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Cosa si impara al museo d'Aquitania


GioCo
Noble Member
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Sono appena stato in visita allo splendido Museo di Aquitania in Bordeaux. Cosa ci vado a fare in un barboso museo di un barboso concentrato urbano che si vanta di far parte (per intero?!) del patrimonio dell'UNESCO, ma dovrebbe essere ricordato come epicentro della pattumiera sociopolitica del nostro recente passato europeo?

Beh, intanto divertirmi pensando alle rappresentanze di cotanta vantata vanteria, un po' come ricevere il Premio Nobel per la Pace dopo che l'ha ricevuto Obama, quello che pacificamente sottoscrive l'assassinio nominale di persone a lui perfettamente ignote con l'uso di tecnologia altamente sofisticata (i droni) tanto da ricordaci bellissimi passi cinematografici di Terminator, Robocop o Judge Dredd "il pacificatore", come è noto pellicole di successo meritato che lodano (grottescamente) i valori della pace e del benessere più aulici dell'Ameican Way of Life, quelli prodotti con abbondante violenza.

Cosa si nota in quel museo, con un poco di presenza? Beh, come i commenti che ho trovato in rete, che è lugubre, ma andando oltre e procedento dalla scoperta delle americhe, ecco spiegata la potenza europea con uno dei più lucrosi commerci di sempre: quello degli schiavi. La Francia, come d'altronde il Portogallo e l'Olanda, incassavano enormi proventi da quel commercio, a spese della Spagna e dell'Inghilterra. Non che queste fossero contrarie o meritevoli, intendiamoci. La prima era impegnata nel sistematico massacro delle genti autoctone del sud america, la seconda nel nord, genti che non si piegavano sempre volentieri al massacro e quindi dovevano essere sostituite con "carne fresca" prelevata da qualche altra parte. Il pensiero dell'epoca che riempiva TUTTE (ripeto TUTTE) le menti dei dotti uomini di scienza, era che si trattava di esseri inferiori e prossimi alle bestie anche se la sorte aveva voluto somigliassero agli umani evoluti, quindi era giusto e doveroso trattarli da bestie, dato che l'Uomo da quanto aveva fatto capolino nella storia moderna, si era sempre riservato il diritto di sfruttare le bestie per i suoi scopi e fini. Non oso pensare cosa sarebbe accaduto se pure l'aspetto fosse stato decisamente diverso, oltre ovviamente quei pochi e del tutto marginali tratti esteriori, ovviamente.

Il magnate e massimo esperto per tutti questi dotti dottissimi, quello che diete la parola sacra del sacro raziocinio illuminista era Darwin.
Che si scordò però di speculare il suo prolifico lavoro, cioé di portare all'attezione della neonata scienza indipendente (dal pensiero religioso) il fatto che "evoluzione" non c'è senza il processo opposto: tutti i sistemi studiati sono in equilibrio, perché tendono a non mutare, quindi l'evoluzione porta alla cristallizzazione evolutiva (rallentamento) nella misura della proggressione della complessità (biodiversità) raggiunta. Inolre le nicchie ecologiche tendono ad essere le stesse, modellando forme simili, ma i corpi che le occupano possono avere storie evolutive molto differenti e questo porta a un altra conseguenza: la memoria genetica non si esprime mai del tutto e allo stesso modo, ma rimane cumulata e latente nel tempo e nei corpi perchè i "salti evolutivi" arrivano nel momento in cui gli ordinamenti costituiti vengono spazzati via da qualche evento cataclismatico e sono quindi costretti a riformarsi da capo. Ma siccome le nicchie ecologiche sono simili ciò che conta è (tra i soppravvissuti) poter esprimere il prima possibile i geni che permettono di occupare le nicchie più gettonate, nei differenti ecosistemi che vanno riformandosi.
Per ciò l'altro processo è quello di "cumulazione preventiva" oggi noto come "trasmissione orizzontale" genetica, in cui i vegetali si sono dimostrati campioni. Vi è poi un altro processo di snellimento (riduzione) del patrimonio genetico, che consente di esprimere i tratti essenziali e di occupare più rapidamente nicchie ecologiche vacanti: è probabilmente per questo che i topi sono stati i progenitori dell'ultima ripopolazione fatta sotto il segno dei mammiferi e che noi come loro abbiamo un patrimonio genetico più ridotto rispetto alle piante che sono più antiche e più "semplici" di noi e quindi intuitivamente dovrebbero avere meno patrimonio genetico.

Infine vi è una interdipendenza stretta tra noi e il contesto che ci circonda: l'evoluzione non è affatto casuale come immaginava Darwin, ma concorrente e condivisa: è stata la concorrenza tra le piante che ha "inventato" il fiore e quindi sono state le piante a "inventare" gli insetti impollinatori. Noi ad esempio, in quanto discendenti di primati, vediamo i colori in funzione della frutta di cui ci siamo cibati evolutivamente e quindi si può dire che anche l'invenzione dei colori è una invenzione dei vegetali e per questioni di competizione. Mi piacerebbe sapere adesso che ci cibiamo al fast food che diamine vedremo in futuro ... ma lasciamo perdere che è meglio.

Quindi al museo si imparano molte cose interessanti, almeno questo lo avrete capito, come d'altronde avete capito che le cose interessanti sono pedissequamente noiose, per ciò la maggioranza se ne sta alla larga.
Questo mi permette anche di andare nei posti poco frequentati e goderli molto più di quelli che (come salire sulle torri a vedere i panorami che qualunque foto postata sulla rete può mostrare) invece richiedono ore di inutile fila. Non sempre putroppo per varie esigenze di forza maggiore, posso dedicare il tempo che vorrei alle cose che scopro nei musei, ma in questo della Aquitania la storia delle navi negriere mi è balzato all'occhio. La precisione con cui erano progettate, lo spazio accuratamente suddiviso per le "bestie sub-umane", i progetti minuziosamente preparati per i lucrosi affari di pomposi magnati che cappeggiano nei quadri attorno a quegli scempi disumani come orgogliosi pavoni all'ingrasso, mi rendono luminoso e chiaro ogni cosa: dove ci troviamo, chi siamo, dove stiamo andando.

In effetti quel museo era un poco lugubre, ma almeno ha il merito di non aver coperto con il solito muro di cartone grazioso lo sfondo del sagrato del tempio della disperazione umano.


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Truman
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Registrato: 2 anni fa
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Sono appena stato in visita allo splendido Museo di Aquitania in Bardeaux.

Bello il post, ma credo il luogo sia Bordeaux.


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GioCo
Noble Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 2212
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Sono appena stato in visita allo splendido Museo di Aquitania in Bardeaux.

Bello il post, ma credo il luogo sia Bordeaux.

Corretto, Tk!


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