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IT Alert: ossessione per l'emergenza


sarah
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Cestinatela pure come scemenza "complottista", questa volta me lo merito. Ma non voglio parlare di complotti, solo di una "tendenza" delle istituzioni che da un po' di tempo insistono ossessivamente sugli stessi temi. Oggi i telefoni cellulari presenti sul territorio della Toscana hanno squillato per testare il "sistema nazionale di allarme pubblico" e sperimentazioni simili seguiranno in altre regioni. Ironia della sorte, circa quindici minuti più tardi, una lieve scossa di terremoto ha ricordato ciò che potrebbe essere una vera emergenza, purtroppo non prevedibile. 

Mi sono chiesta quali situazioni di grave pericolo potrebbero far attivare l'allarme e il sito dedicato al servizio, con il classico logo dell' "occhio vigile" munito di triangolo della protezione civile, ha prontamente risposto alle mie domande: terremoti, inondazioni, disastri industriali, tsunami, cedimenti di dighe. Si potrebbe obiettare che molti di questi casi sono francamente imprevedibili: ricordo bene il melodrammatico processo ai geologi che "non furono in grado di prevedere" il sisma dell'Aquila. Si potrebbe anche essere tentati di paragonare la cosa alle innumerevoli allerte meteo che hanno in genere avuto, come unico risultato certo, i procedimenti giudiziari un po' farseschi contro sindaci e amministratori vari, rei di non aver chiuso scuole, sottopassaggi, ecc oppure le clamorose cantonate di certe catastrofiche previsioni meteo molto in voga in questi anni. Ma lascio perdere, mi unisco alla sensazione di maggioranza: ben venga un sistema in più per salvaguardare la sicurezza delle persone.

Il fatto che non comprendo appieno, però, è l'ossessione della politica per le emergenze e uso quest'espressione ironica per non dilungarmi nei riassunti delle puntate precedenti. Così sono andata in cerca dei riferimenti normativi su cui si basa questa grande iniziativa nazionale e non sono mancate le sorprese: si parte dalla Direttiva Europea del 1972 denominata genericamente "Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche". Dopo un silenzio di 50 anni ( la normativa fu scritta nella preistoria delle comunicazioni informatiche ), si passa direttamente al Decreto Legge 18 aprile 2019 n. 32 che si propone di intervenire in modo urgente per "garantire la tutela della vita umana tramite servizi mobili di comunicazione rivolti agli utenti interessati da gravi emergenze, catastrofi imminenti o in corso". Senza dubbio a causa di una coincidenza fortuita, un anno dopo questo decreto veniva lanciata la App Immuni. Segue poi il DPCM 19 giugno 2020 ( uno degli innumerevoli abusi burocratici che hanno dato forma e sostanza alla vicenda qo vid ) che, guarda caso, conteneva già indicazioni per attivare il servizio IT Alert. Leggo anche che la Gran Bretagna ha già attivato da poco un sistema simile sul proprio territorio nazionale e altri Paesi europei probabilmente seguiranno. 

Dunque, il sistema politico nel quale siamo inseriti investe continuamente denari per fronteggiare emergenze mentre si impantana sempre più profondamente in una spirale di difficoltà economica che non vede fine e si alimenta a dismisura il commercio internazionale di armi. Infatti c'è ancora uno scenario citato nell'elenco delle catastrofi di cui saremo avvisati sul cellulare. L'ho tenuto per ultimo e recita: " Incidenti nucleari e situazioni di emergenza radiologica". Un simile scenario, in Italia, potrebbe arrivare verosimilmente solo dall'esterno. Cosa dobbiamo pensare? Forse a nulla, solo allo sbando politico che dilaga in questo assurdo frangente storico.

 


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ducadiGrumello
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Si è sempre detto che il terrore serviva a spegnere o a ridurre al lumicino il senso critico nelle persone. Direi che possono fermarsi, il senso critico è disperso e non se ne hanno più notizie, si va col pilota automatico su quasi ogni argomento. Beninteso, capita anche a me, anzi purtroppo sempre più spesso. O che fosse davvero più umano il Berlusca? Ligio esecutore dei voleri decisi nelle sfere altissime - così è sempre parso a me - almeno dava la sensazione di voler concedere alla gente l'illusione del divertimento. A mercy killing, come dice Tim Curry nel Rocky Horror Picture Show


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sarah
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@ducadiGrumello. E' vero. Penso che, probabilmente, ai tempi del Berlusca fosse ancora relativamente più facile "concedere" una certa sensazione/ illusione di maggior tranquillità o benessere. In senso molto generico, chiaramente. Ora questa agenda politica che procede spedita e dichiara sempre più apertamente i propri scopi, lascia ben poco spazio di manovra. A ciò si deve aggiungere poi la realtà del nostro paese che versa ormai in condizioni molto gravi, a mio modesto avviso, rinunciando anche ad un minimo di potere negoziale che ormai si finge solo di esercitare. Quando, anche a Berlusconi, fu presentato un conto più salato e fu messo di fronte a condizioni ben più rigide dei suoi "tempi d'oro", egli prima si accordò e poi presto si fece da parte campando di rendita. Quando è morto, si è parlato di "fine di un'era", banalmente, ma penso che quell' "era" fosse già conclusa da un pezzo ben prima della sua morte e indipendentemente da lui.


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