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South Stream morto: danno immane per l'Italia


Rosanna
Famed Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 3536
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L’ITALIA PERDE LA FACCIA, LA CREDIBILITA’ ED IL SOUTH STREAM

di Gianni Petrosillo

l South Stream è morto. Il progetto russo-italiano-francese-tedesco finalizzato al trasporto di gas dal porto di Beregovaya, in Russia, direttamente in Europa, con due tronconi distinti che sarebbero sbucati in Austria ed in Puglia, è stato abortito a causa delle pressioni statunitensi su Bruxelles. L’Europa, minacciata da Washington, ha fatto di tutto per scoraggiare i russi e questi hanno rinunciato alla posa dei tubi.

Per l’Italia è un danno economico e strategico immane. La Saipem perde di colpo un contratto di 2,4 miliardi di dollari per la costruzione del tratto offshore del dotto e l’Eni perde la faccia con i suoi partner slavi. Il Corriere delle Sera, confermando la sua natura antinazionale, quasi esulta per questa disfatta che potrebbe costarci cara sul fronte della sicurezza energetica.

Ora Roma sarà costretta a sfruttare, senza risparmio, le sue risorse interne, con le comunità locali già sul piede di guerra (vedi Basilicata) poichè temono trivellazioni eccessive, o dovrà acquistare tale materia prima su mercati meno stabili dove i prezzi sono anche più elevati.

C’è la crisi, la nostra bolletta energetica non gode di buona salute e qualcuno si permette di lasciarsi scappare chance come queste, solo per fare un dispetto a Putin o assecondare le manie monopolari di Obama. Occasione che non si è fatta soffiare la Germania, Paese ancora molto più serio del nostro, che ha finalizzato, senza troppi problemi, il North Stream (sempre in compartecipazione con Gazprom, compagnia che detiene il pacchetto di controllo della società North Stream AG), progetto gemello e più “fortunato” del South Stream, assicurandosi la certezza dei rifornimenti per un lungo periodo.

Berlino sì e noi no, questa è L’Europa dove l’Italia è un membro di serie B, tollerato e mazziato, anche da quest’ultimo affronto che ci nega approvvigionamenti garantiti. E’ stato proprio il Presidente russo ad annunciare la sospensione del programma South Stream: “Tenendo conto della posizione della Commissione europea, tenendo conto del fatto che non abbiamo avuto il permesso dalla Bulgaria, riteniamo che la Russia non sia in grado di sviluppare questo progetto. Dovremo riconsiderare la partecipazione a questo progetto”. Più duro il capo di Gazprom Alexei Miller che ha parlato di cessazione definitiva delle attività: “Tutto il progetto è chiuso ha dichiarato a RIA Novosti.

Tuttavia, la Russia ha già deciso che ricorrerà ad un potenziamento del Blue Stream, il gasdotto che rifornisce la Turchia, anche impiegando hub supplementari, per non subire cali nella commercializzazione e nella produzione. Il raddoppiamento della capacità del Blue Stream ripagherà i russi del fallimento del South Stream e risulterà anche meno oneroso di quest’ultimo sotto il profilo degli investimenti. Infatti, il tratto di mare per l’accesso al territorio turco è più corto di 500 km rispetto a quello, ormai naufragato, del gasdotto che sarebbe emerso in Bulgaria. Chissà se i russi chiederanno ancora alla Saipem di essere della partita dopo quanto accaduto col precedente contratto appena stracciato.

L’Italia, invece, risulta nuovamente danneggiata nei suoi interessi fondamentali da questa Ue senza capo né coda che prende ordini da Oltreoceano e bastona gli Stati più deboli. Per motivare quest’ultima défaillance i burocrati di Bruxelles sono ricorsi ad una giustificazione che sa di beffa, soprattutto per il (fu)Belpaese. In realtà, le sanzioni occidentali che hanno colpito il Cremlino sarebbero la causa di questo passo indietro di Putin, il quale, senza i capitali messi a disposizione dalle banche del Vecchio Continente, non è in grado di concretizzare grandi piani infrastrutturali.

E’ una balla colossale ma gli euroburocrati non sanno più dove attaccarsi per mascherare la propria inadeguatezza, in un mondo che cambia velocemente e del quale non sanno tenere il passo. Per quanto tempo ancora l’Italia se ne starà buona buona in questo circolo di strozzini, chiamato Unione Europea, che la depreda come una colonia africana? Quanti filo-americani dovranno ancora alternarsi al Governo prima di veder nascere un esecutivo autenticamente attento a conservare la propria sovranità nazionale? Giriamo la domanda ai nostri dirigenti politici, se c’è qualcuno che ancora merita questo titolo, tra i tanti crapuloni che ormai occupano il Parlamento solo per strafogarsi alla buvette.

Fonte: Conflitti e strategie

http://www.controinformazione.info/litalia-perde-la-faccia-la-credibilita-ed-il-south-stream/


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MarioG
Famed Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 3055
 

Analisi impeccabile, a fronte dell'altra di quel Sapelli di un'altra sezione del forum; da mettersi le mani nei capelli


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Saysana
Honorable Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 530
 

Che ci vuoi fare, dalla caduta dell'impero romano sempre siamo stati servi di qualcuno (anche se non ce ne accorgevamo) e servi ancora siamo.

Un popolo di servi e ci va bene cosi'.


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Rasna
Honorable Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 634
 

Saysana, la cosa peggiore che non siamo nemmeno un popolo di servi, siamo un popolo di ignoranti che si beano del ricordo di una cultura che non c'e' piu' senza nemmeno sapere in cosa consistesse... e che si credono liberi di decidere dove andare.
Un popolo che confonde il nozionismo da allenatore di calcio con la conoscenza e che inneggia a piero angela come il depositario della scienza rivelata.
Un popolo che si vanta che gli "italians do it better"... e la domanda non e' "meglio di chi" ma "cosa facciamo"?
Un popolo che ancora crede che 1600 km tra nord e sud facciano davvero la differenza senza comprendere che gli accadimenti di una terra scaturiscono da decisioni prese altrove e che Roma e' solo un posto e non la testa del serpente da tagliare.
Un popolo che si bea di partecipare alle primarie per dare un voto ad un giovane... servo (lui si davvero).
Questo non e' un popolo di servi ma di ignoranti che si crogiolano al sole del "non posso farci niente".


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Anonymous
Illustrious Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 30947
 

Tutto sta nel capire se il crollo del prezzo del petrolio a cui stiamo assistendo ha come obiettivo l'indebolimento della Russia. Difficile dirlo perchè giocare sul prezzo del barile è molto pericoloso, dato che fa crollare i profitti delle compagnie petrolifere.
Comunque sia, è davvero troppo semplicistico dire che, in una decisione come questa, la Russia abbia giocato solo il ruolo di vittima per le pressioni degli USA e della UE.
Non è credibile che Putin di punto in bianco se la sia fatta sotto.
Bisogna essere molto ingenui o ignoranti per sostenere questa tesi. Oppure in malafede.


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