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Splendore e Bellezza: epos ed ethos


GioCo
Noble Member
Registrato: 2 anni fa
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Partiamo da questo semplice documento (è una mezza paginetta, dai che ce la si può fare!) di noisa dottrina per dire qualcosa di più semplice.
L'etos da cui discende l'etica deriva dal bello e l'epos da cui deriva l'epica è legato al "grande" (in senso ovviamente simbolico non letterale). Per cui (ad esempio) nei fumetti "Superman" è epico prima che "bello" (anche se qualcuno ne apprezza poi le storie) mentre una cattedrale come il Duomo di Siena (per fare un esempio spettacolare) è "bella" prima che epica, quindi è etica.

Etico è un insieme di norme che divenda quindi "civico" (in un secondo passaggio) ed è proprio del sacro in quanto il rito ne incarna il significato superiore che ne sugella l'ordine sociale.

Per un inguaribile anarchico (come me) ammettere che ordine ed etica, coesistano da sempre con il sacro e il simbolico e quindi con la bellezza, ammettere cioè che queste componenti siano inscindibili senza che siano pervertite fino a renderle l'opposto di ciò che dovrebbero significare nelle intenzioni, è un passo davvero duro. Anche se capire poi da qui cos'è "perversione" è tutta un altra storia che poco ha a che fare con le varie purghe storiche, come la brutta pagina della "santa inquisizione".

Bisognerebbe stare per tempi molto lunghi sotto l'arcata di queste imponenti cattedrali lasciate da mani operose dell'antichità per capire cos'è che le rende così affascinanti. Ma questo ci farebbe poi scoprire solo la dimensione della nostra ignoranza. Ovviamente un fumetto si divora più velocemente, come un panino di un fast food che ci inganna circa la sazietà (fa finta di nutrire) allo stesso modo il fumetto spara pillole di coscienza che sembrano più facili da digerire per la nostra intelligenza.
Non è difficile capire cosa vuol dirci "Superman", magari un poco più complicato è capire un icona storico elementare come Sant'andrea che pure ha dato il suo nome a una croce e ci ha lasciato anche "i suo fumetti" (iconografie) che sono per lo più affreschi che adornano luoghi sacri.

Per conoscere il "bello" ci vuole pazienza. Io ne ho così poca che me ne vergogno. Non disdegno i fumetti, nemmeno i più tossici in assoluto, come "Topolino". Non rinnego i fast food e nemmeno mi scaglio contro il consumo dei prodotti più degenerati, come patatine fritte e bevende zuccherine alle feste.
Ma non rinuncio nemmeno per questo al mio pensiero critico e non rinuncio a maledire (almeno per me stesso) tutto questo. Non rinuncio a "sapere" che rapresenta il centro esatto della nostra maledizione. Qualcuno pensa che stia a garanzia di una opposizione ad una collosa religiosità, quella delle tonache. Tuttavia riconosco solo alle tonache l'efficacia della salvaguardia di un antico "sapere" lucidamente produttivo per una elevazione spirituale concreta e autentica, di cui le tonanche custodiscono gelosamene le scatole, senza avere però minimamente idea dei suoi contenuti.

Non credo che esiste una "elevazione spirituale" senza sapienza in quanto penso che l'ignoranza sia il nostro vincolo più feroce: l'epos che si sotituisce all'ethos. L'epica è un epica della forza che poi è anche l'epica del potere che vuole che sappiano quant'è "bello" il potere, cioè etico. Ma l'etica della forza è solo disgrazia per chiunque l'abbraccia. Così, chi segue la via della forza segue solo la propria disgrazia. Mentre chi segue la via della grazia, segue l'etica, cioè osserva l'eleganza di un ordine che non è umano e lo esalta con la sua propria opera cosicchè ci può essere tranquillamente chi non gradisce, ma non chi rifiuta quell'opera (integralmente) conservando poi un etica. Cioè senza che questo "rifiuto" si trasformi (per "ordine superiore") in una qualche disgrazia. Teniamo conto poi che il rfiuto integrale di qualcosa, non è mai necessario oggettivamente è solo conveniente a noi stessi (egoisticamente).

In questo esercizio, come quello della danza o della musica, di seguire i dettami di un "grado altro" di conoscenza, non umano, ma non per questo alieno, in quanto comprensivo di tutto, c'è uno sperimentare e uno sperimentarsi che dura una vita intera.
Non esiste una ballerina o un acrobata che possa permettersi di smettere di esercitarsi senza troncare la sua propria carriera.
Così anche noi, non possiamo smettere in nessun caso l'esercizio spirituale, che non è una preghera, non è una fede religiosa. Si tratta di osservare (accorgersi) di un ordine cosciente che sta sopra quello umano, già di per se concluso, efficace ed efficiente; un ordine ben oltre il nostro necessario e che presiede la crescita delle foglie di una foresta come la danza tra i pianeti e in essi non trova nemmeno la più piccola traccia di caos. Non è necessario pensare che questa coscienza "governi" gli accadimenti con la forza più di quanto un innamorato "governa" la spinta di una altalena su cui è seduta la sua bambina, ma che ami l'intervento minimo per ottenere il risultato massimo. Cioè l'efficienza ben prima dell'efficacia.

L'uomo che spinge l'altalena non ha bisogno di forza: a meno che non abbia intenzioni omicide verso sua figlia. In un certo senso la sua presenza non è necessaria per il meccanismo (l'altalena): la bambina può benissimo fare da sola. In un altro senso però la sua presenza è indispensabile per costruire quel sottilissimo legame di fiducia che la forza può spezzare.
Ma l'uomo che spinge l'altalena ha bisogno del giusto ritmo e di allenamento, oltre che di infinita pazienza. In quel senso di certo ha bisogno di "forza", ma un altra forza: quella propria della resistenza emotiva.

Scatenare la forza quindi equivale esattamete a farsi dominare dalle emozioni senza riuscire ne a calvalcarle (come nel surf si cavalcano le onde) ne a comprenderle (con la saggezza). La criptonite per Superman è la follia di una forza che può andare in ogni istante fuori controllo, certamente, ma la domanda che dovremmo mettere al centro è: perché abbiamo bisogno di "sempre più forza"? Perchè abbiamo "bisogno di Superman"? La risposta è semplice: perché quando non sai seguire le orme di un ordine superiore, ne vieni continuamente schiacciato (dato che quell'ordine non si "ferma" per te) e allora avverti quest'ordine come una persecuzione e inizi a invocare "la forza" come tuo alleato per combatterlo. Inizi a covare il desiderio di spingere sempre più violentemente l'altalena perché la follia che inietta il tuo pensiero del dolore e dell'orrore ti spinge a credere che è giusto uccidere.

Ma quella bambina è il nostro futuro e tutto ciò che accade quando iniziamo questo processo cognitivo poggiato sulla frustrazione e l'ignoranza è distruggere il nostro futuro.


Citazione
ignorans
Reputable Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 305
 

Ottimo articolo.
Per quanto riguarda il tema trovo ineguagliabili le parole di George Ohsawa che in "jack e MITIE in Occidente" si esprime così:
"Quando la conoscenza della costituzione dell'universo è perduta, è la fede che la rimpiazza. Quando la fede è perduta, è la morale o l'etica che entrano in scena. In seguito, l'etica o la morale sono rimpiazzare dalla legge. Quest'ultima a sua volta, è sfacciata dalla forza o dalla violenza fisica, politica, economica, o intellettuale, dato che la natura della legge è violenta.
La conoscenza della costituzione dell'universo infinito, eterno ed assoluto è una chiaroveggenza (l'istinto perfetto o il giudizio supremo). I preti o i pastori professionisti hanno sostituito questa conoscenza con la "fede", che altro non è che un passaporto falso per il paradiso immaginario. Questa "fede" viene sopraffatta da un'invenzione del mondo dei sapienti (gli intellettuali più forti) chiamata "morale". La legge dei più forti (fisicamente, economicamente o politicamente parlando) polverizza completamente la morale. La dittatura economica è un caos che è possibile vedere dappertutto sul pianeta! È la caduta di una civiltà o di tutta l'umanità".

Noi umani tendiamo a cadere sempre più in basso.....


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