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LA CONOSCENZA


mystes
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Si è veramente compresa la famosa storia che sta all’inizio della Bibbia – quella della maledetta paura di Dio dinanzi alla scienza?... Non la si è compresa.

Questo libro sacerdotale par excellence comincia, come è naturale, con la grande difficoltà intima del prete: per costui esiste un unico grande pericolo, di conseguenza c’è un solo grande pericolo per «Dio». –

Il vecchio Dio, tutto «spirito», tutto gran sacerdote, tutto perfezione; ama passeggiare nei suoi giardini: c’è solo il fatto che si annoia. Contro la noia gli stessi dèi lottano invano. Che cosa fa allora? Inventa l’uomo - l’uomo è divertente ... Ma ecco che anche l’uomo si annoia. La compassione di Dio per l’unica pena che tutti I paradisi hanno in sé non conosce limiti: creò subito anche altri animali. Primo errore di Dio: l’uomo non trovò divertenti gli animali - li dominava, non voleva neppure essere «animale». — Perciò Dio creò la donna. E in realtà a questo punto ebbe fine la noia - ma ebbero fine anche altre cose! La donna fu il secondo errore di Dio. - «La donna è, per sua natura, serpente, Eva» - ogni prete lo sa; «dalla donna viene nei mondo ogni male» - ogni prete sa pure questo. «Di conseguenza viene da essa anche la scienza» . . . Soltanto attraverso la donna l’uomo imparò a gustare l’albero della conoscenza, - Che cos’era accaduto? Il vecchio Dio fu còlto da una paura maledetta. L’uomo stesso era divenuto il suo più grande errore, si era creato un rivale, la scienza rende simili a Dio - è la fine per i preti e per gli dèi, se l’uomo diventa scientifico! -Morale: la scienza è il proibito in sé - solo essa è proibita. La scienza è il primo peccato, il germe di tutti i peccati, il peccato originale. La morale è nient'altro che questo. - «Tu non devi conoscere» - da ciò deriva tutto il resto. La maledetta paura dì Dio non gli impedì di essere accorto. Come ci si difende dalla scienza? Per lungo tempo fu questo il suo problema principale. Risposta: cacciamo l’uomo dal paradiso! La felicità, l’ozio inducono a pensare - tutti i pensieri sono cattivi pensieri . . . L’uomo non deve pensare. - £ il «prete in sé» inventa la tribolazione, la morte, il pericolo mortale della gravidanza, ogni specie di miseria, di vecchiaia, di affanni, soprattutto la malattia — puri e semplici mezzi nella lotta contro la scienza! la tribolazione non permette all’uomo di pensare . . .E ciononostante, che cosa tremenda! L’opera della conoscenza si innalza, dando l’assalto al cielo, rendendo imminente il crepuscolo degli dèi — che fare? — Il vecchio Dio inventa la guerra, divide i popoli, fa sì che gli uomini si annientino a vicenda — i preti hanno sempre avuto bisogno della guerra. La guerra — che tra l’altro turba la pace della scienza! — Incredibile! La conoscenza, l’emancipazione dal prete aumenta persino a onta della guerra. — E una decisione estrema si impone al vecchio Dio: «l’uomo è divenuto scientifico - non c’è nulla da fare, bisogna affogarlo!» . . .

 

Friedrich Nietzsche, L’Anticristo, maledizione del cristianesimo, Adephi pagg.67-68


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PietroGE
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Qui Nietzsche ha preso un granchio gigantesco. L'albero della conoscenza del bene e del male che stava al centro del giardino dell'Eden non c'entra niente con la Scienza e neanche con la conoscenza di per se. Il Dio ebraico, un concetto rivoluzionario per quei tempi e quei luoghi, era caratterizzato da alcune proprietà che lo distinguevano nettamente dal contesto religioso circostante : 1. Era uno mentre le divinità dei popoli vicini erano molteplici 2. Era trascendente la creazione e 3. Era colui che dava agli uomini la Legge Morale. Quest'ultima proprietà era appunto la prerogativa di Dio. Il Dio ebraico era infatti il Dio della Legge Morale, e questo presuppone ovviamente la conoscenza del bene e del male. Il serpente tentatore dice infatti a Adamo e Eva : 'Eritis sicut Deus' cioè se mangiate di questo frutto diventerete come Dio. Nell'Eden c'era anche l'albero della vita (eterna) ma quello più importante era appunto l'albero della conoscenza del bene e del male. L'albero della vita ritornerà un auge con il cristianesimo, che è tutto incentrato sul concetto della vita e che modifica in modo sostanziale sia la Legge ebraica sia l'alleanza con gli uomini ampliandola da quella incentrata sulla etnia ebraica a tutta l'umanità. Nietzsche credeva che non sia stato Dio a creare l'uomo ma viceversa che Dio sia stato creato dall'uomo e quando, con l'illuminismo l'uomo ha scelto la dea ragione, Dio sia in effetti morto. Poi però si accorge che senza Dio si rischia il nichilismo e si rifugia nel concetto di Superuomo, il quale sa darsi, individualmente, la sua Legge Morale. La Scienza, che è sostanzialmente un metodo e che si occupa di verità scientifica non può e non potrà mai sostituire la religione.


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BrunoWald
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Perciò Dio creò la donna. E in realtà a questo punto ebbe fine la noia - ma ebbero fine anche altre cose!

Il buon Nietzsche era insuperabile anche per il suo senso dell'umorismo.

«Tu non devi conoscere» - da ciò deriva tutto il resto. La maledetta paura dì Dio non gli impedì di essere accorto. Come ci si difende dalla scienza? Per lungo tempo fu questo il suo problema principale. Risposta: cacciamo l’uomo dal paradiso! La felicità, l’ozio inducono a pensare - tutti i pensieri sono cattivi pensieri . . . L’uomo non deve pensare.

Sono parole che suonano attualissime, dato che descrivono perfettamente l'atteggiamento dell'elite globale nei nostri confronti, e il senso delle politiche coerentemente perseguite nel corso degli ultimi trent'anni.

Qui però il filosofo commise effettivamente un errore: non è infatti la "scienza" a spaventare il geloso tiranno biblico e i suoi sacerdoti, ma bensì l'autocoscienza, di cui la conoscenza intellettuale e scientifica è solo una possibile estensione. L'espansione della consapevolezza è il nemico mortale di tutti coloro che vorrebbero fare di noi un gregge spaventato, credulo e obbediente: e la lettura del Libro della Genesi risulta rivelatrice in questo senso. Persino nella versione autorizzata dalla CEI, colpisce la reazione di ira e spavento provocata nel Padre celeste dal risveglio dell'umanità ad opera della misteriosa figura del "serpente" dell'Eden: "Il Signore Dio disse allora: «Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva per sempre!»"  (Genesi, 3:22).

Tutto questo non è per nulla sorprendente se consideriamo che il dio biblico era "trascendente la creazione" solo nell'interpretazione teologica posteriore, che a quanto ne so si basa su ampie manomissioni del testo originale. Esso era bensì un dio tribale come ce n'erano tanti, e tutto si potrà dire di lui, meno che avesse a che fare con una qualsiasi "Legge Morale": anche la sola lettura dei testi così come ce li presentano (ossia, rimaneggiati) basta e avanza per qualificarlo come un'entità assetata di sangue, che esigeva sacrifici e offriva non una qualche salvezza ultraterrena, ma bensì il potere su questo mondo, in cambio di obbedienza e sottomissione incondizionate.

Già il concetto stesso di un Dio trascendente, Creatore dell'universo, che fa un "patto" con uno specifico popolo (e casualmente, gli ebrei...) è una contraddizione di termini. I patti si fanno col diavolo. Credo che la principale tragedia del cristianesimo consistette nella sconfitta dell'idea di Marcione e nella vittoria della corrente che legò la giovane religione alla tradizione biblica. La quale peraltro, a quanto ho potuto capire da chi ne sa più di me, era una rielaborazione di precedenti miti sumeri.

Mi rendo conto che discorsi di questo tipo potrebbero urtare la sensibilità dei credenti, e me ne dispiace, ma quando si affrontano discussioni così impegnative non avrebbe senso astenersi dal dire ciò che si pensa.

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oriundo2006
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Mi piace: ''..Ecco l’uomo è diventato come uno di noi..''. NOI: dunque chi erano gli 'altri' ?


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PietroGE
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.Ecco l’uomo è diventato come uno di noi..''. NOI: dunque chi erano gli 'altri' ?

Plurale maiestatis. Il primo verso della Bibbia dice che gli Elohim (plurale) creò (singolare) il cielo e la terra. Non è il solo esempio nella Bibbia (AT) di plurale quando si intende il singolare. Nel Corano ad esempio Allah parla sempre al plurale.


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oriundo2006
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Sai, penso invece che questo plurale non sia majestatis ma sia veramente tale: plurale perché indicativo di ‘entità’ che scesero sulla Terra numerose…per poi accoppiarsi con gusto con le figlie degli uomini.

Credo sia la lezione di Biglino…


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PietroGE
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Biglino dice cose assurde. Anche gli Annunaki delle tavolette sumere si possono interpretare come esseri extraterrestri discesi sulla Terra. Si possono però anche interpretare come mitologia o come gli dei antropomorfi dell'Olimpo. Senza prove indipendenti dalla narrazione  non si può dire niente di certo. E non bastano i megaliti  o il famoso 'Trilitium' a fornire prove di una presenza aliena. E poi la narrazione di Biglino ha poco senso. Una razza capace di viaggiare nello spazio non ha bisogno di schiavi per estrarre oro o metalli preziosi o qualche altra rarità presente solo sulla Terra. 


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BrunoWald
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Una razza capace di viaggiare nello spazio non ha bisogno di schiavi per estrarre oro o metalli preziosi o qualche altra rarità presente solo sulla Terra. 

Questo non lo sappiamo. È un'obiezione intelligente, ma non possiamo sapere con certezza come stessero le cose. E comunque non è questa la questione centrale: che gli alieni esistano o meno, mi interessa relativamente. Ciò che importa è che l'analisi linguistica e filologica di Biglino dimostra che gli antichi testi della tradizione biblica sono stati rimaneggiati, e che nella loro versione originale raccontavano una storia molto diversa da quella che hanno propinato a noi. Quest'analisi dimostra che gli Elohim erano molti, che interagivano con gli umani, e che Jahvé era solo uno di essi, nemmeno il più importante, ed era un personaggio visibile e tangibile che aveva stretto un patto nemmeno con gli ebrei, ma con una loro tribù o famiglia specifica.

Non mi risulta che in questo sia stato smentito da altri filologi competenti, e ne devono esistere parecchi.

Poi, su tutto il resto, lui stesso riconosce che sono solo sue interpretazioni.

Non sono affatto un "testimone di Biglino", pur avendolo seguito con interesse, e mi piacerebbe anzi sapere chi c'è dietro di lui; ma il suo lavoro ha ulteriormente chiarito ciò che già traspariva da una lettura sommaria delle Scritture: che la narrativa biblica nel suo insieme non regge, nel senso che i preti hanno voluto dargli, e che non esiste alcuna relazione tra la sanguinaria, gretta e dispotica divinità tribale dell'Antico testamento, ed il messaggio cristiano, qualunque siano le nostre convinzioni personali su quest'ultimo.

Almeno, mi sembra che quanto sopra sia qualcosa di oggettivo, indipendentemente dai punti di vista di ognuno.


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PietroGE
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Io ho ascoltato un paio di conferenze di Biglino e devo dire che all'inizio era interessante, poi pensandoci un po' si vedono le contraddizioni e la mancanza di senso logico nella sua narrazione. La Bibbia è un lavoro rimaneggiato, scritto da diversi autori in diverse epoche che contiene errori e storie riprese dal contesto culturale nel quale vivevano gli autori e il popolo ebraico. Tutto il contrario del Corano, ma questo è un altro discorso. Molte delle storie sono state riprese dalla cultura della Mesopotania, sono state reinterpretate alla luce della nuova concezione di Dio introdotta dal popolo ebraico, c'è stata insomma una 'rilettura in chiave' delle storie tipo il Diluvio Universale o la Saga di Gilgamesh. Alla  luce di tutto questo l'unico modo di accostarsi alla Bibbia è l'interpretazione in senso storico teologico, perché una comprensione letterale è impossibile : l'Eden non è mai esistito,  Matusalemme non è mai vissuto 900 anni, ecc. ecc. Pensare di poter fare una interpretazione letterale del racconto biblico e di derivarne una storia compiuta e dotata di consistenza interna, come pretende di fare Biglino, è assurdo, si incontrano contraddizioni e mancanza di senso logico in ogni passo. Quello che Biglino ricava dal racconto biblico : una razza evoluta extraterrestre ha visitato la Terra in tempi remoti, ha manipolato geneticamente la specie pre- umana primitiva per farne schiavi per il lavoro nelle miniere e personale di servizio. La Bibbia sarebbe un racconto di questo incontro e delle conseguenze per la storia umana. Questa interpretazione non regge se si muovono obiezioni  tipo :

  • Gli extra terrestri dovevano essere umanoidi, e già questo è molto improbabile
  • Se avevano bisogno di un pianeta avrebbero colonizzato  la Terra. Non lo hanno fatto
  • Si dice che avevano bisogni di certi minerali e materie prime, ma prima di tutto uno le materie prime le va a cercare vicino casa visto che nell'universo sono un po' dappertutto e poi gente capace di navigare nello spazio deve essere capace di estrarre minerali con le macchine, senza bisogni di schiavi.
  • Se volevano avere materie prime in abbondanza bastava andare nella cintura degli asteroidi e lì trovavano ogni ben di Dio senza bisogno di scavare miniere sulla Terra e di avere minatori come dipendenti
  • Gente evoluta dal punto di vista scientifico non domanda sacrifici, umani o non.
  • stranamente non hanno lasciato nessun reperto archeologico che dimostrasse l'esistenza di una tecnologia molto al di sopra della possibilità intellettuali della specie umana.
  • C'è sempre il 'paradosso di Fermi che rimane inspiegabile (vedere Wikipedia)
  • Ecc. ecc.

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sarah
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Secondo me il dualismo puro tra fede e scienza è uno schema che viene ormai sostanzialmente superato. Mi sembra piuttosto che ad esso, a questo dualismo, si stiano aggrappando ostinatamente i cultori di un pensiero tipicamente illuminista che si è concretizzato appieno nel Novecento e nel suo materialismo. Oltretutto si tratta di una visione del mondo tipicamente occidentale che esaspera la separazione tra immanenza e trascendenza alla ricerca obbligata di vincitori e vinti e che confonde, in una certa misura, il concetto di conoscenza con il materialismo stesso. Ora che il secolo breve è finito ( in senso propriamente storico poiché vengono meno le sue prerogative politiche, sociali e di pensiero ), si possono fare un po' "i conti della serva" e si scopre che, piaccia o no, molte aspettative sono state deluse. Il mito del progresso non ha affrancato l'essere umano dai limiti intrinseci che lo spingono di continuo a cercare risposte nel trascendente, anche a prescindere dalla cultura di appartenenza. Il mito del progresso è stato efficacissimo nel creare bisogni all'uomo, poi prontamente soddisfatti con tempismo perfetto mediante la diffusione di beni di consumo che hanno avuto l'unica funzione di distrarre l'uomo dalla riflessione sulla propria condizione. Lungi da me il condannare a priori il progresso tecnologico, mi chiedo però: cosa resta in piedi oggi? "Eritis sicut Deus" è ancora una tentazione forte che oggi ammalia letteralmente personaggi pseudo intellettuali quali Yuval Harari che nel suo Homo deus si arrovella come un forsennato per capire come liberarsi della propria condizione di essere umano, sparando patetiche idiozie. E così, il famoso "primo mondo" che ha sconfitto la spiritualità con le sue armi materiali si trova oggi in un vero limbo culturale, prigioniero di categorie che non è in grado né di difendere né di superare e permeato da pericolosi elementi di messianismo ( alla faccia della scienza ), specie di matrice eb.raica. Qualcuno sostiene che al giorno d'oggi il compito della massoneria, vista principalmente nella sua missione anti religiosa, sia ormai pressoché esaurito perché è la società stessa che ha imparato a ragionare secondo gli schemi del socialismo, dell'egualitarismo e del materialismo senza più neanche richiedere interventi dall'esterno. Si può essere più o meno d'accordo ma credo che si debba, almeno per onestà intellettuale, riconoscere i limiti di questa strenua lotta tra ragione e spirito che molto probabilmente dovrà rivedere i suoi confini.


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PietroGE
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Secondo me il dualismo puro tra fede e scienza è uno schema che viene ormai sostanzialmente superato

Anche se al tempo non esisteva la Scienza, già gli scolastici avevano capito che la religione non si esaurisce nel fideismo, ma che ha una sua base razionale. Le loro intuizioni nelle 'prove dell'esistenza di Dio' sono state un contributo notevole e originale alla cultura occidentale. La moda (perché di questo si stratta) ateista che ha caratterizzato la vita culturale e scientifica occidentale ha, secondo me, contribuito non poco al declino che attanaglia ormai questa parte del mondo inaridendo il concetto di verità e privilegiando un materialismo che non trova riscontro nella tradizione e nella condizione umana, necessariamente condizionata dalla fine della vita individuale. Il messaggio che la società decadente cerca di insinuare nelle persone, quello di un individualismo eterno fondato sulla vita materiale, ha generato l'alienazione che vediamo ogni giorno. La Scienza poi, che si illude di sostituire la religione e che ci riesce nelle menti più ingenue, ha la sua parte di responsabilità nel declino occidentale. Modelli di universo e di origine della vita campati in aria, strutture fatte di carte da gioco che crollano alla prima seria obiezione, sono funzionali ad una visione del mondo limitata e confusa, incapace di spiegare non solo il perché dell'esistenza ma anche il come e il dove. Prima si prende coscienza del fallimento della Scienza come sostituto della religione e prima si potrà ricominciare una vita culturale ricca e degna.


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BrunoWald
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@PietroGE

l'Eden non è mai esistito,  Matusalemme non è mai vissuto 900 anni, ecc.

Possiamo crederlo, ma non affermarlo con certezza.

Pensare di poter fare una interpretazione letterale del racconto biblico e di derivarne una storia compiuta e dotata di consistenza interna, come pretende di fare Biglino, è assurdo, si incontrano contraddizioni e mancanza di senso logico in ogni passo.

Biglino afferma esattamente la stessa cosa dell'interpretazione teologica. Chi ha ragione?

Come tu osservi giustamente, quello che Biglino ricava dal racconto biblico è una sua interpretazione, che si può condividere un meno. Quello che in esso sta scritto letteralmente, e che Biglino riporta senza essere smentito da filologi o linguisti (che io sappia), è invece un fatto: il senso letterale, egli ci spiega, mostra che Jahvé non era il Creatore dell'universo e che la Bibbia non parla di religione, ma del patto tra un certo gruppo umano e una specifica entità, patto in cui si offriva il dominio politico-militare su un determinato territorio in cambio di sottomissione incondizionata. Tra i sacrifici pretesi da detta entità, lui dice, vi era il profumo di una specifica porzione di grasso corporeo delle vittime, che andava bruciato. Per la cronaca, l'esoterismo insegna che le entità spirituali sono molto sensibili ai profumi e agli effluvi (compresi quelli del sangue versato).

Personalmente, ritengo che gli Elohim non fossero "alieni", ma bensì entità spirituali (angeli, demoni ecc.) che in certe condizioni possono anche assumere una forma fisica nel nostro mondo: ma la mia è solo una teoria personale, senza particolari pretesa, su questioni di cui nessuno di noi sa nulla. Ripeto, non condivido se non in parte la teoria di Biglino, ma le obiezioni da te esposte, seppur intelligenti e molto sensate da una prospettiva razionale, non tengono conto del fatto che l'intera questione potrebbe non risultare accessibile con parametri esclusivamente razionali.

Con ciò non intendo sostenere che qualsiasi fantasia sbrigliata sia lecita e credibile per il solo fatto che qualcuno se la inventi, ma bensì che le scoperte di Biglino sul piano filologico non si possono ignorare, e che forse non ha tutti i torti quando sostiene che liquidare con sufficienza ciò che effettivamente scrivevano gli Antichi come "fantasie incoerenti" potrebbe riflettere più i nostri pregiudizi che la realtà dei fatti.


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oriundo2006
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Il dualismo tra fede e scienza è proprio solo al cristianesimo fondato sulla bibbia e sui vangeli: il suo paradigma gnoselogico ( se vogliamo utilizzare termini dotti ) è il 'credo quia absurdum esse'. Dunque basta che io creda anche solo per un attimo ( importante ) a tutta questa enorme falsificazione e di tutta la conoscenza passata e presente posso fare un falò. Che avvenne ( questo a parlare solo del versante non-scientifico ma religioso ).

Di qui tutto il resto, comprese le aberrazioni odierne, sia politiche sia 'scientifiche' volte alla creazione dell' uomo artificiale, perchè questa 'assurdità' consente una proiezione mentale nel campo spirituale 'esteso' libera da ogni restrizione 'teologica'.

Perchè ? La risposta viene dal 'filioque' presente nel 'credo', secondo cui lo 'spirito' non proviene solo dal 'padre' ma anche dal 'figlio': dunque i cristiani, eredi di costui, possono liberamente accedere ai più reconditi segreti della Vita a prescindere da ogni altro impedimento o scrupolo intellettuale qualsivoglia verso il 'mondo esterno', come anche da una ricognizione sulle caratteristiche della divinità, intesa solo ed esclusivamente come 'Summum Bonum' sulla base dell'aristotelismo della filosofia antica che, quando fa comodo, viene resuscitato a nuova vita, avendo anticipato tanti temi della dommatica cristiana ( in realtà è l' INVERSO ! ).

Gli occidentali cristiani sono i padroni della 'materia' perchè 'proprietari' 'utendi atque abutendi' per via della connessione biblica e per quella col fondatore della loro religione: oggi ne vediamo gli esiti con lucidità apocalittica ( nel mondo antico la 'ricerca' era condizionata da altri aspetti e si svolgeva secondo altre direttrici, dovute in primis alla filosofia come regina del sapere, non certo alla tecnica come ricerca della 'potenza' attraverso l' utile materiale ): mancanza di ogni scrupolo compreso.

'Soluti' da ogni scrupolo come ho detto, perchè ne sono anche legittimati dal 'munus' pietrino, cattolico, che converte la ricerca in 'santa ricerca', converte l' indagine in 'santa indagine' proprio a partire dal 'credo' presente nei due apoftegmi. Un 'mot de passe' che legittima tutto ed il suo contrario, talmente potente ed in fondo 'liberatorio' verso lo stesso cristianesimo 'ufficiale' che la chiesa sin dai primordi lo ha voluto inseirire in un discorso complessivo di fonte biblica ed extrabiblica ( sui residui gnostici del mondo antico ) per depotenziarlo e farlo rientrare nei piissimi desideri 'buonisti' degli uomini post caduta dell' Impero romano ( ad esempio sulla Consolazione boeziana ancora debitrice del mondo antico in questa disanima dei 'limiti'  ), e sopratutto post alto medioevo.

Insomma, da questa dicotomia che in fondo ripercorre a calco i rapporti tra la nuova religione e quella vecchia ( l'ebraismo ) è nato lo spirito inquisitore 'assoluto' che prima nei suoi fasti religiosi ( si fa per dire ) e poi nelle conquiste della scienza divenuta tecnica di dominio proprio per questo 'lascito', ha finito per colonizzare uomini e terre, menti e comportamenti, pensieri e volizioni durante i secoli dal Trecento in avanti su tutto il globo.

Tutto dipende da questo, compresa la primazia 'ideologica' della chiesa di Roma, compreso il 'diritto' alla colonizzazione delle Americhe, compresa la facoltà di 'sciogliere e legare'...e compresa la facoltà di critica, l' 'ateismo' proiettato nei mezzi, l'assenza nichilistica di 'fini' desumibili dall' oggetto stesso, considerato mera 'materia' a disposizione di tutti senza sua 'libera' autonomia: ovvero da suo contrario, perchè nel 'filioque' c'è tutto.

Anche il recupero del passato grande della Roma antica, dell'Atene immensa, dell' Alessandria con i suoi straordinari pinnacoli di sapere e saggezza, è stato dovuto e permesso dal 'filioque' e del resto la relazione strettissima tra pensiero e 'libertà' fondata religiosamente e divenuta 'storica' con l' Umanesimo ha permesso per un brevissimo istante di recuperare la scissione fondamentale del cristianesimo nelle sue principali varianti ad opera di Gemisto Pletone e degli altri saggi bizantini.

Occasione mancata ma impossibile proprio per questa 'pietra d'inciampo' con la presenza di 'limiti' presente nel credo ortodosso, cosa essenziale: i saggi si ritrovarono a Roma, convennero al limite sull' unità del soglio pontificio ma si separarono irremidiabilmente per questa dicotomia sull'origine dello 'spirito'.

Di questo noi oggi ne siamo testimoni: tutto ed il contrario di tutto pare concesso ai cristiani 'occidentali' nel mondo 'sub specie' politica e sopratutto militare. UK lo realizza 'ideologicamente' e gli USA lo portano ad effetto, complici sempre del sionismo internazionale, tanto per 'chiudere' in un 'recinto' di legittimazione sia il vecchio ebraismo ( ma in realtà modificatosi potentemente a partire dal Medioevo ) che il nuovo credo, arrogante ed ambiziosa pretesa al tutto senza restrizioni.

Dunque, da quale fondamento occorre partire per capire la realtà del mondo materiale e di quello spirituale se si vuole restituire alla 'realtà' sia spirituale sia 'materiale'  la sua verità ontologica, chiaramente dal punto di vista 'occidentale' ?

Uno solo: da Platone e dal filone 'spiritualista' che si è dipanato nei secoli e nei secoli sia in occidente che prima in oriente, caposaldo del cui pensiero è la compresenza nella 'realtà' di un aspetto 'spirituale' intenzionato nel mondo Iperuranio e che costituisce la sua 'ragion d'essere' ovvero, come disse Aristotele, la sua 'causa efficiente' ultima perchè ... 'prima' e dunque sia 'causa finale' che 'causa materiale' INSIEME COMPRESENTI ( quella 'formale' può essere presenteri nell' ultima ma in realtà è attinente a quella prima come tutto ).

Sta all' Uomo rintracciarne la presenza ed accertarne le condizioni, non stravolgerne l' essenza che è divina. Deus Sive Natura.

Vi esimo dal seguirmi nella disanima del pensiero in Oriente, molto più approfondito specie nel pensiero dei teo-filosofi Kashmiri 'non-dualisti', primo fra tutti Abhinavagupta, come anche da quello spezzone di pensiero 'orientale' sotto false spoglie che è quello cabalistico-esoterico dei 'fratelli maggiori', che si interseca nel talmudismo dandogli prospettive 'cosmiche' che prima non aveva, dovute specialmente alla Quabbalah luriana che ha operato un 'rovesciamento' di posizioni rispetto all' ebraismo antico: l' Uomo attraverso la gnosi cabalistica attingendo ai segreti del Cosmo e della Vita diviene coautore della Creazione 'restituendo' alla sua Immagine la Verità Primigenia.

Pertanto la Q. 'pratica' è fornita di legittimità teologica, anche se - non notato da molti- questa è idea è la posizione filosofica tipica dello Zoroastrismo.

Sono argomenti che sono veramente eccessivi per un post.

Troppa carne al fuoco potrebbe sollecitare i desideri olocaustici del mostro, di cui oggi ne vediamo ampi esempi ovunque, specie in MO.

Pietà per l' umano genere.

 

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PietroGE
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Il dualismo Scienza Fede esiste solo in occidente proprio perché la Scienza è un prodotto dell'occidente. Le altre culture non ce l'hanno e la loro filosofia, cosmologia e cosmogonia sono intrinsecamente legata alla religione. È vero che c'è stata una fiammata di cultura scientifica agli inizi dell'islam ma è subito scomparsa nell'oscurantismo e nel fanatismo ben espresso da Al Ghazali. Quanto alla analisi della Teologia, cristiana e non cristiana, senza la componente fideistica non si va da nessuna parte. È possibile arrivare razionalmente all'esistenza di Dio ma non all'analisi razionale della Teologia. Il 'mistero' non è una categoria scientifica e non lo è neanche l'incarnazione. Uno ci crede o non ci crede. E il cristianesimo non ha nulla a che vedere con chi questa religione la ha rigettata, considerando il Cristo un traditore a causa del 'Date a Cesare quel che è di Cesare..'


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