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Odio


GioCo
Noble Member
Registrato: 9 mesi fa
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L'odio è un emozione strana, non brutale come l'Ira che ti acceca, perchè aguzza la vista e l'ingegno e sopratutto è amica di una virtù potente, la pazienza.

L'odio è sempre un odio verso il Male.

Spesso quando abbiamo a che fare con l'odio scopriamo che ha l'abitudine di strisciare fin dentro nei nostri recessi più intimi con incredibile astuzia e perfidia, senza escludere colpi bassi ma senza mai giungere con clamore.

Le ragioni che arrivano con l'odio sono sempre condivisibili, non potrebbe essere altrimenti e sono sempre ragioni di giustizia sociale. Perché l'odio ama il prossimo e questo è il lato che non riusciamo ad accettare e quindi comprendere.

L'odio ci è sempre amico. Non giungerà MAI a bussare alla nostra casa dichiarandosi meno che nostro alleato. Sarà sempre prodigo di consigli "per il nostro bene" e quando li condividerà sapremo con certezza che sono consigli buoni e giusti. L'odio è infatti sempre l'Ira dei giusti.

L'odio odia i bruti ma se ne serve perché li considera utili idioti da consumare alla bisogna e per i suoi fini. Come il cibo, come il sesso, come tutti i bisogni primari, l'odio non cerca mai di essere per chi lo porta un peso, ma un bisogno. Per questo si distingue così tanto dagli altri disturbi dell'animo umano che invece traggono giovamento nel farsi pesanti.

L'odio non è solo un emozione, ma è sopratutto un sentimento perché sedimenta e si radica non solo nell'individuo ma addirittura nelle compagini umane, siano esse stirpi o etnie, fin nella stessa radice della nostra Vita. L'odio porta letizia ed è per questo che si dice debba essere "consumato a freddo"; la promessa mantenuta della letizia per ogni passo compiuto con successo rende questo stato infinitamente più pernicioso del più profondo e oscuro dei mali, la superbia, perché appaga subito e in modo duraturo. Si dice che la superbia sia la summa di tutti i mali, come il bianco è la summa di tutti i colori e infatti il bianco che rappresenta la luce nel buio. Così apprendiamo che dentro la luce si nasconde il nostro Male ed è quello che dobbiamo affrontare.

Ma l'odio fa in parte eccezione, come la trasparenza o il cangiante per i colori, è più un attributo o un movimento del movimento interiore che un vero e proprio umore. Ci affascina la sua articolata manifestazione più che l'emozione in sé comunque sempre uguale a se stessa nella sua infinita varietà, come accade con l'aurora. Si manifesta entro spazi strettissimi eppure mai allo stesso modo ed è sempre il più capace nel catturare la nostra attenzione e imbrigliarla dentro argini e prigioni straordinariamente sicure prima che sia da noi riconosciuta dietro le sue nuove mentite spoglie. Un vero volto danzante tra le fiamme oltre che potente guardiano.

Per ciò ogni volta ci coglie di sopresa e quando si insinua in noi, strisciando come le serpi nel nido, ancora non ci siamo accorti di quanto sia sprofondato nell'intimo che già iniziamo a manifestare i sintomi del suo veleno.

Alla base di ogni conflitto umano c'è sempre l'odio, ma non sempre la rabbia. Tra l'altro in assenza di rabbia, l'odio diventa perfidia e acquista una dimensione quasi trascendente. Certo, chi vive queste emozioni non potrà mai goderne a pieno i frutti perché sono sempre e comunque risultati di una possessione, cioé delazione parassitaria ed è evidente come in tale relazione il fruitore finale non può mai essere l'ospitante, sarà sempre e solo il parassita ad essere indiscusso padrone delle energie in @GioCo.

Perché dico che l'odio vede bene? Perché cerca di colpire sempre dove fa più Male e quindi deve conoscere profondamente ciò che vuole colpire se vuole affrontarlo. Per ciò, ed è forse questa la componente più inquietante, quando l'odio diventa a noi apertamente manifesto è perché è arrivato al punto da essere convinto di conoscerci meglio di noi stessi. L'odio quindi ama raccontare ciò che sa e non dire menzogna che per lui è solo un mezzo e non il fine, dal momento che meglio di chiunque altro è ben cosciente che la verità fa più male di qualsiasi menzogna ed è sempre qualcosa di piccolo e nascosto agli sguardi curiosi. Per ciò l'odio è anche la misura di chi si occupa delle cose maledette e nascoste, difficili da trovare.

In altre parole è l'arma perfetta di chi sposa il Dio della guerra: WOTAN.

Quando arriva è sempre per ciò che è stato nascosto e non doveva rimanere tale. Quasi sempre è la vergogna che nasconte. Come se una forza mistica e inarrestabile chiami a se una sorta di vendicazione per ciò che viene respinto e dimenticato dal tempo. Non ha importanza quali poteri o quali sigilli siano usati per l'opera di contenimento, è solo un rimandare l'inevitabile avere confinato all'inferno ciò che non ci doveva stare.

Come si combatte una forza così estrema e spietata? Non basta il perdono e nemmeno l'esorcismo più potente può qualcosa per curare un simile Male.

Eppure, eppure... A differenza del Male più grande che ho già accennato, la superbia, esso non fa alleati e non li cerca. L'odio è anche sinonimo di solitudine e questa è la sua più grande debolezza. L'odio cerca sempre di consumare in sé l'atto che si prefigge e non vuole condividerlo o portarlo a compimento. Non può perché se no si esaurisce la forza che lo sostiene. Quindi deve perseguirlo e insieme anche alimentare le ragioni che lo sostengono, come se per combattere un nemico, non intendessimo mai distruggerlo del tutto ma renderlo sempre più forte. Un paradosso, perché nelle dichiarazioni gli intendimenti sembrano invece sempre palesi e mai diversi dall'annientamento totale.

Questo perché si confonde l'odio con la vendetta. L'odio non è vendetta ma una persecuzione duratura che la prescinde. L'odio cerca il piacere nella persecuzione, la vendetta nel fine. L'odio non cerca la sua fine, la vendetta invece non vede l'ora di compiersi e per esaurire quella carica che la trascina e ci consuma. L'odio non pesa, è assurdamente leggero, la vendetta invece è un peso che aumenta ad ogni passo. L'odio però si cammuffa spesso da vendetta e con quella veste ci marcia.

L'odio quindi è più di tutti gli altri l'umore del diavolo. Colui che divide e che è esperto dell'animo umano, colui che sprofonda nei nostri recessi con imbarazzante facilità, per scovarne le intimità più protette e fatalmente innocenti.

E' la forza che ci costringe alla conoscienza di noi stessi perché pone come scelta la perdizione e la perdita della ragione. Quindi il suo nemico è sempre e solo il buon senso e con esso la logica. Quello che in quell'intimo e interiore dove si consuma questa battaglia è per noi la verità inammissibile, la realtà delle nostre miserie.

Ciò che avevamo considerato prezioso e come i pirati avevamo nascosto e che invece è sempre e solo l'indebito sequestro di ciò che non è mai stato nostro. Ciò in cui ci siamo identificati, perché non sapendo, ignorando la nostra realtà superiore, abbiamo indossato miseri stracci e maschere d'ombra e con esse pensavamo di diventare "Re del Mondo".

Quindi l'odio, principe assoluto della notte umana, arriva sempre vestito di bianco e ci sorride portando giustizia, ma seguito da pestilenza, guerra e carestia, nascosti dietro il suo largo Manto. Perché la giustizia che egli reclama non è mai quella che dichiara ed è qui la sua sola menzogna. Se svelata e rimessa alla luce dell'armonia delle cose, tutta la forza della sua ragione sarà dispersa e ci apparirà per ciò che è sempre stata: il capriccio del neonato posseduto dalla disperazione.

Allora piangeremo insieme a lui in solitudine la miseria che ci ha fatto cadere tanto in basso e per nulla. Sarà necessario se vorremo compiere l'unico altro passo che ne scongiurerà ogni futuro ritorno: il richiamo alla Gioia, il moto dell'animo che all'Inferno è bandito dal Male e che sempre nasce dall'Amore e poi ne rimane orfano prima che venga il tempo della ragione e della Verità su di noi.


Teopratico hanno apprezzato
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