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Il 4 novembre ancora a Roma contro le guerre, ma manifestare non basta, e solo una gigantesca mobilitazione in Occidente può fermare israele


marcopa
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Il 4 novembre manifestazione a Roma contro tutte le guerre.

Il 4 novembre manifestazione a Roma, concentramento  Piazza Vittorio alle 14, contro tutte le guerre. Decisa  prima del 7 ottobre, l' ultima assemblea nazionale per discutere l' iniziativa si è svolta domenica 8 ottobre, il giorno dopo l' inizio della drammatica crisi in Palestina.

Ma l' attacco dello stato di israele contro Gaza ed altri obiettivi, tra cui siti strategici in Siria e in Libano, è di una violenza mai vista e anche in occidente è ormai palese che il modo di reagire al 7 ottobre fa a pezzi ogni diritto umanitario ed internazionale.

 

inoltre non c'è alcuno sbocco possibile, se non l' esodo, impossibile, da Gaza di 2 milioni di persone, o la presenza a Gaza di forze internazionali a proteggere le macerie causate da israele.

 

manifestare allora è importante ma non basta.

ed è necessaria una azione incisiva nei paesi occidentali, anche in Europa ed Italia.

E' necessaria non una azione incisiva, come ho scritto, ma una mobilitazione straordinaria che blocchi momenti di vita produttiva e sociale dei nostri paesi occidentali.

 

Milioni di persone che nei paesi arabi assaltano ambasciate israeliane servono a poco, occorre bloccare parti importanti dell' occidente.

 

Allora si penserà davvero a come fermare il massacro e a curare le tremende ferite inferte al popolo palestinese.

 

Marco Palombo

 

Ci risiamo. Il 4 novembre, saremo a Roma per gridare ancora una volta di fermare tutte le guerre

 

Come per il conflitto tra Russia e Ucraina, è partita la batteria di insulti, accuse, infamie e, chi più ne ha più ne metta, per il caso israelo-palestinese.

Provare ad approcciarsi agli avvenimenti brutali degli ultimi giorni con atteggiamento obiettivo, analitico, che ripercorra la storia dell’ultimo secolo almeno, è percepita come una minaccia per chi tiene le fila del potere, per chi controlla informazione e menti del nostro paese.

Impossibile raccontare i misfatti, gli abusi e le violazioni perpetrate negli anni passati che potrebbero indebolire l’immagine di grande “poliziotto del mondo” (come si autodefiniscono gli Stati Uniti) o di una democrazia in medio oriente quale dovrebbe essere Israele.

Eppure, non si può costruire un futuro, tentare di percorrere una strada che non contempli l’uso della violenza se non si conosce la storia. Se, come amano ripeterci i nostri patrioti d’Italia, la nostra storia, tradizione e cultura è un vessillo da portare alto e con orgoglio perché tale cultura, tradizione, storia dobbiamo cancellarla quando non fa più comodo?

E così cancelliamo la cultura russa perché Putin ha invaso l’Ucraina (come se il popolo russo, gli artisti, gli scrittori russi fossero tutti filoputiniani, ancor prima che Putin nascesse) e così, sulla stessa scia, la cultura, la storia del popolo palestinese non va ricordata, studiata, analizzata.

Ovunque ci giriamo è un susseguirsi di riscrittura della storia, artificiale ricostruzione dei fatti, annichilimento dei pensatori autonomi, dei dubbiosi, dei critici. O si fa un atto di fede verso le “sacre scritture” imposte da Tv e giornali nostrani o meritiamo di essere dipinti come i reietti della società.

Questo è l’attuale stato delle cose che vive l’Italia, come l’Occidente, da qualche anno a questa parte (oserei dire dall’inizio della pandemia). Un continuo, incessante suddivisione tra buoni contro cattivi. I buoni, ça va sans dire, sono i seguaci dei dogmi scritti sulle tavole dei comandamenti che Governi e stampa ci offrono quotidianamente.

Eppure, al di là, delle più o meno baggianate che leggiamo ogni giorno, ci sono bambini, anziani, donne e gente inerme che muore solo perché nata dalla parte sbagliata del confine. E la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo rimane un papello di parole vuote, intrise del sangue di questa anime innocenti.

Spettacolo ancor più triste è l’equidistanza mostrata dalla politica nostrana. Senza voler giustificare la violenza di Hamas, mi domando: ma Israele si aspettava di avere a fianco a sé un popolo docile e sottomesso per ancora quanti decenni?

https://contropiano.org/interventi/2023/10/29/ci-risiamo-il-4-novembre-saremo-a-roma-per-gridare-ancora-una-volta-di-fermare-tutte-le-guerre-0165672

Questa argomento è stata modificata 6 mesi fa 2 volte da marcopa

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