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Atlantismo: un esito obbligato ?


oriundo2006
Famed Member
Registrato: 3 anni fa
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Stavo riflettendo ieri sera sul come l'atlantismo potesse mutare pelle ed assumere nuova veste, utile a 'realizzare' parte della storia recente e inserirsi in quella futura, conservando le proprie prerogative egemoniche ( oggi sopratutto ideologiche ) sul resto del mondo.

Insomma, adesso USA ed Eu sono al bivio delle rispettive traettorie economiche e politiche, con o senza 'rovesciamenti' elettorali e con o senza soluzione 'ottimale' dei conflitti che li vedono parte attiva 'destruens' ma per il momento non ancora deliberatamente 'construens'. 

La soluzione, unica, che mi è apparsa chiara è l' unione di entrambe le realtà, USA ed Eu, in una unico superstato mondiale.

Come ? Attraverso gli USA che 'fagocitino' l'EU, modificando le proprie regole interne e chiedendo agli europei di 'accettare' la supremazia, anche solo 'inter pares', di Washington. 'Annuit Coeptis'.

Questa è l' unica 'soluzione' possibile e 'realizzabile' che mi pare attuabile, simile a quanto nei secoli lontani fece Roma col concedere la cittadinanza a tutti i popoli dell' Impero. 

Tutti noi europei saremmo di diritto cittadini americani e viceversa. Si costituirebbe un superstato gigantesco, simile quantitativamente alla Cina o all' India, avrebbe egemonia piena al suo interno bypassando vetuste regole pseudo-democratiche, costituirebbe la destinazione 'finale' ed ultima della storia stessa degli indoeuropei 'recenti' ( non quelli antichissimi ), mostrerebbe al 'mondo' ancora una volta ciò di cui sono capaci i popoli 'bianchi', sia pure oggi molto diluiti...e via discorrendo: e tra l'altro sanerebbe bilanci di stati assolutamente non risolvibili in altra maniera.

Questo tragitto che ho immaginato, è stato perseguito sotto traccia negli ultimi decenni o è solo un obiettivo possibile tra i tanti 'futuri' eventuali ?

Questa domanda fondamentale attende una risposta che nei dettagli non posso dare per mia poca competenza nei svariati ambiti.

Posso però vederlo all' opera già adesso nei diversi domini economici, politici e sopratutto militari: l' unione in questi 'reami' distinti solo per comodità , è già oggi una piena realtà.

L' ultimo è quello più importante, quello che funge da legame tra le differenti 'spinte' politiche unitive sia di qui che di là dell' Atlantico e che gli dà cogenza all' interno stesso dei differenti moduli politici 'sistemici' e delle differenti 'storie' delle comunità sottese agli stati.

L'aspetto militare impersonato dalla Nato sta realizzando proprio adesso, in questo mondo di ciechi, quanto ho indicato: sta realizzando questo superstato all' interno del quale vivono le differenti statualità in un ambito dimidiato, parecchio per gli europei ma anche per gli USA: la lamentela sul bilancio di difesa 'copre' questo desiderio di essere unici e soli quando invece la realtà preme per l' unione e la coesione della 'cassa comune'.

Sono solo spunti che richiedono più matura riflessione da parte mia come vostra.

Invito dunque chi li dovesse leggere a pronunciarsi in merito.

Da parte mia noto che l'aspetto strettamente militare, come può essere il 'padrino' di questa unione che potenzialmente ma già nei fatti esiste ( spostamento di aziende europee in USA ad esempio ), può essere anche l'elemento che fragilizza questa costruzione se non è assistito da una serie di norme politiche di ampio respiro, sulla falsariga delle differenti costituzioni in essere ( purtroppo 'pezzi di carta' molto desueti proprio perchè relative ad un flusso di storicità post '45 che oggi si è rotto ) ma di necessità molto più stringenti e cogenti per il futuro: poco liberismo insomma quando la caserma costituisce il 'nocciolo duro' politico e sociale e molto più rigore e sorveglianza per porre un freno al degrado dell' american 'way of life' come quella 'european' dovuta ad immigrazioni incontrollate del Sud del mondo.

Quest' ultimo punto fa però intravvedere un potenziale 'nemico' di questo 'superstato'...

 


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marcopa
Illustrious Member
Registrato: 3 anni fa
Post: 8327
 

Paradossalmente, 

 

mentre l' opinione pubblica è divisa

tra complottisti, tra chi dice non può cambiare mai niente, in Europa e ovunque, chi vuole gli Stati Uniti di Europa,

 

 

il destino dell' Europa è apertissimo.......

 

perchè così non può andare avanti.......

 

 

Cosa succederà è impossibile prevederlo,

 

così come era impossibile prevedere Meloni e Von der Leyen girare in tandem per l' Italia e il Mediterraneo intero,

 

era impossibile prevedere anche il crollo d' immagine nell' occidente moderato dello stato di Israele, ed altre cose

 

 

Non è possibile prevedere il futuro dell' Unione Europea,

 

è possibile però lavorare, provare ad agire verso alcune direzioni,

 

Contro le guerre si può agire, l' opinione pubblica ostile alle guerre è maggioritaria e frammentata,

 

non riesce ad influire in modo proporzionale alla sua ampiezza,

 

ma in qualche modo potrebbe manifestarsi, perché la situazione mondiale è destabilizzata davvero


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Martin
Trusted Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 99
 

La riflessione quasi metafisica sarebbe anche interessante, se non sorvolasse sulla estrema rilevanza della situazione contemporanea, a 7 mesi dalle elezioni USA. Il Governo o superstato occidentale e' l'obiettivo perseguito dalla lobby neoglobal che attualmente controlla la Presidenza USA, che a sua volta a partire dalla Presidenza Obama ha letteralmente occupato la Commissione UE. Entrambi mirano all'estensione ad Est a danno della Russia, anche a costo di rischiare la guerra Nato-Russia, ed al contemporaneo, esponenziale rafforzamento della Commissione UE, attraverso l'adozione della votazione a maggioranza vincolante anche in politica fiscale, estera e di difesa, ossia allo stravolgimento definitivo delle democrazie nazionali e dei poteri dei relativi Governi. Questo e' quanto e' in ballo nelle elezioni USA, se vincesse la lobby neoglobal di Biden, Blinken, Sullivan, Garland, Yellen, Mayorkas, Soros, Albrecht VDL, Michel, Macron, Scholz, Tusk, etc.

Il progetto neoglobalista in questione, se invece come probabile vincerà Donald Trump, subirà una sconfitta storica esponenziale, perche' con Trump gli USA, dopo oltre un secolo, torneranno al neoisolazionismo. Per dirne una, i polls dicono che la maggioranza degli Americani e' favorevole all'imposizione di imposte di almeno il 10% su tutte le importazioni, con il che i rapporti USA-UE cambierebbero definitivamente, e dal neoglobalismo si passerebbe al neoprotezionismo concorrenziale e competitivo tra blocchi (USA-UE-Cina), l'esatto contrario del neoglobalismo. Per non parlare del quasi sicuro disengagement degli USA dall' Ucraina.....

Siamo alla vigilia - 7 mesi - di un probabile mutamento esponenziale, che avrebbe enormi conseguenze anche e sopratutto per l'Europa.  L'ipotesi del superstato occidentale USA-Commissione UE verrebbe sbriciolata da Donald Trump, e proprio non afferro come qualunque discussione in merito possa fare allegramente astrazione  dall'estrema importanza delle dinamiche contemporanee che stanno accadendo sotto i nostri occhi. Sempre che non sia un modo per occultarle.

La storiella che con Trump "non cambierebbe nulla" e' una gigantesca, monumentale idiozia, tanto per essere chiaro.

 

 

Questo post è stato modificato 3 mesi fa da Martin

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marcopa
Illustrious Member
Registrato: 3 anni fa
Post: 8327
 

Gli USA non possono isolarsi,

 

gli USA sono ricchissimi perchè sfruttano l' intero pianeta,

 

con Trump questo non cambierebbe,

 

basta pensare al suo appoggio alla destra israeliana.

 

cambierebbero i metodi e le alleanze non la prepotenza


oriundo2006 hanno apprezzato
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