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prezzi inchiodati dai cartelli


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Da: www.laregione.ch/interna_new_coe.asp?art=commento1&frmt=ca

Il commento
Prezzi pazzi. Cucù, c’è qualcuno lassù?

di Matteo Caratti - 17 agosto 2011

Ma che cosa deve pensare il consumatore quando, cercando di capire perché mai da noi taluni prezzi di beni importati non scendono, vede finalmente uscire allo scoperto il ministro dell’economia Schneider-Ammann per riunire attorno ad un tavolo importatori, produttori, grandi distributori, associazioni dei consumatori, commissione della concorrenza e mister prezzi? Forse che finalmente le cose cambieranno, almeno un pochino. E se invece ‘i cari concittadini’ si sentono soltanto dire che vi è stata una “discussione costruttiva, ma che non è stato raggiunto nessun risultato concreto”?

Beh, diciamolo francamente: la sola certezza per il povero consumatore è quella di avere un ministro dell’economia assai debole, che oltretutto fatica a comunicare con l’opinione pubblica e a rassicurarla di avere in mano la situazione. Un problema supplementare per il Plr nazionale visto che le elezioni federali sono praticamente dietro l’angolo!

Già perché, se un ministro, che ha dalla sua uno stuolo di economisti e consiglieri, lascia planare il dubbio che può fare poco o nulla in un momento come questo, che ci sta a fare nella cabina di pilotaggio?

Ma torniamo al cittadino-consumatore che continua ad interrogarsi sul perché mai, mentre l’euro cola a picco, i prezzi dei beni importati restano là dove sono?

Sino ad ora abbiamo assistito ad un rimpallo di responsabilità fra produttori, importatori e distributori al dettaglio. Fra questi ultimi vi sono però state due prime eccezioni: Coop, con lo slogan “quando è troppo è troppo”, ha deciso di boicottare alcuni prodotti di aziende che a suo dire speculano sul cambio a nostro sfavore, cancellandoli dall’assortimento. Denner, dal canto suo, ha deciso di ridurre il prezzo di una cinquantina di prodotti divenuti ora più convenienti.

Orbene: se l’economia privata sta cercando di fare la sua parte come Coop e Denner (altri seguiranno di certo), il Consiglio federale non può davvero fare nulla per spezzare la catena di potenti cartelli, o per lo meno provarci?

Come ha ben detto l’ex mister prezzi dalle colonne del ‘Tages Anzeiger’, il bernese Rudolf Strahm, la scorsa settimana, né l’esecutivo né in particolare la Commissione per la concorrenza (Comco), di fronte a un’emergenza che cresce ormai da un anno a questa parte, hanno mosso un dito. La Comco ha infatti già in mano gli strumenti per intervenire in casi rilevanti di discriminazioni, dettate ad esempio da prezzi tenuti artificialmente alti. E, se non bastasse, il governo federale potrebbe grazie ad un’ordinanza rendere ancor più efficace l’attività della Comco. E magari anche, sempre come suggerito da Strahm, avviare una nuova necessaria revisione della legge sui cartelli in senso restrittivo.

Insomma, l’armamentario per offrire prime risposte efficaci nell’interesse dei cittadini consumatori in parte c’è già. Che cosa si attende?

Dopo le decisioni prese dalla Banca Nazionale, sta ora a Schneider-Ammann e colleghi decidere, e speriamo oggi di saperne di più, se favorire davvero i consumatori in momenti delicati come questi, o se lasciar galoppare i potenti cartelli (spesso anche stranieri).

In ballo c’è una questione centrale di equa ridistribuzione della ricchezza e di lotta contro rendite di posizione immeritate! Detto altrimenti: di etica contro speculazione.


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