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La guerra informatica contro Cuba


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Il programma sovversivo degli Stati Uniti contro Cuba ha più di mezzo secolo, ma il progresso della tecnologia nel campo dell’informatica ha prodotto un cambiamento in alcuni metodi utilizzati dalle sue agenzie di intelligence per realizzare il vecchio desiderio di distruggere la Rivoluzione. Le esperienze accumulate nella Polonia socialista sono state riprese nel caso cubano prescindendo dal fatto che Cuba ha altre peculiarità, il suo processo politico è autoctono e non è stato realizzato con il supporto delle truppe sovietiche.

Nel 1996 all’inizio del ‘Progetto Cuba’ dell’USAID, le tonnellate di radio ad onde corte, per la ricezione delle stazioni radio situati negli Stati Uniti, sono state tra le prime azioni. La Sezione d’Interessi all’Avana é giunta a ricevere più di 23mila radio ricevitori nelle valigie diplomatiche, in chiara violazione della Convenzione di Vienna del 1961.

La Sezione d’Interessi all’Avana, inaugurò il primo centro per l’accesso gratuito a Internet per i mercenari controrivoluzionari e cominciò corsi di formazione per “giornalisti indipendenti” che dipendono totalmente dagli orientamenti e dal denaro USA.

Anni dopo ne avrebbe aperto altri due, per preparare apertamente la controrivoluzione interna in corsi di tecnologia informatica e delle comunicazioni, in violazione del diritto internazionale.

Nel 1996 la RAND Corporation, dell’Istituto di Ricerche per la Difesa Nazionale degli Stati Uniti, preparò uno studio per il Dipartimento della Difesa, dal titolo “Le telecomunicazioni cubane, le reti informatiche e le loro implicazioni per la politica degli Stati Uniti” presentato durante un evento celebrato a Miami nell’agosto 1996.

Questo lavoro mirava ad “aiutare all’apertura a Cuba e forzare l’emergere di una società civile indipendente”.

Tra i suoi obiettivi c’erano: incoraggiare il collegamento di Cuba a Internet, l’uso di Internet per trasmettere notizie e analisi bilanciate, promuovendo l’uso di Internet da parte di ONG cubane, università ed altri destinatari.

Nel marzo 2005 il Sottosegretario di Stato per l’ Emisfero, Roger Noriega, disse in un’audizione al Congresso: “Gli Stati Uniti hanno facilitato i requisiti per le licenze perché, per la prima volta, possano essere consegnati personal computer ad alta velocità a gruppi della società civile a Cuba”.

Tra il 2004 e il 2006 l’USAID ha distribuito quasi 35 milioni di dollari per i progetti eversivi contro Cuba, molti dei quali legati direttamente al tema dell’informatica e delle comunicazioni.

YoaniciaCome parte di questa strategia, è stata reclutata in Spagna Yoani Sánchez Cordero, che in seguito sarebbe stata trasformata in ricca blogger, avviandola ad una carriera astronomica per attrarre la gioventù cubana verso i loro progetti attraverso Internet, con l’obiettivo di promuovere disordini sociali sullo stile delle cosiddette “rivoluzioni colorate”.

Durante l’Assemblea dell’USAID con diverse ONG, nel maggio 2008 a Washington, è stato ampiamente discusso la distribuzione di 45,7 milioni di dollari stanziati da George W. Bush per la sovversione contro Cuba, esponendo il nuovo piano per destabilizzarla.

Il direttore dell’USAID per l’America Latina, José Cardenas, ha spiegato la necessità d’introdurre nell’isola, cellulari, moderne attrezzature di comunicazione, computer e software, con l’utilizzo di emissari non nordamericani, ciò che è stato sostenuto dal capo dell’Ufficio Industria e Sicurezza del Dipartimento di Stato, Anthony Christino III.

Non poteva rimanere fuori da queste azioni il Pentagono e l’unità di ricerca avanzata, DARPA, che 40 anni fa ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo di Internet. I loro dirigenti hanno affermato che “nel 2011 daranno impulso ai loro sforzi per costruire armi informatiche e usarle contro chi, l’esercito, considererà obiettivi prioritari”.

Nel citato programma del Projects Agency Defense Advanced Research, DARPA, s’impiegano hacker, accademici e professionisti per la difesa informatica.

Nel programma televisivo “Le ragioni di Cuba” nel 2011, un agente cubano reclutato dalla CIA, ha spiegato le richieste d’informazione che riceveva su questo tema.

La Heritage Foundation USA, in un evento celebrato nel 2012, alla presenza del senatore Marco Rubio, ha preparato un rapporto per il governo degli Stati Uniti dove raccomandava la creazione di una rete di accesso remoto per consentire l’accesso a Internet dei cubani. Secondo il Senatore, “il governo cubano non sarebbe durato a lungo in una Cuba con accesso illimitato a Internet”.

Affermarono che “dovevano sfruttare le esperienze della primavera araba, inviare a Cuba informazioni tramite cellulari, USB, messaggi di testo e creare un fondo per la difesa dei ciber attivisti per sostenere finanziariamente i cubani.

Il 13 giugno 2013 il Dipartimento di Stato ha annunciato le proposte per diversi progetti per promuovere la democrazia e i diritti umani a Cuba, uno dei quali con strumenti digitali “per essere utilizzati, in forma selettiva e sicura, dalla popolazione civile cubana, insieme ad altri iniziativa per promuovere l’uguaglianza e la difesa delle reti sociali degli afro-cubani”.

ZunZuneo, denunciato nei giorni scorsi, è un’ulteriore prova della realizzazione di questi piani contro Cuba, come il sistema WIFI ” Commotion ” per la connessione wireless che volevano introdurre nell’isola, dopo il successo ottenuto nel 2011 in Tunisia, provocando rivolte che hanno rovesciato il presidente Zine al-Abidine Ben Ali.

Per coprire tutti gli spazi possibili della società cubana, mesi fa da Miami hanno inviato “pacchetti” di film, spettacoli televisivi, eventi sportivi, gossip, shopping, aggiornamento antivirus, tutto quello a cui i cubani non hanno accesso per i limiti di Internet e delle antenne paraboliche.

Questi “ensambles” made in USA con le informazioni che vogliono far consumare ai cubani sono venduti a prezzi bassi e vengono copiati su memorie flash o CD, passando di mano in mano.

“Casualmente” Yoani Sánchez ha annunciato, l’8 aprile a Miami, che lancerà un giornale digitale e la sua allocazione sarà basata su telefoni cellulari ed e-mail, unità memorie USB, DVD e CD ed anche inserendolo nei cosiddetti “pacchetti”.

La guerra contro Cuba è “dura e senza guanti” comprende tutte le possibili opportunità ed è diventata una traumatica ossessione per tutti i governanti della Casa Bianca a cui, di fronte ai tanti fallimenti, mal si concilia il sonno.

Guerra informática contra Cuba

Arthur González http://heraldocubano.wordpress.com

El programa subversivo de Estados Unidos contra Cuba tiene más de medio siglo, pero el avance de la tecnología en la rama de la informática produjo un cambio en algunos métodos empleados por sus agencias de inteligencia, con el viejo anhelo de destruir la Revolución. Las experiencias acumuladas en la Polonia socialista han sido retomadas en el caso cubano, sin tener en cuenta que Cuba tiene otra idiosincrasia, su proceso político es autóctono y no fue logrado con el apoyo de tropas soviéticas.

En 1996 al iniciarse el Proyecto Cuba en la USAID, las toneladas de radios de onda corta para la recepción de las estaciones de radios ubicadas en Estados Unidos, fueron de las primeras acciones. La Sección de Intereses en La Habana llegó a recibir más de 23 mil radios receptores en las valijas diplomáticas, en franca violación de la Convención de Viena de 1961.

La Sección de Intereses en La Habana, inauguró el primer centro para el libre acceso a Internet de los contrarrevolucionarios asalariados e iniciaron cursos para formar “periodistas independientes”, que dependen
totalmente de las orientaciones y el dinero de Estados Unidos.

Años más tarde abrirían otros dos, para preparar abiertamente a la contrarrevolución interna, en cursos de tecnología de la informática y las comunicaciones, violando las leyes internacionales.

En 1996 la RAND Corporation, del Instituto de Investigaciones para la Defensa Nacional de Estados Unidos, preparó un estudio para el Departamento de Defensa, titulado “Las telecomunicaciones cubanas, las redes de computación y sus implicaciones en la política de Estados Unidos”, presentado durante un evento celebrado en Miami en agosto del 1996.

Ese trabajo pretendía “ayudar a la apertura en Cuba y forzar el surgimiento de una sociedad civil independiente”.

Entre sus objetivos estaban:

Alentar el enlace de Cuba a Internet, utilizar Internet para transmitir noticias y análisis balanceados, promover el uso de Internet por ONG cubanas, universidades y otros destinatarios.

En marzo del 2005 el subsecretario de Estado para el hemisferio, Roger Noriega, en una audiencia congresional afirmó: “Estados Unidos flexibilizó los requisitos de las licencias para que, por primera vez, puedan ser entregadas computadoras personales de alta velocidad, a grupos de la sociedad civil en Cuba”.

Entre el 2004 y el 2006 la USAID repartió casi 35 millones dólares para proyectos subversivos contra Cuba, muchos de ellos vinculados directamente al tema de la informática y las comunicaciones.

Como parte de esa estrategia, fue reclutada en España Yoani Sánchez Cordero, quien posteriormente sería convertida en acaudalada bloguera, iniciándole una carrera astronómica para atraer a la juventud cubana hacia sus proyectos a través de Internet, con el ánimo de promover desórdenes sociales al estilo de las llamadas “Revoluciones de Colores”.

Durante la Asamblea de la USAID con diferentes ONG, en mayo del 2008 en Washington, se debatió ampliamente la distribución de los 45,7 millones de dólares asignados por George W. Bush, para la subversión contra Cuba, exponiéndose el nuevo plan para desestabilizarla.

El director de la USAID para América Latina, José Cárdenas, explicó la necesidad de introducir en la isla, celulares, equipos modernos de comunicación, computación y software, con el empleo de emisarios no norteamericanos, lo que fue respaldado por el jefe del Buró de Industria y Seguridad del Departamento de Estado, Anthony Christino III.

No podía quedarse fuera de estas acciones el Pentágono y la unidad de avanzada de investigación, DARPA, quien 40 años antes desempeñó un papel clave en el desarrollo de Internet. Sus directivos aseguraron que “en el 2011 impulsarían sus esfuerzos para construir ciberarmas y usarlas contra quienes su ejército considerara objetivos priorizados”.

En el citado programa de la Agencia de Proyectos de Investigaciones Avanzadas en Defensa, DARPA, se emplean hackers, académicos y profesionales para la ciberdefensa.

En el programa televisivo “Razones de Cuba” del 2011, un agente cubano reclutado por la CIA, explicó los requerimientos informativos que recibía sobre esa temática.

La Fundación Heritage de Estados Unidos, en evento celebrado en 2012, con la presencia del senador Marco Rubio, elaboró un informe para el Gobierno norteamericano donde recomiendan la creación de una red WIFI remota, para permitir el acceso a Internet de los cubanos. Según el Senador, “el gobierno cubano no duraría mucho en una Cuba con acceso ilimitado a Internet”.

Aseveraron que “debían aprovecharse las experiencias de la primavera árabe, enviar a Cuba información a través de los teléfonos inteligentes, USB, mensajería de texto y crear un fondo de defensa ciberactivistas para apoyar financieramente a los cubanos.

El 13 de junio del 2013 el Departamento de Estado anunció propuestas de varios proyectos para promover la democracia y los derechos humanos en Cuba, uno de ellos con herramientas digitales “para ser utilizadas de forma selectiva y segura por la población civil cubana, junto con otra iniciativa para el fomento de igualdad y defensa de las redes sociales de afrocubanos”.

ZunZuneo, denunciado en días pasados, es una prueba más de la materialización de estos planes contra Cuba, al igual que el sistema WIFI “Commotion”, para la conexión inalámbrica que quisieron introducir en la isla, después del éxito logrado el 2011 en Túnez, mediante la provocación de revueltas que derrocaron al presidente Zine al-Abidin Ben Ali.

Para cubrir todos los espacios posibles de la sociedad cubana, hace meses desde Miami envían “paquetes” de películas, series de TV, espectáculos deportivos, chismes de farándula, comerciales, actualización de antivirus, todo a lo que los cubanos no tienen acceso por las limitaciones de Internet y de antenas parabólicas.

Estos “ensambles” hechos en Estados Unidos con la información que quieren hacerle consumir a los cubanos, se venden a bajos precios y son copiados en memorias flash o en discos compactos, repartiéndose de mano en mano.

“Casualmente” Yoani Sánchez anunció el 8 de abril en Miami, que lanzará un periódico digital y su distribución se basará en los teléfonos celulares y correos electrónicos, memorias USB flash drives, DVDs y CDs, e incluso insertándose en los llamados “paquetes”.

La guerra contra Cuba es “al duro y sin guantes”, abraca todos los resquicios posibles y se ha convertido en una traumática obsesión para todos los gobernantes de la Casa Blanca, que se ven impedidos de conciliar el sueño ante tantos fracasos.


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