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Il principio della morte


GioCo
Noble Member
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Attualmente gli assoluti e incontrastati "proprietari" (globali) del principio della morte sono i cattolici. Ce l'hanno per una semplice questione di distribuzione dell'imperituro che (differenza coerente del Cosmo religioso) è l'unico ad affibiare alla "punizione divina" tale "primato". La cattolicità ha cioè il brevetto dell'Inferno come luogo di pene eterne.

Non una semplice ca%%ata, ma proprio IL "Male". Perché ? Ce lo dice Dante quando mette bene in chiaro fuori dall'ingresso degli Inferi: "Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate". La Speranza, quella in pandemia perduta perché "l'amico dei Gesuiti", nomen omen non casuale secondo me, ce l'ha strappata. La Speranza che almeno i parenti stretti avrebbero capito che era una truffa... Ma si sa che il demonio sta sempre a "seminar zizzania". Così siamo stati chiamati a scegliere tra l'amore verso i cari o verso noi stessi. Come avremmo potuto cedere all'evidente ricatto e fare qualsiasi cosa, magari condannando i figli (a stare isolati o a farsi inoculare strani intrugli propinati a forza da personaggi MOLTO discutibili in termini morali e legali) e poi riuscire a guardarci allo specchio ?

Una situazione terribile per molti. Troppo. Tanto che si cerca in tutti i modi di non pensarci, di dimenticare, di tirare avanti e fare finta che non è stato nulla. Putroppo coloro che covano come la cenere, sono peggio delle batterie assassine dei mezzi di trasporto elettrici. Bombe a orologeria pronte a fare strame di chiunque in qualsiasi momento e quando meno te lo aspetti...

Bene, dicevamo della morte. Il principio è legato quindi alla pena per il dogma cattolico e ovviamente anche al "perdono". La magnanimità è conforme alla necessità di evitare una pena che sarebbe altrimenti eterna (in superficie) ma anche a "costringere" (soft power) ad aderire all'unica religione della salvezza "per il tuo bene" e la tua convenienza (logica) così come ti direbbe un qualsiasi "mercante del tempio". Cioè l'unica "fattoria" dove ti si garantisce "lo sconto di pena" o "pena contenuta e temporanea", cioè lunga a piacere ma (almeno) finita. Così quando esci dal recinto cattolico ti senti una "pecorella smarrita" nella vasta e pericolosissima "selva" che ci circonda. Ancora Borrell l'ha descritta così su ovvio dettato dai soliti arcinoti catto~aschenazi che sanno benissimo quali tasti intendono premere e quali insegnare ai loro camerireri... Tasti del loro dispositivo. La deprimenza assoluta senza sconti. Come torno a ripetere, non ho nulla "contro" la religione o i cattolici, ribadisco solo che rimane tra tutte (che si affidano comunque all'atto di fede e quindi sostengono forme differenti di ignoranza) è quella più miserabile e noi, volenti o nolenti, ne siamo i reduci storici.

Reduci è la parola a mio avviso coerente. Siamo "animicamente" straccioni ed io mi colloco tra tutti il più miserabile. Perché si è trattato di una lunga (migliaia di anni) ed estenuante lotta che fin'ora si è limitata a ridurre il danno, ma adesso è arrivata l'ora di "fare pulizia" dei parassiti che ci infestano l'animo. Sarà un processo lungo perché deve partire dalla presa di coscienza della loro esistenza e della loro "innumerevole" prole. Perché i parassiti sono fatti così, tendono ad essere prolifici e poco resistenti. Contano sul numero. Come facciamo noi con i calcolatori.

Oh no ?!

Nella coscienza c'è tutto. Basta avere pazienza e osservare con attenzione. Fuori non c'è nulla di cui avere "bisogno". Ma torniamo al punto: la morte. Noi non la temiamo in quanto è ciò che accade perché ci circonda. Persino la tecnologia "muore". Questo è un Mondo fondato sul principio della caducità e nulla sarebbe più orrendo qui dell'eternità. Nulla sarebbe più "contrario" all'Ordine Cosmico che ci include e di cui rimaniamo infima parte componente. Ciò vuol dire che è impossibile ? No, non vuol dire questo.

Vuol dire che è l'antitesi della Saggezza e l'apoteosi dell'Ignoranza. Non hai capito nulla di cosa sia la Morte ma la temi e la vuoi eliminare per evitare la "condanna" che la morte imbriglia, in un luogo di passaggio dove nulla risponde all'eternità "apposta" e non per te, ma per tutto e a prescindere. Sarebbe come volersi inchiodare all'ingresso del teatro per non entrare ne uscire perchè "lo spettacolo è terribile" (dato che è un dramma) e "non si deve recitare" (perché... bho!). Che senso ha ? Nessuno, per la "canoscienza" è ridicolo. Ma ovviamente non si può ridere in faccia a chi lo vive in modo drammatico.

Occorre ricondurre ogni cosa al suo alveo e al suo Ordine senza forzature.

Pazienza. Infinita pazienza e infinito ascolto. Un poco per volta qualsiasi minuscolo esserino alla fine mette il muso fuori dalla sua tana se ci lasciamo concquistare dal Potere della Calma Interiore. Lo farà per ammettere (suo malgrado) di avere "creduto" l'assurdo e di averci mostrificato per quel motivo e perché ha ceduto (evidentissimamente) ai bassi istinti e ai "falsi" pensieri. D'altronde, vittime millenarie come siamo anche noi, quale voce di condanna potremmo mai sollevare contro di loro ? Che bello il giorno in cui ci si potrà abbracciare riconoscendo i torti reciproci e non le condanne...

Ma andiamo oltre che sognare è bello ma poi la realtà bussa alla porta e raramente è altrettanto piacevole.

Pensiamo per un attimo, solo per un attimo a cosa accadrebbe se l'orrore divenisse eterno. L'eternità ha senso solo per il bene, nel bene, con il bene. Entro cioè i suoi confini. Fuori semplicemente è transizione. Per logica e coerenza, non può essere altrimenti per quanto riesco a concepire.

Per ciò tutto ciò che si denuncia come transiente, si denuncia come tale: transitorio (o trans-)in opposizione all'eterno e al contempo compatibile con questo luogo. Non c'è molto altro da aggiungere. Trovate le magagne se ci riuscite in questo semplice (ma non banale) passaggio.

Procediamo (che c'è dell'altro). Dalla morte (temuta) al "libero arbitrio" (che non esiste ed è un ossimoro in un recita pure se inconsapevole) il passo è breve ma non immediato. Cioè controintuitivo. Ci vuole indicizzazione. Il libero arbitrio deriva proprio dalla paura per la condanna: se "credi" di non avere speranza come fa ad accettare di non poter scegliere ? Però se "credi" crei il tuo Inferno e neanche lo sai.

Il peso dei nostri deliri in particolare diventa il motore del puro non senso, come bruciare gente viva per purificarne l'animo e "credere" di fare il bene (che sia in internet con la censura "due pesi e due misure" o fisicamente con i pogrom poco cambia a livello simbolico per la coscienza collettiva). Che poi sono i cedimenti verso i pensieri "caduchi" o "sussurri dei morti". Il desiderio che deriva da tutto quello che abbiamo combinato in Vita o peso (incosciente) di natura emotiva e che ha poi il potere di modellare le energie e "metterci in connessione" con l'oltremondo (l'invisibile e il sottile) diventa mutuamente rinforzante: più ti arrabbi più ti arrabbi, più odi e più odi, più temi e più dipendi dal timore e via così senza soluzione di continuità.

In altre parole più dipendi da un qualche mix di basse emotività, più si radunano attorno (attratte come le falene) entità assetate di quelle energie che si abbeverano alla tua fonte prosciugandoti e in cambio ti danno pensieri ("ragioni ragionevoli") più "solidi" (cioè difficili da criticare) al fine di rinforzare il tuo stato d'animo e dare loro sempre più "cibo".

Un esempio ? Beh, oggi ne avete così tanti e così evidenti. Guardatevi attorno. Recentemente ad esempio al parlamento israeliano pare abbiano approvato una legge che punisce chi nega la versione ufficiale del 7 ottobre. Se è accaduto non è ridicolo, è surreale, e in specie perché quella versione è quella del gabinetto di Netanyahu che in teoria tutti avversano proprio in patria e proprio per la gestione inaccettabile che è stata fatta di quell'evento che va messo in discussione, quindi è un pieno autogol di tutta la politica israeliana, l'ennesimo. Solo una delle ormai infinite sequenze di sto teatrino dell'assurdo di cui ci dovremo abituare e che dovremo imparare a ignorare e disapplicare sistematicamente, come si fa con i capricci dei bambocci, rimanendo centrati, lucidi e coscienti. Un po' come Zelensky che si autopromulga una legge che vieta qualsiasi trattativa con i Russi. Anche qui nient'altro che puro surrealismo privo di ogni afflato del minimo sindacale di saggezza.

Se però agisci al rovescio e tieni emotività vicine alle gioia e all'amore impersonale, non attrai entità superiori. Semplicemente tieni lontane quelle inferiori che faticano a nutrirsi (di te). Per loro sei come un veleno. Per questo poi fatichi anche a fare "amicizie" (anche se per fortuna oggi sempre meno) perché "gli altri" dipendono dalle loro entità basse e non riescono a fare altrimenti. Spesso queste entità stanno ben nascoste dietro pensieri ricorrenti (e silenziosi) e quindi in piena sindrome proiettiva ci pare che no, gli affetti sono immuni... D'altronde se c'è un ente che rimane esperto assoluto di inganno è quello che ha "bisogno" di inganno. Come il cacciatore o il predatore. Il suo intento sarà focalizzato... Aggiungiamo che dall'altra parte sei operativo 24su24. Non hai "bisogno" di dormire.

Persone come questo "Speranza" (che non a caso in periodo pandemico chiamavo "Disperazione") hanno il compito di chiamare a sé coloro che sono troppo invischiati per riuscire a stare fuori dall'influenza del Basso Astrale. Un po' come un giocatore d'azzardo che non riesce a stare lontano dai Casinò. Ci pare una persona come tutte le altre tranne quando si scatena il suo "bisogno" di andare a giocare.

Allo stesso modo e controintuitivamente, noi abbiamo "bisogno" della morte. Abbiamo "bisogno" di credere e di temerla. Perché la minaccia che "dall'altra parte" vi sia qualcosa di tremendo procede dal peso che nell'animo si è cumulato ad ogni rinascita. A sua volta tale peso si alimenta dal "libero arbitrio" che promette la salvezza mentre ti condanna a considerare tutto ciò che accade con il metro del pensiero dei tuoi suggeritori. Che non hanno interesse "a lasciarti andare".


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