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Transessualità: mini riflessioni


GioCo
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Secondo wikicoipiedi, la faccenda della "teoria del gender" è una locuzione nata negli anni '90 in ambito cattolico.
Prendo per esatte le cose scritte e quindi uso la terminologia che dovrebbe essere corretta: transessualità.

Lo scopo è evitare la diatriba omofoba e non discriminare chi fin da piccolo ha dei problemi oggettivi ad accettare la propria identità di genere, rispetto quella fisica. In altre parole, accetto che possano esserci persone che pure immerse in una cultura profondamente eterofila non riescono ad uniformarsi e per ragioni altre che vanno rispettate e allo stesso tempo però vivono una condizione di profondo disagio dovuto alla cultura che li circonda che non accetta l'omofilia.

Ecco però a me viene da pensare che le coppie di termini, omofilo-omofobo, eterofilo-eterofobo (con particolare attenzione all'ultimo termine) non vengono mai prese in considerazione tutte insieme.
L'impressione quindi è che il dibattito non converga verso una SAGGIA considerazione (e integrazione nel rispetto della diversità) di quanti non riescono a uniformarsi, ma di una nuova uniformità "colorata".

Altrimenti bisognerebbe capire perché i programmi educativi sono inversamente coercitivi: niente differenze di genere nemmeno accennate.

Non stiamo per ciò andando verso l'uniformità eterofoba? Siamo davvero sicuri che questo non pregiudica nulla perché tutto è all'insegna del "politicamente corretto"? Non è che ci stiamo perdendo qualcosa per strada senza riflettere?

Il passaggio che abbiamo fatto dalla politica dello sfruttamento di classe del primo '900 con Marx, al patto sociale (poi disatteso) del welfare, del progresso e del benessere, ci ha già sottratto la voglia di combattere per difendere i nostri interessi (comunque di parte) in nome di un mercato che si fa ogni giorno sempre più draconiano e agressivo per difendere la sua parte (di bottino sociale) e alla maniera di Smoug del "Lo Hobbit".

Ora però vengono toccati dei valori antropologicamente più profondi e che riguardano una impostazione tradizionale millenaria che ha garantito (nel bene e nel male) a noi oggi di essere qui e discutere di transessualità. Se da una parte ci sono degli aspetti in ombra sull'identità di genere che è bene non lasciare al caso, dall'altro forse (ma forse) dopo la prima fregatura del benessere, bisognerebbe stare attenti a non accogliere con la stessa faciloneria gioiosa altre (più orride e probabili) fregature. Ben sapendo poi che il sostegno alla questione transessuale arriva (politicamente) dagli stessi identici pulpiti draconiani ...

NOTA A MARGINE
Se cercate su google immagini con la dicitura "educazione transessuale" non vi darà nessun risultato. Riprovateci con Yandex ... 😉


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Quindi il fatto di avere qualcosa di differente in mezzo alle gam e non implica nidnte ?


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Gambe


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GioCo
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fastidioso;236216 wrote: Gambe

Non ho mai detto questo. Personalmente non vivo conflitti di genere ma non ho nemmeno avuto problemi a mettermi in discussione per capire se avevo tendenze omo in età puberale. Adesso sono troppo vecchio e non ho da tempo dubbi sulla mia identità sessuale, tuttavia non ho nemmeno nessun problema ad accettare che ci siano persone che invece quel problema ce l'hanno e lo vivono molto male, mentre altri se ne approfittano per specularci sopra per fini molto poco chiari. La confusione sessuale non significa infatti in automatico che la soluzione è farsi una bella operazione per cambiare sesso, lo è in questa società mercantile e per ragioni più che altro economiche. In alcune tradizioni umane (credo lapponi) se una persona nasce con forte identità di genere differente dall'attributo fisico che si ritrova si insegna che lo spirito (che vive oltre il corpo) ha un sesso diverso da quello del corpo e questo è perfettamente coerente coi disegni ultraterreni per ciò si accetta che il ruolo sociale di genere sia interpretato independentemente dagli attributi fisici. Il che non costruisce però nemmeno l'omofilia ma coppie anche etero dove semplicemente i ruoli sono inverititi, cosa che si vede spesso anche nelle nostre latitudini (non si commenta mica certe coppie così: "in quella famiglia la mamma porta i pantaloni"?). Quindi sto indicando qualcosa di molto differente rispetto all'ultrariduttivo dibattito sul trasgender e nemmeno ho espanso il problema alle vere dimensioni ... che non hanno davvero niente, ma proprio niente a che fare con il dibattito in corso ...

L'inferno @fastidioso fa sempre così: ti lascia la falsa credenza di sapere quello di cui parli, ma in realtà ti ha già fottuto mille volte ...


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