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L’ America degli ‘indispensabili’: mitologia e guerre


oriundo2006
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https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_demone_nella_sacra_narrazione_dellamerica/38822_49991/

Data la scarsità di letture in tema, mi sembra opportuno segnalare questo intervento a carattere di saggio ‘facile’, ‘descrittivo’ e tuttavia utile a capire gli USA per capire il ‘Padrone’ nelle sue vesti interiori, quelle dei sacri sacelli in cui officia i suoi riti massonici: è la ‘chiave’ indispensabile per intenderne le mosse prima che si realizzino.

Leggetevelo e poi ne discutiamo se vi interessa…


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LuxIgnis
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Ah l'avevo letto stamattina. In effetti è molto interessante. Hai fatto bene a segnalarlo. Meriterebbe anche una prima pagina.


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PietroGE
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Un articolo molto interessante con interpretazioni della storia americana condivisibili e illuminanti.

Molto interessante, in particolare,  il confronto tra 'religione laica nazionale americana' e l'islam. L'islam non ammette, infatti, una separazione tra stato e religione e la legittimazione del potere non può che discendere da Dio attraverso i suoi 'vicari' sulla Terra.
Resta da vedere se l'universalismo americano è una necessità dovuta alla presenza sul territorio di varie etnie e culture sin dall'inizio o se sia un lascito dell'universalità del cristianesimo. O forse più che di un cristianesimo, di un 'ebraismo senza popolo ebraico',  sotto un Dio degli eserciti con le Tavole della Legge in forma di Costituzione e le guerre per la conquista della Terra promessa diventate esportazione della democrazia.

In ogni caso la ricerca di una identità nazionale che trascenda le varie etnie e culture originarie non è sfociata, a mio parere in una sintesi nuova, piuttosto in una subcultura fatta di ignoranza, consumismo, individualismo e carpe diem. Il fallimento storico e di civiltà di questa evoluzione sociale lo si vede oggi perché quella che era la Leitkultur 70 o 80 anni fa cioè quella dei bianchi europei si è inaridita a causa della demografia. Il Paese è diventato un miscuglio di minoranze che non produce più cultura, come quella, ad esempio, che aveva dominato l'Europa occidentale nel dopoguerra, ma una subcultura incapace di imporsi nelle aree del mondo che si stanno sviluppando più rapidamente, come in Asia.

Il declino culturale va di pari passo con quello economico e in fine militare. Non c'è solo una similitudine con l'islam, c'è anche quella con il comunismo o socialismo reale che dir si voglia. Ai fondatori del socialismo reale era chiaro che il socialismo in un solo Paese era destinato al fallimento, da qui la necessità della rivoluzione (cioè della presa del potere) mondiale. Allo stesso modo gli USA hanno tentato di esportare la loro versione della democrazia multiculturale nel mondo, per far diventare il mondo America. Ci sono riusciti sono in Europa e solo nella parte occidentale. Il resto del mondo se ne frega.


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oriundo2006
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Segnalo dell’articolo il link fra cultura ‘Woke’ e la necessità che l’America ha sia di esportarla nel resto del mondo sia di renderla egemone al suo interno: le due cose si muovono insieme e realizzano quella ‘necessità’ di ‘vittoria’ in Ucraina di cui Draghi ( fedele interprete dell’ 'atlantismo’ ) ha recentemente vaticinato.

Qui è il ‘perchè’ dell’accanimento a sostenere un Paese completamente fallito, distrutto nei suoi gangli economici, corrotto oltre ogni rappresentazione posibile, anti-democratico perchè sostenuto da una elite neo-nazi-sionista, ovvero il concentrato di ogni e possibile discriminazione verso l’ ‘altro’.

Rimane un ultimo quesito: perchè la cultura o meglio subcultura Woke deve avere questo ruolo così determinante  nelle strategie ideologiche e militari complessive ?

Le risposte possono essere diverse.

L’estensione del postulato della ‘democrazia’ anche alle enclaves ‘sfavorite’ nel proprio territorio, per finale legittimazione del complesso ‘democratico’ che chiamiamo ‘America’. Ancora, il desiderio di sbarazzarsi di una storia che oggi può costituire un limite alla propria azione militare, ovveroalla sua rappresentazione ‘ideal-tipica’ verso il ‘terzo mondo’. Oppure un geneale ‘odio’ verso tutto quanto è ‘vecchio’ e perciò stesso necessitato ad essere rottamato perchè la ‘frontiera’ del futuro sia accessibile agli USA.

Gettando via le basi stesse su cui si fonda il proprio potere internazionale, cioè la storia di questa grande nazione, si vuole cambiare i tratti fondamentali della sua identità per costituirne una nuova, definitivamente ‘imperiale’ ed aperta a tutti perchè non più legata alla storia USA.

Insomma, uno stato-nazione ‘fluido’, il cui passaporto di cittadinanza sta nei valori propugnati, per ora definiti solo in termini negativi, e non sui consueti titoli di ‘sangue e suolo’. E’ un processo che non è destinato ad esaurirsi qui, è evidente.

Gettando oltre sè stessa le basi della sua attività politica in sede ‘deale’ gli USA si codeterminano autonomamente come nazione non-nazione, in un metaverso in cui tutto e tutti possono starci a patto di rigettare le proprie identità: per ora i bianchi ma non certo i ‘neri’…ed anche questo dimostra un amalgama parziale, a ben vedere, un ‘work in progress’ che pericolosamente assomiglia ad un gioco del web da parte di infantili nerd.

Infatti, se il rigetto delle proprie origini è quanto è successo a ben vedere con i Padri Pellegrini, oggi se ne situa la ripetizione per colmare un abisso culturale fra gli USA ed il resto del mondo, ben ancorato ai presupposti individuali di cultura e religione storica, che gli USA non hanno in quanto nazione ‘giovane’ e che detestano cordialmente in quanto incapaci di realizzare una Koiné valoriale ampia e profonda.

E’ un tentativo lungimirante sotto certi aspetti perchè vuole precedere il proprio crollo, quanto pericoloso per gli USA stessi, che corrono un rischio ‘endogeno’ estremo, quanto infine, diametralmente differente da quanto è avvenuto nella storia complessiva delle civiltà umane sin qui accadute nella storia: queste si sono sempre fatte forza puntellantosi su di un elemento storico che ne costituiva il proprio mito fondativo, amalgama prezioso per far girare la ruota del divenire e quando questo è caduto tutta l’ impalcatura sociale è stata trascinata dalla sua fine.

Qui il mito fondativo, estrapolandolo da quello iniziale del Padri Pellegrini ( molto romanzato in verità ) e connettendolo alle diverse ‘tribù’ pansessuali e razziali del Paese, ne viene non ‘allargato’ ma reso inutilizzabile proprio come cardine di una successiva azione politica: si finisce per abolirlo in quanto tale.

Infatti, perchè aderirvi se le basi stesse sono gettate ‘'oltre’ a questo ?

Semplice, come sempre. La violenza, levatrice della storia ( o sua assassina, come penso io ) farà il resto. Domani, se il processo USA si completerà, non avremo più stati nazioni legati alla ‘terra’ ma alle caratteristiche culturali o addirittura sessuali depurate da ogni riferimento collettivo.

Saranno fluide rappresentazioni post-nazionali il cui passaporto sarà un documento qualsiasi, sanitario forse, comunque relato ad individui scissi da qualsiasi contatto con altri.

Dei monaci-pellegrini intessenti possibili relazioni fluide di genere in quanto deprivate da interessi ‘altruistici’ temporalmente fissati.

Ovvero la fine della società umana, che è relazione di reciprocità fondata su delle ragioni storiche di interconnessione in un dato territorio.

 

 

 


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PietroGE
Famed Member
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Rimane un ultimo quesito: perchè la cultura o meglio subcultura Woke deve avere questo ruolo così determinante  nelle strategie ideologiche e militari complessive ?

La subcultura 'woke' ha due caratteristiche che la rendono un prodotto da esportazione possibilmente di successo nel resto del mondo, oltre ad essere un tentativo si stabilizzazione del multiculturalismo interno  : 1) È contro i bianchi europei e 2) È 'color blind' cioè non propone nessuna identità.

In realtà anche noi in Europa abbiamo la nostra 'woke', cioè l'antirazzismo al quale si sacrifica tutto : la sicurezza sociale, la stabilizzazione del posto di lavoro, la trasmissione alla prossima generazione della cultura dei padri e un domani  il controllo del territorio e delle sue risorse. Così come il 'woke', anche  l'antirazzismo nega l'identità culturale delle persone, queste ultime diventano 'colori'.


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oriundo2006
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E direi, completando il tuo intervento, che così è infinitamente più facile governare milioni di individui, dando ad ognuno la falsa idea della propria ‘specialità’, specie se fondata sulle aberrazioni e sulle violenze di cui l’ uomo può essere capace, e nel contempo negarla come dimensione politica matura, fondativa di una unione ‘sociale’ nuova.

Questa è impossibile dati i presupposti iperindividualisti, è solo quindi utile alla demolizione controllata dall’alto delle forme politiche esistenti.

In sostanza, la subcultura ‘Woke’, qui da noi nella forma ‘antifà’ e ‘antirazzista’, si presta a tutto e di più, perchè i suoi fruitori non sono chiamati ad alcuno sforzo intellettuale o latamente ‘morale’ od a un ‘dover essere’ qualsiasi, ma solo ad autocelebrarsi in un delirio narcisistico supremo, di cui l’unione omosex e la compravendita di esseri umani piccolissimi ed indifesi certifica il ‘pass’, il suo supremo raggiungimento.

Basta questo: nessuno di loro va nei campi agricoli dove lo sfruttamente è bestiale, nessuno si occupa delle periferie bidonville, squallide rappresentazioni della suburra moderna, a pochissimi interessa restituire al vivere in società la sua connotazione positiva fondamentale di unione di simili che condividono la propria umanità.

E’ unicamente in gioco la volontà di potenza del singolo scisso da tutto, specie dalla propria responsabilità ‘morale’, orpello oramai privo di significato in un mondo che non vuole giudicare alcunché ma lasciar liberi di fare, molto amplificato dalle droghe e da altri succedanei: del resto ovunque le ‘razze’ sono messe una accanto all’altra si detestano e tentano di distruggersi reciprocamente e la cronaca è piena di fatti probanti: l’ odio impera ovunque, per ora tenuto provvisoriamente a bada…ma domani ?

Questa pars distruens è in pieno svolgimento, nessun esito impregiudicato, e come al solito la pars construens latita: attende forse la sua armocromista che ne sappia calibrare le nuances a 400/500 euro l’ ora, salario mensile di un disperato nei campi.

Pietà ed amore vero latitano su questa povera Terra e non valgono a sostituirle le follie che ci propongono.

 


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