Notifiche
Cancella tutti

Apocalisse?


GioCo
Noble Member
Registrato: 8 mesi fa
Post: 1878
Topic starter  

mi scuso per la lungezza del POST ma credo ne valga la pena ... giudicate voi

Nel 2004 esce "La passione di Cristo" di Mel Gibson. All'epoca c'era Papa Giovanni Paolo II al secolo Karol Józef Wojtyła. In vaticano l'uscita del film provocò un mezzo putiferio e il povero Papa fu tirato in mezzo anche se non era proprio in gran forma, il 2 aprile 2005 (l'anno dopo) infatti morì, alla vigilia della festa della misericordia che si celebra la domenica che segue la Pasqua, ufficialmente per insufficienza cardiaca ma in realtà per un peggioramento del quadro clinico già compromesso a causa di un'infezione dell'apparato urinario (sempre ufficialmente). Di fatto il Papa non disse mai quelle parole "It is as it was" perché non ha mai commentato il film, ma di questo dirò più avanti.

Il film uscì nelle sale italiane il 7 aprile 2004 (Mercoledì santo) nella settimana della Pasqua (cristiana cattolica) nella quale si celebrano gli ultimi giorni di Gesù, comprendendo in particolare la passione, la morte in croce e la resurrezione il terzo giorno. Ma la parte strana non è questa scelta, in fondo coerente a prima vista. Piuttosto che la settimana santa non parte il martedì. Ogni buon cristiano (non certo il sottoscritto che non si definisce neppure "cristiano") sa che inizia con la Domenica delle palme, nella quale si celebra l'entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme (che ricordiamo segna il ritorno dello stesso in terra di giudea dopo l'esilio per via delle persecuzioni ad opera dei farisei) e finisce la domenica successiva con la resurrezione nel giorno di Pasqua, la più importante celebrazione della fede cristiana che cade ogni anno dopo la prima luna piena di primavera (tra fine marzo e aprile).

Ma la Domenica delle palme non era meglio come giornata per fare uscire un film? Evidentemente c'era qualcos'altro da dire tra le righe per l'uscita di un film così importante per tutta la cristianità.

Ora, il martedì santo è chiamato anche "giorno dello sdegno" e corrisponde al momento descritto nel vangelo (vedi: =C.E.I."]Marco 11,15-19, Matteo 21,12-17, Luca 19,45-48) in cui Cristo caccia i cambiavalute dal tempio. Strana scelta per un prodotto di hollywood che ha come primo fine quello di fare cassa al botteghino.

Un caso? Ovviamente no. Però però le curiosità non finiscono qui e ho molto altro da aggiungere. Seguitemi fino in fondo, non credo ve ne pentirete, dato che un treno di incredibili coincidenze continueranno a fioccare come virus o se vi piace il cinema come pop corn.

Iniziamo da quella meno in vista. Nelle prime righe di questo POST ho scritto che il Papa non disse mai le parole "It is as it was", ma Il 27 marzo del 2005, giorno di Pasqua dell'anno seguente l'uscita del film, apparve alla finestra su piazza San Pietro per poco tempo. Il cardinale Angelo Sodano lesse il messaggio Urbi et Orbi ed il Papa benedisse la folla di mano sua quindi tentò di parlare, ma non vi riuscì, ne in quell'occasione ne in quella successiva: praticamente era già morto.

Nel Novembre del 2016 Mel Gibson rilascia delle dichiarazioni che vengono riportate dal Giornale di Sicilia: "fra 3 anni arriverà Resurrection". Trattasi del sequel dell'opera del 2004. Ma l'anno dopo, nel 2017, esce "Resurrection" di Kristof Hoornaert che non è un film religioso, ma tocca temi vicini alla cristianità.

Per fortuna il film di Gibson non ha ancora un titolo definitivo e viene indicato in generale come "The Passion of the Christ: Resurrection" oppure con il numero 2 anche in romano. Fan trailer se ne trovano di ogni tipo. Ma il 2019 è arrivato e stava passando senza che del film non se ne sapesse più nulla. Per fortuna arriva un articolo verso la fine dell'anno, pubblicato dal "blog cattolico di Fabio Arancio" a fare un poco di chiarezza. Il film sembra che sia stato già girato, ma viene rinviato per motivi ignoti al 2021.

A qualcuno (lo so) si stanno scatenando (mentre legge) brividi lungo la schiena perché comincia a capire. Noi adesso siamo in aprile e sta arrivando Pasqua. Non aggiungo altro.

Nell'articolo leggiamo: "[...]Allo stato attuale non sono ancora state rilasciate foto dal set, interviste, trailer, materiale promozionale, teaser trailer, dichiarazioni, apparizioni televisive, sneak peek e locandine. Tutto ciò che potrete o che avrete già trovato in rete è fake al 100%[...]".

Wow, un film sulla resurrezione più afono di Wojtyła prima della morte. Ecchisselosarebbe aspettato?! 😮

Se poi sono afoni tipo questo "THE PASSION OF THE CHRIST: RESURRECTION (2021) - Concept Trailer [HD]" pubblicato dall'utenza Isaac il 24 marzo scorso in piena esplosione dell'emergenza pandemica in Italia, non male come #fake!

Allora oggi sono uscito sul balcone a riflettere. Il centro di tutto è la cristianità, ma non come la intendiamo noi comuni mortali. Resurrection è più di un film: è un messaggio in codice. Non ho molti dubbi. Per ciò va fatto uscire al momento corretto e per dare un messaggio preciso. Chi di dovere (non certamente Gibson) sapeva che se fosse uscito adesso, avrebbe anticipato i tempi e soprattutto nessuno lo avrebbe potuto vedere a Pasqua. Chiudete la bocca (please) non ho finito. La parte migliore arriva adesso. 😉

Connettiamo un altro paio di puntini prima di arrivare al succo di questo POST che come sempre vi invita modestamente a osservare evidenze evidenti, non ha da offrire nessuna verità. Solo fenomeni coerenti tra loro, così come mi comanda il mio demone socratico.

Mercoledì santo è il giorno del tradimento, il giorno della tristezza. Gesù è tradito da uno dei suoi Apostoli per 30 denari. Pasqua nel 2005 cadeva domenica 27 marzo. Ufficialmente Papa Wojtyła muore sabato 2 aprile. Però il 30 marzo, un mercoledì, fece la sua ultima apparizione in pubblico e con esso fece un ultimo disperato tentativo di dire qualcosa: emise solo un sospiro. Mercoledì, il giorno del tradimento. Certo della settimana successiva quella santa, ma in molti videro un segno inquietante del destino e io lo segnalo per come poteva essere recepito dal mondo cristiano cattolico in quel momento. Per i distratti ricordo che Wojtyła ebbe un mandato piuttosto longevo: eletto nel '78 a ridosso del rapimento Moro, muore 26 anni dopo. Al suo posto verrà eletto Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Aloisius Ratzinger, gesuita tutt'ora in vita "deposto" per motivi mai del tutto chiariti il 28 febbraio 2013, anno bisestile, esattamente un mese prima della Pasqua che in quell'anno cadeva il 31 marzo, in favore dell'attuale (sempre gesuita) argentino Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, che oltre ad essere il primo ad assumere il nome Francesco è anche quello che alcuni sussurrano essere il papa nero delle profezie.

In tanti a questo punto dicono che però è anche il papa più socialista della storia cattolica. Io continuo a far notare che è il secondo (e non il primo) papa gesuita della storia, ma entrambi "i papi" sono in vita ed entrambi agiscono nella chiesa, per fare cosa è tutto da capire. Però noi sappiamo che la spiritualità gesuita è profondamente spaccata. Da una parte c'è quella "tradizionalista" di Ratzinger, dall'altra quella "progressista" di Bergoglio. Uhm ... progressista?! Non ricorda niente a nessuno? Ma il problema è che il "fronte progressista" dell'episcopato cattolico non è contento delle misure timide di questo papa, tanto almeno quanto non è contento il fronte tradizionalista che vede ogni apertura come i passi dell'anticristo in persona e a più riprese si parla di "Apocalisse" apertamente nei corridoi cattolici. Al centro della polemica è l’esortazione apostolica sulla famiglia Amoris laetitia che don Davide Pagliarani, superiore generale dei lefebvriani paragona a Hiroshima e Nagasaki per i "danni irreparabili" che ha prodotto. Per la prima volta da secoli si sente la parola "scisma". Ma la chiesa è già spaccata con l'immagine dei due Papi in vita di un unico istituto religioso e nessuno sembra rendersi conto del significato simbolico dell'anomalia.

Amoris laetitia porta la data 19 marzo 2016, cioè il sabato precedente la domenica delle Palme, lo stesso anno in cui poi Gibson confermerà la sua intenzione di proseguire il film su Cristo.

Ultimo tassello e poi passo al succo: il primo aprile del 2020 Conte firma Dpcm che proroga al 13 aprile le misure di contenimento del coronavirus. Sapete già che giorno è il 13 ma in pochi hanno notato che l'uomo dei gesuiti, questa specie di scherzo buffo a metà tra gli Addams e un tossico (per come arrotola la lingua quando parla) presunto avvocato del popolo con laurea illegale che ha assunto il controllo di un paese autoassegnandoselo a colpi di Dpcm e ci ha chiuso tutti a casa sfoderando pure l'esercito, ha rinnovato al primo di aprile. Ci ha fatto il pesce perché infatti da quel momento le cose hanno continuato a migliorare, si dice perché il provvedimento "state a casa" ha funzionato, tant'è che ora risuona come una specie di campana dei morti in tutto il mondo, tipo il Big Ben che suonò nel 2017 gli ultimi 12 rintocchi e poi fece silenzio in attesa di riprendere a suonare "forse" nel 2021. Ma i conteggi di qua e di la dell'Oceano paiono tarocchi in troppi sensi e in tanti stanno iniziando mangiare la foglia: politica di contenimento o guerra allo Stato di Diritto? Del virus si muore e muoiono in parecchi, ma più ancora si muore per malasanità, per i soliti raggiri degli amici degli amici sulla pelle delle gente (e dei sanitari) oltre che per una sostanziale incompetenza amministrativa che va ben oltre il tollerabile (anche nel caso migliore) e che ci ha venduto non solo ad interessi alieni rispetto il territorio e i bisogni dei cittadini, ma addirittura anche rispetto i principi più basilari sanitari, tipo mascherine si/no. Dai tecnici dell'Oms capitanati da un terrorista amico di un ex capitano di industria che gioca con la pelle degli altri a fare il filantropo in pensione per conto di Big Pharma si passa saltando il Via all'assalto cinese a colpi di medici e mascherine e tanti cuoricini, ma dietro un compenso che ancora non è quantificabile.

Torniamo a Cristo. Perché il centro di tutto è Cristo e il suo messaggio. Se non capiamo quello, il resto è impossibile capirlo. Ribadisco che non riconoscendomi cristiano non sono qui per difendere niente e nessuno. Ma dietro quel messaggio ci sono ben 2mila anni di storia occidentale e questo è incontrovertibile. Se di "fine del mondo" si parla, si parla della fine di quel mondo.

(Prima parte)


Citazione
GioCo
Noble Member
Registrato: 8 mesi fa
Post: 1878
Topic starter  

(seconda parte)

Dopo Cristo il mondo è cambiato. Prima l'idea generale della religione (che fosse monoteista o politeista è poco importante) era prescrittiva. Diceva cosa fare. Tutte le religioni del mondo rimangono prescrittive: dal buddismo all'islam. Tranne quella cristiana. Nel testo evangelico non c'è scritto quello che devi fare. C'è scritto solo che devi consegnare la tua fede (?) a Cristo il quale te la restituisce subito se la riconosce (!?). Tutti a questo punto si chiedono chi è Cristo e l'errore sta esattamente in questo passaggio: cos'è la fede? Cosa stai consegnando che debba esserti restituito così in fretta? Chiunque può ribattere che la fede è quell'atto che ci lega al leader nella rivoluzione, ma Cristo si è consegnato senza opporre resistenza e senza chiamare a sé la fede che gli era stata consegnata. Non ha fatto la rivoluzione. Non come i francesi almeno. Nemmeno come i comunisti. Non ci ha nemmeno provato. Si è consegnato senza svelare a nessuno (tranne ai suoi discepoli) il messaggio: perché? Da impazzire e infatti sono 2mila anni che proviamo a capire cosa c'era di così potente in quel messaggio da conquistare tutto il mondo conosciuto, attecchire in tutto il pianeta e durare per millenni. Ok, non tiratemi fuori la storia delle violenze sui nativi americani o sulle tribù africane. Quando parlo di "mondo conosciuto" intendo quello di Costantino delle origini che fece del cristianesimo la religione utile a ristabilire il controllo dell'Impero Romano che si era nel frattempo un po' sgretolato per la storia ufficiale a causa dell'Arianesimo.

A proposito, fu il concilio di Nicea a stabilire quando cadeva il giorno della Pasqua. Lo sapevate?

Dell'arianesimo noi oggi conserviamo echi della seconda guerra che insieme alla prima ha visto protagonisti quei paesi che oggi insieme alla Germania e all'Austria formano il blocco di Visengrad da cui proviene il primo papa Gesuita e prima di lui quello Polacco. Diceva in buona sostanza che Cristo non era Dio, ma un uomo come noi.

Torniamo al messaggio di Cristo: cosa sappiamo? Che è un messaggio d'Amore. Così almeno ci viene ripetuto e non sto qui a sottolineare come in troppi ci hanno (giustamente) ricamato sopra battute anche volgari. Ultimamente abbiamo voci insistenti, come ad esempio Biglino, che cercano di minare alla base la legittimità storica della Chiesa Cattolica di Roma, proprio a partire dai testi canonici riconosciuti dall'istituzione. Se seguiamo però imbrogliocelli come questo che ci propina la teoria degli antichi astronauti (interessante ma inquisitoria, perché depista) andiamo poco lontano. Nel senso che del messaggio originale che ha scatenato la diffusione della fede cristiana nel mondo, non riusciamo a trovare traccia. Distinguiamo poi il messaggio cattolico da quello cristiano. Cristo non si è mai proclamato figlio di Dio ma ha sempre detto di essere "figlio dell'Uomo". Curiosamente anche gli indiani d'America proclamavano se stessi "il popolo degli Uomini" distinguendosi dai bianchi. La chiesa non è stata mai fondata da Cristo, ma ufficialmente da Pietro e Paolo (due ebrei in disaccordo). Procediamo. Questo Papa si sta proponendo come "umanista" e in tanti iniziano a notare come i sacramenti che rimettono alla fede in Cristo siano per lui meno importanti dei buoni sentimenti. Niente di male se si chiamasse Heidegger ma putroppo è Papa Francesco.

Se vogliamo fare un poco di chiarezza dobbiamo riprendere il Vate e leggere la Divina Commedia uscita nella prima edizione nel 1321. Scopriamo in questo modo che all'inferno ci si va solo per Amore e nei casi più gravi per tradimento dove il tradimento è verso Dio. Tutti i condannati all'inferno che Dante incontra sono persone che hanno amato in modo sbagliato, cioè non hanno diretto il loro Amore verso Dio ma verso le cose terrene e ne sono rimasti vincolati. Ma osserviamo un altra cosa nel passaggio dagli inferi verso il purgatorio: ciò che manca all'inferno non è l'Amore ma la Gioia. Aspettate un attimo: dov'è la fede? Dov'è la Chiesa? C'è Beatrice che porterà il poeta a zonzo per i nove cieli come Virgilio fece all'inferno. Ma quando il Vate rimette la sua fede in quel Cristo Cattolico e Romano? A quanto pare verrà semplicemente riconosciuto come degno e purificato. Ma questo non è il messaggio che la Chiesa Cattolica ha consegnato alla storia. La Chiesa ci dice che è lei il corpo di Cristo e che attraverso di Lei si giunge al cielo. Non attraverso Beatrice. Poi un altra stranezza. Dante non consegna la sua fede a Beatrice, ma riceve da Lei la Gioia, come a dire che la Gioia viene da fuori (non da noi) perché è un effetto dell'armonia, ma deve essere accompagnata dall'Amore e riportata fuori (riverberata) per funzionare, altrimenti "non passi". Dove? Nei cieli.

Iniziamo a notare qualcosa di più complesso. Un disegno. Cristo vuole la fede ma la restituisce subito al mittente e non la usa per se stesso, dimostrandolo nei fatti. Dante ci descrive con la poesia la sua cristianità con il linguaggio dell'Amore e della Gioia e traccia una geometria, una specie di mappa cosmica che però e anche onirica e quindi interiore. Non prescrivono comportamenti ma ci pognono davanti strutture emotive che funzionano da legami di relazione tra l'uomo e il suo ambiente. Non stanno condannando e nemmeno assolvendo. Ci costringono a osservare come siamo fatti e lasciano a noi il compito di trarne le conclusioni. Stupefacente. Soprattutto considerando il luogo e il periodo in cui avrebbero agito. Come si fa a non rimanere affascinati?

Cristo agendo come ha agito, non stava cercando proseliti. Per questo non fondò mai una chiesa. Stava costringendo i suoi prescelti (gente raccattata ovunque) a guardarsi dentro. Ovviamente funzionava meglio con i disgraziati e i miserabili perché quanti erano pieni di sé (come scribi e farisei) non ascoltavano che loro stessi. Certamente puoi anche fare finta di non vedere chi sei, dietro ai paraventi di ciò che sai, ma se consegni la fede a qualcuno che te la restituisce con l'ingiunzione di guardarla "purificata", cosa fai? Se sapevi di essere "na merda" capisci subito quale parte di Gioia era assente e che è quella che ti creava disagio. Ma capisci anche che la Gioia non ti appartiene, deve provenire da fuori. Ti appartiene però l'Amore e puoi Amare ma se non c'è Gioia quell'Amore ti condanna. Noi non vogliamo accettare che sia questa correlazione a gestire il modo in cui dobbiamo intendere le cose del mondo. Perché per farlo bisogna sciogliere i legami terreni e non è per niente facile. Cristo non restituisce una "facilitazione", non è un ascensore per la salvezza, dice solo che è possibile e che lui ne è la testimonianza.

Ora, come si collega tutto ciò agli eventi della nostra epoca? Ricordate che non sto facendo teologia, sto usando la cultura cristiana e il cristianesimo come base, ma la mia non è una lettura teologica, quanto antropologica e storica. Non sto parlando di fede in senso religioso, ma culturale e sto dicendo che "questa fede qui" nella cristianità, siccome è trattata in quel modo è descrivibile tramite certe emozioni codificate per configurare una geometria precisa di relazioni umane. Io so perfettamente che l'evoluzione degli eventi che ci attende non va nella direzione auspicabile di superare il cattolicesimo in senso "liberatorio". Perché chi sta demolendo l'impalcatura cattolica non vuole perdere il privilegio che ne deriva e che gli ha permesso di prosperare nei secoli.

Tuttavia necessitano formule nuove per conservare quel privilegio, perché quelle vecchie non funzionano più come prima. Scricchiolano da tempo. Per ciò questo "tristo Caronte" ci sta traghettando da una religione che raccoglieva in sé la fede per usarla per i suoi scopi verso una nuova fede che lega più tenacemente l'Amore alle cose terrene, chiamandola "libertà" o "metodo scientifico", anche se nei fatti è scientismo, una pseudo-religione che con il metodo scientifico e la scienza non ha nulla a che vedere. Siccome non può essere un mondo di Gioia (con buona pace per Huxley che pensava che i piaceri terreni bastassero a supplire) dovrà essere un mondo di terrore. Da qui tutte le tecniche della CIA come quelle dell'MK Ultra e simili.

Ecco, abbiamo chiuso il cerchio. Peccato che a ben vedere l'illusione che ci pareva essere quella paradisiaca di un mondo umanista, si stia profilando sempre di più come un lungo tunnel degli orrori, un luna park di piaceri infernali e a me risuonano in mente quelle parole: "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà" [Luca 22,39-46]


RispondiCitazione
Condividi: