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Orso - Perché il cinque stelle ha perso le europee ?


Tao
 Tao
Illustrious Member
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Perché il cinque stelle ha perso le elezioni europee? Bella domanda …

Volendo essere ironici, visto che il movimento ha pur sempre ottenuto 17 eurodeputati e oltre un quinto dei voti espressi, si potrebbe dire bersanianamente che ha “non vinto” (do you remember Bersani pre-ictus, politiche 2013?), ma non mi pare il caso di farlo, perché l’affermazione di Renzi ci metterà tutti col culo per terra.

Anche se personalmente mi rallegro per la vittoria della Le Pen in Francia e di Farage nel Regno Unito, la soddisfazione è mitigata dalla sconfitta (o la non vittoria) del movimento di Grillo e Casaleggio. Milioni d’italiani, dopo un simile e imprevisto evento nelle proporzioni date, dovrebbero “stare sereni” … e attendersi la mazzata entro la fine dell’anno. Chi ha motivo di gioire sono le grandi banche d’affari e i mercati & investitori, che ovviamente tifano Renzi e pd. Basti pensare che lo spread è ridisceso ampiamente sotto i duecento punti (oggi a 160) e l’Italia non fa più paura ai mercati. Il “Blair italiano” ha vinto e i “populisti” a cinque stelle hanno perso (o non vinto), di conseguenza il governo collaborazionista tiene, noi restiamo nell’eurolager e l’euro è salvo.

In molti si sono interrogati sulle ragioni della sconfitta dei pentastellati. Diverse le conclusione tratte. Secondo alcuni si è pubblicizzato troppo poco, in campagna elettorale, il lavoro svolto dai parlamentari di Grillo e Casaleggio. Per altri, i cinque stelle hanno sfruttato troppo poco e troppo tardi il medium televisivo, di cruciale importanza per la sua influenza sul voto di massa. Ma io sono di parere diverso, non mi curo maniacalmente del “lavoro parlamentare” svolto e dell’annessa comunicazione, né credo che la partecipazione a tutti i talk-show, senza mancarne uno, assicuri sempre e comunque un pingue bottino elettorale. Infatti, Stefania Giannini, ministro nel governo Renzi I la televendita e segretario di sciolta civica, è stata abbastanza presente in tv (più dei 5s), ma sciolta europea ha avuto lo zero virgola per cento dei voti.

Veniamo al dunque. Non sono un nemico del cinque stelle e del Duumvirato Casaleggio-Grillo che lo guida. Esprimo, però, una posizione anti-sistemica molto più estrema di quella espressa da m5s, che considero un movimento politico “protorivoluzionario”. Un movimento di popolo non ancora immerso in una vera e propria fase rivoluzionaria, di cambiamento a trecento e sessanta gradi dei rapporti sociali e di produzione. Questa non è una colpa, ovviamente, ma una realtà che limita il movimento e il suo raggio d’azione.

Il Duumvirato Casaleggio-Grillo ha gestito nel 2013 la fase di campagna elettorale per le politiche non sbagliando una sola mossa. Questo deve essergli riconosciuto. Una volta entrato il movimento nella tana del lupo (cioè nel parlamento liberaldemocratico), pur respingendo le lusinghe sistemiche ed espellendo traditori e furbetti senza disgregarsi, i decisori esterni Casaleggio-Grillo non hanno saputo – o potuto? – fare i passi giusti per operare uno sfondamento.

Che cosa avrebbero dovuto fare i nostri eroi? Con un piede dentro il sistema – rappresentato dai parlamentari del 5 stelle – avrebbero dovuto presentare proposte di legge su temi giudicati di fondamentale importanza dal movimento (ad esempio sul reddito di cittadinanza), tenendo però in preallarme la piazza, che in campagna elettorale ha costituito per loro un punto di forza. In altre parole, avrebbero dovuto continuare la mobilitazione di piazza, senza rimandare nelle caserme virtuali le loro truppe di vecchia data e “congedare le reclute” .

Nel momento in cui la proposta di legge pentastellata è respinta, scatta la protesta di piazza, prolungata e vigorosa. Così avrebbero agito dentro e fuori il sistema: 1) dentro con la “quinta colonna” parlamentare, 2) fuori mobilitando le piazze per assediare il palazzo. Non facendo troppo gli schizzinosi come hanno fatto finora, per avere truppe più preparate agli scontri di piazza, avrebbero potuto raccordare il movimento (senza snaturarlo) con quel tanto di antagonismo sociale che ancora esiste e che è aduso alle “sollevazioni”. Capace, cioè, di affrontare con successo in campo aperto le forze della repressione poliziesca.

Credo che la soluzione da me proposta avrebbe potuto funzionare e dare risultati significativi. Dentro gli “incursori parlamentari” del 5s e fuori le masse. Grillo avrebbe così realizzato concretamente il suo celebre “siete circondati!” Il palazzo non ne sarebbe uscito bene. Il senso dell’esempio dato al resto della popolazione sarebbe stato il seguente: per riconquistare la libertà, la dignità come popolo e la prospettiva futura per sé e per il paese è necessario combattere, spendersi in una lotta incessante anche se il nemico è apparentemente troppo forte. Se così avessero fatto, se così fosse stato, forse oggi non avremo fra i piedi l’ultima, efficace trovata pubblicitaria del complesso pd-marketing politico-media, ossia il guitto neoliberista ed euroservo Matteo Renzi. Che ha sbancato il banco.

Comunque, non è mai troppo tardi, come ci avrebbe suggerito uno dei migliori italiani del passato, il maestro Manzi. Si possono cambiare tattiche e strategie in corso d’opera … Sempre che Casaleggio-Grillo lo vogliano veramente fare, o lo possano fare considerate le forze che restano sotto il loro comando.

Eugenio Orso
Fonte: http://pauperclass.myblog.it/
29.05.2014


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