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Fukushima: il pesce è sempre più radioattivo


Luca Martinelli
Noble Member
Registrato: 3 anni fa
Post: 1984
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Il secondo anniversario del disastro nucleare di Fukushima Daiichi si sta avvicinando rapidamente, ma le acque attorno all’impianto sono ancora altamente contaminate da radiazioni.

Difatti, il pesce catturato dalla TECPCO (Tokyo Electric Power Company) nel quadro del monitoraggio della fauna marina si presenta con un livello di cesio radioattivo pari a 254.000 becquerel per kilogram (Bq/kg); vale a dire 2.540 volte di più del limite legale massimo per il suo consumo.
Ribattezzato “Mike il Murasai”, il pesce catturato nelle acque oceaniche in prossimità dell’impianto chiuso circa 24 mesi fa dopo la catastrofe ha sollevato subito grosse perplessità sulla sicurezza della fauna marina al largo delle coste giapponesi. Benché – stando al resoconto – il campione pescato non mostrasse segni visibili di deformazioni o di altri tipi di danni da radiazioni, il livello di radiazioni nei suoi tessuti è tale da suggerire che con buona probabilità l’impianto di Fukushima stia tuttora rilasciando livelli altissimi di radiazioni nelle acque dell’oceano. La TEPCO ha dichiarato di avere in programma l’installazione di una fitta serie di reti da posarsi nel raggio di 25 chilometri sotto la superficie delle acque che circondano l’impianto. Questo sistema dovrebbe trattenere il pesce contaminato impedendogli di allontanarsi. Molti esperti temono che sul fondo dell’oceano si stia ancora accumulando sia del cesio radioattivo che altri elementi chimici radioattivi, e che il Murasai – una specie della quale si alimentano gli altri pesci – possa contaminare altre specie e lentamente tutta la fauna ittica.


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yago
 yago
Honorable Member
Registrato: 3 anni fa
Post: 658
 

Se non ricordo male il cesio ha una emivita (tempo necessario per dimezzare la quantità di radiazioni emesse ) di oltre 30 anni. Il plutonio 24000 anni.
Scherzare con queste sostanze è folle.


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Merio
Estimable Member
Registrato: 3 anni fa
Post: 249
 

Tra l'altro se ci pensate, da quel che so non esiste una via sicura per stoccare le scorie, per cui non possiamo calcolare davvero i costi/benefici e quelle scorie per quanto poco possano costare stiparle da qualche parte, avendo un'emivita elevatissima(tranne il cesio) alla fine tenderanno a costare ad infinito... magari il ragionamento è più complesso, ma alla fine dovrebbe essere così... senza contare i disastri che possono accadere ogni tot anni...


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