Sfogo: quello che n...
 
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Sfogo: quello che nessuno caga...


GioCo
Noble Member
Registrato: 3 anni fa
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Un bambino non si pone il problema se quello che esprime sia o meno adatto al momento. Come un animaletto, tende semplicemente a esprimere meglio che può l'emozione che prova al momento. Noi per ciò associamo la sua maturità con il controllo che riesce ad esercitare verso quelle "emozioni spontanee".

Il che è assolutamente corretto, ma incompleto.

Non ne comprende i meccanismi, li subisce. Tuttavia controllare qualcosa non significa comprenderla nella sua totalità. Noi generalmente controlliamo le nostre automobili, ma poi non ci importa di come funzionano. Basta che il mezzo soddisfi le nostre aspettative e se non lo fa allora è rotto e andiamo dall'esperto. Un meccanico o un elettrauto ad esempio.

Noi quindi portiamo sempre un intento e tale intento ci guida verso un ideale risultato che è sempre per un bene astratto. Facciamo alcuni esempi in negativo per chiarire: la persona che si arrabbia difende un certo pensiero, per esempio di giustizia se si trova in strada e quacluno gli ha appena tagliato la strada eseguendo una manovra spericolata. Una persona gelosa cerca di difendere i suoi valori affettivi perché non vuole soffrire la loro perdita, una persona avara cerca di difendere il suo stato di benessere perché teme di perderlo. Potremmo andare avanti all'infinito, ma già Dante ci avvisava di come l'inferno fosse riempito d'Amore e non quello marginale, ma del più intenso. Certo, era mal diretto, ma non c'era altro a tenere i perduti avvinti a quei gironi d'orrore.

Perché ? Perché l'Amore è l'unico sentimento che inizia ma può continuare anche per sempre. Nel senso che non puoi mai sapere quando e se finisce. Come ripeto spesso "finisce quando finisce". E' proprio esattamente questo aspetto che ce lo rende "infernale" e ci porta a credere che abbia oltre al suo evidente aspetto in Luce anche uno in Ombra. Come l'Amore materno. Ma il suo aspetto è uno solo ed è l'attaccamento: quanto è in armonia, tutto bene, quando è per il caos...

Come l'amore materno l'attaccamento (in negativo) che subiamo è uno specifico aspetto del legame terreno e di identificazione con il corpo. Per stare sulla terra e tra le genti avvinti, abbiamo bisogno di essere identificati, perché veniamo qui per sperimentare la separazione e senza identità non esiste separazione. Se riuscissimo a rinunciare all'identità (ma è praticamente impossibile) ci potremmo logicamente attendere di venire sciolti nell'infinito e se questo processo fosse abbastanza profondo probabilmente coinvolgerebbe anche il corpo che si dissolverebbe. Il primo elemento con cui ci identifichiamo (dato che cresciamo con lui e in lui) è proprio il corpo ed è il corpo ad essere il primo aggancio con l'ambiente. Per tramite del corpo facciamo esperienza e in particolare proprio l'esperienza della separazione.

"Separazione" da cosa ? L'ho detto tante volte. Dal centro di noi stessi, dal cuore. Noi quindi siamo intimamente chiamati a tenere separate le emozioni dalla logica. Lo faciamo attraverso atti scaltri che però sono spesso e volentieri incoscienti ed è l'inconsapevole esercizio della scaltrezza che mantiene la separazione. Secondo la dinamica emotiva del metodo che ho elaborato, già altre volte accennata in queste sedi, la nostra capacità elaborativa e cognitiva costruisce adattamenti "furbi" che hanno come scopo quello di gestire la nostra emotività che poi per ricaduta gestisce la capacità elaborativa. Ad esempio: cerchiamo metodi per contenere l'ansia, facendo cose piacevoli come prepararci una tisana la sera prima di iniziare a studiare, perché tanto dormiamo poco e rimanere fermi a lungo mette disagio, questo ci rende piacevole lo studio che arricchiesce la nostra capacità elaborativa e quindi ci ingegnamo per trovare metodi sempre più scaltri per prolungare la nostra attenzione per lo studio.

In altre parole, l'esperienza ci porta verso risposte adattive che sono elaborate secondo un modello cognitivo disponibile e pregresso non per risolvere direttamente il problema ambientale, ma per gestire il fattore emotivo da cui dipende. Noi quindi non costruiamo case perché piove, ma perché questo riduce il disagio e rende emotivamente piacevole stare all'asciutto e al caldo. Se ci avesse fatto piacere altro, per esempio stare all'addiaccio sentendo sulla pelle la pioggia per provare la gioia di rimanere selvaggi e liberi, la nostra vita sarebbe differente. Alcuni (infatti) seguono quest'altro sentiero, non è obbligatorio trarre piacere dall'abitare entro una casa.

Questo ci porta al lato B della faccenda: le caratteristiche dell'emozione. Che sono due (l'ho detto tante volte). L'indirezione e la contro~intuitività. Sono indirette in quanto tra l'intento e l'azione c'è di mezzo un processo adattivo di elaborazione di una informazione sensibile che provoca uno stato umorale specifico. Viviamo prima emotivamente e dopo, soltanto dopo nella dimensione terrena e sensibile osservata. Differentemente quindi da un apparecchiatura (come un robot) che monta una deficienza artificiosa, non elaboriamo direttamente le informazioni sensibili per dare una risposta adattiva funzionale all'ambiente. Per esempio dare la caccia a qualcuno. Non c'è nessun adattamento verso l'ambiente "diretto", ma esclusivamente verso le nostre emozioni: basta una qualsiasi attività quotidiana a renderlo solare! Per ciò non potrà mai esserci "intesa" tra noi e le macchine, ma solo inganno, dovuto alla nostra esclusiva necessità di cercare compagnia. Bisogno dettato dall'evidenza che non c'è nulla di più difficile che imparare a "stare con gli altri", banalmente perché se tutti seguono adattivamente pulsioni emotive autogene, non ci può essere mai accordo. Due macchine possono essere in accordo, due piccioni possono volare in accordo, un branco di lupi agisce in accordo... Ma due persone qualsiasi che seguono i loro "desiderata" no e per "agire in accordo" dovranno fare tanta fatica. Quindi le emozioni sono contro~intuitive, perché se seguissero un ordine armonico sarebbero immediatamente assorbite entro un riflesso condizionato più generale come per i banchi di acciughe o le api, ma questo non accade ed è una GRAZIA.

Perché ? Perché se no veniamo svuotati della dimensione emotiva e umana (la nostra energia Vitale qualitativamente specie~specifica) che ci rende esseri molto più complessi della media zoologica. A questo punto la regressione alla dimensione animale che ci rende indistinti da un cane o da un pollo è l'unico risultato possibile. Chi ama gli animali e li preferisce agli umani tende verso l'essenza animale. Se la guarda non tanto con rispetto ma con Amore, devozione e come metro di confronto la considera migliore dell'Uomo, questo "condanna" lo Spirito alla dimensione bestiale. Che è più semplice e rispetto a noi quindi più facile da addomesticare. Poi però se scendi a livello animale, la facilità con cui ti sei abituato a gestire la dimensione animale, ad esempio il tuo cane, sparisce e devi sottostare alle leggi che regolano quello specifico rapporto animale. Non altrettando piacevoli (di solito).

Stare con gli altri è molto difficile. Perché è come cercare un rimedio alla follia e alla allucinazione permanente, da dentro di noi e da fuori contemporaneamente. Se non avessimo tutto questo Amore mal cielato e mal riposto verso la materia e il corpo, potremmo almeno arginare un poco la dipendenza verso le nostre identificazioni più brutali e oscene e scongiurare almeno gli effetti più devastanti che vanno sempre a colpire i legami affettivi e in specie quelli più innocenti. Sempre! Ma dato che tutto quello che facciamo non è altro che una glorificazione della esistenza terrena e del corpo, l'unico effetto pratico è quello di esprimere delirio. Con la postilla che se vuoi sopravvivere puoi anche farti possedere da pensieri allucinanti che funzionano da coperta per occulatare malamente questi deliri. Ad esempio sentirti fico se giri in SUV: non mentite, ognuno di noi sa bene che quello sarebbe il sentimento se potesse sbattere in faccia al prossimo l'ultimo modello super fiammante di autoveicolo. Certo, poi la maggioranza non può permetterselo e quindi non ha questo "piacere". Però è difficile non cadere in tentazione...

Oh no?


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