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Er barcarolo, er sòla svizzero, er puffo fiorentino


dana74
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ER BARCAROLO....ER SOLA SVIZZERO...ER PUFFO FIORENTINO
Questi sono i punti salienti della famosa telefonata burla a Fabrizio Barca,ormai nota ad urbi et orbi.Gli spunti di riflessione sono molti,dai toni allarmati di Barca,dalla totale mancanza di idee del pentolaio fiorentino,dal miserabile tentativo del bancarottiere svizzero....e per finire,al vergognoso abisso di mediocrità,incapacità e insipienza politica e morale in cui é ormai caduto il Paese.Punti a cui dedicheremo sintetici commenti.Ecco il testo:

“Io sono sotto una pressione, Nichi, crescente, io non ci penso proprio (di andare a fare il ministro, ndr) ma proprio proprio, però come capirai è tosta. Pensavo 48 ore fa di averla stoppata con Graziano(presumibilmente Del Rio), parlandogli molto precisamente. Penso che per quello che hanno combinato è tale che, paradossalmente, se fallisce anche questa, è un disastro. Ma non possono pretendere che delle persone facciano violenza ai propri metodi, alle proprie idee, e gli ho detto che avrei dato il massimo contributo nel mestiere che faccio. Evitiamo che adesso nasca una cosa in cui vengo forzato. Poi è iniziata la sarabanda del patron di Repubblica che continua, fino a questa cosa che m’hanno trasferito i miei, lui non si rende conto che io più vedo un imprenditore dietro un’operazione politica più ho conferma di tutte le mie preoccupazioni, un imprenditore che si fa sentire… essendo questa una cosa che è priva… non c’è un’idea, c’è un livello di avventurismo… non essendoci un’idea siamo agli slogan, salvare la patria, cambiare la patria, solo che questo mi rattrista, sto male.Vedo uno sfarinamento veramente impressionante [...] Ho rifiutato secco. Ho dovuto scrivere un messaggio all'Annunziata che mi ha scritto: "ma se ti dovesse chiamare il presidente?" le ho scritto così: "per la mia persona, per il contributo che posso dare a qualsiasi governo come mio dovere da direttore generale dello Stato e per i miei rapporti con il presidente a cui molto tengo, ti prego di non farmi arrivare nessuna telefonata" No, Renzi non m’ha chiamato, e in tutto questo, non capendo neanche le persone, dico io: mi chiami, ci vediamo mezz’ora, ti do anche qualche consiglio, lo riterrei mio dovere due volte...no, tutto questo attraverso terzo, quarti, quinti, un imprenditore… in tutta questa vicenda c’è anche un elemento disumanizzante.. tutto questo è avvenuto con un’irresponsabilità e dei modi, con un passaggio all’io, un livello di personalismo che ha assunto misure, in questa vicenda, che sovraccarica di aspettative. Il problema è un altro: che tra trenta giorni quando si capisce che non c’è niente, il Paese va di testa…”.
E al finto Vendola che insiste per farsi ripetere se fosse De Benedetti l’imprenditore della “sarabanda”, Barca ribadisce: “Sì, il padrone della Repubblica, continuamente, e non una volta chiedendomi: ma se lo fai (il ministro, ndr) cosa fai? Perché se gli avessi detto che farei una patrimoniale da 400 miliardi di euro, perché secondo me va fatta… Che mi rispondi? Va bene? Capisci la follia?”

Naturalmente il bancarottiere,evasore e truffatore di Stato,nonchè inquinatore omicida,ha smentito queste pressioni.Siccome le dichiarazioni attribuitegli sono viva voce di Barca, o mente l’uno o mente l’altro. Comunque sia, siamo messi male..
Dubitiamo fortemente della smentita del bancarottiere, per due ragioni: una di carattere soggettivo,l'altra oggettiva.
Barca non è il primo che passa per i suoi incarichi e il suo ruolo politico ,inoltre è amico personale di De Benedetti,magari un po' scocciato da queste pressioni (sarebbe interessante avere il tono delle parole) e che si confida apertamente con un altro amico,sfortunatamente per lui,fasullo.Un normale sfogo tra amici
Niente di strano,perchè mai dovrebbe mentire e tirare in ballo l'evasore svizzero,se non fosse vero.?
L'elemento oggettivo é ben più pregnante.Il nostro lestofante é attualmente pieno di guai,ed è quindi più che credibile che cerchi più di un amico nel governo,come spesso ha fatto.
A questo aggiungo pure una mia considerazione: non ho elementi per dubitare dell'onestà intellettuale dello sfogo di Barca,mentre ne ho molti per affermare la miseria morale e i comportamenti da bandito del bancarottiere.

Il distruttore

Per De Benedetti si profilano parecchi guai all’orizzonte, a partire daSorgenia e da Mps.
Al momento Sorgenia sta negoziando con le banche Mps, Intesa, Unicredit e Mediobanca il congelamento dei debiti pari a 1,86 miliardi di euro. Sorgenia ha da oggi vita per 1 mese se non trova presto un accordo con i creditori,pena il fallimento
Per salvarlo,stanno studiando la creazione di una Bad Bank dell'Energia che però necessita dell'approvazione del governo.

l'inquinatore

Su Sorgenia pende l’inchiesta per Vado Ligure ossia per la partecipataTirreno Power(che proprio ieri il Pm ha giudicato responsabile di almeno 400 morti per inquinamento ambientale) di cui
detiene il 39%; ha inoltre 4 centrali a gas proveniente dalla Libia attraverso Eni.

L'intrallazzatore

Sorgenia e Enel sono unite oggi in lobby per il decreto ammazza rinnovabili, ovvero quel capacity payment che toglie alle rinnovabili per dare alle centrali termoelettriche a gas e carbone, al petrolio insomma.
http://www.ecoblog.it/post/117589/energia-e-rinnovabili-arriva-il-capacity-payment-aiutino-alle-lobby-del-carbone-e-del-petrolio

la privatizzazione dell’acqua

Nel 2006 Mps con un pool di banche finanzia con 500 milioni di euro Sorgenia che porta al 78% la sua partecipazione in Energia Italiana ovvero in Acea, Electrabel, Hera, Iren, Mps e Bnl.
Praticamente il pool interessato alla privatizzazione dell’acqua.
Nel 2007 durante il governo Prodi Mps entra con la quota dell’1,2% in Sorgenia.

E qui sarebbe bene ricordare l’ostilità che il Pd ebbe nei confronti dei referendum e in special modo di quello sull’acqua pubblica,ostilità del tutto incoerente sul piano politico e suicida su quello elettorale (tanto da costringere a un cambiamento dell’ultima ora).Forse i soldi della Fondazione Mps esigevano un prezzo politico?
Ma non c’era il referendum contro la privatizzazione dell’acqua del 2011 da rispettare?
In realtà, da allora, al referendum sono state innescate numerose trappole per evitare di applicarlo come hanno avuto modo di denunciare i Comitati cittadini che si sono battuti per l’acqua bene comune universale.

Nel 2015 Romano Prodi porterà a Milano l’Authority mondiale per l’acqua,
http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/2490000/2487437.xml?key=acqua&first=311&orderby=1&dbt=arc
progetto già presentato a Ban Ki Moon. E qui arriviamo al dunque....Si ricompatta il duo di lestofanti Prodi-DeBenedetti,già responsabile di tante sciagure per l'italia.... con la regia di Romano Prodi e il ritorno sulla scena di Edo Ronchi, ex ministro per l’Ambiente,oggi in stand-by in qualità di subcommissario all’Ilva e l’autore del testo per la privatizzazione dell’acqua noto come Decreto Ronchi.
http://www.aamterranuova.it/Ambiente-e-decrescita-felice/Acqua-privatizzata-il-decreto-Ronchi-e-legge

l'evasore

Sul bancarottiere pende pure una condanna (ultimo atto ora in Cassazione) per evasione fiscale di 225 milioni di euro(Gruppo Espresso)

Capito? Tout se tient...i soliti trafficanti,sempre gli stessi che escono ed entrano da porte girevoli,in primis quel gran truffatore,malfattore e distruttore di Prodi che col suo compagno di merenda svizzero,dovrebbe stare in galera da tempo.

Ce n'è d'avanzo per credere che quello dei due che mente é il bancarottiere,non Barca..

La renziana Serracchiani,una dei nuovi giovani zeri, è arrivata persino ad affermare che Barca si è inventato tutto per prendersi la scena e proporsi come ministro. È evi
dente, in certa gente, l'impossibilità di far lavorare il cervello... anche al minimo sindacale.Ma, trattandosi di politici, la differenza non è possibile notarla.

Ma da tutta questa vicenda,oltre a quanto detto dell'intrallazzatore bancarottiere,emerge un quadro generale sconfortante del nuovo che avanza.
La sensazione é che Renzi contatti a caso chiunque possa avere un minimo di credibilità per fare il ministro dell'economia, senza sapere ciò che pensa e quali potrebbero essere le sue linee di indirizzo.
E' la dimostrazione che il Puttopuffo non ha la più pallida idea di quello che sta facendo.
Nei paesi normali, quelli dove i dementi stanno al manicomio e i pagliacci lavorano al circo e non nei palazzi del potere, esistono i partiti che hanno una linea economica sulla base di un indirizzo ideologico e, quando i loro membri sono chiamati a governare, gli elettori sanno quali saranno le politiche economiche e sociali che verranno applicate.
Nel manicomio Italia, invece, non solo gli elettori non conoscono un bel nulla, ma è molto probabile, che non conoscano una beata mazza pure i politici ,con in testa Renzuccio.
Forse è questo che preoccupava Barca e che dovrebbe preoccupare anche gli italioti

Anche a Barca però (che propone una patrimoniale da 400 miliardi), vorrei dire che a me pare " fuori come un balcone" se pensa di raccattare,come retoricamente dice,questa cifra dai "ricchi".....
Per arrivare a questo ammontare molto più verosimilmente dovrà colpire molti più italiani nient'affatto ricchi.La solita sola...
Alla fine, é quindi un bene che pure lui non faccia il ministro dell'economia.

Schivato un pericolo,eccone subito un altro.Per questo ministero,si profila un altro bocconiano,Guido Tabellini,un liberista semipentito ma che ancora pare non aver capito la radice del problema euro,come in un post a lui dedicato tempo fa dal prof.Bagnai.Quindi,altra sciagura tecnica.
http://goofynomics.blogspot.it/2011/11/keynes-vs-tabellini.html

C'è poco da sperare,il prossimo governo sarà l'esatta fotocopia del precedente (o peggio,come mi fa notare qualcuno) che aveva eseguito tutti i compiti imposti dai padroni.
(sempre la solita macchietta Serracchiani viene a dirci che sì,è la stessa maggioranza,ma con l'elemento in più,il suo caro Renzuccio.E si vede....)
Qualcuno si chiederà quindi perchè sfrattare un governo così in sintonia con gli usurai.
E' vero.....ma c'è un ma...
Letta,Saccomanni,Napolitano non sono più credibili,non popolari....sono sbertucciati e odiati da almeno mezzo paese.Rischiano di far naufragare il piano usuraio,e come tutti i servi inutili vengono licenziati
Il povero Letta questo non l'ha mai capito...prima o poi,finito di servire in tavola,gli sguatteri tornano in cucina.E lui era la personificazione più ottusa del servo.
Quindi,gli usurai hanno pensato.... mettiamoci un giovane e simpatico piazzista,piace alle mamme,alle nonne,a giovani citrulli e ai pensionati che giocano a carte ai giardinetti...riscuote consensi ambidestri....non invischiato finora nei palazzi romani,una immagine di nuovo,efficiente,rottamatore di caste....sarà più credibile,forse anche amato dal popolino....e così noi potremo finire l'opera con sto Paese.
Questo è il piano a cui daranno tutto il supporto possibile...che poi riesca è altra cosa....tutto da vedere.

Ah,un'ultima noticina di folklore vendoliano: Niki Banana si lamenta "Ho difficoltà ad avere relazioni telefoniche" e denuncia "una violazione abbastanza pesante di uno spazio di conversazione privata tra due persone che hanno rapporti di cordialità e che hanno il diritto di parlare in libertà".
Ma vattelappiglià ne' lato B....
http://www.stavrogin2.com/2014/02/er-barcaroloer-sola-svizzeroer-puffo.html

Mef, riecco De Benedetti: in corsa il consigliere Cir Tabellini
Nella nomina a ministro dell'Economia rispunta la famiglia De Benedetti. Bruciato Fabrizio Barca, ai nomi della prima ora si affianca quello di Guido Tabellini. L'ex rettore della Bocconi è consigliere della Cir. Il legame è di vecchia data. Ai tempi del rettorato Tabellini, De Benedetti donò all'università 3 milioni.
http://www.affaritaliani.it/economia/tabellini-mef-consigliere-cir190214.html

ma tu guarda, TABELLINI DELLA CIR

ed i signori dei CONFLITTI DI INTERESSI NO NO NO dove sono?


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dana74
Illustrious Member
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un tale potentato e sarebbe in bancarotta? Dove li ha nascosti i soldi lo svizzero De Benedetti?

De Benedetti batte cassa al nuovo governo per salvare Sorgenia
di Giuseppe Maneggio - 19/02/2014
Fonte: Primatonazionale

Sorgenia lotta contro il tempo per salvarsi. E la famiglia De Benedetti potrebbe battere cassa al governo Renzi

L’impero finanziario del gruppo De Benedetti rischia di sbriciolarsi a causa della crisi in cui versa Sorgenia unitamente a quella del resto delle attività editoriali controllate dalla Cir (Compagnie Industriali Riunite, il gruppo controllato dal noto imprenditore naturalizzato svizzero).

Sorgenia è gravata da 1,86 miliardi di euro di debiti, di cui 60,7 milioni già scaduti e non pagati a gennaio. Nel dicembre scorso, l’amministratore delegato, Andrea Mangoni, aveva presentato un piano di ristrutturazione che prevedeva il taglio del debito per 600 milioni e moratoria fino al luglio di quest’anno. Ma l’incontro tra le banche creditrici (Mps, Banco Imi, Unicredit, Banco Popolare, Ubi Banca, Bpm, solo le principali) e i vertici della Cir non ha portato ad alcuna soluzione definitiva. La banche chiedono che la famiglia De Benedetti partecipi alla ristrutturazione del debito almeno per la metà, ma la Cir non sarebbe disposta ad offrire più di 100 milioni. Il rischio è che gli istituti di credito adesso non concedano nemmeno la moratoria e che si sia giunti ad una secca rottura per salvare il salvabile. Le banche in assenza degli obiettivi mancati dal piano industriale non se la sentono di accollarsi delle sicure perdite, in una fase nella quale già non concedono prestiti alle imprese e alle famiglie. E come dargli torto nello specifico, se il socio austriaco Verbund (46%) ha azzerato la sua partecipazione, non volendone più sapere?

La banca più esposta, manco a dirlo, è Mps con 600 milioni di euro, che già di suo ha una situazione finanziaria difficilissima. Rodolfo De Benedetti, primogenito di Carlo, assicura che ci sarebbe in cassa la liquidità sufficiente per il rimborso del bond Sorgenia, ma senza una moratoria l’azienda avrebbe risorse appena per tirare a campare un altro mese. Ai guai di Sorgenia per la Cir si aggiungono anche quelli di Tirreno Power, controllata al 39%, oberata da 875 milioni di debiti e per i quali ancora non è stata trovata una soluzione con Unicredit.

Il capitalismo “creativo” italiano ci ha già abituato, in passato, a soluzioni che hanno salvato l’insalvabile: basta semplicemente battere cassa allo stato. Nel caso specifico si parla di creare una bad company che metta assieme Sorgenia, E.ON ed Edipower. Quest’ultima è controllata daA2A, società partecipata dal Comune di Milano e dal Comune di Brescia, entrambi a guida Pd. In pratica si ritirerebbe dal mercato una capacità energetica produttiva pari a 12.500 MegaWatt, che verrebbe messa a disposizione del sistema energetico nazionale, per quando le energie rinnovabili non dovessero più bastare. In questo modo, la bad company potrebbe attingere a sovvenzioni pubbliche per 250 milioni di euro, ma che potrebbero arrivare a 700-800 milioni.

I 494 milioni di euro che la famiglia Berlusconi ha sborsato in seguito alla richiesta di risarcimento chiesta dalla famiglia De Benedetti sul caso lodo Mondadori, non sono bastati. Carlo De Benedetti e la sua famiglia per salvare il loro impero dovranno sperare nel governo Renzi.


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spadaccinonero
Illustrious Member Guest
Registrato: 3 anni fa
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mi chiedo cosa possano avere nel cervello quei 9 milioni di italiani che hanno votato pd (mi riferisco ai morti di fame, gli opportunisti sono un caso a parte)...

(lo stesso dicasi per gli elettori di pdl e 5s in quanto tutti e 3 collegati dallo stesso filo)


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doppio
Eminent Member
Registrato: 3 anni fa
Post: 25
 

mi chiedo cosa possano avere nel cervello quei 9 milioni di italiani che hanno votato pd (mi riferisco ai morti di fame, gli opportunisti sono un caso a parte)...

(lo stesso dicasi per gli elettori di pdl e 5s in quanto tutti e 3 collegati dallo stesso filo)


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