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Europa: il cambiamento necessario


paolodegregorio
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Europa: il cambiamento necessario
di Paolo De Gregorio, 14 maggio 2019

Sentenzia Salvini (sempre con quel tono da “fine del mondo” del dottor Stranamore): le elezioni europee saranno un referendum .
Caro Matteo due, ti consiglierei di non evocare la parola Referendum che ha segnato la dipartita di Matteo uno, però la questione da chiarire è che le elezioni del 26 maggio riguardano il rinnovo del Parlamento europeo. Sarebbe logico che uno statista tenesse separata la politica interna e quella europea e si impegnasse a chiarire quali proposte di riforme suggerisce, quali alleanze vuole stringere, visto che oltre a vice premier e ministro dell’Interno, è anche capo del partito denominato Lega.

Eppure sarebbe molto giusto discutere e cercare di capire perché la Comunità economica europea (CEE), nata nel 1957, non sia mai diventata una comunità politica, con un Parlamento che delibera a maggioranza semplice, con una politica estera comune, con un esercito integrato europeo al posto della Nato e delle basi americane, con centri di ricerca che offrono ai giovani cervelli europei strutture e risorse per non farli scappare dall’Europa, una unificazione delle leggi che diventi un nuovo codice penale e civile europeo, una politica sulla immigrazione comune che stabilisce accordi con i paesi da cui partono i clandestini, finanziandone il ritorno in tali paesi d’origine.
L’Europa oggi, dopo 62 anni, esiste solo nella moneta unica e anche a livello finanziario la misura che sarebbe essenziale per evitare la concorrenza tra partner europei non è stata presa, e parlo della unificazione del debito degli stati comunitari con l’emanazione di Bond europei da parte della BCE per evitare la speculazione sul debito, regolarmente avvenuta.

L’Europa, intesa come Stati Uniti d’Europa, non esiste, potrebbe essere il polo più importante di un mondo ormai multipolare (Cina, USA, India, Russia), ma è ancora bloccata da egoismi, nazionalismo, servitù e alleanze militari, che la bloccano e ne fanno un nano politico.
Forse l’emergenza dei cambiamenti climatici con giovani e giovanissimi che si muovono in tutta Europa e il loro auspicato ingresso in politica potrà smuovere questo gigante addormentato, perché per avere un futuro bisogna muoversi presto e tutti insieme.
Paolo De Gregorio


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esca
 esca
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"Sarebbe logico che uno statista tenesse separata la politica interna e quella europea e si impegnasse a chiarire quali proposte di riforme suggerisce, quali alleanze vuole stringere...".

Paolo, io non adoro particolarmente la politica in generale, ma non trovi che quella interna al paese sia strettamente dipendente da quella esterna, oggi piu' che mai? Come non notare quanto siamo stati penalizzati e manipolati da un nucleo di burocrati truffatori della finanza, con piu' poteri di quanto l'attuale ordinamento europeo possa concedere, e quanto questo abbia condizionato in peggio le vite di ciascuno?
Chi pensi che possa cambiare quel mostro europeo di oggi, gli stessi che si sono ingrassati fino ad ora alle spalle nostre e degli altri paesi, che e' bene tornino assolutamente sovrani, in collaborazione reciproca?


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paolodegregorio
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ovviamente non dico che la politica interna sia estranea a quella europea, ma non vedo mettere in rilievo le modalità arrivate dall'Europa che hanno danneggiato l 'Italia nè le proposte di cambiamento per invertire la rotta


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esca
 esca
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La rotta si invertirebbe solo mandando a gambe all'aria la burocrazia cialtrona europea ovvero cambiando radicalmente i connotati all'attuale Ue, tenendo conto dell'evidenza che gli stati uniti d'europa sono utopia allo stato puro.
A breve si vedra' quanti metteranno in pratica cio' che ormai tutti (compresi statisti/economisti etc) sanno e pensano ma pochi dicono.


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comedonchisciotte
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"sarebbe molto giusto discutere e cercare di capire perché la Comunità economica europea (CEE), nata nel 1957, non sia mai diventata una comunità politica".
Se la UE fosse stata progettata per essere il paradiso degli strozzini e tutte le motivazioni portate fossero state solo pretesti, allora tutto tornerebbe.
Bisognerebbe solo supporre che milioni di persine si siano fatte convincere da un mucchio di balle. Non mi sembra una supposizione eccessiva.


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