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Il colpo di stato turco che non voleva nessuno


Tao
 Tao
Illustrious Member
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Fallito il tentativo da parte dell'esercito di prendere il potere ad Ankara. Erdogan atterra a Istanbul più forte di prima

E' fallito il colpo di stato in Turchia iniziato ieri sera, intorno alle 21.30 ora italiana, tentato da una parte dell'esercito turco. Il presidente Recep Tayyp Erdogan, di cui durante la notte si erano perse le tracce, è atterrato all'aeroporto di Istanbul Atatürk intorno alle 3 di questa mattina, accolto dai suoi sostenitori. Secondo il ministero della Giustizia, sarebbero oltre 754 i membri dell'esercito arrestati. Durante la notte ci sono stati scontri tra le forze di polizia e i rivoltosi, che hanno provocato almeno una sessantina di morti ad Ankara, per la maggior parte civili, e un migliaio di persone ferite. Il primo ministro Binali Yildirim - che otto ore fa era stato il primo ad annunciare il colpo di stato in corso – ha detto subito prima dell'atterraggio di Erdogan a Istanbul che la situazione "è sotto controllo". Circa un'ora fa l'aeroporto Atatürk è tornato operativo.

Ancora non è chiaro chi ci sia dietro il tentativo di colpo di stato, iniziato ieri sera con sorvoli a bassa quota con aerei da guerra delle due principali città turche, Ankara e Istanbul, con la chiusura dei ponti su Bosforo, con l'occupazione degli aeroporti e delle tv di stato, poi liberate dai lealisti. Poche ore fa, un gruppo di sessanta militari che stava controllando uno dei ponti sul Bosforo si è arreso e la tv di stato turca, di nuovo sotto il controllo delle forze governative, ha mandato in diretta le immagini. Durante la notte un elicottero delle forze golpiste militari è stato abbattuto da un jet governativo sulla capitale Ankara, e i testimoni hanno parlato di alcune esplosioni nella capitale e da piazza Taksim a Istanbul. Erdogan, che intorno alle 23.30 di ieri ha parlato da una località sconosciuta attraverso una diretta video sul cellulare, aveva lanciato un appello chiedendo ai cittadini turchi di scendere in piazza per fermare i rivoltosi.

Il religioso Fetullah Gulen, che era stato subito accusato da Erdogan di aver organizzato il golpe, dal suo esilio in America ha condannato le interferenze dei militari nella vita politica del paese. I politici internazionali, tutti, hanno condannato nel corso della notte la destabilizzazione delle istituzioni democratiche turche. Nella notte ha Barack Obama ha diffuso un comunicato chiedendo alle parti di rispettare il governo democraticamente eletto. Così anche la cancelliera tedesca Angela Merkel: "L'ordine democratico deve essere rispettato".

Fonte: www.ilfoglio.it
16.07.2016


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oriundo2006
Famed Member
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Post: 3192
 

Su ‘Dagospia’ vi sono alcune considerazioni che farebbero propendere per un golpe ‘concertato’ ‘made in Turchia’ con la ‘comprensione’ NATO almeno agli inizi dell' insurrezione, forse già prevista in anticipo ma lasciata andare avanti sino a lasciarla cadere quando è divenuto chiaro che l’esercito nella sua maggioranza non sarebbe intervenuto contro il Premier. E’ da notare che i ‘manifestanti’ ( qualche sospetto su costoro viene dopo le ‘rivoluzioni colorate’ ) sono stati salutati da Erdogan con il gesto tipico dei Fratelli Musulmani, il che fa capire parecchio sulla ‘spontaneità’ dei rassemblements lealisti. Di sicuro si aprono adesso scenari estremi in tutto il Paese, scenari da guerra civile tra kemalisti ‘occidentalizzanti’ e musulmani neottomani, con almeno due incognite: la questione curda e quella del Califfato islamico. E’ possibile infatti che Erdogan assuma il ruolo della Guida dei Credenti sia per depotenziare la questione curda ( i curdi sono quasi tutti sunniti ) sia per risolvere a modo suo il fratricidio siriano. La Storia comincia a correre.


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InvernoMuto
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Si, in Turchia le cose peggioreranno decisamente. Non è escluso che le frange più secolarizzate possano prendere le armi.
Per quanto riguarda il conflitto siriano credo invece che tutto quanto accaduto vada a detrimento della politica di Erdogan. Non credo sia un caso che due ore fa l'esercito siriano abbia riconquistato posizioni vicino al confine turco (Kinsabba).
E si, gli imam, quando ancora non si sapeva niente sulla sorte di Erdogan, hanno chiamato a raccolta i fedeli, i quali si sono sdraiati sotto ai tank e hanno pestato e linciato i giovanotti imberbi dell'esercito. Ci mancherebbe altro che Erdogan non li omaggi in qualche modo!


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