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il coraggio di un leader


pietroancona
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Il coraggio di un leader

Ieri Fini è stato nella fossa dei leoni. Un'assemblea ostile fin quasi a menare le mani, popolata di squallidi arnesi di regime, gente pronta alle ingiurie ed alle offese più gravi per il "ribelle" solo per farsi sentire e notare dal Caudillo ossessionato da un solo problema: ottenere le dimissioni del Presidente della Camera. Berlusconi ha chiuso la riunione con una votazione da Politburo: 159
voti contro 11. Ma questi undici voti hanno spezzato l'incanto che tiene prigioniera l'Italia da anni. Undici persone coraggiose che hanno sfidato il linciaggio di una maggioranza fanatizzata dal culto delle personalità del ricchissimo miliardario che si sente onnipotente.
Fini non si è fatto intimidire. La defezione di suoi ex "colonnelli" e l'isolamento non lo hanno scoraggiato. Ha elencato puntualmente quanto non condivide dei comportamenti e del progetto politico di Berlusconi. Una lunga serie di punti dall'immigrazione alla giustizia sui quali non si può non convenire. Ma la cosa più importante che ha detto riguarda la Lega che, dopo le elezioni regionali e la conquista di due importanti regioni del Nord, rischia di espandersi e di inghiottere nella sua visione razzista lo stesso elettorato del Pdl. La Lega che detta le riforme, che nega la mensa ai bambini e sepoltura ai musulmani, che attraverso Formigoni, vuole il reclutamento su base regionale degli insegnanti e che, ieri, ha proposto i contratti di lavoro su base territoriale, rischia di diventare
l'ideologia e la politica di tutto il PdL e di guidarne una involuzione xenofoba e di rottura della coesione sociale e dell'unità nazionale.
Berlusconi sa di avere perduto l'adesione o la sottomissione di Fini al suo progetto di riforme costitu
zionali. Fa finta di aver perso interesse per esse ma in verità sa che se non demolisce la Costituzione cambiandone i principi non è destinato a fare ancora molta strada. La sua leaderchip è come una ameba insaziabile: ha bisogno di inghiottire quanto resta ancora delle regole e delle salvaguardie del diritto. Per quanto possa guastare forzando in Parlamento con leggi che, anche se ottengono il timbro del Capo dello Stato, restano scandalose e precarie, se non abbatte la legge fondamentale dello Stato
non potrà mai diventare il dittatore d'Italia.
Per questo deve sfrattare Fini da Presidente della Camera. Ma, come osserva giustamente Bobo, la Camera dei Deputati non è la Rai. Non sarà facile un pronunziamento o una sorta di impeachment.
Alla ingiunzione di Berlusconi si è unito, con più di una accusa, il Presidente del Senato che ha sollecitato le dimissioni di Fini.
Credo che sarebbe opportuna una nota del Quirinale a difesa delle Istituzioni. Non si può consentire al Capo del Governo di attaccare la Presidenza della Camera perchè occupata da persona che non la pensa come lui.
Ieri Fini ha speso se stesso nell'ipotesi di una destra civile che torni ad isolare la Lega anche nel Nord. E' evidente che per quanto Bossi voglia nascondere le sue reali intenzioni e la sua vera natura totalitaria (nel territorio controllato dalla Lega è difficile vivere se non si ostenta una cravatta verde), il suo obiettivo è una sorta di leghizzazione del PdL, scopo che Berlusconi sembra condividere per il suo forsennato obiettivo di cambiare le regole.
A due giorni dal 25 aprile, un uomo proveniente dalla scuola di Almirante ma maturato attraverso un lungo percorso verso la libertà e la democrazia, ha dato un significativo contributo alla celebrazione della Resistenza e dei suoi valori racchiusi nella preziosa Carta Costituzionale che faremmo bene a non toccare mentre la minaccia del secessionismo e del razzismo incombono. Farebbe bene Napolitano a non sollecitare "coesione" verso "riforme" che oggi non potrebbero che essere disastrose per l'Italia.
Unisco a questo scritto il testo del discorso pronunziato da Fini. Una sinistra consapevole dovrebbe
prenderne atto e valorizzarlo: è la prima porta che si apre, dopo tanti anni, verso una possibilità diversa da quella imposta da Berlusconi e da Bossi e non adeguatamente contrastata dal PD.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it

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dana74
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Coerenza vorrebbe che se io occupo una poltrona datami da un partito con il quale non condivido niente non la occupi più.

Fini è tutto meno che un leader, è solo un voltagabbana per natura.

Lui e 11 persone quindi dovrebbero dettare legge per tutto il resto del PDL?
Beh sicuramente è in linea con la democrazia come la intende certa gente.

Se dalla votazione son scaturiti solo 11 voti per Fini e la cosa non è stata gradita la prossima volta Fini proponga la votazione per bastoncini corti o lunghi.

Più che chiedere a tutti i rappresentati del PDL come la pensano e dare il proprio parere che doveva fa?
Moh.

Contestiamo piuttosto i programmi vuoti e nulli se non distruttivi e lesionisti che vengono compilati oltreoceano sia per PD, PDL e tutti i partiti che hanno fatto il giro in parlamento.

Minaccia del secessionismo?
Ma piuttosto indaghiamo su come è stata fatta st'Unità d'Italia?
Fratelli d'Italia?
Devo essere entusiasta per un'operazione massonica subita dal nord che dal sud?
Devo essere entusiasta per il 25 di aprile, marcia verso la libertà e democrazia salvo che si dimentica di precisare di che stampo sia fatta codesta libertà e democrazia.
No grazie.


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pietroancona
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La Presidenza della Camera non è nella disponibilità di un leader di partito.
Per rovesciare un Presidente della Camera ci vuole una mozione di sfiducia adeguatamente motivata.

Non è che se uno si mette contro Berlusconi questi viene cancellato.
E' una logica che secondo i contratti di lavoro non dovrebbe essere applicata neppure nelle aziende dove ci vuole la "giusta causa"

Fini sta mostrando la stoffa di uno statista. Statista è colui che guarda alle idee ed ai valori più che al potere fine a se stesso.

Contrariamente a quanto appare, ieri Fini ha vinto e chi ha perso è berlusconi che non è più il vaccaro unico di una unica mandria.


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Eurasia
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Grande Fini! Mi ha ricordato il paguro. Il paguro per vivere si sceglie una conchiglia che cambia quando ci sta troppo stretto. Gianfranco Fini ha scelto il PdL come "conchiglia" per crescere e meditare... ora la "conchiglia" è diventata scomoda. Anche il PD dovrebbe fare altrettanto: abbandonare la "conchiglia", putrida e obsoleta, di D'Alema & C. ... perché non è sempre vero, come cantava De André, che "dal letame nascono i fiori".


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Pellegrino
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mi viene da vomitare......


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Anonymous
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il peggior voltagabbana è cmq meglio di Berlusconi..
qui il più pulito ha la rogna..
ma quelli che pensano che Berlusconi faccia l'interesse del popolo è un perfetto idiota.


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RobertoG
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Resta da capire per quale motivo, dopo aver parlato di "comiche finali" Fini cambiò repentinamente idea facendosi assorbire dal PDL (cioè da Berlusconi). Allora il caimano era in difficoltà e lui aveva il suo partito saldamente in mano. Da una posizione di forza si fece trascinare in una di subalternità.

Ma noi possiamo giudicare solo per quello che vediamo o solo per ipotesi. Bisognerebbe sapere cosa effettivamente succede ed è successo dietro le quinte del teatrino.


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pietroancona
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Che la posizione di Fini sia giusta è testimoniata dalla reazione durissima della Lega che credo miri ad elezioni immediate se Fini non sarà cacciato fuori dal PDL.


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Pellegrino
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che la posizione di Hitler fose giusta lo testimonia la durissima reazione dell'Unione sovietica...

ma per piacere Ancona... non abbiamo per niente bisogno dell'ennesimo servo dei potentati internazionali !!!


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Anonymous
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insomma secondo Pietro Ancona tutto ciò che è contro la Lega proviene dal cielo...
Io al contrario penso che tutto ciò che è contro Fini proviene dal cielo...questione di gusti... 😆

Aspetta...il riferimento di Pietro Ancona ai contratti di lavoro è paticolarmente ameno e spassoso...quindi vorrebbe farci credere che Fini sia paragonabile ad un operaio proletario, parte debole in una controversia nel diritto del lavoro ???
Mah paragone alquanto ardito...talmente ardito che bisognerebbe stare attenti all'autocombustione 😆


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Pellegrino
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Piero Ancona....


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Eurasia
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«È finito e ora comprerò tutti i suoi uomini»

In un attimo si è consumato uno scontro durato quasi quindici anni. Perchè Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini in realtà si sono sopportati, ma mai amati. In un attimo si sono detti apertamente tutto quello che è rimasto sempre chiuso nelle segrete stanze. Lo “show down” di ieri è stato voluto da entrambi.

Ed ecco come in serata Berlusconi ha commentato la giornata con i suoi più stretti collaboratori: «È quasi finita, manca un niente e finalmente è fuori, non ne potevo più. Basta con quei suoi modi arroganti, con quel suo tono sprezzante. Lo avete visto? Sembrava uno venuto dalla Luna, l’ho provocato e poi umiliato. Ma ora glieli sfilo uno per uno, me li compro tutti». Ed ecco di nuovo il controcanto del suo “avversario”, con la reazione confidata da Fini ai fedelissimi: «Era una trappola, un vero plotone di esecuzione. Ho sbagliato solo una cosa: a non chiudere i ponti prima. Crede di essere il padrone d’Italia, ma si sbaglia di grosso».

È stato un “match” senza precedenti: l’arena è l’Auditorium della Conciliazione (il nome è tutto un programma) di Roma, i due pugili se le sono date di santa ragione. Entrambi ieri portavano i segni sul volto, con quegli scatti d’ira, il dito puntato, il continuo gesticolare, la voce del premier che risuona per la sala, la replica stizzita del presidente della Camera. Il Cavaliere non ha voluto ascoltare nessuna colomba questa volta, Gianni Letta oggi non è neanche venuto: «Io non mi faccio ricattare da nessuno, rispondo al mio popolo non al Palazzo. La verità - si è sfogato Berlusconi - è che Fini ha già un progetto per il futuro ed è venuto qui solo per ricordarmelo…».

Ma il prossimo campo di battaglia sarà proprio l’Aula e l’inquilino di Montecitorio ha promesso guerriglia, anzi “scintille”. La strategia della terza carica dello Stato è evidente: giocherà a fare la vittima, «il cerino in mano ce l’ha Berlusconi, sarà lui a bruciarsi», ha scommesso con i suoi. Con la reazione fredda di chi ha già studiato la contromossa come risposta a un documento sprezzante: «Non gli faremo passare nulla in Parlamento, ormai è finito e non lo sa ancora».

Berlusconi, però, è disposto a tutto. Anche a pilotare una crisi di governo e sfidare il presidente della Repubblica per andare alle elezioni anticipate. Ieri sera ha chiamato al telefono il fidato leader della Lega nord, Umberto Bossi, per raccontargli lo scontro: «Umberto - gli avrebbe detto al telefono -, Fini sembrava un pugile suonato. Nessuno lo capiva più, neanche lui sapeva cosa volesse. Alla fine lo seguiranno quattro gatti… ».

Al momento Berlusconi ha raggiunto il risultato che sperava: da oggi avrà la possibilità di “licenziare” il presidente della Camera e ha già fatto notare ai suoi che Fini ha solo il 6% del partito, che «adesso non può più rappresentare». Il primo obiettivo è «togliere la tessera» al cofondatore del Pdl, alla prima occasione lui e i suoi uomini «sono fuori». Le munizioni sono già pronte per essere sparate, l’organismo dei Probiviri porterà di fronte al plotone d’esecuzione anche la terza carica dello Stato. «Se sbaglia paga, dovrà fare il suo gruppo e sarà finito». Nel partito di via dell’Umiltà si sono fatti i conti, con la sicurezza che «c’è un margine certo per poter governare». E qualcuno già sta scrivendo una mozione di sfiducia per Italo Bocchino, il più fedele tra i fedelissimi di Fini, da preparare e presentare in queste stesse ore. Questione di tempo.

Berlusconi non esclude di sentirsi ostaggio, di dover affrontare una crisi di maggioranza ma – questa la premessa ripetuta in questi giorni ai suoi interlocutori – «non me ne importa più, la cosa più importante – ha ripetuto – era buttare fuori Fini e ci siamo ancora riusciti». Di tutt’altra opinione il presidente della Camera che, al di là del progetto futuro del Partito della Nazione con Casini, Montezemolo e una parte del Pd, ormai ha nel mirino solo un traguardo: «Voglio la fine di Berlusconi».

http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/italia/2010/04/23/AMJU7KdD-finito_uomini_comprero.shtml


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Anonymous
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aspetta ma il secolo XIX non è il giornale della corrente di Fini ???
Forse per compensare la parzialità dei commentatori bisognerebbe attaccare a questo post anche articoli della Padania e del Giornale...


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