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Ucraina, ripresa l'azione militare sospesa in vista di colloqui


Primadellesabbie
Illustrious Member
Registrato: 3 anni fa
Post: 5039
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Trovo oggi su Sputnik International (RT in questi giorni è molto travagliata, credo sia sotto costante azione degli hacker):

(trad. automatica)

Cremlino: la Russia ha sospeso l'operazione militare per i colloqui, ma l'Ucraina ha rifiutato i negoziati

"Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato una sospensione temporanea dell'operazione militare russa in Ucraina venerdì pomeriggio in connessione con l'attesa dei negoziati con Kiev, ma l'operazione è stata ripresa sabato pomeriggio dopo che la leadership ucraina ha rifiutato di parlare, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

"Ieri pomeriggio, in connessione con i previsti negoziati con la leadership ucraina, il presidente e comandante supremo russo ha ordinato la sospensione dell'avanzata delle forze principali", ha detto Peskov, parlando ai giornalisti sabato. "Poiché la parte ucraina si è sostanzialmente rifiutata di negoziare, l'avanzata delle principali forze russe è ripresa questo pomeriggio secondo il piano operativo", ha aggiunto.

Peskov ha chiarito che l'arresto dell'avanzata non ha portato all'interruzione dei combattimenti localizzati, con il proseguimento delle ostilità in diverse aree.

"Ci sono stati scontri con gruppi mobili di nazionalisti e banderiti, che hanno utilizzato veicoli leggeri e camion dotati di armi secondo il principio del 'jihad mobiles', solo che lì ora sono chiamati 'Bandera mobiles'", ha detto il portavoce.

"Banderites" è un riferimento a Stepan Bandera, un leader nazionalista ucraino dell'era della seconda guerra mondiale e collaboratore nazista i cui seguaci sterminarono decine di migliaia di polacchi, ebrei e truppe dell'Armata Rossa durante la guerra. Bandera è stato considerato un eroe nazionale dalle autorità ucraine sin dal colpo di stato del 2014 a Kiev."

Da qui:

https://sputniknews.com/20220226/putin-ordered-troops-to-stop-ukraine-op-but-it-resumed-after-kiev-refused-to-negotiate-peskov-says-1093394724.html


Citazione
oriundo2006
Famed Member
Registrato: 3 anni fa
Post: 3221
 

Bandera, da Wiki ( l'articolo va letto però per intero perchè è importante ): ''..

Stepan Andrijovič Bandera (in ucraino: Степан Андрійович Бандера?; Staryj Uhryniv, 1º gennaio 1909  Monaco di Baviera, 15 ottobre 1959) è stato un politico ucraino, leader dell'Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN) e fondatore dell'Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA). Aderente all'ideologia fascista,[1] fu un criminale di guerra[2] e terrorista,[3] che collaborò con la Germania nazista durante la seconda guerra mondiale per combattere contro i sovietici in Ucraina. Quando le truppe sovietiche si ritirarono da Leopoli, con l'"Atto di restaurazione dello Stato ucraino", annunciò la creazione di uno Stato ucraino indipendente e dichiarò di voler sostenere i piani espansionistici nazisti, giurando fedeltà ad Adolf Hitler.[4] La Germania nazista reagì negativamente alle richieste dei nazionalisti ucraini e invase la regione. Bandera venne internato come prigioniero politico nel Campo di concentramento di Sachsenhausen nel 1942, ma in seguito liberato nel 1944 perché dirigesse azioni di resistenza all'Armata Rossa.[5] Alla fine della guerra Bandera si rifugiò in Germania Ovest con la moglie e i figli, sotto la protezione degli angloamericani, ma fu assassinato a Monaco di Baviera da un agente del KGB nel 1959.

La sua figura rimane controversa poiché è ritenuto, insieme ai suoi seguaci, in gran parte responsabile del massacro di civili polacchi[6] e in parte dell'Olocausto in Ucraina,[7] mentre nel suo Paese al termine della guerra fredda è stato insignito dell'onorificenza di Eroe dell'Ucraina. La sua famiglia subì pesanti ritorsioni dai sovietici e dai polacchi, oltre che dagli stessi tedeschi..''.

La sua figura è infatti talmente controversa da risultare talmente contraddittoria politicamente da esser praticamente ingestibile. Richiamarsi a lui è conveniente solo per ragioni apologetiche antirusse ma è inesistente il suo contributo alla creazione di un Paese secondo dettami moderni, a parte di ritenere tale un regime discriminatorio di odiosa 'apartheid' e di violenta soppressione di ogni possibile minoranza etnica. Quello che rivendicava per sè non lo concedeva ad altri. Aveva capito tutto...e Zé ancor meno, da ebreo sionista telecomandato dai cabalisti.  

Volendo definire Bandera secondo vieti paradigmi, non è un 'nazista' storico ma un 'fascista', ovvero un sostenitore del risorgimento nazionale di un Paese costi quello che costi, sopratutto se questi vengono pagati da altri, specie dai deboli e sopratutto in via autoritaria fondata sulla sua persona.

Una personalità c'è da dire che riflette bene tutte le 'torsioni' storiche in cui l' Ucraina si è trovata ad essere vittima, dai tedeschi alle prese con l'eradicazione sterminatrice degli slavi ritenuti 'untermenschen', ai comunisti sovietici che scrupoli non ne hanno mai avuti a partire dall' Holodomor, felici di insegnare le virtù della collettivizzazione forzata a suon di massacri inenarrabili, il tutto frammischiato alle vicende belliche terribili che ben conoscete.

Il risultato lo vediamo sotto i nostri occhi oggi. Quando Putin parla di decomunistizzazione ricordando quando Krushov fece, omette di dire che fu una 'compensazione' postuma per quanto l' Ucraina dovette subire dai comunisti durante la II Guerra, crimini anche ucraini ma dalla parte dei vincitori, dunque 'giustificati' a posteriori con la 'necessità storica'.

A questo proposito, volendo fare un cenno su di una vexata questio', non escludo, anzi propendo assolutamente a crederlo, che proprio nei lager dell' Ucraina si sia consumata la tragedia dei forni crematori di prigionieri ancora vivi, cosa che poco o nulla aggiunge a ben vedere allo strazio che milioni di innocenti dovettero patire per lo scatenarsi delle 'tempeste d'acciaio' assai ben fomentate dagli anglosionisti.

Solo la stupida stoltezza di alcuni dirigenti non vide a tempo il baratro in cui il tranello li conduceva e che la Mosca ufficiale di allora, ben incistata nel sistema di dominio occidentalista, approfittò felicemente. Quando si parla di tutti quei morti sovietici si omette di dire infatti, quanti di loro lo furono per opera dell' Armata Rossa contro i propri concittadini ritenuti 'colpevoli' di non esser fedeli a Stalin ma alla propria Patria.

Anche qui un bagno di umiltà e di riconciliazione con quanto avvenne è l' unica maniera per riprendere i legami fra fratelli slavi e non solo, chiaramente...perchè tutti questi 'residui' storici li vediamo all' opera oggi ... smentendo la superficiale stupidità ottimistica dei tanti che non si avvedono di come il mondo moderno tenda a ripetere le infinite brutalità che accaddero oramai quasi un secolo fa senza una presa di coscienza decisiva non solo e non tanto sul no alla guerra ma soprattutto sul no alle cause che portano ad essa e sui suoi attori occulti.

Sono, anzi siete, cari ucraini talmente 'cristiani' da dimenticare quelle parole dette dal vostro maestro su chi tira la pietra e nasconde la mano, dal fare oscena alleanza con costoro: i vostri veri nemici. 

Questo post è stato modificato 2 anni fa da oriundo2006

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PietroGE
Famed Member
Registrato: 3 anni fa
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@oriundo

Putin sta vincendo tutte ( o quasi) le battaglie ma sta perdendo la guerra. La guerra infatti è l'imposizione di una volontà su una situazione e a volte questa non riesce anche dopo aver vinto tutte le battaglie. I punti di partenza sbagliati sono stati molti, e a questi si è aggiunta una ossessione del leader russo, manifestata più volte, per una ricostituzione della Unione Sovietica senza collante ideologico, così, per pura gestione del potere basata, almeno come pretesto su una unione etnica slava sotto dominio russo. Un momento simbolico è stata la riunione del Consiglio di Sicurezza russo dove lo screzio con il capo dei servizi segreti ha mandato il messaggio che il Deep State russo ( o almeno una parte di esso) non condivideva la scelta delle operazioni militari. Il problema di Putin è che ha creduto alla sua propaganda e cioè che quello del 2014 era un colpo di stato di una cricca neonazista ucraina senza agganci nel popolo, che l'Ucraina non  avrebbe diritto di esistere come nazione e che il popolo ucraino si sarebbe schierato volentieri con quello russo non appena si fosse presentata l'occasione. In più credeva che nell'esercito ucraino ci fosse una tale componente russofona che lo avrebbe portato a disintegrarsi di fronte ad una operazione militare russa , proprio come è successo con l'esercito afgano di fronte ai talebani. Sbagli clamorosi. Invece della liberazione dell'Ucraina da parte dei russi, come ripetuto dalla propaganda di Mosca, si sta assistendo alla resistenza contro l'occupazione russa di una grande massa di popolazione. L'identità di un popolo e di una nazione si forgia nel combattimento contro un nemico esterno, anche ammesso ( e non concesso) che l'Ucraina non avesse una sua identità nazionale, la sta costruendo ora, ironia della storia, proprio grazie a Putin. 


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