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La Sardegna è la vecchia Atlantide?


Servus
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La Sardegna è il vecchio regno di Atlantide? Il geologo Mario Tozzi riaffronta il tema con un articolo su La Stampa dove riporta la tesi del giornalista Sergio Frau, ideatore di questa strana teoria.

Frau ritiene che la descrizione che fa Platone di Atlantide possa corrispondere perfettamente alla Sardegna. Platone la descrive come “un’isola grande più della Libya e dell’Asia”, ricca di acqua, di foreste e minerali e la posiziona oltre le Colonne d’Ercole. La Sardegna, abitata dai Thyrsenoi (i Tirreni), cioè i «costruttori di torri», i nuraghi, agli antichi sembrava anche più grande della Sicilia e vi erano materiali come il piombo, lo zinco e l’argento. Le fotografie aeree mostrano che quasi tutti i nuraghi a quote basse sono sommersi dal fango, come la grande reggia nuragica di Barumini, mentre i nuraghe a quote più alte sono intatte dal fango perché, stando alla leggenda, Atlantide sarebbe stata sommersa da uno tsunami di grandi proporzioni che avrebbe colpito “i costruttori di torri”. Gli approdi sicuri e i porti annegano sotto il fango, salta la rete del commercio e arrivano i Fenici. Gli atlantidei finiscono asserviti ai faraoni dell’Egitto o diventano fabbri in tutto il Mediterraneo. La causa della fine di Atlantide fu, dunque, un maremoto ma un megatsunami, con ondate alte centinaia di metri.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sardegna-vecchia-atlantide-1298694.html


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oriundo2006
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Secondo alcuni studiosi border-line ( nel senso benevolo del termine ! ) il sardo sarebbe uno dei popoli del mare che già presenti nel catalogo dei popoli del Mare di fonte egizia ( i Shardana ) avrebbe antichità anche maggiore ( http://tozzi-national-geographic.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/11/17/atlantide-sardegna/comment-page-1/ ) costituendo un ‘relitto’ di epoche antidiluviane ‘imparentato’ con iscrizioni enigmatiche anche amerindie. La bibliografia comincia ad essere cospicua e segnalo a scopo introduttivo questo bel blog ( http://www.ilnavigatorecurioso.it ) su questo ed altre indagini di confine…
Solo un appunto: quando Platone parla di Atlantide lo fa attribuendone la descrizione ad un sacerdote egizio di Sais: il quale si premura di avvertire che quello che poi narrerà è solo uno dei cataclismi che di età in età la stirpe umana deve affrontare per ricominciare su rinnovate basi il suo tragico cammino. Una ‘profezia' da tenere in debito conto.


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1Al
 1Al
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Secondo alcuni studiosi border-line ( nel senso benevolo del termine ! ) il sardo sarebbe uno dei popoli del mare che già presenti nel catalogo dei popoli del Mare di fonte egizia ( i Shardana ) avrebbe antichità anche maggiore ( http://tozzi-national-geographic.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/11/17/atlantide-sardegna/comment-page-1/ ) costituendo un ‘relitto’ di epoche antidiluviane ‘imparentato’ con iscrizioni enigmatiche anche amerindie. La bibliografia comincia ad essere cospicua e segnalo a scopo introduttivo questo bel blog ( http://www.ilnavigatorecurioso.it ) su questo ed altre indagini di confine…
Solo un appunto: quando Platone parla di Atlantide lo fa attribuendone la descrizione ad un sacerdote egizio di Sais: il quale si premura di avvertire che quello che poi narrerà è solo uno dei cataclismi che di età in età la stirpe umana deve affrontare per ricominciare su rinnovate basi il suo tragico cammino. Una ‘profezia' da tenere in debito conto.

Anch'io sapevo di questa tradizione antichissima, sulla rinascita del genere umano dalle sue ceneri. Ma questa tradizione è stata ripresa anche in epoca moderna, da alcuni studiosi. In pratica tutto si rinnova all'infinito attraverso improvvisi cataclismi, che potremmo anche definire salti quantici di energia. Alcune tracce sulla Terra di antichissime civiltà presumere, sembrerebbero confermare questa teoria.


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MarioG
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Frau ritiene che la descrizione che fa Platone di Atlantide possa corrispondere perfettamente alla Sardegna. Platone la descrive come “un’isola grande più della Libya e dell’Asia”, ricca di acqua, di foreste e minerali e la posiziona oltre le Colonne d’Ercole.

Se questo vuol dire PERFETTAMENTE!
😆 😆 😆

Forse la Lybia non sara' stata tutta quella di Gheddafi...
certamente l'Asia sara' stata solo l'Asia minore...
ma che la Sardegna sia addirittura piu' grande ce ne vuole!
Ma lasciamo pure l'ombra del dubbio sull'ignoranza di quanto era grande la Sardegna (o sulla diversa attribuzione dei nomi ai territori).
Che pero' la Sardegna fosse oltre le colonne d'Ercole mi sembra veramente troppo, non solo per Platone o Socrate, ma anche per Santippe!

(Ma forse intendeva oltre le colonne d'Ercole partendo dall'America)

PS. A parte lo scherzo, non si capisce affatto dall'articolo, se questo Frau sostiene che la Sardegna fosse Atlantide stessa, oppure fosse ripopolata dai rifugiati di Atlantide...
Qualcuno ha capito?


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yakoviev
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Se questo vuol dire PERFETTAMENTE!
😆 😆 😆

Forse la Lybia non sara' stata tutta quella di Gheddafi...
certamente l'Asia sara' stata solo l'Asia minore...
ma che la Sardegna sia addirittura piu' grande ce ne vuole!
Ma lasciamo pure l'ombra del dubbio sull'ignoranza di quanto era grande la Sardegna (o sulla diversa attribuzione dei nomi ai territori).
Che pero' la Sardegna fosse oltre le colonne d'Ercole mi sembra veramente troppo, non solo per Platone o Socrate, ma anche per Santippe!

(Ma forse intendeva oltre le colonne d'Ercole partendo dall'America)

PS. A parte lo scherzo, non si capisce affatto dall'articolo, se questo Frau sostiene che la Sardegna fosse Atlantide stessa, oppure fosse ripopolata dai rifugiati di Atlantide...
Qualcuno ha capito?

Frau, di cui ho letto qualcosa parecchi anni fa, sostiene che la Sardegna sia proprio la mitica Atlantide "in persona". Questo perchè, secondo lui, le "vere" Colonne d'Ercole non erano quelle che intendiamo ora, ma Scilla e Cariddi. Devo dire che è un personaggio senz'altro colto e interessante, ma le sue teorie (compresa quella sui Tirreni, che poi sarebbero gli Etruschi, presunti originari della Sardegna) mi convincono poco e nulla. Per non parlare di Atlantide che secondo me è fatta della stessa sostanza di cui sono fatte le varie Thule, Shangri La, Agarthi etc.


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sandrez
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aggiungo un link su quanto detto da yakoviev

la tesi di Frau sostiene appunto che le colonne d'ercole siano state spostate nel corso del tempo

http://www.scudit.net/mdgiottocolonne.htm

La collocazione delle Colonne d'Ercole a Gibilterra sarebbe una tradizione più tarda, dovuta al grande geografo del III secolo a.C. Eratostene (ca 276 - 194 a.C.). Precedentemente (il primo a parlarne, nel 476 a.C., era stato il poeta Pindaro) esse erano collocate nello Stretto di Sicilia, tra l'isola e la costa nordafricana.

di fondo però sorge il problema che al tempo di Platone IV/III aC l'ubicazione della sardegna era nota e le rappresentazioni dei territori conosciuti arrivavano già allo stretto di gibilterra

~certevolteilsolebatteanchesulculodiuncane~


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yakoviev
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di fondo però sorge il problema che al tempo di Platone IV/III aC l'ubicazione della sardegna era nota e le rappresentazioni dei territori conosciuti arrivavano già allo stretto di gibilterra

Qualche anno fa capitando al Museo di Portoferraio all'Elba c'era un tabellone dove erano illustrate le rotte e le vie commerciali dell'antichità. Rimasi meravigliato come già intorno al VII secolo, nello splendore della civiltà etrusca, il Mediterraneo tutto pullulasse di navi e i commerci si svolgessero in tutto il suo bacino. Ritengo che senz'altro lo stretto di Gibilterra fosse conosciuto eccome.


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sandrez
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di fondo però sorge il problema che al tempo di Platone IV/III aC l'ubicazione della sardegna era nota e le rappresentazioni dei territori conosciuti arrivavano già allo stretto di gibilterra

Qualche anno fa capitando al Museo di Portoferraio all'Elba c'era un tabellone dove erano illustrate le rotte e le vie commerciali dell'antichità. Rimasi meravigliato come già intorno al VII secolo, nello splendore della civiltà etrusca, il Mediterraneo tutto pullulasse di navi e i commerci si svolgessero in tutto il suo bacino. Ritengo che senz'altro lo stretto di Gibilterra fosse conosciuto eccome.

esatto.
anche le ricostruzioni delle rappresentazioni dei primi proto-cartografi evidenziano come i territori conosciuti arrivassero già a gibilterra

però, non so se Platone racconta solamente quanto gli è narrato senza metterci del suo.
può essere che in luoghi distanti (egitto) si narrasse di una civiltà favolosa su di un isola lontana (sardegna)

altra cosa a parte.
hai parlato dei Popoli del Mare.
uno dei misteri più intriganti in cui mi sia imbattuto nella mie breve carriera universitaria.

~certevolteilsolebatteanchesulculodiuncane~


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sandrez
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letto l'articolo in Home sull'eruzione del 1815 ho pensato a quella di Santorini nella metà del 2° millennio aC.
con annessa teoria sul mito di atlantide

http://www.latelanera.com/grandi-disastri-tragedie/evento-drammatico.asp?id=285

Le conseguenze dell’eruzione del Thera: il Mito di Atlantide

L’isola di Thera potrebbe essere Atlantide?
Di primo acchito questa potrebbe sembrare una domanda banale, di quelle che vengono proposte nei programmi televisivi del mistero per intrigare il pubblico, eppure si tratta di una teoria seria, che ha trovato molti sostenitori tra gli archeologi e gli storici di tutto il mondo.

Esaminiamo i fatti.

Il primo a parlare di Atlantide fu il filosofo ateniese Platone nei suoi dialoghi Timeo e Crizia: nel primo, il personaggio di Crizia (zio dello stesso filosofo e capo dei "Trenta Tiranni" di Atene) racconta ai suoi compagni di come al legislatore ateniese Solone, recatosi in Egitto per completare la propria istruzione, fosse stata raccontata da un sacerdote di Sais un’antichissima storia riguardante la città di Atene.

Secondo questo racconto, novemila anni prima, oltre le Colonne d’Ercole era esistito un vasto continente di nome Atlantide, la cui dinastia regnante aveva spinto la propria ambizione fino a conquistare l’Italia e l’Africa fino, per poi tentate di invadere anche la Grecia.
Tali progetti di conquista si sarebbero, però, scontrati con la resistenza della città di Atene, che ora da sola, ora al comando di una coalizione pangreca, sarebbe riuscita prima a respingere l’invasione e poi a liberare tutte le terre aldiquà delle Colonne d’Ercole.

A questo punto, l’ira degli dei si sarebbe abbattuta su Atlantide, che in un giorno e una notte sarebbe stata inghiottita dal mare da una serie di terrificanti terremoti e inondazioni.

Nel Crizia, invece, lo stesso personaggio ne descrive lungamente la storia e la cultura, presentandola come un impero vasto e ricchissimo, per secoli governato in armonia da una stirpe di dieci re discendenti da Poseidone.

Anche se risulta subito palese come queste storie siano state impiegate da Platone per sostenere le proprie teorie politiche e filosofiche, nel corso dei secoli sono stati in molti a chiedersi se il fondatore del’Accademia non avesse comunque tratto ispirazione da un corpus di leggende preesistente e, se ciò fosse stato vero, dove sarebbe stato possibile collocare la misteriosa isola di Atlantide.

Sorvolando sulle varie teorie fatte fino a ora (Atlantide è stata identificata con l’America del Nord, con le Canarie, con Malta e persino con la Sardegna Nauragica) possiamo concentrarci su quella proposta inizialmente, ossia se la leggenda possa essere in qualche modo legata alla catastrofica eruzione dell’isola di Thera e, spingendoci ancora oltre, se proprio a Santorini possa essere assegnato il nome di Atlantide.

Il primo parallelo tra la realtà e la storia sorge spontaneamente nel collegare le catastrofi che hanno colpito entrambe le isole, seppur con risultati diversi (Atlantide affonda lasciando una distesa di banchi di fango che impediscono la navigazione, mentre Thera si spacca in più punti, ma resta emersa), mentre un altro emerge raffrontando la geografia di Santorini con quella della capitale del continente perduto.

Nel Crizia, infatti, vi è scritto come questa città sorgesse nel luogo dove Poseidone, allo scopo di proteggere Clito (una ragazza di cui si era innamorato e con si era unito) aveva circondato la collina dove ella viveva e le terre circostanti con tre cerchie di mare e due di terra perfettamente concentriche e di ugual misura. Successivamente, gli Atlantidei, discendenti del dio e di Clito, avrebbero scavato un lunghissimo canale per collegare la loro capitale con il mare esterno.

Questa descrizione ricorda molto da vicino di Thera prima dell’esplosione, che si presentava come un’isola di forma circolare (tipica delle isole vulcaniche) con una laguna interna e un’isoletta minore su cui doveva sorgere il cono vulcanico.

Altro punto interessante è il rituale che secondo Platone i dieci re compivano prima di giudicare un reo, secondo cui essi dovevano dare la caccia con bastoni e corde fino a quando non riuscivano a catturare un esemplare adatto per il sacrificio propiziatorio.
Il toro era uno dei simboli di Creta e tali "cacce" rituali hanno fatto pensare a molti storici alla già citata taurocatapsia, i giochi sacri che nel mondo minoico (non dimentichiamo che Thera era uno dei capisaldi di quella civiltà) precedevano i sacrifici religiosi.

Certo, accettare la teoria che identifica Atlantide con Thera (o con Creta, piccola variante che parte dagli stessi presupposti) rende necessario ignorare anche molti dei particolari lasciati da Platone, primo fra tutti il fatto che secondo la leggenda essa dovesse trovarsi aldilà dello Stretto di Gibilterra, ma gli studiosi che sostengono tale visione chiamano in causa ora gli errori di traduzione, ora l’ingigantimento dei fatti operato dalla lunga riproposizione orale di queste storie antiche, ora l’intervento deliberato di Platone, che potrebbe aver attinto a un corpus di leggende preesistente, modificate in modo da renderle più attinenti ai suoi scopi.

La questione è tuttora aperta, ma sia i detrattori quanto i sostenitori di tale teoria sono concordi nel sostenere che, se la Leggenda di Atlantide ha una base reale, l’unico evento naturale che può averla ispirata è l’eruzione del Thera del 1600 a.c.

~certevolteilsolebatteanchesulculodiuncane~


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