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Perché sono importanti gli scontri nella banlieue di Parigi


Davide
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Le violenze ad Aulnay-sous-Bois. Incriminati e sospesi quattro poliziotti, uno è accusato di violenza sessuale contro un 22enne di colore arrestato giovedì. Le possibili ricadute sulle elezioni in vista

Per la terza notte consecutiva sono proseguiti gli scontri con la polizia nella banlieue di Parigi. Le violenze sono esplose nel sobborgo settentrionale di Aulnay-sous-Bois, dopo l'arresto, giovedì scorso, di un 22enne di colore in seguito al quale sono stati incriminati e sospesi dal servizio quattro poliziotti. In particolare uno di loro è accusato di violenza sessuale con un manganello contro il giovane, identificato come Theo, durante una retata. La vittima ha denunciato le violenze all'emittente televisiva BfmTv.

Domenica 5 febbraio Bruno Le Roux, ministero dell'Interno francese, ha annunciato la sospensione dei quattro agenti, che erano intervenuti per controllare l'identità di una decina di persone sospettate di spaccio. La dinamica non è ancora chiara. Certo è che il 22enne è finito in ospedale, gravemente ferito nella zona rettale, dove ha subito un'operazione chirurgica in seguito alla quale ha ricevuto 60 giorni di prognosi. Il procuratore di turno ha aperto un'indagine per “aggressione armata da parte di persone investite di autorità pubblica” e chiesto di acquisire i video di sorveglianza della polizia municipale e quelli girati da alcuni residenti con gli smartphone. Il premier francese Bernard Cazeneuve dall’Assemblea Nazionale ha chiesto la “massima fermezza” nei confronti delle forze dell’ordine quando si rendono colpevoli di “gravi errori”.

Ma la tensione rimane alta: gli scontri nel sobborgo multietnico sono cominciati sabato 4 febbraio, quando alcuni giovani hanno incendiato delle auto e distrutto pensiline degli autobus. Qualcuno ha anche sparato quello che il Figaro definisce un mortaio artigianale contro una pattuglia della polizia. Non è bastato l'"appello alla calma" lanciato da Aurelie, sorella maggiore di Theo, durante una manifestazione di protesta a cui hanno partecipato centinaia di persone, con la famiglia del giovane aggredito in prima fila. La notte scorsa, riferiscono fonti di polizia, almeno 26 persone sono state fermate.

La banlieue di Aulnay-sous-Bois non è nuova a proteste violente. Nel 2005 era uno dei fronti della cosiddetta rivolta delle banlieue, che si allargò poi ad altre città della Francia. In quel caso gli scontri avvennero in seguito alla morte di due minorenni, fulminati da un trasformatore all'interno di una cabina elettrica dove pare si stessero nascondendo dalla polizia. Gli agenti che lavorano nelle zone delle violenze sono di frequente accusati di avere un atteggiamento di provocazione, con controlli d'identità estremamente frequenti, e spesso visti come "battute di caccia" che prendono di mira le minoranze. I presunti abusi delle forze dell’ordine hanno, da svariati anni, scatenato episodi di violenza urbana. Una dinamica simile a quella che ha portato alle feroci proteste in diverse città americane, dopo le uccisioni di Philando Castile e Alton Sterling e anche dopo la successiva strage di Dallas. Nel 2002 la campagna elettorale che spinse sul pedale della criminalità nelle periferie fu uno dei motivi per cui Jean-Marie Le Pen si piazzò secondo alle elezioni. Così come nel 1983, dopo la rivolta di Vénissieux, vicino Lione, il partito di estrema destra ottenne un buon risultato alle elezioni amministrative locali. Oggi, con l'avvicinarsi del voto, il Front National è ai suoi massimi storici in termini di consensi e le violenze di questi giorni potrebbero giocare un ruolo importante alle urne.

Enrico Cicchetti
Fonte: /www.ilfoglio.it
Link: http://www.ilfoglio.it/esteri/2017/02/07/news/perche-sono-importanti-gli-scontri-nella-banlieue-di-parigi-119109/
7.02.2017


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PietroGE
Famed Member
Registrato: 3 anni fa
Post: 4114
 

Non si tratta di questa o quella banlieu o della violenza poliziesca verso qualche spacciatore per il controllo di identità, il problema è che questi territori sono ormai al di fuori dello stato francese, le leggi lì sono dettate dalle bande di dealers o dagli islamici. È il fallimento della società multietnica e multiculturale che nessuno ha il coraggio di ammettere, neanche il giornalista del foglio. Alla prossima rivolta.


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Post: 544
 

confermo e aggiungo che nelle banlieu visto che vogliono fare macello si faccia un blocco e non ci si entri più. Finiscono e si riducono tra di loro senza fatica


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comedonchisciotte
Honorable Member
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Post: 634
 

Ho visto più volte quartieri fuori controllo, anche con pochi immigrati. Derivano dalla disgregazione del tessuto sociale, la violenza diventa l'unico modo per passare il tempo. Ballard ("Regno a venire") raccontava di come la violenza organizza le masse e si organizza da sola. Non esistono soluzioni facili, specialmente quando la violenza si vede crescere in modo generalizzato.
Eppure qualche esperienza precedente può insegnare, ad esempio chiese e moschee (a seconda della religione) funzionano molto meglio della polizia nel trovare organizzazioni alternative alla violenza. Le palestre consentono di sfogare le proprie energie senza far danno agli altri.
Di esperienze ce ne sarebbero molte e sarebbero pure un risparmio rispetto a quanto si spende per danni e ordine pubblico.
Si, certamente il fatto che sono immigrati complica il problema, ma è una complicazione non il problema. E le soluzioni semplici a problemi complessi sono suggestive da enunciare ma nella pratica non funzionano quasi mai.


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PietroGE
Famed Member
Registrato: 3 anni fa
Post: 4114
 

Si, certamente il fatto che sono immigrati complica il problema, ma è una complicazione non il problema. E le soluzioni semplici a problemi complessi sono suggestive da enunciare ma nella pratica non funzionano quasi mai.

Non esistono quartieri abitati da soli francesi nei quali la situazione è anche lontanamente paragonabile alle banlieu di immigrati. Se non si prende atto che l'integrazione è fallita non si va da nessuna parte. Quello che lo stato francese farà, sarà di dare qualche milione in più da distribuire tra gli abitanti del quartiere per farli stare buoni. In sostanza quello che ha fatto Sarkozy da quando sono iniziate le insurrezioni nelle banlieu nel 2005. Fino ad ora la situazione è sotto controllo perché non ci sono state reazioni da parte della comunità francese. Una bomba in una moschea con centinaia di morti ad esempio, e la Francia salta in aria come una polveriera.


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oriundo2006
Famed Member
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Post: 3237
 

Guardate che quartieri difficili sono ovunque ed il problema degli immigrati è solo una delle componenti del problema…intorno a Napoli ad esempio vi sono quartieri dominati dalla camorra e la polizia ne sta il più possibile lontana per evitare ‘provocazioni’. A Milano idem: chi controlla il Bronx che c’è ad esempio vicino a San Siro? Andate a vedere per capire…anche qui è una no men land per le forze dell’ordine...In Francia les flics sono sovente violenti e provocatori perchè il senso di identità nazionale è più forte. Non ci piove: dove questo rapporto identitario è forte tutto ciò che non rientra nelle regole non viene accettato. E giù botte...In Italia la maggiore ‘tolleranza’ viene scambiata per trionfo delle massime evangeliche quando invece è solo inesistenza di un rapporto profondo con l’apparato pubblico: questa mancata identificazione di una parte del proprio ‘io’ con la collettività nazionale è appunto la nostra differenza rispetto ad altri popoli che ci trasciniamo dietro da secoli e secoli. La società moderna è fallita, che sia tollerante o meno: è l’ultima ( provvisoria ) fase di un organismo secolare che oggi appare completamente in decomposizione.


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