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Bersani il vaso di coccio


Anonymous
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è lungo, metto l'inizio e la fine, e il link all'originale se vi interessasse il resto. http://robuz.wordpress.com/2013/03/12/bersani-il-vaso-di-coccio/

Dal 25 febbraio si sente parlare poco di Monti. Dal giorno dopo si è cominciato anche in Europa a dire che forse queste politiche di austerità agli europei non piacevano molto. Che forse andavano riviste.

Prima, le manifestazioni in Spagna, in Portogallo, gli innumerevoli scontri in Grecia, non erano state prese in considerazione.

Improvvisamente questi pazzi italiani che decidono di votare in quasi 9 milioni un comico che non va in televisione rimettono tutto in discussione.

E’ un dato di fatto che da quel momento i fautori dell’austerità hanno di molto abbassato il loro profilo. Non che siano sconfitti, attenzione, hanno solo perso un po’ della loro arroganza. Non che siano meno pericolosi, stanno solo studiando altre strategie. Quando credevano di avere tutta la situazione in pugno qualcosa gli è sfuggito di mano. Ma sono ben lungi da aver perso la loro partita. Il loro è un ripiegamento tattico, nel frattempo lavorano ai fianchi il nemico che è apparso improvvisamente sulla scena, cercando di indebolirlo.

Sia chiaro: il problema non è Bersani. E nemmeno Berlusconi. Il problema sono loro. I tecnocrati. La casta italiana è quella che servendo da vicino i padroni beneficia di qualsiasi potere. Loro cascano sempre in piedi. Ma non sono loro che dirigono i giochi.

Il ruolo di disturbatori è affidato ai Bersani di turno, che improvvisamente hanno riscoperto le loro radici di sinistra e propongono il loro se non ora quando, che non è niente altro che un tentativo di imbrigliare, dividere, normalizzare, di far entrare il nuovo nella logica del vecchio. Con un duplice obiettivo, che vedremo alla fine.

(........)

Ma occhio, che questi sono furbi. Mica dei cialtroni come i nostri politici.

Il vero problema quindi sono le politiche europee e chi le rappresenta. In italia attualmente Monti e parte del PD in primo luogo. Non a caso avevano programmato il futuro governo e l'arrivo sulla scena del M5S ha sconvolto i loro piani.

Qualsiasi alleanza con questo PD è fuori discussione. Anche se le posizioni del M5S non sono del tutto chiare rispetto all'euro e all'europa, e ci sono nel movimento posizioni diverse, è scontato che non ci sarà una pedissequa accettazione delle logiche di austerity. Ma il PD ha diverse anime. Sul piano delle riforme strutturali ad esempio, pur non cogliendone il senso complessivo, il disegno fortemente reazionario, la sinistra pd e Sel ha opinioni diverse da Monti.

E' altrettanto chiaro che dal momento in cui inizi a mettere in discussione l'applicazione del Fiscal Compact, del Mes il resto segue a ruota e inizierà in Italia un dibattito serio, non con i toni terroristici che ci sono stati fino ad ora, sull'Euro e sulla sua natura.

Il che potrebbe significare la fine dell'Eurocrazia.

In realtà, in questo contesto, quello che non è ancora molto chiaro è come potrebbe evolvere la situazione nel progressivo peggioramento della crisi economica, che appare inevitabile.

Il tentato coinvolgimento del M5S ha un senso per gli eurocrati perché se il M5S accetta di condividere in qualche modo il governo del paese, si trova alla guida al momento del collasso. Se non accetta può essere accusato di irresponsabilità e può essere un buona carta per indebolirlo.

Ecco il duplice obiettivo di cui parlavo sopra: i tecnocrati vedono di buon occhio, se ne stanno buoni con i mercati, non lanciano la speculazione, attendono con calma, favoriscono l'eventuale accordo sinistra pd - m5s. Sanno che quando la bomba della recessione esploderà, chi se la troverà in mano, scomparirà dalla scena politica.

Togliersi di torno in un solo colpo l'antipolitica e la politica avversa alle riforme strutturali alla Padoa Schioppa, di quella sinistra pidi-sel, aprirebbe il campo completamente alle forze eurocrate.

Nel frattempo Berlusconi sta cuocendo nei processi, il pdl perderà la coesione fittizia che solo il carisma del suo capo riesce a dargli, dividendosi in più tronconi, una parte assimilabile naturalmente nel centro, e l’altra controllabile numericamente.

Il duplice obiettivo è quello di indebolire e snaturare M5S e spaccare il PD, facendogli poi gestire i prossimi mesi drammatici.

La partita che si sta giocando è fine. A perderla non ci vuole molto. Bersani in questo contesto è il vaso di coccio. Comunque vada sembrerebbe fregato. E anche gli italiani non è che stiano messi meglio.

Per gli eurocrati l’Italia rappresenta un collo di bottiglia. L’ostacolo M5S ha un significato che travalica la sua stessa forza in parlamento. Rappresenta un sentire diffuso che se si espande in europa farà crollare il loro sistema.

Questa è solo la loro prima strategia. Non allearsi con Bersani significa non cadere nella loro prima trappola. Ce ne saranno altre. La battaglia sarà lunga.


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