geometria e la matematica che diventavano "dettati sacri" per questo motivo. Quando si parla di saperi non verbali, in genere si parla di significazione cioè territorio bioenergetico e quindi emotivo.

In generale le cose (almeno dal mio punto di vista, per il metodo di cui mi faccio portavoce) sono estremamente semplici. Le emozioni sono la parte esteriore di un certo movimento bioenergetico complessivo. Per ciò una specie di quadro comandi, dove ci sono spie e indicatori che ci danno una lettura della situazione (stato spicofisico corporeo) come la temperatura e la pressione (emotiva) e altri che invece ci consentono di "guidare" i processi in atto, come la cloche dell'aereo. Evidentemente se però non conosco nemmeno cosa sto guidando e dove, non posso nemmeno riconoscere i comandi e quindi viaggio con una specie di "pilota automatico" che di solito se tutto va bene fa il suo dovere ma che in caso di interferenza imprevista, non è in grado poi di agire. Nel senso che non è progettato per reagire agli imprevisti e quindi "va in crash" in questi casi (come l'11 settembre o il periodo di lockdown).

Il movimento bioenergetico è semplicissimo: un unica fonte compatta. Noi la percepiamo come una summa di "amoregioia" fuoriscala ma è solo come la percepiamo. Un esempio? Guarda un neonato e "ascoltati", non ci vuole molto.

Questa bioenergia arriva come un flash e poi degrada molto rapidamente, tanto che la botta di energia inziale perde quasi subito la sua integrità e diventa altro. Il processo di degradazione va a stadi, ma in genere la prima divisione è tra amore e gioia. Così abbiamo stati d'amore senza gioia (=inferno) e stati di gioia senza amore (=cinismo). I flussi però si incrociano a intervalli mentre decadono e nei punti di contatto ritroviamo stati virtuosi, come nel coraggio, nella saggezza, nella abnegazione, etc.

Questo ci da pochi stati riconoscibili e positivi e infinite "sfumature" negative, le prime sempre contrapposte alle seconde, per cui non posso avere "coraggio" senza ciò che mi può minacciare (=paura). Per ciò negare, cioè esprimere stati negativi, diviene più facile. Costa a noi di meno. Ma sul momento perché spendi meno ma non recuperi niente. Quindi "guadagni" ma nel breve periodo. Nel lungo perdi e basta. Mentre nell'atteggiamento positivo accade il contrario, perdi nel breve periodo (perché nell'immediato ti costa molto di più realizzarlo) ma nel lungo guadagni, perché recuperi sempre di più di quello che spendi, anche se è "un investimento", nel senso che poi il recupero non è garantito ma massimizzato, il che vuol dire che quando e se lo avrai, ti compenserà di tutti i tuoi sforzi/tentativi. Naturalmente essendone coscienti, il recupero diventa più facile e socialmente conveniente. Da qui il fatto che le società positive sono infinitamente più durevoli e stabili di quelle negative, ma sono anche molto più rare. Per questo poi chi opera nel Male ha sempre fretta. Non può non averne.

Queste in sintesi alcune "regole" di base. C'è ben altro, ma era solo per capirci.


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LuxIgnis
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@gioco

E' il motivo per cui abbiamo quel passaggio nei vangeli in cui Cristo porta uno degli apostoli (non ricordo quale) in un luogo appartato e quando ritorna gli altri gli chiedono cosa gli abbia detto ma l'apostolo risponde che non può dirlo dal momento che se lo svelasse verrebbe lapidato.

E' dal Vangelo "apocrifo" di Tommaso e quindi si tratta di Tommaso:

14) Gesù disse ai suoi discepoli: - Fate un confronto con me e ditemi a chi sono simile-. Gli disse Simone Pietro: - Tu sei simile ad un angelo giusto. Gli disse Matteo: - Tu sei simile a un filosofo di grande saggezza. Gli disse Tommaso: - Maestro, la mia bocca non è assolutamente in grado di dire a chi tu sei simile.
Gesù disse: - Io non sono più tuo maestro, perché tu sei ebbro: ti sei inebriato alla copiosa sorgente che è emanata da me. Poi lo prese in disparte e gli disse tre parole. Allora, quando Tommaso tornò dai suoi compagni, essi gli domandarono: - Che cosa ti ha detto Gesù? - Rispose loro Tommaso: - Se vi dico una sola delle parole che egli mi ha detto, voi prenderete delle pietre e me le scaglierete, e un fuoco uscirà dalle pietre e vi brucerà.

"


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alpho
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Tutto molto bello ed anche disperatamente vero... eppure vivere oggi è lottare con la cabina di comando impazzita ognuno di noi una scintilla inutile  facciamo fuoco e forse non serve ma un senso lo ha 


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cedric
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l'esposizione, come sempre, è ben articolata, ma è assiomatica dando per di per sè evidenti alcuni lemmi fondamentali. Tralasciando Moloch, assunto come metafora del male (e anche su questo si potrebbe discutere) e  prendiamo ad esempio il lemma vita

Cosa è la vita?  E' ovviamente un termine astratto non essendo un oggetto tangibile, quindi non si puo' indicare qualcosa  come un cane o un fiore per chiamarlo vita.

Proviamo coi sui aggettivi derivati: vivo, vivente (ma non vitale). Chi o cosa è vivo?  Quali sono gli attributi ed i predicati che si addicono an un essere vivo?

Un  breve accenno all'energia

L'energia è un concetto puramente matematico che nessuno è in grado di definire di per se essendo possibile dire solo cosa puo' fare l'energia che non è una definizione intrinseca ma è una definizione operativa. Un ottima scappatoia per usare qualcosa che non si sa neppure definire, chissà che direbbero quelli che scrissero i Veda quando i saggi usarono la parola per dare un nome a tutte le cose....

 ps. evitiamo di dire che si guarda al dito invece che alla luna, anche se è un buon modo per sfuggire alle domande...


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GioCo
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Postato da: @cedric

l'esposizione, come sempre, è ben articolata, ma è assiomatica dando per di per sè evidenti alcuni lemmi fondamentali. Tralasciando Moloch, assunto come metafora del male (e anche su questo si potrebbe discutere) e  prendiamo ad esempio il lemma vita

Cosa è la vita?  E' ovviamente un termine astratto non essendo un oggetto tangibile, quindi non si puo' indicare qualcosa  come un cane o un fiore per chiamarlo vita.

Proviamo coi sui aggettivi derivati: vivo, vivente (ma non vitale). Chi o cosa è vivo?  Quali sono gli attributi ed i predicati che si addicono an un essere vivo?

Un  breve accenno all'energia

L'energia è un concetto puramente matematico che nessuno è in grado di definire di per se essendo possibile dire solo cosa puo' fare l'energia che non è una definizione intrinseca ma è una definizione operativa. Un ottima scappatoia per usare qualcosa che non si sa neppure definire, chissà che direbbero quelli che scrissero i Veda quando i saggi usarono la parola per dare un nome a tutte le cose....

 ps. evitiamo di dire che si guarda al dito invece che alla luna, anche se è un buon modo per sfuggire alle domande...

Tralasciando che se scrivo che i significati sono paraverbali e preverbali nessuno poi associa questo alla questione che se lo sono, non si scrivono, provo a rispondere a parole (e quindi in palese paradosso).

Ti faccio solo notare @cedric che la vita si sperimenta, non se ne scrive e non se ne parla. Ma è certamente la cosa più concreta con cui tu hai a che fare quotidianamente, principalmente perché se no sei un bot, cioé una "cosa" che non può sperimentarla anche se è perfettamente in grado di intrattenere con me (o con te) un dialogo sul tema.

Quindi "Vita" e "Parola" stanno insieme come il binario destro e sinistro di un treno: sono rette che non si incontrano mai. Ergo la tua richiesta è intrisecamente inesprimibile.

Ma ci proviamo lo stesso, puramente per il bene che ti voglio (=per estensione al mio prossimo). Se scopi e procrei, non fai un atto "astratto" ma generi. Se un ape impollina un fiore non fa un atto astratto ma genera. Se una cellula (parlavo giusto oggi della questione con un biologo ricercatore che insegna pure) si riproduce per mitosi non fa un atto astratto ma genera.

La domanda dovrebbe essere: COSA? Cosa genera? Come è possibile che questi atti  "generino"? Quegli atti non ha senso compiuto producano un simile risultato, non dovrebbero generare proprio un bel niente. Intendo fisicamente: un bambino nella pancia della madre sviluppa "dal nulla" una quantità di energia assurda e nessun cibo ingurgitato dalla madre può produrre tutta quella energia e quella massa, ma si produce. Quindi?

Esattamente come le carezze date a un nato prematuro NON dovrebbero fare la differenza tra la sua Vita o la sua Morte, tutto ciò che possiamo fare è constatare che è così. Per ciò tutto questo non ha senso compiuto!

Non è che se metto insieme due pezzi di metallo questi partoriscono un robot dal nulla, fosse pure una copia dei due pezzi di metallo, non si riproducono!!

Da dove arriva quella massa non ha spiegazione, ma se tutti fanno come te, che mettono nell'astratto quello che hanno davanti agli occhi perché non riescono a spostare l'attenzione su ciò che hanno sotto il naso, perché non esistono parole per descriverlo, non perché sia astratto, beh... Come dicevo, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire o peggior cieco di chi non vuol vedere. Continuerai a farti le stesse domande che ti porteranno verso le stesse conseguenze (implicite e viziate dalle domande). Tipo che allora una cosa come "Vita" (capace di creare massa dal nulla) non esiste, è una astrazione o pura invenzione degli illusi.

Chi o cos'è vivo? Dal mio punto di vista chi possiede una specifica qualità di energia, che si esprime con l'emozione che è nella sua componente corporea un prodotto biochimico ed energetico (corrente elettrica, campi elettromagnetici e proteine che producono insieme al corpo e in modo sinergico e altamente organizzato un certo risultato, ad esempio la dopamina eccita i neuroni che costruiscono circuiti che ci spingono a ripetere la stessa esperienza) ma che produce sistemi nervosi e con essi complessi significati (risposte comportamentali sistemiche agli stimoli).

Ma il semplice fatto che tu possa farti queste domande da cosa dipende? E' solo una produzione meccanica e casuale? Quale significato dai al tuo POST, QUI ed ORA? Di nuovo, non ci sono termini per descriverlo, ma questo non significa che puoi derubricare il tutto come "astrazione" o come qualcosa di "inconsistente". Per esempio, l'aria che respiri esiste ed è fisica, ma parafrasando Morfeus quando diceva a Neo nel film Matrix "...è aria quella che stai respirando adesso?" si potrebbe riformulare la domanda in maniera ben più intrigante (per noi) chiedendo "...è Vita quella che stai sperimentando adesso?".

Cos'è l'energia. Dire che l'energia è un concetto matematico, perdona @cedric, ma è davvero ignoranza spessa. L'energia è la componente che fornisce movimento alla materia, dopodiché sono anche d'accordo che il movimento è descrivibile matematicamente, ma se fai confusione è ribaldi la faccenda dicendo che è per il concetto matematico che esiste il movimento, beh, siamo nel campo delle pure speculazioni fantastiche, non lontani da un romanzo tipo Flatlandia. Bellissimo concettualmente e artisticamente, non c'è che dire, ma la realtà (perdona) è un altra cosa.

Se però insisti, allora perché non diciamo che le scienze fisiche sono una presa per il culo e così chiudiamo il cerchio?

Poi, se vogliamo speculare sulla oggettività dell'esistenza, Kant ci ha fatto su malloppazzi che possono alimentare dibattiti infiniti sul tema, ed io non sono un fanatico di questo grande autore, però poi la vita la devi vivere e a meno che non sei un robot dovrai pure fare ciò che ti comanda la Vita che non è semplicemente soddisfare bisogni primari, ma è anche e soprattutto dare un signifcato a ciò che fai.

Se non è "strano" questo, non so cosa possa esserlo.

Se invece (per esempio) le mie tesi si dovessero (vuria mai) esplicitare come vere, ciò che constateremmo @cedric, sarà che riprodurre la vita artificialmente non è detto che produca gli effetti sperati (in specie dai transumanisti). Tanto nel digitale, quanto nel biologico. Nel senso che dove andremo a toccare la Vita, tutto ciò che otterremo sarà un pasticcio.

Il CAOS. E se tanto mi da tanto, dato che fin'ora non vedo abbiamo risolto molto oltre il generare CAOS, basta avere la voglia di mettere il naso fuori di casa oggi come oggi, direi che forse, dato che tendo a essere un tantino troppo predittivo, forse (dicevo) è il caso di riconsiderare le domande che ci facciamo.

Non aspettare da me risposte, ma farsi domande più adatte. O no?


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