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Speculazione


Tao
 Tao
Illustrious Member
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Il vice capo della protezione civile, Bernardo De Bernardinis, lancia l'allarme sulla speculazione negli affitti che si sta compiendo a L'Aquila. Il giornale Il Centro ha riportato i seguenti dati: per un locale ad uso commerciale lo scorso anno si pagavano 14-20 euro al metroquadro, ora costa 35 euro, un appartamento ad uso abitativo è slittato dai 10 euro ai 20, un posto letto per studenti da 250 euro a 400. Si lancia l'allarme, ma non si corre ai ripari. Mio marito ed io pagavamo per il fitto del nostro negozio-laboratorio, in pieno centro storico, in uno dei palazzi più belli della nostra città, 400 euro mensili. Oggi ce ne chiedono duemila per un locale della stessa metratura nei paesini del circondario. Gli appartamenti migliori sono già stati presi da chi può pagare cifre consistenti, professionisti stipendiati, ora offrono alloggi fatiscenti a prezzi da centro storico romano. Per cui non credo di sbagliare nel dire che i dati riportati dal giornale sono molto ottimistici.

Quando vagavamo in cerca di un terreno in zona industriale, ci imbattemmo in un sindaco che ci disse di non conoscere ancora i prezzi che dovevano essere rivisti dopo il terremoto. Le sue parole furono "prima del terremoto costava intorno ai 13 euro,ora sicuramente di più". Come se fosse una cosa normale. Come se fosse normale azzannare chi è già stato azzannato. Avevamo trovato un'abitazione in un paesino a 25 km da L'Aquila. Sorgeva su una roccia, e la cosa ci rassicurava circa la stabilità. In realtà non aveva subito danno alcuno in seguito alla tremenda scossa. Ma era una casa disabitata da tantissimi anni. Priva di riscaldamento, con un impianto elettrico fatiscente, ingombra di cose da buttare, con finestre e porte in pessimo stato e le pareti sporchissime. Era però una casa grande, che ci avrebbe permesso di usare dei locali cantina come laboratorio e piccolo negozio. In un paesino di ottocento anime. La richiesta per il fitto è stata di 600 euro mensili. Un'enormità per le condizioni della casa e per il luogo sperduto. Abbiamo comunque accettato, non avendo altra scelta. Il fatto è che abbiamo scoperto che il proprietario riteneva che i lavori da effettuare dovessero essere fatti a nostre spese, la metà delle quali ci avrebbe restituito scalando una parte della mensilità. Abbiamo desistito. Per ora abbiamo preso in affitto un magazzino di 80 metriquadri, in un altro paesino sperduto, per altro distrutto quasi completamente dal terremoto, per la modica cifra di 350 euro mensili. E' stata l'offerta più conveniente trovata sul mercato. Lì metteremo le cose che riusciremo a recuperare dalla nostra casa e dall'attività, in attesa di venderle per poter sopravvivere. Quindi cercheremo un mini appartamento arredato. Vorrei esporre quanto vi ho raccontato ai responsabili della protezione civile, che tanto sono stati solerti nel costruire le C.A.S.E., ma non esiste persona deputata ad accogliere le istanze di quanti non risultano residenti negli alberghi o nelle tende. Anche in questo caso faccio parte degli invisibili. La prossima settimana andrò al Dicomac. E ve ne darò resoconto.

Fonte: http://miskappa.blogspot.com/
Link: http://miskappa.blogspot.com/2009/08/speculazione.html
26.08.2009


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