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L'ITALIA INGESSATA


mystes
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Stiamo assistendo al tradizionale e stomachevole spettacolo del teatro dei pupi che precede, accompagna e segue le elezioni politiche italiane, spettacolo che si rinnova da quando il sistema democratico ed elettorale è stato “restaurato” in Italia, in conseguenza e a seguito della nostra sconfitta militare nella seconda guerra mondiale. Che siamo una nazione sconfitta sono certo che tutti i veri italiani dotati di buon senso e di buona memoria storica lo ammettano, quelli invece che credono di aver vinto sono esattamente gli stessi pupi appesi ai fili del puparo che dal 1947 si presentano candidati, di tutti i partiti, di destra, di centro e di sinistra alle elezioni politiche per il rinnovo del parlamento, e con il rinnovo, nuove congrue rendite e intrallazzi per coloro che andranno a sedersi su quegli scranni.

Cosa voglio fare? Un discorso da nostalgico?

Niente affatto. Non sono e non posso essere un nostalgico, prima di tutto per ragioni anagrafiche, poi perché credo nella democrazia rappresentativa che in Italia non è mai esistita nonostante gli sproloqui, gabellati per dichiarazioni di principio e le bugie della classe politica che pretende di governarci. Classe politica che ha trasformato i partiti in corporazioni medievali dediti alla truffa e al mercimonio.

Dico, ripeto e ribadisco per le poche orecchie che avranno la pazienza di udirmi che l’Italia sarà una nazione libera, indipendente, democratica e sovrana solo il giorno dopo che avrà denunciato il Trattato di Pace firmato con le forze alleate di invasione nel 1947 ed espulso le forze di occupazione, comprese le basi nucleari, dal territorio nazionale.

Il passo successivo, o contestualmente al passo anteriore, deve essere la denuncia del Patto del Laterano che la Chiesa cattolica e lo Stato italiano sottoscrissero nel 1929, frutto di accordi e bassi compromessi tra due dittature, quella politica di Mussolini e quella religiosa dei preti obbedienti al papa.

Solo dopo aver riacquistato la piena libertà di agire a livello politico, economico e spirituale sulle coscienze dei propri cittadini l’Italia potrà pensare, riacquistata la propria capacità di volere e di decisione, al proprio futuro e a un nuovo modo di far politica, decidendo in primo luogo gli alleati e gli amici (e non quelli che ci ordina e ci impone il Presidente degli Stati Uniti d’America) in un quadro costituzionale democratico e liberale nel pieno rispetto dei diritti e della coscienza di tutti gli italiani, comunque e dovunque schierati.

TUTTO IL RESTO E’ NOIA!!!

 

 

 

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Arian Van Heisen hanno apprezzato
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Arian Van Heisen
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Condivido...! è uno spettacolo desolante quello che a cui stiamo assistendo.


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mystes
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Il programma del centro-destra (i miei brevi commenti in corsivo al termine di ogni punto del programma).

La fucina del programma di centrodestra continua a lavorare e, in attesa del nuovo «tavolo» previsto per il 9 agosto (la consegna definitiva delle proposte avverrà il 14) prende forma un documento preliminare, una bozza di 15 punti «Italia Domani». Visione di centrodestra classico e qualche aggiornamento calibrato sui tempi.

EUROPEISTI E FILOATLANTICI, NO EQUIVOCI - Si parte dalla priorità assegnata all'inquadramento valoriale in politica estera. Al primo punto si ribadisce nero su bianco il pieno aggancio atlantico, con il rispetto degli impegni assunti in sede Nato, anche per ciò che riguarda gli stanziamenti sulla Difesa. Inoltre, ribadito il pieno sostegno all'Ucraina, oltre alla promozione delle identità storiche e culturali giudaico cristiane. Titolo del segmento: «più Italia in Europa, più Europa nel mondo». A fugar via i sospetti, sollevati da certa stampa, di deviazioni verso posizioni filorusse e antieuropee. (Come volevasi dimostrare: al servizio di USA, dell’Europa mercantile e usuraia nonché a favore dell’Ucraina culo e camicia con Biden)

L'EVERGREEN: IL PONTE SULLO STRETTO - Sulle infrastrutture, torna un grande classico, il Ponte sullo Stretto, mantra del quinquennio berlusconiano 2001-2006. Oltre a questo, poi, il contrasto alla politica dei «no» in campo infrastrutturale (core business dell'ambientalismo e del M5S prima maniera), oltre alla promozione dell'utilizzo «efficiente» delle risorse europee. (Vecchio cavallo azzoppato del Berlusca).

PRESIDENZIALISMO E AUTONOMIA, CAMBIA LO STATO - Importante, poi, il lato riforme. Qui, troviamo l'incrocio tra due battaglie qualificanti di Lega e FdI. Da un lato il Presidenzialismo (l'elezione diretta del Capo dello Stato era stato tema portante dell'ultima edizione di Atreju). Dall'altro, invece, il riconoscimento dell'Autonomia, in attuazione al quel percorso iniziato con i referendum di Veneto e Lombardia. Poi, nel blocco riforme, vengono anche collocate quelle strutturali. Qui compare anche un tema qualificante dell'intero centrodestra al capitolo giustizia, ossia la separazione delle carriere, e poi la riforma del Csm, evidentemente superando l'equilibrio compromissorio raggiunto con il governo Draghi. (Un po’ di fumo negli occhi dei creduloni che si bevono tutto)

MENO TASSE, SUL SERIO - Rilievo anche al tema fiscale. In questo caso, infatti, compare una estensione della flat tax perle partite Iva fino a 100mila euro di fatturato (anche se qui occorrerà trovare la sintesi tra alleati sul livello delle aliquote). Niente patrimoniali, superamento dei micro tributi, pace fiscale e saldo e stralcio rispettando il principio del «chi più assume, meno paga». La finalità di questa impostazione è arrivare a una riduzione della pressione fiscale. Notare la specifica del no alla patrimoniali nettamente contrapposta a certe pulsioni presenti nel Pd, volte all'aggressione fiscale verso la ricchezza privata degli italiani. Un punto a parte, poi, è dedicato anche a natalità e famiglia, temi qualificanti per tutta la coalizione, in particolare. (No comment, non è un discorso serio, il potere italoide ha fame e sete di tasse, pur di farti pagare una multa ti perseguitano con intimazioni varie tutta la vita.)

IMMIGRAZIONE E SICUREZZA, SOLUZIONI DI IERI E DI OGGI - E poi c'è il tema sicurezza e immigrazione. Il core business è il contrasto all'immigrazione illegale e a tutte le sue derivazioni. Così come ai fenomeni di criminalità notoriamente presenti sul territorio italiano, come la criminalità organizza ta, lo spaccio di stupefacenti e il germoglio del terrorismo islamico. E a quelli che seguono l'evoluzione della società, come le baby gang che negli ultimi tempi hanno seminato paura in molti tessuti urbani. Anche qui, vi è un mix tra ricette già sperimentate e nuove soluzioni. Nel primo frangente va senz' altro annoverato il ritorno dei decreti sicurezza (introdotti da Salvini ministro dell'interno ma poi smontati dal governo Conte 2), il poliziotto di quartiere e l'operazione strade sicure (governi Berlusconi). Tra le misure innovative, invece, va sottolineata la creazione di hot spot nei territori extra Ue, gestiti dall'Ue, per valutare le richieste d'asilo. Una caratteristica delle proposte di contrasto all'immigrazione clandestina (nel novero va anche considerato il blocco navale, rilanciato ieri da Giorgia Meloni) è che tutto ciò avverrebbe in piena sinergia con l'Unione Europea, e in uno schema di cooperazione con i Paesi di partenza, al fine di garantire rimpatri più veloci. (Salvini, quando era al governo, è stato più volte umiliato sull’immigrazione clandestina, è evidente che chi ancora crede che sia lui l’uomo capace di salvare l’Italia dall’invasione africana e medio-orientale, vuol dire che si è bevuto il cervello).

REDDITO DI CITTADINANZA AL TRAMONTO - Questi capitoli (che in realtà ricoprono due punti dello schema anticipato), prevedono un intervento per il taglio sul cuneo fiscale, poi la tutela del potere di acquisto delle famiglie, lavoratori e pensionati danneggiati dalla crisi. E ancora l'azzeramento dell'Iva sui beni di prima necessità, la defiscalizzazione e l'incentivazione del welfare aziendale anche attraverso la detassazione dei premi di produzione e buoni energia. Poi l'estensione dell'utilizzo dei voucher lavoro. Si parla, nello schema di programma, anche del reddito di cittadinanza, che verrà «sostituito» con misure più efficaci di inclusione sociale. Poi si fa riferimento all'innalzamento delle pensioni minime e sociali di invalidità, alla flessibilità in uscita e al mantenimento del ministero della Disabilità. (Non so cosa sia e non mi interessa saperlo, subodoro il solito pateracchio made in Italy)

MADE IN ITALY DA TUTELARE - Un punto in particolare, poi, è il Made in Italy. Anche questo è un argomento particolarmente gettonato dai principali partiti. Gli esempi non mancano. Da Berlusconi che, nel 2008, aveva in programma di introdurre un ministero apposito, alle battaglie di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia contro la contraffazione, sia dei prodotti manifatturieri sia di quelli alimentari, con il fenomeno dell'«italian sounding» a portar via miliardi di euro in volumi all'eccellenza italiana. (Compreso il formaggio parmigiano? Lo adoro, spero tanto che a Reggio Emilia lo difendano con le unghie e con i denti).

SFIDE ATTUALI, TRA SALUTE ED ENERGIA - Per quanto di diversa natura (e riportate in capitoli diversi del programma) decidiamo di citarle insieme proprio perché rappresentano il senso dell'evoluzione di questi ultimi tre anni. Il primo è la salute, e in questo caso si prefigura che l'adozione di eventuali nuove misure di contrasto alla pandemia verrà assunta senza riduzione delle libertà individuali. L'altro tema, invece, è l'energia. La necessità di svincolo rispetto alle forniture russe ne ha definito la centralità. E il centrodestra propone l'aumento dell'energia rinnovabile, l'autosufficienza energetica, il nucleare pulito, il sostegno alle politiche di price cap a livello europeo. Questo è un altro punto fondamentale, a smentita di quanti temono traumatiche discontinuità ri spetto alla linea Draghi per ottenere un tetto al prezzo del gas. (Col permesso di Putin, ovviamente, contro il quale il centro-destra unito si è schierato; forse, fino a settembre, riceveremo ancora qualche tonnellata di gas, prima di passare al riscaldamento col classico braciere alla carbonella. Sarebbe meglio emigrare verso un paese tropicale).

 

 

 

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