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Rezza spiega la mortalità in calo, senza fornire dati. Ed il calo netto è in tutta Europa


marcopa
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Mortalità in calo, si torna ai livelli pre-Covid. Rezza: «È ripartita la prevenzione oncologica ma è anche merito delle vaccinazioni»

https://www.ilmessaggero.it/salute/prevenzione/mortalita_tasso_come_prima_del_covid_rezza_prevenzione_tumori_vaccini_intervista_messaggero-7600752.html?refresh_ce

L'epidemiologo: sulla diminuzione dei morti pesa l'anticipo dei decessi dei più fragili per il Covid

 
di Graziella Melina
 
Martedì 29 Agosto 2023, 21:50 - Ultimo aggiornamento: 30 Agosto, 09:46
 

 

Dopo la pandemia, il bilancio dei morti degli ultimi mesi sembra non spaventare più. Ma, in realtà, come spiega l’epidemiologo Giovanni Rezza, già direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, la situazione è molto più complessa. «La diminuzione della mortalità potrebbe in parte derivare dell’anticipo del decesso, soprattutto in persone fragili, causato dal Covid negli anni precedenti».

 

La prevenzione ha avuto comunque un ruolo importante?
«È chiaro che in questi anni c’è stato un effetto indiretto delle misure di prevenzione che sono state prese per il Covid. Non dimentichiamo che abbiamo a lungo osservato una diminuzione delle patologie respiratorie acute, e abbiamo visto per esempio anche la bassissima incidenza di influenza che c’è stata per un paio di anni. È pur vero, però, che nell’ultima stagione invernale sono emerse di nuovo le patologie respiratorie acute, e non solo».

Come mai?
«Quando per due anni si osservano tante precauzioni, aumenta la popolazione suscettibile, e dopo automaticamente si verifica un aumento anche di patologie infettive che non avevano colpito negli anni precedenti. Mi riferisco soprattutto a quanto osservato nei bambini più piccoli, colpiti sopra misura da influenza, virus respiratorio sinciziale enterovirus. Però, è bene precisare, questo aspetto non ha probabilmente influenzato in maniera significativa la mortalità».

Mascherine e isolamento hanno inciso? 
«Bisogna vedere sui grandi numeri. È chiaro che sono misure che hanno avuto un effetto nel diminuire l’impatto dell’epidemia, soprattutto prima che iniziasse la campagna vaccinale e per rendere più sicure le strutture sanitarie. Ancora oggi, naturalmente su base del tutto volontaria, le persone fragili dovrebbero continuare a proteggersi in contesti particolarmente a rischio, specie nei periodi di elevata circolazione di virus respiratori, facendo tesoro dell’esperienza di questi duri anni. Non dobbiamo dimenticare, poi, che non esistono solo le malattie infettive: bisogna tenere conto anche di quello che è successo in termini di prevenzione e trattamento delle patologie croniche. Sappiamo che per il primo anno della pandemia erano state abbandonate alcune misure di screening oncologico e monitoraggio assistenziale. Poi c’è stata una tendenza al recupero».

La vaccinazione resta comunque indispensabile? 
«La vaccinazione è stata fondamentale per salvare vite umane specialmente in epoca pre-omicron, quando la popolazione era in gran parte suscettibile e il virus maggiormente virulento. In epoca omicron ha mantenuto la sua importanza, soprattutto per diminuire il rischio di malattia grave o anche letale nelle persone più fragili. L’immunità di popolazione, determinata da vaccinazione ed esposizione per via naturale al virus ha fatto poi diminuire l’impatto clinico dell’epidemia».

Ma protegge anche dalle nuove varianti?
«La vaccinazione e la malattia naturale passate proteggono, anche se parzialmente, anche dalle diverse sottovarianti, forme ricombinanti e lignaggi di omicron, ma soprattutto evitano casi gravi. Naturalmente, il vaccino anti-covid, così come quello anti-influenzale, va aggiornato. In vista del prossimo autunno, è importante che gli anziani e le persone fragili o vulnerabili seguano le raccomandazioni appena emanate, sottoponendosi - così come avviene per l’influenza - ad una dose di richiamo di vaccino».

 


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marcopa
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Il calo di mortalità nel 2023 è molto sensibile in tutta Europa.

Al link di seguito il grafico dell' eccesso di mortalità in Europa dal gennaio 2020 al luglio 2023.

L' immagine è piccola ma facilmente si ingrandisce.

E' netto il crollo dell' eccesso in tutta Europa nel 2023, mentre nel 2022 l' eccesso di mortalità è stato alto, anche negli ultimi mesi, nonostante l' emergenza Covid fosse già considerata finita.

https://lecorvettedellelba.blogspot.com/2023/09/grafico-eccesso-di-mortalita-in-europa.html

 

Sarebbe giusto che Rezza fornisse anche la dimensione del calo di mortalità, in Italia -50.000 decessi in 8 mesi. 

Di seguito interrogazione alla commissione dell' Unione Europea nel marzo 2023 che mette in relazione la mortalità in eccesso del secondo semestre 2022 con la terza dose del vaccino.

Aumento dell'eccesso di mortalità in Europa: vogliamo chiarezza

6.3.2023

Interrogazione con richiesta di risposta scritta  E-000740/2023
alla Commissione
Articolo 138 del regolamento
Sergio Berlato (ECR)

 

Stando ai dati a disposizione pubblicati da Eurostat, negli ultimi mesi in Europa si è verificato un brusco aumento dell'eccesso di mortalità in un arco temporale che coincide con la somministrazione dei vaccini anti COVID-19.

Malgrado l’aumento del numero delle reazioni avverse, anche mortali, che si sta verificando un po’ ovunque, parrebbe riscontrarsi da parte delle autorità sanitarie la tendenza a minimizzare o addirittura negare qualsiasi tipo di correlazione tra tali reazioni avverse e l’inoculazione delle sostanze geniche sperimentali definite impropriamente “vaccini anti COVID-19”.

Alla luce di quanto sopra, si chiede alla Commissione:

  • 1.se intenda predisporre studi approfonditi per fare maggiore chiarezza sulla correlazione tra le inoculazioni di questi presunti vaccini anti Covid-19 e le tantissime reazioni avverse, anche mortali, che si sono manifestate e che continuano a manifestarsi anche sul territorio dell’Unione europea;
  •  
  • 2.se, alla luce della diversa situazione epidemiologica esistente in Europa rispetto alla fase iniziale ed alla luce del numero preoccupante delle reazioni avverse che si stanno registrando, non ritenga necessario sospendere le autorizzazioni all’impiego di tali presunti vaccini anti Covid-19 su tutto il territorio dell’Unione.

Presentazione: 6.3.2023

Questo post è stato modificato 9 mesi fa 2 volte da marcopa

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marcopa
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Marcopa
 
 

Professore associato di Chirurgia Generale presso Università degli Studi di Padova

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INCONTENTABILI ... Ora che i dati ISTAT mostrano un ritorno alla mortalità pre pandemica [1], alcuni incontentabili "diversamente pensanti" cosa hanno tirato fuori dal cassetto? Il fantomatico effetto "harvesting"... i nostri amici molto studiosi ci vogliono dire cioè, che essendo morte centinaia di migliaia di persone, prevalentemente fragili, nei tre anni pandemici, ci dovremmo aspettare nel 2023, non un ritorno alla normalità, bensì un NETTO DIFETTO DI MORTALITA' ... Quindi attenti voi tutti a "cantar vittoria" così facilmente... Il ragionamento in effetti non è sbagliato, anche se i "diversamente pensanti" ci vogliono chiaramente far notare che se manca l'effetto harvesting è perché esiste un eccesso di mortalità legato a qualcos'altro, e chissà loro a cosa pensano. Ma se gli "amici diversamente pensanti" avessero seguito i numerosi post di questa pagina sull'argomento in realtà avrebbero già la risposta a questo loro giusto dubbio.

La risposta è infatti la seguente. Il calcolo dell'eccesso della mortalità rispetto alla media degli anni 2015-2019 ha un bias molto importante, cioè non tiene conto dell'invecchiamento della popolazione italiana (figura 3, [2]). E come abbiamo già spiegato, questo fenomeno porta intrinsecamente ad un aumento del numero di morti annui. Quindi l'invecchiamento progressivo della popolazione può non far notare l'inevitabile effetto harvesting post pandemico, perché si tratta di due fenomeni con un effetto opposto sulla mortalità. Questo ragionamento piuttosto intuitivo è facilmente dimostrabile se si standardizzano i tassi di mortalità. L'amico Gianluca Piacenza ha fatto questa bellissima analisi, standardizzando la mortalità italiana dal 2015 ad oggi sulle caratteristiche demografiche della popolazione italiana del 2023. In altre parole la sua analisi "aggiusta le mortalità" dal 2015 al 2022 come se la popolazione italiana fosse sempre stata "vecchia" come quella del 2023, eliminando in tal modo l'effetto dell'invecchiamento demografico sulla mortalità [3,4].

Il risultato lo vedete nelle figure 2 e 3. La STANDARDIZZAZIONE della mortalità e dell'eccesso di mortalità determina un NETTO DIFETTO DI MORTALITA' nel 2023, di alcune decine di migliaia di morti solo nei primi 7 mesi dell'anno. In parole semplici la standardizzazione SMASCHERA L'EFFETTO HARVESTING post pandemico. [1] https://lnkd.in/dxyXw3zA [2] https://demo.istat.it/ [3] https://lnkd.in/deD2RyR8 [4] https://lnkd.in/efKiaUQ7

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