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MOODY'S: DEBITO DELL'ITALIA A RISCHIO CON CORSA AL RIARMO NATO


dana74
Illustrious Member
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La corsa al riarmo nei Paesi della Nato “complicherà gli sforzi di riduzione del debito e potrebbe indebolire il loro profilo di credito” esacerbando il conflitto sociale:

“Spagna e Italia sono particolarmente vulnerabili”, avendo “i maggiori gap nella spesa per difesa (rispetto all’obiettivo Nato del 2% del Pil, ndr) e i livelli più bassi di sostegno popolare a ulteriori aumenti di spesa militare”.
L’allarme è dell’agenzia di rating Moody’s, secondo cui nello scenario base il debito dell’Italia salirebbe al 144% del Pil nel 2030, ma arriverebbe al 147% nel caso di raggiungimento del 2% dell’obiettivo Nato del 2% del Pil.

Per il governo il benessere dei cittadini italiani, sempre più poveri, sempre più indebitati e mille altri problemi è secondario. Priorità ubbidire ciecamente ai dettami Nato credendo alla buffonata che Putin vuole invadere l’Europa, quindi spendendo soldi, su soldi per l'Ucraina. imolaoggi su evernote
Durante la sessione del ‘Consiglio mondiale del popolo russo’ tenutasi mercoledì presso la Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, è stato approvato un documento nel quale si riconosce il conflitto in Ucraina come “una Guerra Santa in cui la Russia e il suo popolo difendono il loro spazio spirituale adempiendo alla missione di proteggere il mondo dall’assalto del globalismo e dalla vittoria dell’Occidente caduto ormai nell’empietà”.

  https://www.imolaoggi.it/2024/03/29/moodys-debito-italia-a-rischio-con-corsa-al-riarmo-nato/

https://t.me/guerrieriperlaliberta/29994

Ucraina, ipotesi fondo Nato da 100 miliardi. Che impatto avrebbe sull’Italia?

Si è iniziato a discutere di un possibile investimento direttamente gestito dall'Alleanza a favore di Kiev. Quale sarebbe il suo peso, se paragonato a quanto stanziato finora per la difesa ucraina da Roma? Anche di questo si è parlato nella puntata del 3 aprile di "Numeri", approfondimento di Sky TG24
“Gli ucraini non sono a corto di coraggio, stanno terminando le munizioni”. Le parole sono di Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, pronunciate proprio mentre ieri, 3 aprile, l’Alleanza – in vista del summit di luglio – iniziava a discutere di un possibile fondo da 100 miliardi di euro per aiutare militarmente Kiev. Se vedrà la luce ancora non è certo, anche perché non tutti sono d’accordo e bisognerebbe capire come reperire i fondi, ma l’intento è chiaro: "Mosca deve capire che non può raggiungere i suoi obiettivi sul campo di battaglia".

Quale sarebbe l’impatto sull'Italia di questi ipotetici 100 miliardi, se paragonato a quanto investito finora? E a che punto siamo con la spedizione di munizioni? Anche di questo si è parlato nella puntata del 3 aprile di Numeri, approfondimento di Sky TG24 (GUERRA IN UCRAINA, TUTTE LE NEWS).
Gli aiuti forniti dai Paesi Nato all'Ucraina in 2 anni
Dal 24 febbraio 2022, data di inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, i Paesi Nato hanno già speso collettivamente 100 miliardi di euro in aiuto militari a Kiev. L’ipotesi ventilata da Stoltenberg prevede la stessa cifra spalmata su cinque anni. Il valore proposto non è quindi così assurdo: in media sarebbe anche minore dello sforzo fatto finora. A cambiare sarebbe la gestione dei fondi, unificata nelle mani dell’Alleanza.
L'impatto sull'Italia del fondo Nato da 100 mld
Quanto potrebbe impattare sull’Italia il fondo da 100 miliardi? La stima è di 1,4 miliardi all’anno. Più di quanto stanziato finora: 350 milioni di euro all’anno.

Con l’eventuale impegno del nuovo fondo, contando che l’Italia conta circa il 7% del Pil della Nato, la cifra si alzerebbe considerevolmente.

https://tg24.sky.it/mondo/2024/04/04/guerra-ucraina-fondo-nato

al di là delle cavolate mainstream di contorno di tg24 il dato tragico è quello evidenziato.

E sopra le ag di rating, in questo caso Moody's che poco tempo fa erano il verbo, per la NATO si possono ignorare. Ma tanto meglio, quando tutta la Ue sarà iper indebitata passeranno al pignoramento


sarah hanno apprezzato
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Detrollatore II
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Congetture sul debito pubblico italiano per il futuro e nell'eventualità che il governo stanzi la sua parte dei 100mld per l'Ucraina (in armi)...
I fatti del presente sono invece questi:

Alcuni economisti parlano addirittura di un "nuovo miracolo italiano", evidenziando il sorprendente tasso di crescita del Paese negli ultimi anni e il suo settore industriale dinamico e innovativo. Tuttavia, esistono anche dei rischi, come la stagnazione economica in Germania, la scarsità di manodopera e le potenziali crisi energetiche. Nonostante ciò, gli investimenti delPnrrpotrebbero contribuire a una crescita superiore alle previsioni. Infatti, ilPil italianoha superato quello dei principali Paesi del G7 negli ultimi anni, dimostrando una maggiore resilienza ed efficienza, nonostante il livello di debito pubblico.

https://www.affaritaliani.it/economia/febbre-btp-il-debito-italiano-non-fa-piu-paura-record-ue-di-domanda-a-41-mld-910742.html?ref=rss&utm_source=telegram&utm_medium=social#google_vignette


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sarah
Honorable Member
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Di congetture sul debito pubblico italiano ne sono state fatte a iosa, comprese le più nefaste che ne preconizzavano l'immediata insostenibilità ( spread di monti ). È prevedibile che si continuerà a farne: l'indebitamento non sarà pericoloso né farà paura se indirizzato ai progetti in agenda, ma sarebbe immediatamente demonizzato in caso contrario. Non credo che l'italia possa esercitare un grande potere decisionale in merito, con il precetto costante di adeguarsi agli eventi ai quali "non c'è alternativa". Se poi, come è ovvio, simili spese militari ( in questo caso ) graveranno pesantemente sui conti pubblici, magari ci toccherà anche ascoltare le ramanzine delle agenzie, con le solite conseguenze scontate di mettere mano ai tagli alla sanità, istruzione, investimento nelle strutture pubbliche. Sono pessimista? Ma, può darsi... Diciamo che abbiamo capito il gioco della comunicazione in questo senso, indipendentemente dal colore del governo. E sui fondi pnrr: non c'è ad oggi sufficiente chiarezza sulla condizionalità, ci si limita a sbandierare trionfalismo sul loro effetto miracoloso sull'economia. E mentre si segnalano le prime truffe di chi ha assaltato la diligenza, dovremmo ricordare che tali somme o "concessioni di bilancio" ci sono state accordate proprio in concomitanza con la nostra fedele applicazione della folle politica pandemica. In sostanza, ne hanno rovinati a migliaia per poi dare dei soldi che andranno spesi in "altro". Spero di essere smentita dai fatti.


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Detrollatore II
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Forse ho messo in risalto una parte che è meno importante e magari non avete letto tutto l'articolo.
A me ste cose non sembra di averle trovate per strada, in tutti questi anni di comedonchisciotte, a roderci il fegato per gli strozzinaggi della BCE e per le umiliazioni continue sui dati economici:

Lo spread ai minimi da due anni, i piccoli risparmiatori che tornano a sottoscrivere i titoli di Stato, gli investitori esteri che affollano le aste attratti dagli alti margini e intanto l’economia resta solida: non s'arresta la corsa ai Btp. Solo a marzo il nostro Paese ha toccato un nuovo record europeo di domanda: il collocamento, gestito con Banco Bilbao, BofA, Citibank, Hsbc e Société Générale nel ruolo di lead manager, ha permesso al Tesoro di collocare 5 miliardi, a fronte però di una domanda oltre otto volte più grande toccando i 41 miliardi. Nel dato c’è un nuovo record per il Tesoro, perché si tratta del volume più alto di sempre per un titolo indicizzato in Europa. Ma non solo marzo. Come ricorda il Messaggero, a gennaio, sempre per un’asta di due Btp, "era arrivata una domanda di 155 miliardi di euro: cose mai viste, e difficili da immaginare solo un anno fa, quando c’era il timore che la fine degli acquisti di debito pubblico da parte della Banca centrale europea potesse mettere sotto pressione i collocamenti dei titoli e lo spread italiano". 

Questo approccio ha offerto il doppio vantaggio di stabilizzare il debito e di reinvestire risorse provenienti dalle tasse direttamente nelle tasche dei cittadini, quasi come una forma di rimborso. Questa strategia ha prodotto risultati positivi, spiega il Messaggero: in dieci mesi gli italiani hanno incrementato la loro esposizione al debito nazionale di oltre 120 miliardi di euro, portando la quota totale di Btp al 13,4%.

L'Italia è ora percepita come un investimento meno rischioso, con lo spread ai minimi storici in due anni e la possibilità di ulteriori riduzioni fino a 100 punti base, secondo alcuni esperti. La politica monetaria della Bce, insieme ai rendimenti competitivi offerti dai titoli italiani, attira gli investitori. Inoltre, il differenziale di rendimento tra i titoli italiani e quelli tedeschi è supportato da una serie di fattori, inclusi rating stabili, una crescita economica superiore alla media dell'eurozona e tassi di interesse più bassi che ridurranno la spesa per gli interessi futuri. Questo contesto favorevole si svolge nonostante una politica monetaria restrittiva e una crescita economica modesta.

Alcuni economisti parlano addirittura di un "nuovo miracolo italiano", evidenziando il sorprendente tasso di crescita del Paese negli ultimi anni e il suo settore industriale dinamico e innovativo. Tuttavia, esistono anche dei rischi, come la stagnazione economica in Germania, la scarsità di manodopera e le potenziali crisi energetiche. Nonostante ciò, gli investimenti del Pnrr potrebbero contribuire a una crescita superiore alle previsioni. Infatti, il Pil italiano ha superato quello dei principali Paesi del G7 negli ultimi anni, dimostrando una maggiore resilienza ed efficienza, nonostante il livello di debito pubblico.


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marcopa
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Si avete ragione: va tutto bene, fino alle elezioni europee,

 

poi ?


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Detrollatore II
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Marcopa, prego??


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dana74
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@sara le parole di Moody's e delle agenzie di rating valgono ai fini di giochi speculativi ai danni di quel o l'altro paese, ovviamente non sovrano che deve per forza temerle non essendo libero.

Mi incuriosiva perché, dal mainstream e politici servi le parole delle ag di rating sono prese come oro colato, ma chissà perché, in questo caso, che ne avrebbe detta una giusta, o per lo meno, "spendibile" per una causa giusta, passa inosservata.


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