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... e poi il buio avvolse ogni cosa

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GioCo
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La Morte.

Non è una teoria, ma oggi potremmo iscriverla anche lei nella famosa lista delle "teorie del complotto". In effetti verrebbe da chiedersi, chi ha inventato la morte? Perché si "deve" morire?

L'uomo ha cercato invano la risposta a questa e molte altre domande riguardo la morte, ma non ne parlo per questo. L'incipit ha tutt'altro intento. Ne parlo per introdurre (come sempre) un preciso funzionamento cognitivo-comportamentale tipicamente umano. Quando una certa società umana si trova di fronte a forze immensamente più grandi e che sono percepite ostili, negative, ma che imperversano senza lasciare spazio ad una qualunque speranza che ne muti il segno, accadono due fenomeni curiosi: il tentativo di assimilare questa forza di alcuni a discapito di altri come fosse la propria e contemporaneamente il tentativo di ridisegnarla come positiva per tutti. Ad esempio il vulcano a cui si offrono sacrifi umani.

Ad avvantaggiarsi di questo processo assimilatore sono sempre alcuni che per definizione si auto-attribuscono un certo superiore diritto, quello di governo del fenomeno. Non importa se sia vero o meno (cioé se in effetti abbiano una qualche minima presa su questa "forza"), importa solo che costoro agiscano tranquillizzando la maggioranza che se si segue la regola, il dogma della forza di cui si fanno garanti, essa non sarà più ostile. Quindi nessun sacrificio è più importante di quello che richiede questa forza "immanente".

Costoro sono sempre in una posizione di "intoccabili", in quanto il loro ruolo è mediato dalla forza che è libera di agire, dato che comunque la colpa sarà sempre di chi non ha seguito le regole, di chi ha fatto "il furbo". Ovviamente mai sarà un sacerdote del dio ad essere "furbo" perché il ruolo è centrale per la società, non può essere messo in discussione senza mettere implicitamente in pericolo la società nel suo insieme. Anche se è un ruolo totalmente autoreferenziato. Come quello del Re o dell'Imperatore.

Nei secoli si sono succeduti imperi retti da queste figure, sempre garanti, protettori, guardiani, pontificatori tra queste e quelle ragioni superiori. Che fosse un Dio che attende oltre la morte, o un campo da arare per il bene di tutta la comunità, la sostanza era sempre che pochi cercavano di trarre vantaggio della sofferenza e la fatica dei molti, che però hanno sempre difeso accanitamente i loro sfruttatori, perchè avevano la funzione sociale di tenerli lontani dal timore di affrontare l'ignoto. La forza immanente che domina su ogni cosa. Solo quando esageravano, allora covava la rivolta.

Ma i furbi nelle ere, non sono stati con le mani in mano. Hanno elaborato teorie di dominio sempre più efficaci e sempre più allargate a masse più ampie di servi, rendendo quindi sempre più complicato permettere a queste di accorgersi che stavano esagerando. Oggi siamo dentro a un paradosso in termini che non ha nemmeno vocaboli adatti per essere descritto. Truffa, furto, raggiro, sono termini troppo riduttivi, mentre "crimine contro l'umanità" si riferisce a una specifica condotta di specifiche persone. Qui si sta parlando di qualcosa che una collettività di individui, certamente ridotta ma non riducibile all'unità, costruisce in relazione con il resto della umanità in termini di mutua e integrale dissoluzione. Agisce cioè come un agente incarnato di pura oscurità.

Noi non possiamo però dedurre che siano malvagi, ma che assumano in se la rappresentanza terrena della forza che rappresenta il massimo immaginabile per l'uomo odierno di orrore e oscurità. Sono addetti umani che fanno proprie le leggi del dio oscuro e si sentono per ciò eletti.
Una forza che è sempre stata presente, che ha vestito mille forme ed oggi si è calata nei panni del mercante.

Il mercante di Morte.


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fobia1984
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http://www.anticorpi.info/2015/10/rudolf-steiner-e-le-confraternite-delle.html#

Premetto che non sono un troll e non ho smarrito la mia bussola mentale.
perché si deve morire? ci sono due teorie che mi hanno folgorato: una è quella di V.Zeland secondo la quale la morte è la più grande forza riequilibratrice, giacchè la vita stessa è la violazione di un equilibrio, mentre l'altra è quella di D.Icke (l'agente britannico al servizio di sua maestà) fra le tante teorie le quali alcune non mi sembrano poi del tutto cosi strampalate, si tratta semplicemente di fare una cernita delle informazioni, non credo che siano tutte da cestinare; intuisco a un livello di conoscenza silenziosa che in un certo senso sembrano entrambe trovare un corrispettivo nel ciclo dell'esistenza, nel senso che la morte è una sorta di forza magnetica che aspira la consapevolezza delle innumerevoli forme di vita che vengono risucchiate al suo cospetto, il cui scopo è l' autoperpetuazione del sogno dell'universo, quindi la massa fluttuante universale cerca di acquisire coscienza di se stesso attraverso degli scossoni energetici, impersonificandosi nei suoi segmenti, è come una sorta di generatore di consapevolezza e di potenziali esperienze. La vita e la morte sono inestricabilmente correlate, non ci può essere l'una senza l'altra, sono paragonabli a dei flussi di variabile intensità. (l'ourobouro ne è la perfetta rappresentazione). Quindi la morte è un"aspirapolvere cosmico", una forza disgregante che serve a livellare ed equilibrare le disomogeneità che si vengono a generare dalle oscillazioni quantiche. Le stragi di morte che avvengono nella nostra epoca sono soltanto il risultato finale della deresponsabilizzazione e della mancata rivendicazione del proprio potere personale, della complicità dei popoli nell' assecondare i giochi di certi poteri e dell'atto di delegare la propria responsabilità ad un'istituzione collettiva. Aggiungiamoci poi il fatto che una larga parte della popolazione umana è piena di innesti psichici di origine extra umana, i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti. I popoli sono soltanto un riflesso di chi li governa. "Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo. " Giordano Bruno


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sandrez
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"Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo. " Giordano Bruno

mi ha fatto ripensare a questo film:
https://www.youtube.com/watch?v=atMdf0rhbpI

~certevolteilsolebatteanchesulculodiuncane~


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polm
 polm
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...perché si deve morire?

Perché progettare un meccanismo che funzioni a lungo è più costoso di progettare un meccanismo meno duraturo ma comunque in grado di produrre copie di se stesso.
Naturalmente si può progettare un meccanismo che duri a lungo e sia molto efficiente nel produrre copie di se stesso, ma poiché le risorse non sono infinite, non possono essere infiniti nemmeno i meccanismi, e dunque tanto vale fare economia...


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sandrez
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...perché si deve morire?

Perché progettare un meccanismo che funzioni a lungo è più costoso di progettare un meccanismo meno duraturo ma comunque in grado di produrre copie di se stesso.
Naturalmente si può progettare un meccanismo che duri a lungo e sia molto efficiente nel produrre copie di se stesso, ma poiché le risorse non sono infinite, non possono essere infiniti nemmeno i meccanismi, e dunque tanto vale fare economia...

https://it.wikipedia.org/wiki/Moon_%28film%29

~certevolteilsolebatteanchesulculodiuncane~


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Rasna
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http://www.anticorpi.info/2015/10/rudolf-steiner-e-le-confraternite-delle.html#

...

"Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo. " Giordano Bruno

A parte la frase di Giordano Bruno, tutto il tuo discorso mi ricorda molto da vicino ciò che Don Juan disse ad un giovane Carlos.... mi sbaglio?


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GioCo,
ha una particolare dote: promuovermi l'orticaria.
Che vuol dire morte?
A che morte si riferisce?
Cosa intende per morte?
Morte de che?


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http://www.anticorpi.info/2015/10/rudolf-steiner-e-le-confraternite-delle.html#

Scusi il mio limite intellettivo, ma non riesco a cogliere il nesso tra il suo link ed il senso del post che ci ospita. Grazie per la risposta.


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helios
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...perché si deve morire?

Perché progettare un meccanismo che funzioni a lungo è più costoso di progettare un meccanismo meno duraturo ma comunque in grado di produrre copie di se stesso.
Naturalmente si può progettare un meccanismo che duri a lungo e sia molto efficiente nel produrre copie di se stesso, ma poiché le risorse non sono infinite, non possono essere infiniti nemmeno i meccanismi, e dunque tanto vale fare economia...

Si deve morire perche nn ci è stata data l immortalità altrimenti saremo come gli dei.
E francamente è molto meglio così vidto quello che sappiamo fare.


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fobia1984
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"Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo. " Giordano Bruno

mi ha fatto ripensare a questo film:
https://www.youtube.com/watch?v=atMdf0rhbpI

🙂 beh, in effetti è un video molto suggestivo, il sentiero che conduce al risveglio è tutto in salita e va conquistato con fatica poichè ad un minimo passo falso la caduta può essere fatale.


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fobia1984
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http://www.anticorpi.info/2015/10/rudolf-steiner-e-le-confraternite-delle.html#

...

"Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo. " Giordano Bruno

A parte la frase di Giordano Bruno, tutto il tuo discorso mi ricorda molto da vicino ciò che Don Juan disse ad un giovane Carlos.... mi sbaglio?

esatto, ne parla nello specifico ne Il fuoco dal profondo 🙂


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fobia1984
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http://www.anticorpi.info/2015/10/rudolf-steiner-e-le-confraternite-delle.html#

Scusi il mio limite intellettivo, ma non riesco a cogliere il nesso tra il suo link ed il senso del post che ci ospita. Grazie per la risposta.

non si preoccupi, tutt'al piu' sono io ad avere degli evidenti limiti concettuali, nel senso che riuscire a tradurre in un linguaggio coerente certi concetti che travalicano l'umana razionalità non è affatto semplice. Il nesso sta nella morte come forza che si manifesta in forma dualistica, attraverso la l'apparente antagonismo fra due forze che al contempo coesistono fra di loro, quelle della luce coscienziale e quelle dell'oscurità. Nel caso dell'articolo sulle confraternite delle ombre, ho pensato che potesse calzare a pennello con il post di Gioco, in particolar modo al concetto di "Mercante di morte", quindi la morte che si palesa nelle vicende umane nelle più svariate maniere allo scopo di generare degli attriti fra entrambe le forze finalizzati allo sprigionamento della continuità della consapevolezza mediante un rapporto di reciproco bilanciamento. E' un nesso che può sembrare a prima vista un po' forzato e contorto, ma che subliminalmente in una forma non del tutto diretta mi è parso essere dotato di una certa logica. Il significato intrinseco che soggiace alle parole per poter risuonare nelle profondità di noi stessi andrebbe compreso sia mediante una chiave di lettura raziocinante e sia in un'ottica di consapevolezza istantanea, quest'ultima priva di quel processo cognitivo di verbalizzazione-pensiero. Le confraternite anglosioniste sono la perfetta incarnazione del business mortifero, stanno facendo gli straordinari per sabotare l'evoluzione umana che sta avvenendo a passo sempre più spedito, si oppongono ai disegni del fato invece di assecondarli, non accettano che ormai dovrebbero lasciare il timone della nave e farsi da parte, per questo stanno spargendo e spargeranno chissà per quanto ancora il 'sale della morte'. Non sono ferrato con Steiner, però devo riconoscere che grazie alle sue capacità è stato un personaggio lungimirante, era a conoscenza di quelle confraternite che stavano dietro le quinte della tragicommedia collettiva. 🙂


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polm
 polm
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...perché si deve morire?

Perché progettare un meccanismo che funzioni a lungo è più costoso di progettare un meccanismo meno duraturo ma comunque in grado di produrre copie di se stesso.
Naturalmente si può progettare un meccanismo che duri a lungo e sia molto efficiente nel produrre copie di se stesso, ma poiché le risorse non sono infinite, non possono essere infiniti nemmeno i meccanismi, e dunque tanto vale fare economia...

Si deve morire perche nn ci è stata data l immortalità altrimenti saremo come gli dei.
E francamente è molto meglio così vidto quello che sappiamo fare.

Non ci è stata data (da madre natura) perché non è economica, appunto, altrimenti, probabilmente, ce l'avremmo (se non l'immortalità, una vita molto più duratura).

Se poi vogliamo parlare di una forza cosmica che ci ha plasmati sulla base di un progetto intenzionale (e pertanto arbitrario)... io umilmente mi ritiro, perché non sono in grado di discuterne.


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GioCo
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GioCo,
ha una particolare dote: promuovermi l'orticaria.
Che vuol dire morte?
A che morte si riferisce?
Cosa intende per morte?
Morte de che?

Bella domanda, il post si riferisce però come esplicitamente scritto, all'unica constatabile dai sensi che ci sono dati, la morte biologica e del corpo fisico.
Altre "morti" se esistono non sono che relegabili al mondo del fantastico e dell'immaginazione, che per altro personalmente non considero meno concreti di quello fisico e dei sensi. Solo differenti.


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riefelis
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...perché si deve morire?

Perché progettare un meccanismo che funzioni a lungo è più costoso di progettare un meccanismo meno duraturo ma comunque in grado di produrre copie di se stesso.
Naturalmente si può progettare un meccanismo che duri a lungo e sia molto efficiente nel produrre copie di se stesso, ma poiché le risorse non sono infinite, non possono essere infiniti nemmeno i meccanismi, e dunque tanto vale fare economia...

Concordo. Ottima risposta. Bisogna solo sostituire il termine "progettare" con i concetti di evoluzione.


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