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Mozart ed Alì


pietroancona
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Mozart ed Alì

Oltre un miliardo di esseri umani vivono nelle bidonvilles. Altri cinque miliardi vivono in condizioni di grande disagio. L'altro miliardo ha in corso processi di impoverimento di una parte consistente. Soltanto meno di un milione di persone nel mondo ne posseggono il 90 per cento della ricchezza. Questa situazione tragica è destinata ad aggravarsi con l'incremento della popolazione che è previsto in nove miliardi nel 2050 e non è detto che non possa essere molto di più tenuto conto che solo dal 1975 ad oggi la popolazione è raddoppiata.
Se si dovesse trarre un bilancio della presenza dell'umanità nel pianeta terra dovremmo dire che ci troviamo di fronte ad un fallimento. La specie umana ha fallito. Ha rovinato la natura in cui vive, soppresso migliaia di forme diverse di vita nel mondo animale, inquinato gli oceani ed i fiumi, e sopratutto predato se stessa. I predatori occidentali si avventano sulle popolazioni che hanno la disgrazia di possedere il petrolio il gas o altre materie prime per derubarle e distruggerle o sottometterle e comunque avvelenarne i figli con le bombe all'uranio.
L'umanità ha creato opere immortali come quelle di Mozart di Beethoven. Ma che vale questa musica quanto tanti bambini affamati sono costretti a cercare nella spazzatura delle discariche in po di cibo?


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fobia1984
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Registrato: 2 anni fa
Post: 65
 

Mozart ed Alì

Oltre un miliardo di esseri umani vivono nelle bidonvilles. Altri cinque miliardi vivono in condizioni di grande disagio. L'altro miliardo ha in corso processi di impoverimento di una parte consistente. Soltanto meno di un milione di persone nel mondo ne posseggono il 90 per cento della ricchezza. Questa situazione tragica è destinata ad aggravarsi con l'incremento della popolazione che è previsto in nove miliardi nel 2050 e non è detto che non possa essere molto di più tenuto conto che solo dal 1975 ad oggi la popolazione è raddoppiata.
Se si dovesse trarre un bilancio della presenza dell'umanità nel pianeta terra dovremmo dire che ci troviamo di fronte ad un fallimento. La specie umana ha fallito. Ha rovinato la natura in cui vive, soppresso migliaia di forme diverse di vita nel mondo animale, inquinato gli oceani ed i fiumi, e sopratutto predato se stessa. I predatori occidentali si avventano sulle popolazioni che hanno la disgrazia di possedere il petrolio il gas o altre materie prime per derubarle e distruggerle o sottometterle e comunque avvelenarne i figli con le bombe all'uranio.
L'umanità ha creato opere immortali come quelle di Mozart di Beethoven. Ma che vale questa musica quanto tanti bambini affamati sono costretti a cercare nella spazzatura delle discariche in po di cibo?

http://www.youtube.com/watch?v=evWvTAb1BIU (meditate, meditate....)


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Tonguessy
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Registrato: 2 anni fa
Post: 2779
 

L'umanità ha creato opere immortali come quelle di Mozart di Beethoven. Ma che vale questa musica quanto tanti bambini affamati sono costretti a cercare nella spazzatura delle discariche in po di cibo?

Quella musica non hai mai voluto dare importanza ai diseredati.
Ha solo voluto intrattenere i potenti. Che pagavano per tale intrattenimento.

La musica dei diseredati non è mai entrata nei conservatori. Al massimo (ed in tempi recentissimi) è entrato il Jazz, strana commistione tra musica dei potenti (80%) e musica dei diseredati (20%).


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oriundo2006
Famed Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 3169
 

@Tonguessy: direi di no. Tutta la musica dell'800 è stata proprio alla ricerca delle radici 'popolari' della musica, sia espressamente ( es. notissimo Brahms danze Ungheresi ecc., Dvorak Danze slave ecc., ma poi tanti e tanti altri:e da ultimo Bartok ), sia indirettamente come 'motivi' che tornavano nella composizione delle sinfonie ( Anche qui, quasi tutte quelle di Tchaikowsky, Rimsky Korsakoff ma poi tutto il gruppo dei 'cinque' ecc. ). Si puo' dire che se ne sia distaccata con Debussy...salvo poi riprendere parecchi temi nella musica 'obbligata' dell'epoca sovietica ( chissà poi perchè gli italiani preferiscono sempre riferirsi ai modelli americani: suggerirei di non fermarsi al Jazz ma di esplorare ad esempio tutto l'immenso repertorio tzigano...i tanto disprezzati rom hanno dato tanto alla musica 'colta'...). Che poi i Conservatori e i critici musicali siano pieni di persone colla spocchia e mezzi masso-culattoni, beh, questo è altro argomento...


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giovanni
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Registrato: 2 anni fa
Post: 168
 

Ciao Tonguessy, in questo caso trovo un pò affrettata la tua conclusione.
La musica che si occupa dei diseredati quale sarebbe secondo te? Il bubble-gum pop alla Lady Gaga o X-Factor?
La musica classica potrebbe rendere le persone molto più felici e con più autostima.
Credo che la musica al servizio dei potenti sia proprio quella da supermercato (nel formare opinioni, atteggiamenti e orientamenti al consumo).
Un pò "fuori tiro" anche il tuo accenno al Jazz... provenendo dalla tradizione Gospel e Blues si qualifica esattamente come la musica degli esclusi.

D'accordo con il punto di vista espresso da Oriundo2006 (a parte alcuni termini!).
Aggiungerei soltanto che la cultura intesa (direi malintesa) come strumento di superiorità è rintracciabile allo stesso modo
in ogni disciplina di qualunque scienza umana, ed a qualunque livello di preparazione.
Quel tipo di narcisimo appartiene persino alle rock-band più patetiche.
Molti siti di informazione anche eccellenti (incluso questo) potrebbero fornire numerosi esempi della spocchia di cui parli.


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Tonguessy
Membro
Registrato: 2 anni fa
Post: 2779
 

Giusto per chiarire il mio pensiero:
non mi riferivo a tentativi interessati di recupero delle tradizioni popolari (i già citati Dvorak e Bartok) ma all'immoratlità di Beethoven e Mozart citati nell'articolo.
E comunque Dvorak non era inviso dalle elites. Al punto che gli fu offerta la direzione del Conservatorio Nazionale di New York. Trovami un bluesman che abbia avuto offerte analoghe.
Ben venga poi la straordinaria bravura e ricchezza armonica e ritmica delle musiche ungheresi e balcaniche. Ma ancora non è questo il punto. Spero di essere stato chiaro.

Per quanto riguarda poi il Jazz, mi spiace ma sono irremovibile: esiste una chiarissima linea di demarcazione tra Spiritual (negri felici di cantare inni religiosi assieme agli schiavisti) e Blues (negri che rischiano l'impiccagione per non volere cantare la musica degli schiavisti).

Il portico di casa, la chitarra slide e la propria travagliata storia in musica sono ben diversi dalla chiesa inneggiante al Signore.
Basterebbe sapere che il Blues (diversamente dallo Spiritual) è la Musica del Diavolo. Così venne definita in modo inequivocabile. Oakley Giles lo ha messo nero su bianco in un libro imperdibile.

Quindi se si segue il percorso semantico del Jazz si vede chiaramente un avvicinamento progressivo alla cultura scritta (mentre il Blues è e rimane cultura orale, intrascrivibile). Resta quel 20% di orale, intraducibile come le blue notes. C'è o non c'è, punto.
Erroneo quindi dire che il "Jazz... provenendo dalla tradizione Gospel e Blues si qualifica esattamente come la musica degli esclusi."

Esclusi chi? Se al giorno d'oggi jazzisti occupano posti di rilievo dei vari conservatori e queste intituzioni musicali si sono definitivamente aperte al Jazz, dove sarebbe l'esclusione? Dimmi piuttosto un corso di Blues, magari Delta Blues che occupi un posto di qualche rilievo in una qualche istituzione musicale di rilevanza nazionale.
Capisci cosa intendo?

La musica che si occupa dei diseredati quale sarebbe secondo te?

Ad esempio un Doo Bop di Miles Davis, dove un Jazz ormai scontato trova la strada dei ghetti negri e si rinnova. Non sto dicendo che il rap sia il mio orizzonte musicale, dico solo che rappresenta una forma di politicizzazione abbastanza interessante. Siamo ben distanti dal politically correct del jazzista che legge il Real Book all'ennesima rifrittura musicale pubblica. La gara è a chi inventa cose il più rapidamente e criticamente possibile, non a chi legge e ripete cose scritte da altri. Spero sia chiara la differenza.


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yiliek
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Le opere di Mozart e Beethoven sono di una potenza e intensità spirituali senza eguali, talmente potenti che da risultare immortali tanto allora quanto oggi e per sempre, per chiunque voglia goderne i benefici che vengono trasmessi per mezzo loro.
Non si può classificare la grandezza di un opera in base alle sue origini, tonguessy, levati questi pregiudizi che avrai solamente da guadagnarci!


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Tonguessy
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Registrato: 2 anni fa
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tonguessy, levati questi pregiudizi che avrai solamente da guadagnarci!

Preferisco morire così come sono, grazie. Nè mi pare di averti chiesto se ho intenzione di "guadagnarci" qualcosa in base a ciò che tu hai determinato sia un "guadagno".

Lascio a te e agli amanti delle "intensità spirituali senza eguali" il compito di istruire l'umanità a tale grandeur imperialmetafisica. Sei in buona compagnia, per questo: hai tutte le Chiese musicali dalla tua parte.
Una Chiesa che chiede ai propri seguaci di inchinarsi davanti ai "i benefici che vengono trasmessi" è esattamente quello che intendevo quando parlavo delle differenze tra cantare gli spirituals e starsene in disparte a cantare la Musica del Diavolo.


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yiliek
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Non mi pare che Mozart e Beethoven abbiano scritto musica per chiesaioli e io mi inchino alla bellezza non perchè me lo dice la chiesa ma proprio perchè tale!
Cmq anche io sto bene dalla parte del diavolo

http://www.youtube.com/watch?v=0zhV99Bvrgg


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