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Elezioni in Germania: la correlazione inversa


Tao
 Tao
Illustrious Member
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23 settembre. Sono giunti i risultati delle attessi e decisive elezioni parlamentari tedesche (vedi tabelle). I democristiani hanno vinto, ma non stravinto. I due partiti fratelli coalizzati della Merkel hanno sì raggiunto il 41,5%, ma a ben vedere anzitutto cannibalizzando i tradizionali alleati liberali, che per la prima volta nella storia non entrano nel Bundestag. Sta di fatto che la "mammina" (così i media tedeschi chiamo la Merkel), a meno non voglia andare a nuove elezioni, dovrà formare un governo coi socialdemocratici. 

Il Primo ministro Letta, ostentando un insopportabile servilismo, si è immediatamente felicitato con la cancelliera tedesca: "ha vinto la linea europeista" ha affermato. Certo, ma ha vinto la linea eurista dura, quella che continuerà ad imporre ai paesi "periferici" piani draconiani di austerità e di rigore. Per greci, italiani, spagnoli, portoghesi ma anche francesi la vittoria della Merkel non promette quindi nulla di buono.

Un risultato ampiamente atteso, visto che tutto il mondo della grande finanza e della grande industria tedeschi, schierati per difendere l'euro con tutti i seuoi effetti collaterali, erano e sono con la Merkel. 

Alternativa per la Germania (AfD) non ha superato la soglia di sbarramento del 5%, ma l'ha sfiorata e, a giusto titolo festeggia, poiché due milioni e passa di voti non sono affatto pochi. Una spina nel fianco del prossimo governo tedesco, che sarà spinto a seguire la sua linea dura rispetto ai paesi che chiedono un allentamento delle selvagge politiche di austerità. Senza dimenticare che fra poche settimane la Corte cosituzionale tedesca emetterà sentenza rispetto alle operazioni Omt (acquisto di titoli di debito dei paesi sull'orlo del default) decise dalla Bce di Draghi.

Niente male, tutto sommato il risultato della Linke (al cui internosi allarga la linea critica dell'euro dopo le prese di posizione di Lafontaine), che cala rispetto al 2009, ma recupera ampiamente rispetto alle recenti tornate elettorali regionali. Un voto, quello alla Linke, ottenuto anzitutto tra i settori proletari giovanili sfruttati coi minijob sulle cui spalle si è retta la "crescita" tedesca (ora boccheggiante).

C'è da scommettere che la vittoria della Merkel accrescerà le tensioni politiche italiane e farà traballare ulteriormente le "larghe intese". Più in generale si può affermare che c'è una correlazione inversa tra la stabilità politica tedesca e quella dei "periferici": più è stabile è il sistema politico e sociale tedesco meno lo saranno quelli del Sud Europa.

Fonte: http://sollevazione.blogspot.it
Link: http://sollevazione.blogspot.it/2013/09/elezioni-in-germania-la-correlazione.html


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