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Prato - Violenza inaudita della polizia contro gli operai Texprint in sciopero


marcopa
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Comunicato da pagina facebook Si Cobas, seguiranno video ed immagini
Marcopa
 
VIOLENZA INAUDITA DELLA POLIZIA CONTRO GLI OPERAI TEXPRINT IN SCIOPERO
 
Questa mattina i reparti antisommossa sono intervenuti per tre volte per sgomberare i lavoratori in presidio permanente da ormai quasi 60 giorno davanti ai cancelli della Texprint. Le immagini testimoniano un utilizzo vergognoso della violenza contro lavoratori che protestano contro condizioni disumane di sfruttamento e richiedo di lavorare nel rispetto del contratto nazionale per otto ore e cinque giorni (contro le attuali 12 ore per 7 giorni la settimana).
Due operai sono stati trasportati in condizioni gravi al pronto soccorso. Uno dei lavoratori ha perso coscienza dopo aver ricevuto un pugno in testa da un agente. Sono molti i feriti più lievi per i colpi ricevuti dalla polizia e dopo essere stati trascinati sull'asfalto per metri.
Che questo intervento arrivi nel giorno in cui è diventata di pubblico dominio la notizia dell'interdizione per Mafia dell'azienda dagli appalti e bandi pubblici (dopo aver incassato 340mila euro nel 2020 per la produzione di mascherine) e a 24 ore di distanza dal tavolo con l'Unita di Crisi della Regione lascia senza parole.
 
Da quasi 60 giorni denunciamo l'intreccio tra Texprint e clan della 'ndrangheta, e la figura di Zhang Yu Sang (detto Valerio), arrestato in luglio dalla FDA di Milano insieme a mebri del clan Greco con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale aggravata dal metodo mafioso e dalla disponibilità di armi, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni e bancarotta.
‌La politica e le istituzioni devono assolutamente condannare l'operato della Questura senza giri di parole. Contro lo sfruttamento e gli intrecci tra mafie e imprenditoria non
‌bastano le dichiarazioni di circostanza. Serve il coraggio politico di dire da che parte si sta e agire di conseguenza.
 
La vertenza TEXPRINT ha scoperchiato un vaso di Pandora. Il distretto tessile pratese è territorio di illegalità e sfruttamento da almeno due decenni. I lavoratori che denunciano si ritrovano trattati come pericolosi criminali.
 
Non è difficile immaginare che, dopo oggi, una azienda già sprezzante delle leggi e dei diritti (l'ispettorato ha rilevato uso di manodopera a nero anche durante il corso dello sciopero) si senta ancora più "tutelata" da chi, in teoria, dovrebbe contrastare sfruttamento e criminalità organizzata.
Oggi si è scritta una pagina buia i diritti e nella dignità del lavoro sul nostro territorio.
Lo sciopero continua insieme al presidio permanente ai cancelli.
 
In questi giorni invece inizieranno le iniziative sindacali di protesta ai negozi dei marchi della moda che in questi anni si sono servite della Texprint come terzista. Anche loro, che hanno goduto di tariffe "competitive" garantite dallo sfruttamento, sono responsabili di questa realtà. La campagna di denuncia inizierà dai punti vendita del marchio DIXIE.
 
Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone e attività all'aperto
 
 
 
Questa argomento è stata modificata 3 anni fa da marcopa

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marcopa
Illustrious Member
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Prato: intervento del Reparto mobile in via Sabadell, dove da un mese stazionano gli operai della stamperia in sciopero

 

PRATO. La polizia è intervenuta in forze sia stamattina, 10 marzo, che nel pomeriggio per sgomberare gli scioperanti che da un mese hanno dato vita a un presidio davanti alla stamperia Texprint di via Sabadell, nel Macrolotto 2. Gli agenti del Reparto mobile si sono concentrati davanti al presidio poco prima delle 12 e poi sono intervenuti per spostare gli scioperanti che si sono messi davanti ai furgoni della stamperia, come avevano già fatto nei giorni scorsi. Ci sono stati degli scontri nel corso dei quali alcune persone sono rimaste leggermente contuse. 

La situazione è ulteriormente degenerata dopo un periodo di calma intorno alle 13 e poi nuovamente alle 16, quando oltre agli scioperanti sono arrivati anche altri dimostranti a dare manforte. Alla fine si contano sei contusi tra operai e dimostranti, di terrà comprese tra i 18 (una ragazza) e i 29 anni. Quattro di loro sono stati accompagnati all'ospedale in ambulanza.

Durissimi i commenti del sindacalisti Si Cobas che si sono succeduti nel corso della giornata. Si parla di "violenza contro i lavoratori che protestano contro condizioni disumane di sfruttamento e chiedono di lavorare nel rispetto del contratto nazionale per otto ore e cinque giorni (contro le attuali 12 ore per 7 giorni la settimana)". Si fa mensione di un lavoratore che avrebbe perso conoscenza per un colpo ricevuto da un agente.

"‌La politica e le istituzioni devono assolutamente condannare l'operato della questura - scrivono ancora i Si Cobas - senza giri di parole. Contro lo sfruttamento e gli intrecci tra mafie e imprenditoria non
‌bastano le dichiarazioni di circostanza. Serve il coraggio politico di dire da che parte si sta e agire di conseguenza".

 

I Si Cobas annunciano anche che lo sciopero e il presidio di fronte ai cancelli della Texprint, continuano.

 

Ieri la Prefettura, dopo le accuse lanciate dal sindacato Si Cobas, aveva notificato all'azienda un'interdittiva antimafia il cui effetto è quello di escludere la società dai contratti con la pubblica amministrazione.

 

L'intervento della polizia alla Texprint

 

 

L'intervento della polizia alla Texprint

 

 

La polizia alla Texprint (foto Batavia)

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oriundo2006
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Scusa, ma cosa ti aspetti da Draghi e dai suoi corifei massonici ? 


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