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La frase nazi


Tao
 Tao
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La frase ( http://http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Perche-nessuno-stupra-Kyenge-Consigliera-leghista-choc-su-Fb_32292636830.html ) della consigliera leghista Dolores Velandro non è semplicemente una frase razzista. Non si limita a rendere corresponsabile una cittadina italiana di origine africana di un presunto crimine realizzato da un immigrato africano. Di che dovrebbe, infatti, vergognarsi il ministro dell’integrazione Kyenge? Del fatto di avere origini africane come la persona che avrebbe tentato di commettere uno stupro?

Ogni europeo dovrebbe quindi vergognarsi quando un altro europeo commette un crimine? Sì, a patto che sia un suo complice. In che modo il ministro Kyenge sarebbe complice di un africano che avrebbe cercato realizzare un crimine? Forse perché propone una legge per estendere il diritto di cittadinanza ai figli di immigrati nati nel nostro paese? Si può essere o meno d’accordo con una tale proposta di legge, ma non si capisce quale rapporto intercorra tra una legge sulla cittadinanza e uno stupro. L’unico rapporto che si può stabilire si basa su un presupposto propriamente razzista: poiché tutti gli immigrati sono degli stupratori e ugualmente lo sono i loro figli, è vergognoso conferire degli ulteriori diritti a dei criminali, dal momento che è invece responsabilità dello Stato limitare i diritti dei criminali. Come sappiamo l’idiozia governa il ragionamento razzista, le sue false e assurde inferenze. Ma la frase della consigliera leghista non si limita ad esprimere la tortuosità e l’idiozia del razzismo ordinario. In essa emerge una ben percepibile nota nazista. Secondo quale logica si può desiderare che il ministro Kyenge, che è una donna, venga stuprata? A quale donna si può augurare di subire uno stupro? Chi parla è forse il parente di una vittima accecata dalla rabbia nei confronti del carnefice? Si sta riesumando la crudele giustizia biblica dell’occhio per occhio? No. Il ministro Kyenge non ha commesso nessuno stupro, nemmeno ha sottratto alla giustizia alcuno stupratore. Ma appartenendo il ministro Kyenge a una presunta razza inferiore, di criminali cronici, nei suoi confronti non è consentito non solo nessun rispetto, ma neppure l’elementare pietà per l’innocente.

Desiderare lo stupro di un innocente, in virtù di una semplice appartenenza “razziale”, è un pensiero nazista. Non si tratta di xenofobia, non si tratta di razzismo. Vi è un passaggio ulteriore, di cultura politica, che emerge in una frase del genere. “Io abbaio ma non mordo”, ha detto Dolores Velandro in un’intervista ( http://video.repubblica.it/edizione/milano/frase-shock-contro-kyenge-valandro-era-solo-una-battuta/131848/130369?ref=HREC2-1 ) . Ricordiamolo ancora una volta: un sacco di convinti nazisti in Germania non avevano torto un capello ad un ebreo. Lo stesso Eichmann lo ripeté più volte durante il suo processo. Non è necessario che tutti mordano. C’è sempre una più o meno ampia minoranza che si incarica di farlo. Ma Dolores Velandro ha già varcato la soglia, è già dentro una visuale nazista, anche se non tiene ritratti di Hitler alle pareti o bandiere con croci uncinate. Quella frase nazista non è nata per caso, ma è stata nutrita da un contesto preciso, che utilizza la xenofobia e il razzismo ordinario per far passare qualcosa di peggiore e micidiale: il delirio nazi-fascista, e il suo culto dell’odio e della violenza nei confronti di quei fantomatici gruppi sociali (razze, culture) che minacciano una presunta identità nazionale e razziale. Sono deliri condivisi da piccoli gruppi di persone, si dirà. Il problema è che il caso Dolores Velandro ci mostra come non esistano frontiere stagne tra tali deliri e il razzismo ordinario di coloro che pretendono di abbaiare senza mordere.

Andrea Inglese
Fonte: www.nazioneindiana.com
Link: http://www.nazioneindiana.com/2013/06/14/la-frase-nazi/
14.06.2013


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La frase ( http://http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Perche-nessuno-stupra-Kyenge-Consigliera-leghista-choc-su-Fb_32292636830.html ) della consigliera leghista Dolores Velandro non è semplicemente una frase razzista. Non si limita a rendere corresponsabile una cittadina italiana di origine africana di un presunto crimine realizzato da un immigrato africano. Di che dovrebbe, infatti, vergognarsi il ministro dell’integrazione Kyenge? Del fatto di avere origini africane come la persona che avrebbe tentato di commettere uno stupro?

Ogni europeo dovrebbe quindi vergognarsi quando un altro europeo commette un crimine? Sì, a patto che sia un suo complice. In che modo il ministro Kyenge sarebbe complice di un africano che avrebbe cercato realizzare un crimine? Forse perché propone una legge per estendere il diritto di cittadinanza ai figli di immigrati nati nel nostro paese? Si può essere o meno d’accordo con una tale proposta di legge, ma non si capisce quale rapporto intercorra tra una legge sulla cittadinanza e uno stupro. L’unico rapporto che si può stabilire si basa su un presupposto propriamente razzista: poiché tutti gli immigrati sono degli stupratori e ugualmente lo sono i loro figli, è vergognoso conferire degli ulteriori diritti a dei criminali, dal momento che è invece responsabilità dello Stato limitare i diritti dei criminali. Come sappiamo l’idiozia governa il ragionamento razzista, le sue false e assurde inferenze. Ma la frase della consigliera leghista non si limita ad esprimere la tortuosità e l’idiozia del razzismo ordinario. In essa emerge una ben percepibile nota nazista. Secondo quale logica si può desiderare che il ministro Kyenge, che è una donna, venga stuprata? A quale donna si può augurare di subire uno stupro? Chi parla è forse il parente di una vittima accecata dalla rabbia nei confronti del carnefice? Si sta riesumando la crudele giustizia biblica dell’occhio per occhio? No. Il ministro Kyenge non ha commesso nessuno stupro, nemmeno ha sottratto alla giustizia alcuno stupratore. Ma appartenendo il ministro Kyenge a una presunta razza inferiore, di criminali cronici, nei suoi confronti non è consentito non solo nessun rispetto, ma neppure l’elementare pietà per l’innocente.

Desiderare lo stupro di un innocente, in virtù di una semplice appartenenza “razziale”, è un pensiero nazista. Non si tratta di xenofobia, non si tratta di razzismo. Vi è un passaggio ulteriore, di cultura politica, che emerge in una frase del genere. “Io abbaio ma non mordo”, ha detto Dolores Velandro in un’intervista ( http://video.repubblica.it/edizione/milano/frase-shock-contro-kyenge-valandro-era-solo-una-battuta/131848/130369?ref=HREC2-1 ) . Ricordiamolo ancora una volta: un sacco di convinti nazisti in Germania non avevano torto un capello ad un ebreo. Lo stesso Eichmann lo ripeté più volte durante il suo processo. Non è necessario che tutti mordano. C’è sempre una più o meno ampia minoranza che si incarica di farlo. Ma Dolores Velandro ha già varcato la soglia, è già dentro una visuale nazista, anche se non tiene ritratti di Hitler alle pareti o bandiere con croci uncinate. Quella frase nazista non è nata per caso, ma è stata nutrita da un contesto preciso, che utilizza la xenofobia e il razzismo ordinario per far passare qualcosa di peggiore e micidiale: il delirio nazi-fascista, e il suo culto dell’odio e della violenza nei confronti di quei fantomatici gruppi sociali (razze, culture) che minacciano una presunta identità nazionale e razziale. Sono deliri condivisi da piccoli gruppi di persone, si dirà. Il problema è che il caso Dolores Velandro ci mostra come non esistano frontiere stagne tra tali deliri e il razzismo ordinario di coloro che pretendono di abbaiare senza mordere.

Andrea Inglese
Fonte: www.nazioneindiana.com
Link: http://www.nazioneindiana.com/2013/06/14/la-frase-nazi/
14.06.2013

Beh, fino adesso la Kyenge non l'ha ancora stuprata nessuno e dubito assai che succederà.
Andrea Breda


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Anonymous
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La frase ( http://http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Perche-nessuno-stupra-Kyenge-Consigliera-leghista-choc-su-Fb_32292636830.html ) della consigliera leghista Dolores Velandro non è semplicemente una frase razzista. Non si limita a rendere corresponsabile una cittadina italiana di origine africana di un presunto crimine realizzato da un immigrato africano. Di che dovrebbe, infatti, vergognarsi il ministro dell’integrazione Kyenge? Del fatto di avere origini africane come la persona che avrebbe tentato di commettere uno stupro?

Ogni europeo dovrebbe quindi vergognarsi quando un altro europeo commette un crimine? Sì, a patto che sia un suo complice. In che modo il ministro Kyenge sarebbe complice di un africano che avrebbe cercato realizzare un crimine? Forse perché propone una legge per estendere il diritto di cittadinanza ai figli di immigrati nati nel nostro paese? Si può essere o meno d’accordo con una tale proposta di legge, ma non si capisce quale rapporto intercorra tra una legge sulla cittadinanza e uno stupro. L’unico rapporto che si può stabilire si basa su un presupposto propriamente razzista: poiché tutti gli immigrati sono degli stupratori e ugualmente lo sono i loro figli, è vergognoso conferire degli ulteriori diritti a dei criminali, dal momento che è invece responsabilità dello Stato limitare i diritti dei criminali. Come sappiamo l’idiozia governa il ragionamento razzista, le sue false e assurde inferenze. Ma la frase della consigliera leghista non si limita ad esprimere la tortuosità e l’idiozia del razzismo ordinario. In essa emerge una ben percepibile nota nazista. Secondo quale logica si può desiderare che il ministro Kyenge, che è una donna, venga stuprata? A quale donna si può augurare di subire uno stupro? Chi parla è forse il parente di una vittima accecata dalla rabbia nei confronti del carnefice? Si sta riesumando la crudele giustizia biblica dell’occhio per occhio? No. Il ministro Kyenge non ha commesso nessuno stupro, nemmeno ha sottratto alla giustizia alcuno stupratore. Ma appartenendo il ministro Kyenge a una presunta razza inferiore, di criminali cronici, nei suoi confronti non è consentito non solo nessun rispetto, ma neppure l’elementare pietà per l’innocente.

Desiderare lo stupro di un innocente, in virtù di una semplice appartenenza “razziale”, è un pensiero nazista. Non si tratta di xenofobia, non si tratta di razzismo. Vi è un passaggio ulteriore, di cultura politica, che emerge in una frase del genere. “Io abbaio ma non mordo”, ha detto Dolores Velandro in un’intervista ( http://video.repubblica.it/edizione/milano/frase-shock-contro-kyenge-valandro-era-solo-una-battuta/131848/130369?ref=HREC2-1 ) . Ricordiamolo ancora una volta: un sacco di convinti nazisti in Germania non avevano torto un capello ad un ebreo. Lo stesso Eichmann lo ripeté più volte durante il suo processo. Non è necessario che tutti mordano. C’è sempre una più o meno ampia minoranza che si incarica di farlo. Ma Dolores Velandro ha già varcato la soglia, è già dentro una visuale nazista, anche se non tiene ritratti di Hitler alle pareti o bandiere con croci uncinate. Quella frase nazista non è nata per caso, ma è stata nutrita da un contesto preciso, che utilizza la xenofobia e il razzismo ordinario per far passare qualcosa di peggiore e micidiale: il delirio nazi-fascista, e il suo culto dell’odio e della violenza nei confronti di quei fantomatici gruppi sociali (razze, culture) che minacciano una presunta identità nazionale e razziale. Sono deliri condivisi da piccoli gruppi di persone, si dirà. Il problema è che il caso Dolores Velandro ci mostra come non esistano frontiere stagne tra tali deliri e il razzismo ordinario di coloro che pretendono di abbaiare senza mordere.

Andrea Inglese
Fonte: www.nazioneindiana.com
Link: http://www.nazioneindiana.com/2013/06/14/la-frase-nazi/
14.06.2013

Io vorrei solo sapere perché mantiene la doppia cittadinanza ?
E ringrazio in anticipo chi potrà spiegarmelo.


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Lif di euro-holocaust
Estimable Member
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Ogni europeo dovrebbe quindi vergognarsi quando un altro europeo commette un crimine? Sì, a patto che sia un suo complice. In che modo il ministro Kyenge sarebbe complice di un africano che avrebbe cercato realizzare un crimine? Forse perché propone una legge per estendere il diritto di cittadinanza ai figli di immigrati nati nel nostro paese? Si può essere o meno d’accordo con una tale proposta di legge, ma non si capisce quale rapporto intercorra tra una legge sulla cittadinanza e uno stupro.

Al di là dell'infelice frase di Dolores Valandro, spesso l'immigrazione di massa in Europa e il genocidio europeo mascherato da falsamente condivisa società multietnica vengono motivati col colonialismo e con lo schiavismo, fenomeni che hanno visto protagonisti alcune élites europee ed euroamericane del passato, ossia alcuni gruppi minoritari di europei ed euroamericani, i quali solo loro di quei fenomeni hanno goduto.

Sfugge che il meccanismo logico è molto simile rispetto a quanto detto dalla Valandro? "Nazisti" anche in quel caso?


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eresiarca
Prominent Member
Registrato: 3 anni fa
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La doppia cittadinanza è uno scandalo. D'altra parte i maestri sono gli "israeliani".


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