Le tre classi di pr...
 
Notifiche
Cancella tutti

Le tre classi di problemi che avremo da affrontare da qui al futuro di cui "fregaca%%i" a quasi tutti


GioCo
Noble Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 2217
Topic starter  

Di qui ai prossimi decenni l'umanità dovrà affrontare tre classi di problemi che per ora semplicemente "covano" sotto la cenere sociale.

Le enuncio tutte insieme perché tanto "fregaca%%i" pure a me, dato che non si riesce a farne discorso con nessuno a causa dell'anticipazione rispetto al tempo in cui "saremo costretti" dal muro estremamente doloroso e duro della realtà a prenderne atto.

La prima classe ha come rappresentanza (per ora) l'hikikomori. Se non sapete cos'è andatevelo a cercare che ho poco tempo e ancora meno voglia di spiegoni. "Rappresentanza" nel senso che è la classica punta dell'iceberg. Si tratta di un fenomeno che indentifico come "autismo appreso", in quanto non si tratta di un autismo biologicamente determinato, ma dovuto comunque a una modellazione comportamentale "non adattiva", cioè difforme da come è previsto si sviluppi un essere umano.

Siamo animali sociali ma tra noi e le antilopi africane (o i primati) c'è un abisso e questo è dovuto alla qualità della relazione sociale, infinitamente più complessa (cioè per diversi ordini superiori). La nostra struttura adattiva più elementare risponde a necessità ambientali che vogliono un infinità di abilità minute, come ad esempio un adeguato sviluppo della manualità fine e grossa (coordinamento senso~motorio) con cui poi si possono (o meno) imparare a fare un sacco di lavori anche quotidiani, tipo svitare un tappo o allacciarsi le stringhe delle scarpe che possiamo anche dare per scontato, ma che non lo sono affatto, dato che per esserci dobbiamo aver sviluppato un sacco di altre abilità sottostanti ognuna delle quali non è per nulla "garantita". Un esempio su tutti sono i bambini di non ricordo qualche sfigato paese (Bangladesh?!) che fin da bambini avevano imparato fin dalla più tenera età solo a cucire i palloni da calcio per noi occidentali ed erano quindi diventati "inabili" a fare qualsiasi altra cosa.

La ragione principale per cui dovremo affrontare questa "sola" di cui "fregaca%%i" praticamente a chiunque oggi è l'impatto che le nuove tecnologie hanno sulle nuove generazioni. La crescente dipendenza dalla rete crea una forma di autismo indotto di ritorno che poi è il mancato stimolo all'adattamento sociale.

Sarà un apocalisse, è annunciata ampiamente, ma non ci stiamo nemmeno seriamente ragionando. I tentativi molto risibili (quando non apertamente ipocriti) di arginare almeno il fenomeno, equivalgono più o meno a cercare di fermare uno tsunami con le mani. Ma tant'è... Nemmeno è la classe più impegnativa tra le tre, anzi !!!

La seconda classe di fenomeni riguarda quello che non correttamente viene chiamato "autismo" biologicamente determinato. In realtà è solo il rappresentante più evidente di un altra classe di fenomeni che (secondo me) ha primariamente un origine chimica e che riguarda l'interferenza di agenti bio~attivi (come i farmaci) rispetto la crescita e l'adattamento. Siccome l'interferenza è di natura endocrina (ad esempio nell'espressione proteica che è solo il motore principale dell'attività genetica ed epigenetica) e neurologica è in crescita, non potrà che essere in crescina anche il fenomeno (più generico) delle neuropatie.

In sostanza è un fenomeno speculare al primo ma il motivo scatenante non è dato dal mero tipo di stimolo ambientale (come la rete e i social) ma da un ambiente in cui sono presenti in dosi crescenti interferenze qualitativamente contrarie al normale sviluppo biologico e di natura materiale come ad esempio l'inquinamento del nanoparticolato (plastiche, metalli, etc.).

Il terzo e "ultimo", ma non meno importante ed anzi, quello che ci scasserà più di tutti i maroni è "l'inquinamento energetico" a cui (ve lo dico già adesso così vi "preparate spiritualmente" almeno) per ora quello radioattivo propriamente detto è sopra la norma ma ancora piuttosto contenuto. Non sarà così in futuro e dovremo imparare ad avere a che fare anche con quel tipo di inquinamento, Fukushima docet.

Questo tipo di inquinamento è il più brutalmente insidioso e difficile da individuare oltre che quello in assoluto più pericoloso e che ci impegnerà di più umanamente in futuro anche solo per le soluzioni complesse che richiede, tra cui la completa riformulazione della nostra base economica. Ma non è di questo che mi interessa scrivere, dato il poco tempo che ho.

Si tratta di tuuutta una classe di tecnologie a "energia diretta" che ancora in gran parte nemmeno abbiamo ancora "visto". Anche queste interferiscono ma non a livello fisico, quanto a livello energetico e in particolare per ciò che ci interessa "bioenergetico". Cioè di quel tipo specifico di energia che interessa lo sviluppo della vita su questo sfigato sassolino astrale.

La qualità di questa interferenza va da s'è che fa impallidire quella delle precedenti e apre tuuutta una classe di problematiche che come ho detto saremo costretti a prendere bene bene bene in considerazione.

Attualmente ad essere interessati "seriamente" e con adeguato "know how" (conoscienza) sono SOLO le persone più sbagliate che intendono farne armi da GUERRA. Per lo più. Gli altri o hanno un impatto risibile o non riescono ad avere la visione (indispensabile) di insieme. Credono solo di avercela.

Fate i vostri conti. Non sarà evitabile come d'altronde la sfiga quando te la spalma addosso il destino (che già gli dei pavidi degli antichi temevano saggiamente). Se ho tempo al prossimo post accennerò alle potenziali soluzioni (per questo primo giro di giostra e limitatamente a quanto riesco nella mia miserabile essenza).


Citazione
Condividi: