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Pellegrino
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Meno male che c'è ancora qualcuno che pensa con la propria testa.


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Pellegrino
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"Un clima persecutorio mediatico palesemente identico a quello che presumibilmente si è verificato in Germania nel 33 contro gli ebrei".

......solo contro gli ebrei???

E Hitler disse: fermate i cattolici
Lo storico tedesco Löw ha raccolto i documenti che provano l'odio nazista verso la Chiesa
Le Ss: "Aiuta gli ebrei"

Arriva dalla Germania la risposta ai recenti pamphlet contro la Chiesa cattolica - e soprattutto contro Pio XII - pubblicati ad esempio da John Cornwell e Daniel Goldhagen. Da poco infatti è uscito un libro - «Die Schuld» (La Colpa) - con un sottotitolo eloquente, «Cristiani ed ebrei nel giudizio dei nazisti e nei tempi presenti» (Resch Verlag, euro 24) in cui l'autore, lo storico e saggista Konrad Löw, già docente all'università di Bayreuth, apporta una grande massa di documentazione sull'odio nazista contro la Chiesa cattolica e sulla protezione degli ebrei da parte dei cattolici.

Nella copertina del libro edito dalla Resch Verlag è scritto: "Una risposta ad Amen ed al Vicario", le due opere cinematografica e teatrale in cui si accusa papa Pacelli di essere stato pavido e succube del nazismo. Si tratta di un volume documentatissimo, 356 pagine con 1.063 note ed una bibliografia di 331 libri.
Pensato soprattutto come una risposta al libro di Daniel J. Goldhagen «I volenterosi carnefici di Hitler» in cui i tedeschi venivano accusati di essere stati complici del nazismo, Löw approfondisce con dovizia e competenza molti punti finora poco conosciuti della politica nazista, ed in particolare della persecuzione sistematica e continua dei cattolici.

L'autore bavarese spiega con ampia documentazione che in Germania ancora al tempo dell'impero non è esistita una persecuzione degli ebrei, anzi la discriminazione è calata ed il processo di assimilazione e della integrazione è avanzato. Così, l'antigiudaismo di origine religiosa non trovò credito tra i sacerdoti della Chiesa cattolica, ed il Zentrum, il partito cattolico, trovò sostegno, seguaci e voti proprio tra gli ebrei. Un fenomeno che si spiega con il fatto che la Chiesa cattolica ha condannato il nascente razzismo ed il nazionalsocialismo con tutta la dovuta chiarezza, mentre gli evangelici furono in gran parte affascinati dalle teorie razziali.

La nomina di Hitler a Cancelliere fu applaudita infatti dagli evangelici, mentre i vescovi cattolici condannarono le teorie naziste. Per questo motivo i nazisti perseguitarono in prima istanza comunisti e ebrei ma anche i cattolici. Secondo i nazisti, avendo il cristianesimo le radici nel Vecchio Testamento, chi è contro gli ebrei deve essere per forza contro la Chiesa cattolica. Dalla documentazione raccolta da Löw emerge inoltre la vasta opera di aiuto agli ebrei condotta dai cattolici, e questo suscitò ulteriormente l'ira dei nazisti.

L'autore bavarese racconta come i nazisti invocavano "l'indispensabile arma dello spirito del sangue e della terra contro la peste ebraica ed il cristianesimo". Nella parte centrale del libro Löw riporta in maniera dettagliata quanto Hitler, Rosenberg, Goebbels, Himmler e Bormann hanno detto e scritto su ebrei e cattolici. Hitler in particolare pensava di schiacciare la Chiesa cattolica "come si fa con un rospo".
Nel libro vengono riportati gli articoli e le vignette pubblicate dai giornali «Das Schwarze Korps» (organo ufficiale delle SS) e «Der Stürmer» (giornale razzista). Löw fa notare come i nazisti indicavano ebrei e cattolici sempre insieme contro il regime.

In una vignetta pubblicata nel 1938, un ebreo, un sacerdote cattolico ed un imprenditore capitalista cercano di fermare la svastica nazista che ruota come le lancette dell'orologio della storia. In un altra vignetta pubblicata da «Der Stürmer» nel 1934, un ebreo di fronte all'immagine di Cristo in croce dice: "...lo abbiamo fatto uccidere, lo abbiamo deriso, ma siamo ancora oggi difesi dalla sua Chiesa...". In un altra vignetta pubblicata dallo stesso giornale nel 1939, un sacerdote cattolico viene disegnato mentre stringe due grandi mani, una con la croce ebraica e l'altra con la falce e martello.

Per avere un idea di cosa i nazisti pensassero dei cattolici, Löw riporta un rapporto delle SS in cui è scritto: "É indiscutibile che la Chiesa cattolica in Germania si oppone decisamente alla politica governativa di opposizione al potere ebraico. Di conseguenza svolge un lavoro di appoggio ai giudei, li aiuta a fuggire, adopera ogni mezzo per sostenerli nella vita quotidiana, e facilita il soggiorno illegittimo nell'impero nel Reich. Le persone incaricate di questo compito godono il pieno sostegno dell'episcopato e non esitano a sottrarre ai tedeschi e addirittura ai bambini tedeschi lo scarso vitto per darlo agli ebrei".

Löw conclude il libro raccontando di un dialogo con sua sorella, da cui emerse una storia confermata da diversi testimoni, secondo cui un amico di famiglia che suo padre portava sempre a casa, era in realtà un ebreo che fu nascosto e protetto dai suoi genitori. Questo a conferma di quanto fosse vasta e diffusa l'alleanza tra cattolici ed ebrei che cercarono di proteggersi dalla furia del nazismo.


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Pellegrino
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Contro il Papa fallì il nazismo, ora ci provano con la pedofilia
di Marcello Veneziani

Tentarono prima col nazismo, ora con la pedofilia. L’attacco alla Chiesa cattolica e romana di Ratzinger ha raggiunto una violenza esplicita senza precedenti. Per essere efficace l’attacco bisognava appellarsi agli ultimi inviolabili tabù della società occidentale: violati tutti gli altri, anzi ammessi nel nome della libera scelta di ciascuno, non restano che la pedofilia e il nazismo. In tema di pedofilia nessuno ha mai pensato che la Chiesa ne fosse immune. Primo, perché la Chiesa sarà pure la Sposa di Cristo ma è comunque un’istituzione fatta di uomini, di persone e rispecchia l’imperfezione umana. Secondo, perché come diceva il poeta, il pericolo cresce proprio laddove cresce la salvezza. Terzo, perché la storia della Chiesa ha sempre avuto capitoli gloriosi, pagine di luce e zone d’ombre, compreso il pozzo nero della pedofilia. Era storia di secoli, perfino nella Chiesa più severa e intransigente del passato. Ma vorrei aggiungere, anche la Chiesa del Papa Buono, di Giovanni XXIII, anche la Chiesa di Paolo VI, su cui soffiavano a suo tempo i venticelli della maldicenza sessuale, anche la Chiesa di Giovanni Paolo II, serbavano bassifondi infami. Ma la Chiesa di Papa Benedetto XVI non si perdona. Papa tedesco, che ha servito la patria da soldato, Papa della tradizione, che ha difeso la dottrina e la coerenza della fede, Papa della civiltà cristiana, che inevitabilmente confligge con la società dell’aborto, del nichilismo e dell’egoismo. Papa antipatico. Perché non è comunicatore come il suo glorioso predecessore, non è accattivante e popolare come lui; è più filosofo e teologo, ma soprattutto perché è un ostacolo a quella visione laicista, atea e progressista che vorrebbe eliminare i suoi avversari non sul piano della dottrina e della realtà ma della squalifica dell’avversario, demonizzando la Santità. Come dire, tu non puoi parlare, perché collaborazionista di Hitler o del Pedofilo. Cominciarono dal fratello ma si sapeva che poi sarebbero arrivati a lui.
Eppure, questo fiume carsico della pedofilia, dei brutti vizi che sorgono all’ombra delle grandi virtù cristiane, solo ora è uscito allo scoperto. Non è frutto della Chiesa di Ratzinger ma è la colonna infame che si nasconde dietro i colonnati della fede. Potrebbe essere un merito della Chiesa di Ratzinger che queste cose - non di oggi - vengano oggi allo scoperto, seppur tra mille prudenze e reticenze, tentativi di ridimensionare e circoscrivere l’affare. Cosa volete che faccia la Chiesa se, dall’alto della sua saggezza millenaria, sa che queste pagine infami vengono usate non per combattere e condannare i pedofili ma per abbattere la credibilità e la fiducia nella fede cattolica, nella Chiesa e nei suoi sacerdoti? La Chiesa tende a circoscrivere, a limitare i danni. È comprensibile, non può fare diversamente. L’altro giorno Ratzinger ha detto una cosa in linea con la tradizione cristiana: intransigenza contro il peccato di pedofilia, indulgenza contro i peccatori. Una linea profondamente cristiana, nel senso proprio di Gesù Cristo verso la Maddalena; che vale in Chiesa e non nella Giustizia civile, intendiamoci. Ma non solo: quando Papa Giovanni disse la stessa cosa, distinguendo tra la condanna del comunismo, l’errore, e l’indulgenza verso i comunisti, gli erranti, fu salutato come saggio e buono. Lo dice Ratzinger ed è scandalo. Non sto paragonando la pedofilia al comunismo, per carità. Sto dicendo che il criterio di giudizio è cristiano in ambo i casi. La pedofilia è un male in sé, senza attenuanti, penalmente rilevante. Agli occhi della chiesa, invece il comunismo segnava l’avvento dell’ateismo, la persecuzione religiosa, l’odio di classe, lo sterminio dei nemici, l’avvento del totalitarismo più radicale, la fine della libertà e della dignità della persona. Due mali imparagonabili tra loro: uno, privato, e concentrato su creature deboli e indifese, umanamente ripugnante. L’altro pubblico, animato perfino da una professione di fede che si intendeva come sostitutiva della fede religiosa, ma abbattutosi su intere classi, interi popoli, con milioni di vittime.
Non è un mistero che proprio in questi cinque anni di pontificato di Benedetto XVI siano esplosi con una virulenza senza precedenti le professioni di ateismo pratico e militante, le riduzioni del cristiano a cretino, come scrisse Odifreddi, le campagne violente contro la Chiesa, Papa Pacelli, l’abbè Pierre, Monsignor Lefebvre, le accuse d’ingerenza nella vita pubblica appena un uomo della chiesa esercita il suo ruolo pastorale - salvo chiedere alla chiesa di intervenire nella vita pubblica quando si tratta di difendere l’emigrazione clandestina o di condannare alcuni e solo alcuni interventi militari - il darwinismo militante, che pretende di giudicare dall’alto della scienza la bassezza primitiva della fede, fino a liquidarla. È una campagna di un’asprezza senza precedenti, radicale.
In Italia, ad esempio, le accuse americane hanno avuto una risonanza grande per due ragioni politiche e strumentali: primo, perché la Chiesa, esercitando la sua missione, ha esortato a non votare i sostenitori dell’aborto e i nemici della vita. Si può condividere o no, ma fa parte della sua missione pastorale. I vescovi esortano, mica intimano; invocano, mica impongono. Secondo, perché per una specie perversa di cesaropapismo, si adotta il curioso gemellaggio tra Papa Ratzinger e Papi Silvio per condannare poi ambedue. Resto dell’idea che non si possano comparare i due piani e le due figure. E mi pongo, al di là degli immediati orizzonti di una brutta campagna elettorale, in una prospettiva più alta: la civiltà cristiana. Qualcuno vorrebbe cancellare, mortificare, svilire una civiltà millenaria che permea la nostra origine e la nostra vita, con la squallida storia della pedofilia. Ma ricordate che per ogni pedofilo in Chiesa sono entrati dieci santi, cento servi di Dio e mille credenti. Non mandate all’inferno quel popolo di Dio, quella fede, quell’istituzione e quella civiltà, nel nome di pochi viziosi e di un moralismo intermittente che è permissivo con centouno vizi e peccati meno uno, sicuramente tra i peggiori. La Chiesa è un grande organismo vivente, e in un corpo umano c’è pure l’orifizio per defecare. Accade perfino che l’orifizio per urinare sia lo stesso che serve per procreare, cioè per generare l’uomo. Considerate il tutto, non la parte, considerate le cattedrali di luce prima delle sacrestie dell’infamia.


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Anonymous
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Ma poi,a pensarci bene,ma di cosa si impicciano il rabbino di segni e amos luzzato se l'amico ebreo di Cantalamessa,DI CUI NON HA ESPRESSO NEANCHE IL NOME, esprime la sua personale opinione ?
Oggi i giornali riportavano le dichiarazioni stizzite dei capi della cricca.
E' evidente che esiste una lobby di giornalisti ebrei che soffiano sul fuoco per sobbillare l'opinione pubblica!!

Padre Cantalamessa ci ha fatto fare una bella risata per Pasqua 😆


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grilmi
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Beh caroa Lavidia, l'arma che si rivolta contro dunque, prima o poi doveva venir fuori il contrattacco della chiesa, e quale risposta migliore se non l utilizzo della stessa tattica, che ha ovviamente lasciato indignati i fratelli maggiori che ne pretendono il monopolio? Comunque soffiare sul focolare per la persecuzione cristiana sara molto dura, chi dovrebbe perseguitare i cristiani fisicamente?Loro che sono 4gatti o i musulmani che dei due penso che non vadano a cercare il cristiano?


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Erwin
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Il tutto è solo una banale lite tra fratelli(semiti) che usano le armi classiche del caso.
Una volgarissima questione di soldi.
Si legga qui:
http://olo-dogma.myblog.it/archive/2009/11/30/negazionismo-no-solo-soldi-e-roba.html


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Melkitzedeq
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CHE COSA SI CELA DIETRO GLI ATTACCHI ALLA CHIESA CATTOLICA ?

di Enrico Galoppini - 31 marzo 2010 - per TerraSantaLibera.org

Da un po’ di tempo a questa parte, in particolare da quando hanno deciso di farci credere che “l’Islam ha commesso l’11 settembre”, il “crimine per eccellenza” contro tutto quel che qua viene considerato come “la civiltà” ed i suoi “valori”, i media globali al servizio degli interessi occidentali sono impegnati notte e giorno nel dimostrare che l’Islam è nemico implacabile del Cristianesimo e che i musulmani sono il nemico pubblico numero uno dei cristiani.

Ma malgrado “i valori dell’Occidente” sembrino essere diventati la difesa e la sovraesposizione di tendenze che in ogni tempo e in ogni dove sono state considerate come da tenere sotto controllo e/o da reprimere per non diffondere “scandalo”, vi è chi, nel goffo ed improbabile tentativo di delineare una “identità occidentale”, ha cercato, senza essere affatto un credente, di utilizzare anche il Cristianesimo in un’ottica identitaria “occidentale”. Per cui, nel gran calderone della cosiddetta “identità occidentale” sono finiti sia una concezione della religione cristiana che non ha a che fare con una reale esperienza di fede sia una maniacale rivendicazione di “diritti”, compresi quelli delle categorie più assurde ed insensate, con buona pace della maggioranza che sopporta in silenzio chiedendosi di quando in quando che cosa ha fatto di male per meritarsi di essere sbeffeggiata di continuo: ma tant’è, i problemi della coppia omosessuale che vorrebbe essere sposata in chiesa da un prete transgender e poi adottare un bambino possibilmente di sesso “neutro” diventano più rilevanti di quelli della stragrande maggioranza della gente normale, quella che tira la carretta e, senza le luci della ribalta, aspetta solo il giorno di essere liberata da quest’incubo fatto di “problemi” fasulli e pretestuosi creati apposta per destabilizzare la società e le coscienze delle persone e, in fondo, non affrontare le questioni davvero importanti.

In tutto questo macello, che comprende dunque tendenze a rigor di logica contrapposte, ma tutte riassorbite dall’unica ideologia “occidentale”, finisce dunque anche il Cristianesimo, che una propaganda interessata dipinge come sotto assedio da parte dell’Islam e dei musulmani. Si passa perciò, utilizzando le truppe degli utili idioti di destra, di centro e di sinistra, dalle denunce per la “segregazione sessuale” nell’Islam (a San‘a, il 23 marzo, migliaia di donne hanno manifestato contro la legge che impedisce alle minori di 18 anni di contrarre matrimonio, ma questo non è stato evidenziato) alle polemiche sulla mancanza di reciprocità sui luoghi di culto riassunte dallo slogan “vogliamo una chiesa alla Mecca” (si fanno forse moschee in Vaticano?); dalle grida sui “cristiani d’Oriente in pericolo di estinzione” (da 1.400 anni? e ci si ricorda di cosa fecero loro i Crociati?) alle polemiche sulle moschee in Europa, che coi loro minareti andrebbero ad adombrare i nostri campanili; dalle leggi contro il burqa‘ (non ne ho mai visto uno in giro in Italia) alle fandonie sul kebab che attenterebbe alla nostra identità (“W la polenta abbasso il cuscus”: già, ma dov’erano questi solerti paladini culinari quando sbarcava la moda del McDonald’s?).

Curiosamente, poi, tutti questi cristiani senza Cristo evitano di infilarsi in questioni teologiche, perché altrimenti dovrebbero dare conto del rispetto che l’Islam predica nei confronti e di Gesù e di Maria. Certo, non si può pretendere che l’Islam consideri Gesù “figlio di Dio”, altrimenti coinciderebbe col Cristianesimo, ma qui non vi è lo spazio per dimostrare come, in ultima analisi, non vi sia contraddizione tra le due forme tradizionali, cristiana e musulmana, l’incontro essendo sul piano della scienza iniziatica. Non per niente, René Guénon dedicò il suo libro “Il simbolismo della croce” ad un’autorità dell’esoterismo islamico.

Questa breve divagazione serviva per dire una cosa: l’Islam di per sé non rappresenta alcun “pericolo” per il Cristianesimo, anzi, volendo essere più chiari, nessuna forma tradizionale rappresenta un “pericolo” per le altre forme tradizionali, le quali non fanno altro che tradurre, nel proprio linguaggio e secondo la prospettiva di ciascuna, una metafisica che per sua essenza è una.

In “pericolo”, semmai, vi è una contraffazione o strumentalizzazione del Cristianesimo, come quella operata da parte delle élite occidentali, i quali ne hanno fatto una bandiera nella loro azione volta al perseguimento di obiettivi al cui apice vi è la diffusione dei “valori occidentali”. Questi “valori occidentali”, è presto detto, rappresentano un’autentica inversione di tutto ciò che in ogni tempo e in ogni dove è stato considerato “normale”. Si tratta, perciò, della diffusione di una vera infezione a livello planetario, che si risolve solo ad un livello apparente in una lotta tra Stati, industrie, banche e potentati d’ogni genere, i quali ingaggiano una battaglia per il dominio planetario al cui servizio mettono determinate strategie geopolitiche piuttosto che altre. Se tutto si riducesse a questo, tanto varrebbe disinteressarsi a quanto avviene, poiché non è poi così interessante schierarsi pro o contro questo o quello a mo’ di tifoseria. Questa considerazione, tra l’altro, induce molti o a pensare che tutti sono “imperialisti” oppure che siccome tutti sono malati di potere tanto vale farsi i fatti propri.

Invece, l’obiettivo di tutta la campagna di diffusione di un modello unico “occidentale” all’intero pianeta è ben chiaro e ci riguarda tutti più da vicino che la nostra vena giugulare.
Esso è l’uomo. Ovvero, la creazione, ad ogni latitudine, di un medesimo tipo umano. Un uomo, o meglio un burattino, in preda alle forze centrifughe, a quelle traenti verso il basso, anziché in sintonia con quelle centripete e traenti verso l’alto.

Il dominio sull’uomo, che su un certo piano implica quello dell’uomo sull’uomo (da cui si capisce l’assurdità di una “liberazione” socio-politica che passa attraverso lo scatenamento di tutte le proprie predilezioni e manie, perché queste, compreso l’anelito all’ammassare beni materiali, non può che passare per l’oppressione degli altri), è l’obiettivo specifico dell’“avversario”, il quale (e qui ricorro alla descrizione che ne dà l’Islam) disobbedisce al suo Signore poiché si rifiuta di obbedire al Suo comando di prosternarsi di fronte ad “Adamo”, cioè all’Uomo perfetto o “realizzato”. Ora, l’uomo realizzato (al-insân al-kâmil) è quello che ha vinto le tendenze animali all’attaccamento e si è ricongiunto al Principio, vincendo perciò anche la morte (qualche cristianista si ricorda forse che il senso della Pasqua, “di Resurrezione”, è questo?). Contro di lui, l’”avversario” non può più nulla, tuttavia egli può ancora mettere in atto le sue trame contro tutti gli altri uomini, ed è per questo che egli s’impegna a diffondere nel mondo tutto quel che può costituire ostacolo a tale “realizzazione”.

Per chi ha difficoltà a capire come le questioni spirituali non siano astrattamente scollegate dal contesto politico-sociale, basti pensare all’importanza attribuita dall’Islam alla legge sacra (sharî‘a), che ha l’obiettivo da una parte di far camminare sulla “retta via” il credente ed aiutarlo nella realizzazione spirituale (il suo cammino iniziatico sarà un approfondimento ‘interiore’ della via ‘esteriore’), dall’altra di predisporgli un contesto sociale, economico e politico atto a facilitargli quest’arduo ma improrogabile compito. Quindi, se una società è informata secondo un ordine che deriva da una Rivelazione d’origine soprannaturale, essa fornirà delle condizioni migliori per la r
ealizzazione spirituale rispetto ad una società che ha perso la bussola ed è governata da regole del tutto umane. Di qui, sia detto per inciso, l’esagerata importanza attribuita dall’Occidente al “laicismo” e ai “diritti umani”, il che, in altre parole, significa che l’uomo si è illusoriamente fatto principio a se stesso, col risultato che finisce per perdersi e non trovare più il filo che lo conduce fuori dal labirinto della propria prigione-individualità.

Per spiegare meglio quello che avviene a mano a mano che nel mondo avanza l’Occidente, si può utilizzare l’immagine di una fornace nella quale vengono gettati tutti coloro che si fanno attrarre dai suoi bagliori e che si alimenta per l’appunto grazie agli uomini che riesce ad inghiottire. Oppure, si pensi ad un mostro ciclopico, le cui dimensioni aumentano quante più persone riesce a divorare e che solo a causa delle sue dimensioni viene ritenuto una sorta di divinità alla quale rendere tributo. In ogni caso, quale che sia l’immagine usata, la sostanza è quella di “vite sprecate”, o meglio di occasioni sprecate, di esseri che anziché prendere il toro della vita per le corna e poi infilzarlo si sono fatti ammaliare dalle sirene della “vita comoda”, che implica il lasciar cadere ogni tensione ed adagiarsi nell’ordinarietà, quand’anche fosse ammantata di chissà quali “ideali” e “valori”. Anche in questo caso, l’Islam è molto chiaro, poiché il “grande jihâd”, anziché consistere nel mettersi una bomba nelle mutande come vorrebbero far credere ad una massa sottoposta a continui allarmismi, è la pugna spirituale di cui pure gli europei, non ancora ridottisi a “occidentali”, avevano qualche nozione…

Ma “occidente”, ripetiamolo, significa abdicazione dell’uomo al ruolo di khalîfa fî al-ard (di “vicario di Allâh sulla Terra”), e farsi abbindolare da una delle sue indefinite trappole significa aver perso quella “battaglia” per finire diritti dritti nelle fauci dell’“avversario”, morendo e poi ritornando, in chissà quale forma, a nuova vita (comprese le forme inferiori, al cui confronto quella umana è una delizia), e così via, indefinitamente, illudendosi di “vivere” veramente ma poi rendendosi conto, al momento della resa dei conti (Yawm al-Hisâb, “il Dì del Rendiconto”), di aver sbagliato tutto e contrirsi dunque amaramente per l’irreparabile fallimento ottenuto.

Se si è intuita la portata del problema, che travalica ogni preoccupazione d’ordine politico-sociale (senza che quel piano cessi di avere la sua relativa importanza per garantire un clima “virtuoso” e perciò favorevole alla realizzazione spirituale), risulta chiaro che la diffusione del “modello occidentale” implica che sempre più uomini nel mondo riusciranno con crescente difficoltà ad intraprendere un “cammino di reintegrazione”, poiché tali e tante sono le distrazioni offerte dal suddetto modello che si rivelerà un’impresa disperata il sottrarvisi.

Che cosa vuole in fondo un “occidentale” (può trattarsi anagraficamente di un americano, di un cinese, di un africano, di un arabo ecc.)? A cosa anela uno che si è “liberato” della sua tradizione più profonda per ridursi al meramente “umano”? La risposta è sotto gli occhi di chi la sa vedere. A sbracarsi nelle tendenze inferiori, a ricercare solo il “piacere”, le “comodità”, la “convenienza”, il “benessere”, senza più alcuna preoccupazione per quel che verrà “dopo” e dunque per la formazione di sé e di un adeguato “carattere”. L’uomo occidentalizzato, felice del suo essere “liberato”, è in effetti un simulacro di uomo, una bestia dalle sembianze umane pronta a rientrare nel girone delle esistenze pullulanti.

A questo punto, cosa c’entri tutto questo col tema dell’articolo se lo potrà chiedere solo chi ancora non ha capito la portata dello scontro in atto. Anche il Cristianesimo è sotto attacco, e molto pesante, poiché è senz’altro vero che l’Europa è una delle zone “liberate” dall’Occidente, o meglio da chi, prima di palesare il suo vero volto, preferisce nascondersi dietro maschere quali gli Stati Uniti, il Sionismo e l’Occidente, ma tale “liberazione” non è ancora pervenuta a compimento, ovvero non è stata realizzata l’esatta inversione dei valori specchio dell’instaurazione del dominio di uno pseudo-principio spirituale. In quest’opera condotta sistematicamente dalle forze che, consapevolmente o inconsapevolmente, lavorano a tale scopo rientra anche la demolizione di ogni appiglio spirituale sano e ben orientato in quelle parti di mondo che cadono sotto il dominio dell’ideologia occidentale, perciò la Chiesa cattolica va massacrata sia come istituzione che come dottrina e valori.

La polemica sui preti pedofili, i quali vi saranno pure, ma vi sono anche scandali sugli euroburocrati pedofili, sui rabbini pedofili ecc. che però non suscitano tutto il morboso interesse dei media, è indice del livello della campagna di discredito alla quale è soggetta la religione cattolica, la quale evidentemente svolge ancora una funzione di “freno” contro le summenzionate tendenze alla dissoluzione e alla dannazione dell’uomo.
In quest’opera, sono impegnati soprattutto dei “laici” tra i quali l’elemento ebraico è preponderante. Si tratta tuttavia di un elemento spurio, quello magistralmente descritto da Weininger, il quale, una volta anch’esso già esperita la “liberazione” da ogni vincolo, intende “liberare” il mondo riducendolo ad un abominio a sua immagine e somiglianza. Non è un caso, infatti, che la maggioranza delle situazioni in cui viene gettato discredito sulla Chiesa cattolica veda protagonisti ebrei o personaggi ad essi legati.

Alcuni eventi, in questi giorni hanno attirato infatti l’attenzione in tal senso.
Il primo è la “bollente storia d’amore” tra una cantante che si fa chiamare “Madonna” e un giovane brasiliano di nome “Jesus”: http://musica.virgilio.it/news/pop/madonna-jesus-baci-bollenti-rio-de-janeiro.html

Siccome il caso non esiste, dietro questa strombazzata storia tra “Gesù e la Madonna” vi è la volontà di seminare, a livello di subconscio, disorientamento tra i cristiani.

Che la signora Ciccone sia un'adepta della Cabala ebraica ed accolta in gran pompa a Sion, non è un mistero (ha avuto anche il privilegio di una passeggiata, con tanto di rabbino cabalista al seguito, nei tunnel che i sionisti stanno scavando sotto la moschea al-Aqsa). Ma si consideri che lei ha 50 anni, mentre "Jesus" (per giunta "Luz"!) è un ragazzo... bene, cosa vi viene in mente?

Sì, una specie di rapporto incestuoso tra madre e figlio, tra la Madonna e... Gesù!
Ribadisco, non credo proprio che tutto questo sia un caso.

A distanza di pochi giorni, ecco un’altra notizia.
È morto Emanuele Pirella, quello che con Oliviero Toscani creò la campagna pubblicitaria per il jeans "Jesus"[1].

La ditta era di un certo Vitale.
Bene, ecco una delle immagini promozionali:

La foto è tratta da una pagina - probabilmente della nuova ditta che ha rilanciato il jeans - che riporta una scritta eloquente: “Has Jesus been on your Ass lately?”
(si noti anche la menorah sullo sfondo).

Qui non si ha di certo a che fare con dei musulmani. I quali non si sono affatto sognati di andare in giro ad inscenare una pantomima di ‘incesto sacro’ né d’insozzare il nome di quello che considerano come uno dei massimi Inviati divini. Ma immaginiamo per un attimo il contrario: le trombe dell’odio islamofobo ci farebbero venire le bave alla bocca dalla rabbia, predisponendoci alla mobilitazione generale. Eppure, in questo caso, poiché si tratta di “pubblicità”, di cabalisti e di altre affiliazioni esotericamente corr
ette, tutto tace e, peggio ancora, la Chiesa che fa? Incassa il colpo senza fiatare, consapevole che se attaccasse “Madonna” o qualche pubblicitario mediaticamente più potente ci rimetterebbe senz’altro: il giorno dopo avrebbe contro o una canzone blasfema o un manifesto ‘dissacrante’ per le strade.
Nessuno la difenderebbe, neppure i cristianisti buoni solo a fare la voce grossa contro l’Islam.
Ma se si è giunti a tanto, la Chiesa reciti solo il mea culpa. Per essersi adagiata ad elemento folcloristico ed identitario dell’Occidente, aver rinunciato alla dottrina (col Concilio Vaticano II) ed essersi illusa di poter contare di nuovo imbarcandosi nella lucidamente folle avventura dei “Crociati dello Zio Sam”, che l’hanno portata a benedire post eventum tutte le aggressioni occidentali contro popolazioni islamiche.

Tra l’altro, si noti un fatto importantissimo. Quelli che attaccano la Chiesa cattolica sono gli stessi che attaccano l’Islam. Ci sono “olandesi”, “francesi”, “italiani” eccetera specializzatisi nello scrivere libri (prontamente recensiti, discussi ecc.), nel proporsi come “consiglieri politici”, nell’invocare leggi contro l’Islam atteggiandosi a “patrioti” e/o “libertari”, nel gridare “all’attacco” prima verso l’Afghanistan, poi verso l’Iraq, adesso verso l’Iran, e che in Palestina mettono a rischio l’esistenza dei luoghi sacri sia cristiani che musulmani.

In pericolo c’è quanto di più sacro esista, ovverosia l’uomo.
Alla luce di tutto questo, chi ha orecchie per intendere intenda, chi ha occhi per vedere veda, chi ha voce per parlare parli.

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Jesus_Jeans.

Link a questa pagina: http://www.terrasantalibera.org/attacco_alla_chiesa_cattolica.htm


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