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Missili ipersonici abbattuti (?) e caccia alle streghe


PietroGE
Famed Member
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Kiev annuncia di aver abbattuto 6 (!) missili ipersonici Kinzhal ritenuti fino ad ora impossibili da intercettare. Mosca ha ridicolizzato questa rivendicazione dicendo di non aver neanche lanciato 6 missili Kinzhal. È probabile che Kiev abbia abbattuto altri tipi di missili o addirittura droni, rimane però il fatto che i missili ipersonici sono la punta di lancia di tutto l'apparato militare russo e che se davvero fossero stati abbattuti, questo sarebbe un colpo molto duro per un Paese che basa il suo status di super potenza solo sul settore militare. Il Giornale mette questa notizia insieme a quella della accusa di alto tradimento di tre scienziati russi, esperti nel settore di Meccanica Teorica Applicata e quindi direttamente coinvolti nello sviluppo dei missili ipersonici. La ragione di queste accuse risiederebbe nel fatto che questi hanno partecipato a conferenze e convegni all'estero. Una brutta storia. La conclusione dell'articolo è pura speculazione dell'autore.

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https://it.insideover.com/guerra/kinzhal-abbattuti-e-putin-processa-gli-scienziati-per-alto-tradimento.html?_gl=1*2pb62k*_ga*Nzk3Nzc1MjU0LjE2ODI1ODkxNzg.*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY4NDQ5OTY2NS45MS4wLjE2ODQ0OTk2NjUuMC4wLjA.&_ga=2.92001754.1397402982.1684346844-1601676273.1621627919

Tre scienziati russi che hanno precedentemente lavorato alla tecnologia per i missili ipersonici Kinzhal, oggetto della faida di smentite tra Mosca e Kiev, starebbero affrontando l’accusa di alto tradimento della quale dovranno rispondere di fronte ai servizi segreti: questo è quanto dichiarato dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Chi sono gli accademici arrestati

Si tratta di tre accademici siberiani dell’Itam di Novosibirsk Anatoly MaslovAlexander Shiplyuk Valery Zvegintsev in difesa dei quali si starebbe mobilitando l’intera comunità dei compagni di ricerca: già lo scorso lunedì, infatti, circolava un appello firmato da autorevoli colleghi in difesa dei tre studiosi nel quale i compagni di lavoro insorgono in nome della loro innocenza, esprimendo gravi preoccupazioni sulla mossa del Cremlino che andrebbe a detrimento dell’intera comunità scientifica russa. I tre, che lavorano per l’Istituto di meccanica teorica e applicata possiedono un curriculum privo di qualsivoglia macchia e, come sottolineano i colleghi, i loro lavori sono sempre stati strettamente controllati dalle autorità. Stretti collaboratori e colleghi in senso lato ora temono che la comunità scientifica russa diventi il nuovo capro espiatorio del pantano in cui versa la Difesa di Mosca.

“In questa situazione, non temiamo solo per la sorte dei nostri colleghi. Semplicemente non capiamo come continuare a fare il nostro lavoro”: gli studiosi dell’Itam infatti accusano il Cremlino di aver avviato una caccia alle streghe che invaliderà le basi della ricerca scientifica alla base di qualsivoglia progresso tecnologico e militare: così facendo, tuonano gli scienziati, in un Paese che invecchia e nel quale gli accademici sono sempre più anziani, la ricerca sarà sempre meno attraente per i giovani. E avvertono: la scienza russa potrebbe non reggere un altro colpo come quello degli anni Novanta.

L’accusa di alto tradimento

L’accusa specifica è infatti paradossale: i tre sono detenuti per aver parlato a conferenze all’estero, aver pubblicato su popolari riviste scientifiche nonché partecipato a progetti di ricerca internazionali: ovvero ciò di cui la scienza con la s maiuscola si nutre.

I tre scienziati non sarebbero stati arrestati tutti nello stesso momento. Maslow e Shiplyuk erano, infatti, stati arrestati nell’estate scorsa: i sospetti su di loro risalgono al 2012, quando avevano presentato i risultati di un esperimento sui missili ipersonici in un seminario a Tours. Nessuna notizia era trapelata circa il recente arresto del terzo studioso, Zvegintsev, in custodia cautelare dallo scorso 7 aprile secondo quanto riferito da un tribunale di Novosibirsk. Assieme a quest’ultimo, i primi due avevano pubblicato nel 2016 uno studio intitolato Hypersonic Shot-Duration Facillities for Aerodynamic Research at Itam, Russia. Zvengintsev, inoltre, dirigeva una sezione fondamentale per questo tipo di tecnologie, ovvero il laboratorio di aerogasdinamica ad alta velocità dell’Itam. Ed è proprio attraverso i prodotti di queste ricerche che negli ultimi anni Vladimir Putin ha potuto condurre la sua roboante propaganda che a reti unificate racconta come distruggere Parigi o Londra in pochi minuti.

Quale epilogo?

I procedimenti per alto tradimento (articolo 275 del Codice penale della Federazione) vengono condotti a porte chiuse poiché le autorità si trovano a trattare con informazioni altamente riservate. La pena detentiva massima prevista è di venti anni. Quando, lo scorso giugno, era iniziata la prima crociata contro gli scienziati, l’arresto di Maslow e Shiplyuk era stato seguito, il 30 giugno scorso, dall’arresto di un altro studio, Dmitry Kolker, anch’egli sospettato di alto tradimento per aver collaborato con i servizi di sicurezza cinesi: quest’ultimo era capo del laboratorio di tecnologie ottiche quantistiche presso l’Università di Novosibirsk. Kolker era poi morto appena due giorni dopo l’arresto per via di un cancro al pancreas al quarto stadio mentre veniva trasferito al centro di pre-detenzione.

L’accusa che pende sui tre studiosi sembra far presagire un epilogo segnato e poche speranze di riabilitazione. Resta ignota la ragione del differimento degli arresti: se, come verrebbe facile pensare, l’accusa verso Zvegintsev potrebbe trovare ragion d’essere nella vicenda dell’abbattimento dei sei Kinzkhal, l’arresto dei suoi compagni di lavoro, la scorsa estate sembra tradire un altro genere di ragioni. Il ministero della Difesa britannico, nel suo quotidiano aggiornamento, è pronto a scommettere che Mosca abbia perso molti più missili ipersonici di quello che si possa immaginare: la loro vulnerabilità sarebbe dunque ragione di sorpresa e imbarazzo per il Cremlino che aveva definito questa arma imbattibile assieme alle tecnologie Avangard e Zirkon che costituiscono dall’inizio del conflitto lo spauracchio pronto ad essere agitato verso l’Europa e gli Stati Uniti.

 

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