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I funghi al posto dei pesticidi


Denisio
Estimable Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 194
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Si annuncia una rivoluzione nel settore dei pesticidi: alcuni funghi naturali sono perfettamente in grado di compiere la stessa funzione dei preparati chimici.
I funghi al posto dei pesticidi, una rivoluzione
Sostituire i pesticidi con i funghi è stata l’idea fissa di Paul Stamets, noto biologo americano, per molti anni e cioè da quando, nel 2006, presentò un brevetto che avrebbe potuto rivoluzionare l’agricoltura globale a scapito delle tentacolari industrie multinazionale di pesticidi, brevetto che però, fu dimenticato.
La scoperta restò una spina nel fianco della gigante Monsanto per oltre un decennio, fino a quando, il mese scorso ricomparve, spinto da molti sostenitori e da varie collaborazioni.
La scoperta principale si riferisce ad alcuni funghi patogeni i quali, attraverso un processo biologico complesso, divorano nel senso vero del termine gli insetti tanto odiati in agricoltura. Un semplice test sulle formiche ha permesso di provare l’efficacia del biopesticida di Stamets, in grado di “mummificare” le cavie senza difficoltà alcuna. Il brevetto, depositato da tempo ed avente un raggio di azione che comprende 200.000 specie di insetti, può senza ombra di dubbio competere con l’industria dei pesticidi.
“Una tecnologia dirompente”
“Questa scoperta potrebbe rinnovare completamente l’industria dei pesticidi di tutto il mondo”, ha affermato lo scienziato in un convegno nazionale di medicina naturale a Portland. Preoccupato per la salute del suolo, egli si è compiaciuto per l’occasione di poter decontaminare gli ambienti inquinati da pesticidi tradizionali (il più famoso è il “Roundup” della Monsanto) e si è detto certo che la diffusione di questa tecnologia tutta naturale, potrebbe causare una vera e propria rivoluzione nel settore.
Il rovescio della medaglia
Il ricercatore stesso ammette che questa è “la tecnologia più dirompente (…) che abbia mai sperimentato”, ma anche che non porterebbe, finanziariamente parlando, profitti succosi: la produzione dei pesticidi della Monsanto ha generato, solo nel 2012, un fatturato di 13,5 miliardi dollari l’anno.

Fonte: http://terra2000.altervista.org/i-funghi-al-posto-dei-pesticidi-questuomo-potrebbe-distruggere-la-monsanto/

Fonte : Lefigaro
http://www.lefigaro.fr/sciences/2015/05/01/01008-20150501ARTFIG00002-un-champignon-tueur-d-insectes-le-brevet-qui-derange-monsanto.php
Publié le 01/05/2015 à 06:00


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Jor-el
Prominent Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 990
 

Un fungo che stermina gli insetti...
Sicuri che sia una bella cosa?


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Tashtego
Honorable Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 674
 

Il Roundup nonn è un pesticida, non uccide gli insetti, è un diserbante. Prodotti di origine naturale per uccidere gli insetti già ne esistono, vedi il piretro. Il problema è che si tende a preferire i principi attivi a lunga persistenza, più efficaci e meno costosi, come i neonicotinoidi, responsabili, per molti, della moria delle api. Quindi un prodotto di origine naturale in più non modificherebbe molto, finchè son consentiti prodotti altrettanto o più efficaci a costi inferiori.


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Eshin
Famed Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 3620
 

Il Roundup uccide le erbacce? Non solo!...anche gli umani!
http://www.mieliditalia.it/index.php/api-agricoltura-ambiente/notizie-agricoltura-e-ambiente/81822-il-roundup-uccide-le-erbacce-non-soloanche-gli-umani-

Dal primordiale «sapere» di batteri e funghi arriverà una nuova generazione di pesticidi ed erbicidi per un’agricoltura sostenibile a impatto zero: questi organismi, infatti, producono una miriade di molecole volatili che, «respirate dalle piante», le aiutano a crescere (come i fertilizzanti) e le proteggono da nemici e erbe infestanti (come i pesticidi).

Questa prospettiva rivoluzionaria è stata raccontata sulla rivista «Trends in Plant Science» da Massimo Maffei dell’Università di Torino e da un team di ricercatori della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. «I composti organici volatili di origine microbica (noti in gergo come “Covm”) possono essere sfruttati come strumenti di lotta biologica, e quindi naturale, per le pratiche agricole», spiega Maffei a «Tuttoscienze». Si tratta di molecole (che emanano profumi o odori) che piante e altri microrganismi possono percepire e poi tradurre in messaggi: un esempio è il «2,3-butandiolo», un composto emesso da alcuni batteri in grado di stimolare la crescita delle piante.

«Alcuni di questi composti sono già stati sperimentati in campo con risultati incoraggianti - sottolinea Maffei - e sono state realizzate decine di prove sperimentali in laboratorio che hanno permesso di selezionare varie molecole bioattive per applicazioni sia in campo sia in serra». Una volta appreso il «linguaggio» di batteri e funghi e compresi gli effetti dei loro messaggi chimici - aggiunge - si potranno riprodurre le stesse molecole bioattive e biodegradabili per impiegarle al posto dei composti artificiali.

«Si deve considerare che le molecole volatili sono il linguaggio chimico più antico sul Pianeta - conclude -. Quando sono apparse le prime piante e i primi animali, batteri e funghi permeavano l’atmosfera con le loro emanazioni da milioni di anni».
http://www.lastampa.it/2015/04/01/scienza/tuttoscienze/lagricoltura-diventa-bio-con-funghi-e-batteri-gj6MZUYnvlsciSJrjsmX1L/pagina.html


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