Chiaro ed evidente....
 
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oriundo2006
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https://www.donbass-insider.com/fr/2023/07/03/la-guerre-en-ukraine-cest-la-guerre-du-dollar/

Vengono citati i precedenti di Saddam, che per primo nel recente passato oso' sollevare il problema del pagamento del petrolio non piu' in dollari e fu assassinato per questo, e il leader libico Muhammad Gheddafi, che fece dell' exit una bandiera di promozione non solo per la Libia ma per l' Africa intera, cui si sentiva legato in modo indissolubile, ad onta del tanti muslim che giudaizzano oppure si occidentalizzano, specie dalle parti dei Paesi del Golfo.

Fortunatamente ora la situazione appare molto piu' variegata ed il testimone dell' indipendenza finanziaria, gia' da tempo levato in alto da martiri neri, pare irreversibile qualsiasi cosa possa succedere.

Stiamo attenti a seguirne gli sviluppi: il quadrante geopolitico con l' ingresso dei paesi africani tra i BRICS, per ora solo in via iniziale, sconvolgera' davvero tutta la nostra economia, delinenado davvero un nuovo secolo. Il loro e sperabilmente anche il nostro di occidentali resistenti.


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PietroGE
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Ho i miei dubbi che anche le guerra in Ucraina possa essere collocata come le due precedenti (Iraq e Libia) nel contesto della de-dollarizzazione. Sia l'Iraq che la Libia erano dotate di riserve proprie di petrolio e potevano influire sul valore dei petrodollari. Per la guerra in Ucraina questo non c'è. E poi la Cina, che è destinata a sostituire il dollaro americano, aveva enormi interessi in Ucraina e quest'ultima era già una testa di ponte per la conquista dei mercati europei. La guerra ha rovinato questi investimenti cinesi e la Cina ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco avendo poi  ricevuto come compensazione contratti di forniture di gas dalla Russia a prezzo stracciato, come pure l'India. Come dice l'articolo, alla fin fine quello che sostiene il dollaro come moneta internazionale è la potenza militare americana e la moneta che sostituirà il dollaro dovrà avere un Paese di riferimento con una potenza militare superiore. È anche la ragione per la quale non si vede un futuro radioso per l'euro.


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PietroGE
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A proposito di de-dollarizzazione il rating degli USA è stato declassato da AAA ad AA+ . Può sembrare un downgrading molto leggero però è significativo e potrebbe avere conseguenze sia sulla guerra in Ucraine sia sulla situazione nel Mar della Cina. Staremo a vedere. Inutile dire che i mercati hanno reagito malissimo.

: https://www.fitchratings.com/research/sovereigns/fitch-downgrades-united-states-long-term-ratings-to-aa-from-aaa-outlook-stable-01-08-2023

Fitch declassa i rating a lungo termine degli Stati Uniti a "AA+" da "AAA"; Prospettiva stabile

mar 01 ago 2023 - 17:13 ET

 

Fitch Ratings - Londra - 01 agosto 2023: Fitch Ratings ha declassato il rating di default degli emittenti in valuta straniera a lungo termine (IDR) degli Stati Uniti d'America a "AA+" da "AAA". Il Rating Watch Negative è stato rimosso ed è stato assegnato un Outlook stabile. Il Country Ceiling è stato affermato a 'AAA'.

Un elenco completo delle azioni di valutazione si trova alla fine di questo commento sull'azione di valutazione.

DRIVER DI VALUTAZIONE CHIAVE

Declassamento del rating: il declassamento del rating degli Stati Uniti riflette l'atteso deterioramento fiscale nei prossimi tre anni, un onere del debito delle amministrazioni pubbliche elevato e in crescita e l'erosione della governance rispetto ai pari con rating "AA" e "AAA" negli ultimi due decenni che si sono manifestati in ripetute situazioni di stallo sui limiti del debito e risoluzioni dell'ultimo minuto.

Erosione della governance : secondo Fitch, negli ultimi 20 anni si è verificato un costante deterioramento degli standard di governance, anche in materia fiscale e di debito, nonostante l'accordo bipartisan di giugno per sospendere il limite del debito fino a gennaio 2025. Il ripetuto limite del debito stalli politici e risoluzioni dell'ultimo minuto hanno eroso la fiducia nella gestione fiscale. Inoltre, il governo non dispone di un quadro fiscale a medio termine, a differenza della maggior parte dei pari, e ha un complesso processo di bilancio. Questi fattori, insieme a diversi shock economici, tagli fiscali e nuove iniziative di spesa, hanno contribuito a successivi aumenti del debito nell'ultimo decennio. Inoltre, ci sono stati solo progressi limitati nell'affrontare le sfide a medio termine legate all'aumento dei costi della sicurezza sociale e dell'assistenza sanitaria a causa dell'invecchiamento della popolazione.

Aumento dei disavanzi delle amministrazioni pubbliche:Prevediamo che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche (GG) salirà al 6,3% del PIL nel 2023, dal 3,7% nel 2022, riflettendo entrate federali ciclicamente più deboli, nuove iniziative di spesa e un onere per interessi più elevato. Inoltre, si prevede che i governi statali e locali registrino un disavanzo complessivo dello 0,6% del PIL quest'anno dopo aver registrato un piccolo avanzo dello 0,2% del PIL nel 2022. Tagli alla spesa discrezionale non per la difesa (15% della spesa federale totale) come concordato nel Fiscal Responsibility Act offrono solo un modesto miglioramento delle prospettive fiscali a medio termine, con risparmi cumulativi di 1,5 trilioni di dollari (3,9% del PIL) entro il 2033 secondo il Congressional Budget Office. L'impatto a breve termine della legge è stimato a 70 miliardi di dollari (0,3% del PIL) nel 2024 e 112 miliardi di dollari (0,4% del PIL) nel 2025......


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oriundo2006
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Differenti possono essere le conseguenze economiche di questo downgrade sul futuro strettamente economico USA, ma politicamente mi pare ovvio che parte del sistema anglosassone della finanza 'creativa' ( uno schema Ponzi ad libitum ), poggiato su basi malferme perche' condite dall'eccezionalismo in chiave economico-politica, dunque storicamente una riedizione in chiave maggiore di una Belle Epoque iperottimistica, cominci ad avere dubbi su Biden, la sua amministrazione e sopratutto la sciagurata guerra ad oltranza in Ucraina.

Tardivamente, e' vero ma considerate che notando un ''..costante deterioramento degli standard di governance..''  degli ultimi 20 anni finalmente si accorgono dell' ovvio.

E' presto per capirlo in tutti i suoi risvolti ( attenzione asnche al fatto che Fitch e' inglese e non Usa )  ma i dubbi serpeggiano eccome, specie guardando agli sconsiderati investimenti gia' fatti dai big nel paese fallito tipo BlackRock: ma stiamo parlando dell' Ucraina o degli USA ?

Un sottile 'sentiment' di sconcerto muove l'aria mefitica del giurassico, mentre i mastodonti guardano da lontano una piccola nuvola nera. Che sara' mai ? Dopotutto siamo i migliori, abbiamo colonizzato tutto, magnamo a volonta', 'dio' e' con noi...


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dana74
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perdonami Piero ma se non ci fosse stata la guerra è assolutamente certo che la Cina avrebbe perso i suoi interessi in Ukraina, esattamente come gli Usa stanno imponendo adesso all'Italia di abbandonare la via della seta. Adesso, semmai ha buone possibilità grazie alla Russia di conservarli ed ampliarli


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PietroGE
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Pubblicato da: @dana74

perdonami Piero ma se non ci fosse stata la guerra è assolutamente certo che la Cina avrebbe perso i suoi interessi in Ukraina, esattamente come gli Usa stanno imponendo adesso all'Italia di abbandonare la via della seta. Adesso, semmai ha buone possibilità grazie alla Russia di conservarli ed ampliarli

Con la guerra però è andata peggio per i cinesi, primo perché l'Ucraina, o quel che ne resta, non sarà in condizione di ricostruire le proprie infrastrutture per anni e poi perché con la vicinanza alla Russia durante le guerra hanno compromesso l'accettazione di accordi commerciali con i Paesi dell'Est Europa. La condizione necessaria e sufficiente per iniziare la ricostruzione è la pacificazione del Paese e questa non è all'orizzonte. Prima di investire i miliardi nella ricostruzione gli investitori, e i cinesi tra loro, dovranno essere sicuri che la guerra non si ripeterà in un futuro prossimo. Già viene posta come condizione l'appartenenza dell'Ucraina alla NATO, cosa che ovviamente i russi non potranno facilmente digerire. I cinesi prima della guerra avevano già accordi per investimenti in Ucraina (e in Ungheria) come testa di ponte per la conquista dei mercati europei, ora cercano in tutti i modi di comprarsi il porto di Amburgo, si sono accorti che la via della seta almeno per  il momento si è fermata in Ucraina.


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