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Guerra = Incomunicabilità, tra un vecchio e un nuovo e a morire sarà il senso di colpa


GioCo
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Non esiste nessuna scelta. Ogni scelta che fai è solo UNA ed è esattamente quella che dovevi fare. Persino non scegliere.

Non c'è scampo. Una è la scelta e in questo "sogno già sognato" quella compiuta era la scelta che doveva essere compiuta perché predestinata.

Allora @GioCo non esistono i colpevoli ? Eh no, questo discorso non è fuori da un ciclo più ambio del destino. Ogniuno di noi arriva qui, vita dopo vita, a espletare un arco mitico-narrativo, cioé dal fondamento simbolico-metaforico e quindi altamente significativo, per "rendersi conto" che nella realtà "pesante", proprio e siccome non c'è scelta, non è possibile "evitare" l'esperienza della mancanza. Si può solo barcamenarsi nella misera e nell'impotenza e con l'illusione del potere.

Nessuno di noi dentro e nel profondo desidera nulla che sia negativo. Non esiste forza che si esprima nel male e per il male, cioè qualcosa che non proceda obbligatoriamente verso la luce (della consapevolezza) più pura. Fosse pure il bene egoista di una persona eminentemente malvagia. La semplice condanna del prossimo quando sbaglia è già una rinuncia al male. D'altronde il Male puro coincide con l'assenza totale (dato che è sottrazione) che poi è la stessa verso cui procede il Bene puro, come testimonia la meditazione che è una ricerca attiva dell'assenza di pensiero.

Eppure, se nel concreto non c'è scelta, il pensiero e soprattutto l'immaginazione è tutt'altra faccenda. La stessa esperienza la possiamo fare con lo spirito del Basso Astrale, cioè posseduti come Linda Blair ne "L'esorcista". E' quella roba lì...

Quindi le cosiddette "anime giovani", cioè che vengono qui ad iniziare il loro cicli di rinascite, sono piene dell'illusione originaria di potere concreto, pure se incosciente, proprio perché nel luogo da cui traiamo origine questo potere è dato per scontato e quindi nessuno manca di nulla o fa esperienza del "bisogno". A loro viene dato tutto in quando questo riduce l'impatto drammatico con la materia e la mancanza. Immaginate se un neonato nella culla potrebbe affrontare anche solo una zanzara senza che intervenga qualcuno di più adulto. Manco la merda può levarsi dal culo... Ma in quando a frignare o esprimere "bisogno egosita", non c'è "erba voglio" che tenga...

Allo stesso modo non esiste bambino che non faccia disastri nel crescere. Quanti guai abbiamo combinato da giovani ? Quante volte abbiamo fatto disperare gli adulti ?

Ma c'è una gioventù cronografica biologica e una speculare spirituale maggiore che la contiene. Noi conviviamo mischiati con persone più o meno "giovani", più o meno "consapevoli", più o meno in grado di "sapere".

Chi non sa può sempre fare finta e da ciò (di solito) se ne ricava inganno Umano. Quasi mai concretamente consapevole. Ma comunque nella summa generale prevarrà sempre l'egoismo. Perché se matematicamente l'età media rimane quella puberabile, vediamo forse che l'espressione egoista non è molto diversa da quella infantile... E' solo mascherata da una richiesta più elaborata. Tipo che non ti basta il giocattolino stile paletta e secchiello in spiaggia, vuoi la moto o fare shopping con le amiche in boutique.

La differenza comunque, sempre nel concreto, tra un anima giovane e una anziana è nel come prende la Vita. Più "cresci" meno ti illudi che le cose stiano come sembrano. Troppe batoste ti segnano, anche e soprattutto tra una rinascita e l'altra. Che poi non te le ricordi nel concreto poco importa. Pure gli incubi non te li ricordi di solito al risveglio, ma ca%%o se ti influenzano lo stesso !!!

Certi errori commessi in passato, non ti permettono più di rifare quella esperienza. Hai capito e a un altro livello, quindi passi oltre. Quella roba non la consideri più come "possibile". Nel senso che per te è semplicemente impossibile pensare che certe cose siano sensate. Non ti viene da giustificarle e più le hai vissute sulla tua pelle, Vita dopo Vita, più penetrano dentro nel profondo e a un certo punto la Vita stessa diventa sacrificabile pur di non cedere al pensiero del Basso Astrale.

Non è importante cosa accade, tanto accade uguale. Diventa più importante cosa pensi e in particolare la misura dell'assenza di pensiero. Cioè la spensieratezza. Paradossalmente è come tornare bambini e infatti i vecchi, nel ciclo biologico, tendono di nuovo a tornare a replicare un pensiero infantile.

Se qualcuno dice "quello che accade è così orribile che non riesco ad essere spensierato", non vi sta dicendo che i fatti influenzano il pensiero, ma che è ancora troppo giovane per capire che "tanto non ci può fare nulla". Vive nel pensiero del potere e per ciò nel senso di colpa di non potere.

In ultima analisi, il senso di colpa, vissuto in prima persona o indotto (per esempio con la frase "vergognati" che equivale a mettere il cappello dell'asino allo studentello renitente alla leva gesuitica dell'ubbidienza) più o meno surrettiziamente (ultimamente in via sempre più esplicita tra pandemia, inclusione, meteo, votazioni e guerre) è la chiara ed evidente esternazione ultima della propria impotenza che nasconde l'impossibilità di ammettere che non abbiamo potere sulla realtà che ci circonda.

Non abbiamo scelta. Ciò che ci accade ci accade apposta, ci accade proprio a noi, dove ci fa più male. Perché è così che si procede verso la consapevolezza di cos'è la mancanza ed è così che opera il nostro Maestro Interiore. Colui che più di ogni altro ci conosce bene.

Noi siamo qui, identificati in questo corpo, come attori che hanno dimenticato di essere su un palcoscienico solo a recitare una parte già scritta. Certo, un canovaccio, ma non c'è modo di andare fuori dalla parte o dal copione già scritto. Gli eventi importanti sono tutti segnati e tutti "già accaduti". Non c'è scampo.

Più si procede, più impariamo a diventare bravi a separare il pensiero dall'accadere. Più capiamo che tutto ciò che conta è mantenere la presa sul pensiero perché mollarla come siamo invitati a fare di continuo notte e giorno, significa cedere al Basso Astrale ed essere posseduti. Come i mitici guerrieri Apache o quelli antichi mediterranei da cui sono state tratte le tragedie greche, ove la forza non era mai fisica, ma prima di tutto spirituale. Non altro.

Spesso i vecchi sono quelli rappresentati come più deboli. Ma questo riguarda il nostro tempo, erede della scolastica e del pensiero monoteista, in specie quello catto~aschenazi. Più si risale all'antichità più si associa l'anziano alla Saggezza, più la forza è simbolicamente propria dell'anziano.

Perché è così, è sempre stato così e deve tornare ad essere così. Non c'è scampo.

La guerra si farà perché un tempo vecchio e monoteista nel cervello, tutto muscoli e ferro, deve lasciare il passo a un tempo nuovo e armonico nello spirito, tutto silenzio e aria. Un aria fatta simbolicamente mancare coi muscoli e il ferro. Un aria svuotata dai polmoni e un ferro che chiude in recinti ove si consumano massacri e i massacri saranno la cifra che dovrà allargarsi ovunque.

Ma come ho detto a pagarne il prezzo più alto saranno i potenti che di potere non ne hanno mai avuto, fuori dalle loro illusioni. Così di nuovo ci troveremo a verificare (noi ricordando la nostra gioventù e loro per crescere) che NESSUNO ha scelta. Andremo in guerra e sarà penoso per tutti, perché per forgiare un pensiero ossessivo che ci incatena alla disperazione ci vuole un attimo, ma per superarlo, una volta posseduti, spesso una vita intera non basta...

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oriundo2006
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''..non abbiamo potere sulla realtà che ci circonda..''. Dissento. Questo potere esiste e dipende dalla 'scelta' di cui tu dicevi all' inizio. Secondo lo shivaismo non-duale, nella coscienza infima dell' Uomo gettato-nel-mondo esiste il 'legame-identità' con la Coscienza Universale, che tutto Sa e tutto Conosce...e tutto Può. Nella Coscienza vi è 'tutto' ed accedervi è possibile. Ma non dipende da 'noi'...!


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GioCo
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Pubblicato da: @oriundo2006

''..non abbiamo potere sulla realtà che ci circonda..''. Dissento. Questo potere esiste e dipende dalla 'scelta' di cui tu dicevi all' inizio. Secondo lo shivaismo non-duale, nella coscienza infima dell' Uomo gettato-nel-mondo esiste il 'legame-identità' con la Coscienza Universale, che tutto Sa e tutto Conosce...e tutto Può. Nella Coscienza vi è 'tutto' ed accedervi è possibile. Ma non dipende da 'noi'...!

Certamente! Tutto dipende da quale identificazione è in noi nel momento. Tuttavia è innegabile la "forza" con cui il corpo biologico concentra la nostra attenzione sull'aspetto materiale delle cose. Procendendo da questo e sapendo che non rimaniamo nel "legame" con la Coscienza Universale in via "cosciente" nella nostra quotidianità, a meno che non andiamo a fare i bonzi meditando notte e giorno, magari invece se si pesta una merda per strada mentre di fretta dobbiamo recarci al lavoro daremo la colpa a quello s....o del padrone e gli augureremo che il cane gli cachi in casa la prossima volta...

Insomma, @oriundo2006, un conto è la realtà sottostante e innegabile che citi, un altro è il nostro vissuto quotidiano che in qualche modo va (ri)messo in armonia. Dato che le apperenze non paiono essere troppo d'aiuto...

 

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