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Indi+Gaza+Iraq+Donbass..., acronimi per "Guerra di Bambini", senza bottoni


GioCo
Noble Member
Registrato: 2 anni fa
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Topic starter  

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Quante volte ho ripetuto che sotto tutto questo c'è Moloch, l'enterno divoratore di infanzia umana ?
 
Quante che i catto~aschenazi rappresentano le due corna del mostro ? Fatico veramente a comprendere come sia necessario evidenziare una tale solare correlazione che unisce con un filo rosso il destino dell'innocenza.
 
Più gli individui sono indifesi, più sono aggrediti con inaudita ferocia e non da oggi, ma da secoli. Solo che prima la massa partecipava attivamente alla ritualità del sacrificio, sia in maniere simboliche che pratiche.
 
La chiesa cattolica è stata abilissima a trovare strategie per nascondersi dietro retoriche verosimili e per attuare indiscriminatamente efferati massacri di massa. Ad esempio con la retorica del demonio, il suo più grande alleato di sempre.
 
Tuttavia il sacrificio infantile è sempre (persino nei periodi umani più bui) stato generalmente avversato e chi lo pratica lo sa benissimo. Allora cos'è cambiato ?
 
Perché improvvisamente Moloch è uscito allo scoperto ? Di certo la bestia è ferita e quello che vediamo è un suo grido di dolore, come se la disperazione di cui si nutre si stesse ritorcendo su di lui e sui suoi camerieri.
 
Tuttavia il mio demone mi dice che è giunta l'ora di discendere più in profondità nelle meccaniche perseguite. Eseguio al solito e come sempre.
 
L'ingegneria della manipolazione ha reso possibile considerare che posta tra due scelte negative, la Mente non sa che pesci pigliare. Non riesce a soppesare sul momento il da farsi. Letteralmente !
 
Basta quindi creare artificiosamente una condizione spiacevole con opzioni di risoluzione tutte negative (facendo pressione in modo da creare stress, ansia e fretta di concludere) e dare a quelle di comodo l'etichetta di "peggiori". In questo modo "magicamente" la scelta voluta e cercata fin da principio appare l'unica possibile, indipendentemente dal suo grado di oscenità e brutalità e per ciò verrà difesa da chi la persegue, dato che intenderà farlo "liberamente" e per una qualche "ragione assennata" (che farà di qualsiasi altra ragione quella "dissennata"). L'inganno rimarrà quindi nascosto. Inoltre quella "non-scelta" sarà tanto più "difesa" (dalla stessa vittima dell'inganno) quanto più "sacrificio" richiede il doverla perseguire. Per ciò il sacrificio è "obtorto collo" il massimo della garanzia per chi cercasse di massimizzare il risultato.
 
Questa è l'essenza stessa di quella che possiamo definire, senza troppi giri di parole, magia nera. Poi non importa se a praticarla è un tizio incappucciato su un altare o uno in giacca e cravatta dietro a un tavolo. Il principio è ciò che conta...
 
Non solo, la Mente sviluppa indifferenza e tante altre risposte adattive difensive e in questo modo, smette di "vedere" la realtà fattuale, creandone una fittizia e sostitutiva "accettabile", cioè adatta a mantenere l'equilibrio psico~fisico. Ad esempio "viviamo in democrazia" oppure "i nostri diritti sono garantiti". Tante belle palle. Insomma, diventi complice per qualcosa che contribuisci a rendere per te stesso inaccettabile, senza saperlo. Rifiuti razionalmente lo stato della disperazione (per te e per il prossimo) ma l'abbracci e la diffondi in pratica (come posseduto) perché ti appare (a livello allucinatorio) come l'unica via "giusta" percorribile. Naturalmente ci sono vari sigilli che intendono "costringere" la Mente a "fissare" l'attenzione, anch'essi difesi ferocemente (dalla vittima). Ad esempio quello sulla libertà di pensiero. Se la libertà ti è garantita, non c'è costrizione e se non c'è costrizione la disperazione è perseguita volontariamente. Allo stesso tempo però neghiamo a noi stessi una qualsivoglia volontà di essere persecutori di tale schifo, perché ci sentiamo profondamente innocenti (dato che siamo in pratica costretti a "pensare" in un certo modo). La percezione di innocenza è però smentita dalla prova dei fatti da cui procede il senso di colpa (e di impotenza)... Che poi alimenta l'identificazione che funziona come una protesi "sostitutiva" dell'essere ma al rovescio: nega ciò che siamo mentre sovralimenta l'importanza dell'esperienza materica senza soluzione di continuità. La bomba atomica e quella biologica sono esempi di sottoprodotti evidenti di questo processo (della Mente).
 
Ho già fatto l'esempio della Strega: si brucia viva per salvare la sua anima, perché non siamo bestie come lei e non vogliamo il suo male, ma la salvezza, solo che per ottenerla il salvatore ci ha tracciato la via che è quella unica del sacrificio (e del pentimento che incorpora il sacrificio).
 
Il sacrificio quindi sta nel dolore il cui significato diventa purificatore. In sostanza "provocare disperazione" purificherebbe l'animo, un concetto incredibilmente affascinante (ma concretamente distorto) che non riusciamo a superare. Il perché l'ho scritto tante volte e riguarda la "politica della zanzara". Vieni punto esclusivamente per una sua necessità e ricevi un danno dato dall'infezione. La zanzara di certo non vuole quel danno, non gli torna in tasca nulla, dal momento che ha già ottenuto quel che gli occorreva. Ma proprio e solo il fatto che ha dovuto ottenerlo di nascosto e per tramite di un cocktail di sedativi per lei irrinunciabili (perché altrimenti niente ci impedirebbe di schiacciarla) finisce per intralciare le "normali" reazioni del corpo da cui procede poi il prurito che ci rende dipententi dalla necessità di aggravare l'infezione.
 
Allo stesso modo Moloch non se ne fa niente dei bambini sacrificati. Ma per ottenere quello che gli occorre (la disperazione) rimane la via più rapida e sicura. Dato che il suo alimento rimane nascosto, l'unica evidenza è il sacrificio fisico che si trasforma in "meccanica" di potere o "prurito" che giustifica l'ossessione. Naturalmente più gratti, più rendi insensibile la parte, più il prurito aumenta e così via... Fino ai sacrifici di massa.
 
Nei termini della politica della zanzara, più hai il sangue "dolce" (=trasmuti te stesso in vittima) più verrai preso d'assalto, più il prurito si farà tuo sommo giudice. L'essere dolce sta nel puro e semplice "pensiero" di non poterci fare nulla. "Sono fatto così, se c'è una zanzara nella stanza becca di sicuro me" è il commento lapidario che spesso amiamo ripetere come un mantra.
 
Contro~intiutivamente le nostre identificazioni sono legate alla negazione.
 
Qualsiasi "negazione". Ad esempio la negazione della vita che avviene mentre la si santifica. Negazione che (tra l'altro) non c'è, non esiste. Il Cosmo non prevede l'esistenza di alcuna negazione, da nessuna parte e per nessun motivo. Il Cosmo è pura e semplice Somma. Non esiste niente altro. Solo Somma. Si procede cioè tutti in un solo verso e per un unica direzione senza soluzione di continuità. Come l'acqua di un fiume: non importa quanto serpeggia, comunque discende il pendio della montagna.
 
Bene, ma allora perché facciamo esperienza della negazione ?!? Peggio, perché l'esperienza che per noi conta di più è la negazione !!!
 
Per via dell'identificazione che parte dal corpo. Più pensiamo (anche solo a livello incosciente) in termini di attaccamento alle cose materiali, più siamo identificati con il corpo (e la sua percezione per estensione) e più dipendiamo dalla negazione e con essa dalle sue ovvie contraddizioni. Come ad esempio amare odiando.
 
Il Cosmo è Infinito e la sua assenza di limiti decreta che la Somma è infinita. Per ciò in esso, cioé nella totalità, la negazione non ha spazio per esprimersi. Tuttavia per ogni limite creato entro questo infinito spazio di possibilità, ad esempio il corpo e le sue esigenze, procede poi una separazione e in essa si esprime la negazione. Ad esempio, ciò che sta dentro il corpo non è ciò che sta fuori. Ovviamente si tratta di una prospettiva percepita nell'identificazione. "Esternamente" non c'è alcun dentro e alcun fuori, ma solo qualcosa che procede dall'Infinito come tutto il resto. Non viene negato il corpo, quanto l'accezione identificata.
 
Vediamo la stessa cosa a livello matematico e informatico. Se metto in fila otto bit ottengo un byte. Sono otto caselle che contengono 0 o 1, falso o vero. Il valore minimo è otto volte zero, quello massimo otto volte 1. Il massimo valore decimale rappresentabile in questo modo è 255 (per 256 valori dato che lo zero è comunque un valore numerico). Quindi, se posso rappresentare al massimo il numero 255 e posso usare solo contenitori di 8 bit ciascuno, cosa succede se metto in un byte il risultato di:
 
255 + 1 = ?
 
Il 256 non esiste perché per rappresentarlo avrei bisogno di un nono bit di cui non dispongo. Quindi il nono bit fantasma che dovrebbe essere posto a 1 si perde (perché non c'è) e il resto viene azzerato, quindi ottengo... Zero.
 
255 + 1 = 0
 
Lo stesso risultato aritmetico lo ottengo se faccio 255 - 255 (oppure 1 - 1 ma non complichiamoci la vita). Andando avanti, se faccio 255 + 2 ottengo 1. Come se avessi fatto 255 - 254 e così via... Quindi sto ottenendo indirettamente risultati di negazioni tramite somme a causa di un limite posto surrettiziamente.

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