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Persone inutili


GioCo
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http://www.conquistedellavoro.it/image/policy:1.2922376:1656411193/harari.jpg?$p=7eadc91

Di recente è girata una uscita twitter di Harari (QUI) e Schwab del WEF che intreccia alcune frasi (QUI) estrapolate da un contesto che andrebbe approfondito bene. Le frasi sono: stiamo per "distruggere molti posti di lavoro" e "aggiungere un sistema immunitario inorganico" e infine "se rimani indietro è perché non avevamo bisogno di te".

Frasi che non ci aiutano a capire da dove arrivano e cosa significano esattamente ma che ci inducono a riempire il vuoto con la fantasia, facendo al solito casino.

In aiuto, per iniziare a riflettere su questi temi così delicati per il nostro presente e l'immediato futuro, ci viene un articolo (QUI) del quotidiano on-line "conquistedellavoro.it" e se lo considerate giustamente un articolo a margine di un canale molto marginale è perché lo è e non pare neppure un caso.

Quello che c'è scritto infatti riassume bene anche il motivo per cui lo stesso argomento rimane comunque marginale rispetto tutti i dibattiti pubblici, persino dove cresce il dissenso verso questi temi e quindi ce ne è maggiore consapevolezza. Le élite che ci guidano seguono un ideale, quello di creare un domani in cui l'umanità (per quanto ancora si potrà definire tale) prevede solo due "classi" sociali, una marginale (in via di realizzazione) e che quindi avrà molte più difficoltà a riscattare la condizione che vive rispetto ad oggi e un altra che potrà godere delle meraviglie tecnologiche governandole. Le rimanenti non saranno considerate classi ma nemiche di un sistema organico/inorganico (a se stante per quanto postulato da questo pensiero) che non vuole più essere governato da leggi "naturali".

Sul significato di cosa sia o non sia "naturale" c'è quindi un evidentissima guerra in corso, tra chi le idee non pare proprio averle chiare (NOI) e chi invece pare averle chiarissime, ma forse anche no. Altrimenti non organizzerebbe simposi e dibattiti per autoeleggerle e nobilitarle "a forza" entro almeno le sue cerchie queste idee, ne cercherebbe affannosamente proseliti globalisti che perde un giorno si e l'altro pure come un lebbroso pezzi del corpo, per quanto possano essere "potenti" questi circoli si intende.

Ciò che colpisce però è l'insipienza sia del dibattito che queste figure portano all'attenzione pubblica che (soprattutto) della critica. Come per Huxley la questione non pare tanto rivolta all'inquietante prospettiva che questi serbatoi del pensiero elaborano e di cui sono lucidamente coscienti, ma l'assurda mancanza di un serio contraltare, come se fosse impossibile ribattere su temi di questo genere se non balbettando idiozie che non reggono il confronto e non fanno altro che convalidare le tesi di queste figure.

Sorge il sospetto che tali dibattiti siano drogati in partenza o comunque succubi delle forze (potentissime quanto invisibili) che spingono verso assurdità e perversioni varie della Mente.

Vi sono infinite variabili e posizioni estremamente fragili rispetto a questa visione ed è per questo che colpisce l'assenza di una critica altrettanto aggressiva e capace di affrontare a muso duro le idee propagandate dai teatri di questi pupazzi del pensiero transumanista o meglio disumanista (ahh, quanto cambierebbero gli effetti delle ombre su di noi a chiamarle con i loro corretti nomi). Una sulle molteplici è che non considera l'unità, cioé il fatto ormai conclamato che rimaniamo un unica entità in quanto "umanità" (a livello "incosciente" e di specie nel pensiero collettivo) e con il resto della vita sul pianeta siamo di fatto un unico "vivente" e questo significa che ciò che accade a una parte di noi, non potrà che riflettersi nell'altra (per esempio a livello di sogni e di creatività futura) in modi e in tempi che diventano (per ovvi motivi) difficilmente predicibili ma sicuramente non positivi. Tutto dipende infatti da qual'è l'idea che abbiamo di Mente, cos'è per noi la Mente e cos'è il pensiero e che rapporto hanno queste entità con quello che dovrebbe essere "il Mondo che ci circonda" e quindi per estensione "natura". Pochissimi aggiustamenti di questa idea cambiano radicalmente i significati che diamo all'accadere e di conseguenza quello che è possibile e quello che "per ordine naturale delle cose" è da ritenersi assurdo.

Un esempio su tutti: questa gente postula una umanità affrancata da "natura" indicando con questo termine (secondo l'articolo):

L’idea che le innovazioni guidate dall’uomo e gli incidenti come i reattori nucleari, il vaccino contro il Covid-19 o persino la guerra in Ucraina siano “naturali” può suonare strano. Ma dato che la loro esistenza non viola nessuna legge naturale e sono fatti dello stesso materiale fisico di tutto il resto, allora in un certo senso lo sono

Un idea facile da criticare: se quella è "natura" cosa ci dice che invece il transumanismo non sia altrettanto "natura" e condizionato alle sue leggi? Il semplice fatto di poter progettare l'Uomo è forse sufficiente a dire che ci affrancheremo dalle sue "leggi"? Indubbiamente ci affrancheremo da una evoluzione coerente con il pianeta, ma questo ha senso? Ci evolve e se si in quale direzione, di coerenza armonica o di confusione distorta? Non è che semplicemente stiamo seguendo leggi di natura che ci impongono di sfruttare al massimo le nostre possibilità se emotivamente sollecitati in un certo modo (tipo paura del futuro collettivamente indotta e inconsciamente registrata per ragioni belliche?) per garantirci la sopravvivenza? Non è forse la distorsione "naturale" di considerare l'evoluzione una puttana che si può sottomettere alla nostra volontà quella che abbiamo davanti agli occhi?

In fondo se abbiamo finito per abusare della energia atomica appena scoperta, è da capire cosa ci impedisce di abusare altrettanto delle nuove tecnologie.

L'articolo poi sottolinea un punto. Il fatto che queste élite promuovano un ideale inorganico (senza aver capito evidentemente che "organico" non è l'antitesi di "meccanico" o "elettronico" ma biologico e noi abbiamo ancora scarsissime nozioni di biologia per fare distinzioni azzardate, una scienza appena nata di fatto, per esempio non abbiamo contezza degli sviluppi di entità organiche sviluppate fuori dal nostro ambiente e nemmeno tutte quelle incluse, tant'è che fino a ieri non immaginavamo neppure l'esistenza della vita estremofila) di cui non sanno le leggi. Le immaginano e costruiscono un ideale futuro su queste "invenzioni creative" che possiamo facilmente immaginare siano funzionali (come lo era l'idea evolutiva di Darwin o quella di malattia della Mente di Freud) a un certo tipo ristretto di interessi estremamente prurigginosi e nati in ambienti che hanno tutto da perdere e niente da guadagnare nel futuro digitale.

Per ciò che poi millantino o minaccino la supposta "aggressione al libero arbitrio" che di fatto non c'è data la natura stessa del transumanesimo, unica critica sollevata, ci da solo la misura nell'insipienza del dibattito stesso persino in un canale così marginale che ne "azzarda" l'accenno.

Di fatto queste élite che stanno cavalcando il treno del nostro futuro lo hanno ritardato fint'anto che potevano e lo stanno ancora rallentando perché spaventa e spaventava per le evidentissime implicazioni sui loro diretti interessi ed è per questo che noi "rimaniamo tranquilli", perché non ci spaventa il futuro tecnologico in sé ma solo ed esclusivamente quello che i mostri che ci hanno gestito fino a ieri possono farci. Per il resto sono un freno, un idiozia che sta intralciando l'inevitabile e tra queste inevitabilità c'è il dibattito pubblico OBBLIGATORIO, non su quello che a loro interessa!!! Non è una questione di lana caprina se o meno è lecito dibattere, financo con la casalinga di voghera, un cambio così radicale e profondo dei nostri stili di vita.

Ma noi viviamo nel Mondo della delega e non c'è più tempo, per ciò subiremo ovvi scossoni cataclismatici che travolgeranno tutto e tutti, ma soprattutto ci porteranno via le nostre illusioni a qualsiasi livello, quello imbarazzante di gente come Schwab a cui è stato delegato un compito che evidentissimamente non è in grado di rappresentare (a meno che non ci faccia vedere i suoi impianti neurali e le sue modifiche genetiche ovviamente) per le coglionate cosmiche che lui stesso sa essere tali figuriamoci il resto, ma anche l'Uomo della strada che spera di poter tirare avanti la carretta in qualche modo così come ha fatto fin'ora. La sQuola, l'informazione e la famiglia, cioé le istituzioni principali che avrebbero dovuto coinvolgerci e rendersi conto per prime dell'enormità devastante dello tsunami in arrivo e soprattutto del fatto che qualsiasi ritardo nell'affrontare l'inevitabile avrebbe avuto conseguenze anche peggiori, hanno fallito totalmente e senza appello la loro missione.

Anche chi doveva sorvegliare, chi era illuminato e in mezzo a noi ha fallito e lo può solo constatare. Siamo in mezzo a un cambio di mentalità che stravolgerà tutti i significati che diamo alle cose e al Mondo e non abbiamo neppure iniziato a capire cosa sia la Mente.

L'immagine che il mio demone mi riporta quasi ossessivamente è quella di un bimbetto che ai piedi di un ONDA gigantesca che lo sovrasta come la NOTTE stessa, metta le manine avanti per fermarla ed evitare che accada quel che sta per accadere evidentissimamente. Ma non era un bimbetto qualunque quello che mi costringeva a vedere: era Harari, era Schwab, ero io ed era il mio vicino di casa, eravamo tutti noi. Solo che fino a un attimo prima stavamo litigando dentro di noi per chi doveva o meno gestire la paletta e il secchiello per finire il castello di sabbia che ci avrebbe certamente distratto (non so cos'altro potesse fare) dal guardare l'invitabilità del presente.

Le idee che ci governano.

Chissà se davanti a una cosa del genere almeno qualcuno inizierà a capire che il pensiero è il centro e che se non governiamo quello, non c'è alcun futuro, transumano o umano che dir si voglia.

Chissà se come insiste il mio demone, si capirà la centralità delle emozioni nel governo del pensiero e il fatto che non possa esistere alcun "accordo" con noi stessi senza accordo emotivo e che per conseguenza di ciò, quello che si chiama oggi inorganico e transumano è solo un frutto emotivo nato marcio perché privo di governo del buon senso e partorito esclusivamente dal terrore per il cambiamento. In particolare delle élite e poi a discendere in proporzioni minori anche la casalinga di Voghera, l'Uomo della strada.

Chissà se capiremo che il nostro pensiero è funzionale a quello di tutta l'umanità e non è mai solo nostro. Anzi, non è nostro e basta. Per ciò è un dovere coltivarlo (in saggezza e in silenzio dentro di noi) e condividerlo se lo giudicheremo maturo nei giusti contesti. Ecco che allora parole come "giustizia" e "umanità" acquisiscono tutto un altro significato, non più corporeo, ma proprio del pensiero.

Allo stesso modo "natura" perde il suo appeal di ente "amico" o "nemico", che sottolinea solo una risposta fisica, corporea e tipicamente terrena e in grado di trascendere l'aspetto ontologico e materiale che gli riconosciamo. L'aspetto corporeo della natura diventa una ricaduta non la sua definizione precipua. Ontologico riguarda infatti il divenire degli enti, la loro componente agita, mentre ontico riguarderebbe (secondo le definizioni di Heidegger) l'identità che ci permette di dinstiguere l'ente e quindi propria di quell'ente. Peccato che la natura delle idee non pare proprio risponda a nulla di "ontologico" od "ontico", in quando pare proprio parte del flusso cosmico di ciò che avviene e che ci attraversa come fossimo un tubo che incanala "energia" la cui natura ci sfugge perché ci permea pur rimanendo dirimente. Soprattutto ora in epoca di cambiamento.

Per esempio, cosa avviene a livello cosmico? Perché sembra che il nostro cambiamento si stia riflettendo in tutto ciò che osserviamo? Perché facciamo finta di vivere nel 1800 se non addirittura nel medioevo pur non accettando più nulla di quei Mondi ma ricostruendoli a immagine e somiglianza dei nostri tempi?

Quindi forse "natura" non  è un concetto superabile, ma cogente che non ci chiede ne impone nulla se non di arrivare dove vogliamo arrivare seguendo i suoi dettati che esistono unicamente per concederci tale arbitrio che è libero solo alle SUE condizioni. Che non sono quelle confuse di un pensiero che pretenda autonomia dai suoi stessi processi vitali. Se infatti "natura" non è altro che un modo per dire che si può ottenere tutto ciò che vogliamo solo seguendo la sua "legge", altrimenti si perde solo tempo, allora forse natura è sinonimo di "libertà" e di fatto ogni tentativo di smarcarsi dalle sue "leggi" significa per forza obbedire, rimanere sottomessi e ricreare ovunque un rapporto di inibizione e di contenimento, decadente, marcio, "bloccato" in un eterno non-divenire, non tanto per il corpo che diventa in ques'era oggetto di profonda (quanto umiliante) trasformazione "ad ca%%um", in senso perverso o meno, non importa, ma il pensiero, le idee e le emozioni, da cui poi il corpo prende vita. Letteralmente intendo.

Agire considerando le "emozioni" secondarie, "libere" o autonome e come pensare che il loro non-governo corrisponda alla libertà. Infattamente allora (come direbbe Cetto Laqualunque) abbiamo dato alla libertà una caratteristica che non possiede: l'emozione. Come a dire che il timone di una nave si può benissimo governare da solo "artificialmente" e senza che ciò possa in alcun modo creare disastri futuri.

Solo tutto ci racconta che non è così e non vederlo nell'evidentissima evidenza è strano.

Non so se è vero, come ripeto spesso non cerco ne spaccio verità. Tutto ciò che mi limito a fare e ragionare e proporre argomenti di riflessione. Perché è un epoca che ce lo impone ed evidentissimamente non lo stiamo facendo.


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