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Egitto,sospesa costituzione.Morsi è stato destituito


helios
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Egitto, sospesa la Costituzione
«Il presidente Morsi è stato destituito»
Esplode piazza Tahrir. Carri armati al palazzo presidenziale. El Baradei: «Ora conciliazione». Morsi forse agli arresti

Morsi non è più presidente dell'Egitto. È golpe in Egitto, dove la Costituzione è stata sospesa e il presidente della Corte Costituzionale è stato nominato presidente ad interim, con l'incarico di adottare «dichiarazioni costituzionali» durante il periodo di transizione. A darne l'annuncio è stato Abdel Fattah al-Sissi, capo delle forze armate egiziane, in un discorso trasmesso in diretta tv. Il tutto dopo che Mohamed Morsi è stato informato dai militari di non essere più presidente dell'Egitto in seguito al fallimento dei negoziati con i militari per lasciare il potere.

FUOCHI D'ARTIFICIO IN PIAZZA TAHRIR - La notizia della caduta di Morsi e della road map è stata accolta con un boato da piazza Tahrir, dove sono esplosi fuochi d'artificio. «Il popolo e l'esercito sono una sola mano», lo slogan intonato dagli oppositori del presidente Morsi. L'esercito ha inoltre annunciato che si terranno elezioni anticipate in una data che verrà stabilita dal governo provvisorio.In giornata elicotteri militari avevano sorvolato piazza Tahrir circa un'ora dopo lo scadere dell'ultimatum imposto dai militari e scaduto intorno alle 17.30 locali, le 16.30 italiane. Le forze di sicurezza egiziane hanno disposto il divieto di espatrio per il presidente del Paese, che si era insediato un anno fa. Stessa sorte per molti leader del partito dei Fratelli musulmani. Morsi inoltre sarebbe stato posto agli arresti domiciliari dai militari nella sede della Guardia repubblicana.

TRANSIZIONE - Nel frattempo è il premio Nobel per la pace Mohamed el Baradei, l'uomo che sta gestendo, per conto di tutte le opposizioni egiziane, i negoziati per definire il dopo Morsi. El Baradei ha annunciato la road map per la transizione, un piano che garantisce elezioni presidenziali anticipate, risponde alle domande del popolo, realizza «una vera conciliazione» e rimette in marcia il processo della rivoluzione del 2011.

LA PREOCCUPAZIONE DEGLI USA - Nel frattempo nella crisi egiziana intervengono gli Stati Uniti, il principale finanziatore delle forze armate egiziane, che si dicono «estremamente preoccupati» ed invitando entrambe le parti ad avviare negoziati aggiungendo che una soluzione pacifica. Il segeretario alla Difesa Chuck Hagel ha parlato due volte con il collega egiziano, generale Abdel Fattah el Sissi. A quanto riferiscono i media americani, lo ha reso noto il portavoce del Pentagono George Little.

L'ULTIMATUM E LA TV - L'esercito lunedì aveva chiesto fermamente al leader del Paese di risolvere la situazione entro mercoledì pomeriggio. L'ultimatum era stato respinto. Mercoledì mattina veicoli blindati e carri armati dell'esercito egiziano si erano schierati intorno alla sede della televisione di Stato, la Ertu. Altri tank si trovano alla sede del palazzo presidenziale, e in altri punti strategici della città. Per la seconda volta in due anni, quindi, l'esercito appare intenzionato a scardinare le istituzioni che controllano il Paese. Solo che Morsi è anche il primo presidente eletto democraticamente nella storia dell'Egitto.

NIENTE DIMISSIONI - Pochi minuti prima della deadline la presidenza egiziana aveva diffuso su Facebook un comunicato nel quale ribadisce che «violare la legittimità costituzionale minaccia la pratica della democrazia», apre ad un governo di coalizione per arrivare alle prossime elezioni, e alla formazione di un commissione indipendente per la modifica della Costituzione (rinnovata a dicembre scorso) da sottoporre al nuovo parlamento.

LA FATWA SALAFITA CONTRO L'OPPOSIZIONE - Mercoledì Mohamed al-Zawahiri, fratello del leader di al-Qaeda Ayman al-Zawahiri, ha emesso una fatwa, una sentenza che autorizza i suoi seguaci a cambattere contro l'opposizione egiziana. «Non abbiate paura, né esitazione - ha spiegato al-Zawahiri, che guida la corrente jihadista salafita, ad al-Masry al-Youm - annunciamo ai nostri fratelli musulmani che alla fine non saremo noi i vinti, ma sarà il contrario». L'esponente islamico egiziano assicura di non volere «caos, disordine e sedizione», ma afferma la necessità di contrastare il «complotto ordito dagli Stati Uniti d'america e i loro agenti». Un altro religioso, Magdy Hussein, ha aggiunto che ogni mossa contro Morsi sarà considerata «un colpo di Stato». La folla, davanti alle moschee, canta «Non riporteremo al potere l'esercito».

LE VITTIME E LE DIMISSIONI - Nell'arco della giornata di martedì si erano registrate sette vittime negli scontri tra difensori e oppositori del presidente, e nell'arco della notte altre 16 persone sono morte. In totale, da domenica, le vittime di questi incidenti sono 39. Intanto, in piazza Tahrir, prosegue per il quarto giorno consecutivo l'adunata oceanica di manifestanti che chiedono le dimissioni di Morsi, e altre manifestazioni analoghe sono in corso davanti ai due palazzi presidenziali di Ittahadeya ed el Kobba, ad Alessandria e in altre città egiziane. I manifestanti pro-Morsi si sono radunati invece a migliaia davanti alla moschea di Rabaa el Adaweya, nella Capitale.

Volontari cercano di separare uomini e donne in piazza Tahrir per evitare molestie sessuali (Ap/Nabil)Volontari cercano di separare uomini e donne in piazza Tahrir per evitare molestie sessuali (Ap/Nabil)
GLI STUPRI - Sul luogo delle proteste, nel frattempo, un centinaio di donne sarebbero state molestate o stuprate. Lo denuncia Human Rights Watch, che in un comunicato riferisce di «almeno 91 manifestanti aggredite sessualmente e in alcuni casi stuprate in piazza Tahrir in un clima di impunità». Domenica sono stati denunciati 46 casi di aggressioni sessuali, 17 lunedì e 23 martedì. Cinque altre aggressioni sessuali sarebbero avvenute venerdì e sono state denunciate da «Nazra for Feminist Studies».

Redazione Online3 luglio 2013 | 21:47

http://www.corriere.it/esteri/13_luglio_03/egitto-carri-armati-televisione-stato-morsi-ultimatum_52c4e180-e3e1-11e2-a86e-c1d08ee83a64.shtml


Citazione
yakoviev
Noble Member
Registrato: 9 mesi fa
Post: 1671
 

Bisognerà vedere come si evolve la situazione per giudicare meglio. In ogni caso, considerato il ruolo di Morsi e dei F.M. nel fare da supporto politico e logistico all'aggressione alla Siria, non posso che rallegrarmi che siano, per ora, in condizione di non nuocere. Chi semina vento raccoglie tempesta.


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