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proxer
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Intercettazioni, pronte le nuove regole
Obbligo di avvisare le persone intercettate ma non indagate e niente carcere per i giornalisti: il testo in consiglio dei ministri

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ROMA - Le intercettazioni telefoniche potranno durare più di tre mesi anche per i reati di terrorismo, oltre che nei casi di mafia e minacce a mezzo telefono. Inoltre, le persone intercettate ma che non risultano indagate dovranno essere avvisate di essere sotto controllo. Sono queste alcune delle principali novità contenute nella bozza del testo sulle intercettazioni che venerdì approda in consiglio dei ministri. Si tratta di un'ulteriore versione rispetto alle due precedenti: 14 articoli in tutto rispetto ai 6-8 delle prime stesure. Ecco in sintesi cosa prevede il nuovo testo
LE ESTERNAZIONI DEI MAGISTRATI - Il magistrato che «rilascia dichiarazioni sul procedimento che gli è stato affidato» avrà l'obbligo di astenersi dalle udienze». Nel caso in cui, invece, il pm riveli il contenuto di atti coperti dal segreto di ufficio, quali le intercettazioni, allora potrà essere sostituito. Quest'ultima misura era già prevista nella seconda bozza del provvedimento.
OBBLIGO DI AVVISARE I NON INDAGATI - A meno che non si tratti di reati gravissimi quali ad esempio mafia, terrorismo e pedofilia, il pm dovrà avvisare le persone che non risultino indagate in procedimenti connessi o collegati di essere sotto controllo. In non indagati potranno ottenere copia delle registrazioni dei colloqui che li riguardano e potranno chiederne l'eventuale distruzione qualora risultino irrilevanti ai fini investigativi.
NIENTE CARCERE PER I GIORNALISTI - I giornalisti che pubblicano il contenuto di intercettazioni coperte da segreto rischiano non più il carcere come previsto in una prima bozza, ma solo ammende più salate: da 500 a mille euro anzichè dai 51 ai 258 euro previsti attualmente dal codice. Nell'ultima versione del provvedimento non si parla più di sospensione dalla professione per tre mesi che avrebbe potuto decidere il consiglio dell'ordine dei giornalisti.
IL FUNZIONARIO RESPONSABILE - Viene indicata una nuova figura, quella del funzionario «responsabile del servizio intercettazione», designato dal procuratore della Repubblica, che avrà il compito di tenere il registro riservato delle intercettazioni e l'archivio riservato nel quale sono custoditi i verbali e i supporti. Inoltre, il funzionario dovrà anche attestare che gli impianti installati nella procura siano «insufficienti o inidonei» nel caso in cu il pm, con provvedimento motivato, intenda servirsi di impianti di pubblico servizio o in dotazione alla polizia giudiziaria.


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