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Petrolio:domani summit Opec,scintille tra delegati Libia ?


marcopa
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Petrolio: Domani summit Opec,rischi scintille tra delegati Libia

Roma, 7 giu. (TMNews) - I delegati dei paesi esportatori di petrolio tornano a riunirsi domani a Vienna per un vertice Opec insolitamente atteso dopo i forti rincari dei prezzi nei mesi passati. Nei giorni scorsi sono circolate indiscrezioni secondo cui alle riunioni, che si svolgeranno al quartier generale dell'organizzazione a Vienna, si potrebbe discutere di un aumento dell'offerta; ma la questione potrebbe risultare ruvida, visto che l'attuale presidente di turno dell'Opec, il bellicoso Iran si è già espresso in maniera contraria. A rendere più complicato il totto la non remota possibilità che nelle stanze felpate del cartello petrolifero faccia irruzione il conflitto libico, e non solo in senso metaforico. Il regime del colonnello Muhammar Gheddafi ha infatti reso noto che domani sarà rappresentanto al vertice, anche se non con il suo solito esponente. Quest'ultimo era infatti l'ormai ex direttore della compagnia nazionale petrolifera, Shokri Ghanem, che il mese scorso si è distaccato dal colonnello e ha abbandonato il paese; al suo posto viene inviato il direttore della compagnie elettrica, Omran Aboukraa. Il problema è che potrebbe non essere l'unico rappresentante della Libia, ma nella versione più scomoda possibile di 'una poltrona per due' potrebbe ritrovarsi accanto ad un delegato dei ribelli. Già il mese scorso infatti, l'amministrazione provvisoria messa in piedi dai rivoltosi libici, che controllano l'est del paese e le relative installazioni petrolifere, aveva fatto sapere di voler inviare una delegazione al vertice Opec di giugno. Inoltre nei giorni scorsi diversi paesi del Golfo, come gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar hanno fatto sapere di esser pronti a collaborare con i ribelli per consentire loro di commercializzare greggio. I delegati dell'Opec rischiano così l'imbarazzante situazione di trovarsi di fronte tutte le tensioni del paese nord africano, durante un vertice già non semplicissimo. A fronte dell'intransigenza dell'Iran altri paesi, in particolare l'influente Arabia Saudita, potrebbero premere per un rafforzamento dell'offerta di greggio, secondo quanto trapelato nei giorni scorsi da speculazioni di stampa. Diversi produttori di greggio sono infatti preoccupati dalla possibilità che i passati rincari abbiano contribuito a innescare un rallentamento della ripresa globale. E una frenata della crescita finirebbe per compromettere anche la domanda di petrolio. "Dobbiamo esaminare quella che sarà l'evoluzione del mercato petrolifero, perché dopo il secondo trimestre diventerà un po' teso", ha osservato il ministro del petrolio degli Emirati, Mohamed ben Dhaen al-Hamili. Questo mentre proprio al situazione in Libia ha ampiamente contribuito ai rincari del greggio dei mesi passati: dei circa 1,4 milioni di barili di greggio che normalmente il paese esporta ogni giorno, ad aprile le forniture risultavano ridotte ad appena 200 mila barili. Oggi a Londra il barile di Brent, il petrolio del mare del Nord, risale di 1,20 dollari, a 115,68. Tuttavia a New York il barile di West Texas Intermediate segna ulteriori cali, 87 cents in meno a 98,14 dollari.

Fonte www.lastampa.it


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