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Scuola -


marcodb
Eminent Member
Registrato: 5 mesi fa
Post: 44
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Abbiamo cercato per generazioni di migliorare il mondo fornendo una quantità sempre maggiore di scolarizzazione, ma sinora lo sforzo non è andato a buon fine. Abbiamo invece scoperto che obbligare tutti i bambini ad arrampicarsi per una scala scolastica senza fine non serve a promuovere l’uguaglianza, ma favorisce fatalmente colui che parte per primo, in migliori condizioni di salute o piú preparato, che l’istruzione forzosa spegne nella maggioranza delle persone la voglia di imparare per proprio conto, e che il sapere trattato come merce, elargito in confezioni e considerato come proprietà privata, una volta acquisito, non può che essere sempre scarso.
Ci si è improvvisamente resi conto che l’istruzione pubblica attuata mediante la scolarizzazione obbligatoria ha perso ogni legittimità sociale, pedagogica ed economica. Pertanto, i critici del sistema scolastico propongono ora rimedi energici ed eterodossi che vanno dal progetto dei “buoni-studio”, che permetterebbe a ognuno di procurarsi l’istruzione che preferisce sul mercato libero, al passaggio della responsabilità dell’istruzione dalla scuola ai media e all’addestramento sul lavoro. Alcuni sostengono che la scuola dovrà perdere il suo carattere di istituzione ufficiale dallo Stato come l’ha perso la Chiesa nel corso degli ultimi due secoli. Altri riformatori propongono di sostituire la scuola universale con vari altri sistemi che, a loro parere, assicurerebbero a tutti una
migliore preparazione alla vita propria di una società moderna. Queste proposte di nuove istituzioni educative si possono grosso modo raggruppare in tre categorie: la riforma dell’aula scolastica all’interno del sistema scolastico;
la disseminazione di libere aule scolastiche in tutta la società; la trasformazione di tutta la società in un’unica immensa aula scolastica. Ma queste tre prospettive – l’aula riformata, l’aula libera e l’aula universale –
rappresentano in realtà momenti di un progetto di escalation educativa nel quale ogni fase minaccia un controllo sociale piú sottile e penetrante della precedente.
Io credo che l’abolizione dell’istituzione scolastica sia divenuta inevitabile, e che tale fine di un’illusione dovrebbe colmarci di speranza. Ma credo anche che alla fine dell’“era della scolarizzazione” potrebbe seguire
l’era di una scuola globale che solo per il nome si differenzierebbe da un manicomio globale o da un carcere globale, e dove istruzione, correzione e adattamento diverrebbero sinonimi. Credo quindi che lo sfacelo della
scuola ci debba far guardare al di là della sua fine imminente, per valutare quelle che sono le alternative fondamentali
in questo tempo. Esistono due possibilità: si possono realizzare nuovi tremendi congegni educativi volti a inculcare l’accettazione di un mondo che si viene facendo sempre piú opaco e proibitivo per l’uomo, oppure si
possono porre le condizioni per un’era nella quale la tecnologia venga usata per rendere la società piú semplice e trasparente, sí che tutti gli uomini possano tornare a conoscere i fatti e ad adoperare gli strumenti che plasmano la loro vita. Possiamo, in altri termini, disistituzionalizzare la scuola oppure descolarizzare la cultura.
Per vedere con chiarezza le alternative che abbiamo di fronte, dobbiamo anzitutto distinguere l’apprendimento dalla scolarizzazione, ossia discernere quello che è il fine umanistico dell’insegnante dall’effetto che
esercita l’invariante struttura della scuola. Tale struttura invisibile consiste in un sistematico insegnamento che sfugge a qualunque controllo del docente come dell’autorità scolastica. Trasmette ineluttabilmente un
messaggio: che solo grazie alla scolarizzazione un individuo può prepararsi a vivere da adulto nella società, che
ciò che non si insegna a scuola vale poco, e che ciò che si apprende fuori della scuola non merita d’essere conosciuto. Io lo chiamo “programma occulto” perché, nel sistema scolastico, esso costituisce la cornice
immutabile entro la quale avvengono tutti i mutamenti dei programmi visibili.
Il programma occulto è sempre il medesimo in qualunque scuola e luogo. Esige che tutti i bambini di una certa età si riuniscano in gruppi di una trentina, sottoposti all’autorità di un insegnante ufficialmente abilitato,
per 500, 1.000 o piú ore l’anno. Che il programma esplicito sia rivolto a inculcare i principi del fascismo, del liberalismo, del cattolicesimo, del socialismo o della liberazione non ha importanza, purché all’istituzione sia
riconosciuto il potere di stabilire quali attività siano da considerare “istruzione” legittima. Non importa che scopo della scuola sia quello di produrre cittadini sovietici oppure statunitensi, dei meccanici oppure dei medici, purché non si possa essere a pieno titolo cittadino o medico senza aver preso un diploma. Non fa differenza
dove avvengano le riunioni – in un’autofficina, in un’assemblea legislativa o in un ospedale – purché valga il principio della frequenza.
La cosa essenziale nel programma occulto è che gli studenti imparino che l’istruzione ha valore se acquisita a scuola attraverso un processo di consumo graduato; che la misura del successo che l’individuo avrà nel mondo dipende dalla quantità di sapere che avrà acquistato; e che imparare cose sul mondo è piú importante che impararle
dal mondo.
…La scuola libera ideale cerca invece di fornire istruzione e, contemporaneamente, di impedire che essa serva a istituire o legittimare una struttura classista, che divenga argomento per commisurare l’allievo a qualche parametro astratto, e che lo reprima, lo controlli, lo ridimensioni.
…La descolarizzazione della società non è altro che una mutazione culturale, mediante la quale un popolo ricupera l’uso effettivo delle proprie libertà costituzionali: è la libertà di apprendere e di insegnare esercitata da uomini che sanno di essere nati liberi, non che vengono educati alla libertà…
Ivan Illich
Da: Per una storia dei bisogni, Ed. Mondadori, Milano 1981, pp. 106-127


Citazione
Truman
Membro Moderator
Registrato: 5 mesi fa
Post: 4113
 

A distanza di decenni, le geniali intuizioni di Illich mostrano i loro limiti.
L'impatto della scuola sulla società si è gradualmente ridotto, ma non mi sembra che adesso sia meglio.

Il potere ha imparato che i mass-media sono ancor meglio della scuola per controllare il popolo ed investe su essi invece che sulla scuola, che nel frattempo viene marginalizzata.

Si torna gradualmente alla scuola di classe, dove i ricchi studiano in scuole tradizionali, mentre i poveri vengono spinti sulle scuole professionali.

Va ricordata anche la tecnologia, che consente di sfruttare le masse anche in assenza di un'organizzazione sociale complessa (lo spiegava bene pasquinelli su rekombinant).

Il problema principale resta la politica, non la scuola.


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